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01 marzo 2020

La buffonata delle messe sospese

L'emergenza del Coronavirus sta mostrando ancora una volta che l'irrazionalità è tratto distintivo dell'attuale classe politica. I bar, i ristoranti e i supermercati possono rimanere aperti, altrimenti, poverini, rischiano di fallire. Le Sante Messe invece rimangono sospese, perché sicuramente presenziare ad esse provocherebbe una pandemia. L'episcopato ha accettato senza combattere, non c'erano dubbi, l'imposizione dell'autorità civile, che avrebbe ben altri problemi sul lato sanitario. E' notizia di questi giorni che la promiscuità sessuale stia provocando un'epidemia di malattie veneree, sifilidi e gonorrea, senza contare l'epidemia strisciante di AIDS di cui si parla sempre troppo poco.
Però il problema sono le Messe. Che buffoni!


 

24 settembre 2013

Chi sono io per giudicare Belen?

di Francesco Mastromatteo

A volte anche la pagina più “fatua” di un social network può dare indirettamente inedite lezioni di morale evangelica, contro tutti i finti moralismi, laici o religiosi che siano. Ci riferiamo a quella di Belen Rodriguez, già mamma, fresca di matrimonio e di polemiche legate proprio alle sue nozze con il ballerino Stefano De Martino, per cui avrebbero addirittura faticato a trovare un sacerdote disponibile a celebrarle.
 

12 luglio 2013

Una croce di ferro sul petto? L'equivoco del Papa "povero"

di Paolo Maria Filipazzi

Lunedì 8 luglio si è svolta la storica visita del Papa a Lampedusa. Non starò a parlare del profondo significato della visita né della bella omelia, ma mi limiterò a riflettere su alcuni aspetti “esteriori”. Dunque: altare, ferula e calice usati durante la Messa erano di legno “dei barconi degli immigrati”. Non intendo dilungarmi sulle solite polemiche liturgiche. Ciò che mi fa saltare i nervi è altro. Mi riferisco ai commenti tanto “estasiati” da far venire il diabete, riassumibili più o meno nel gridolino isterico che segue: “IHHHHH!!! Il Pappa che celebra cor calisce de legno! Che ffiggo! Lla Cchiezza povverra!”. Mi lascia un po’ stranito che nessuno abbia notato (eppure si vedeva bene!) che il calice “di legno” era bordato e internamente vestito d’oro. Così come d’oro erano gli altri strumenti liturgici. 

Ora, se questa visita l’avesse celebrata il suo predecessore, immagino gridolini sempre isterici ma molto diversi: “Ma chi prende per il culo! Il calice è di legno, si, ma pieno d’oro! Cor calisce derr Pappa ce sfami mezzaffrikka!!!”. Dal canto mio, sono contento e sollevato che a Francesco non venga riservato dai media il trattamento vigliacco destinato al suo predecessore, ma mi sento abbastanza a disagio anche dall’estremo opposto… Mi sembra che attorno a Papa Francesco si stia stringendo una morsa che strumentalizza gesti, scelte, parole (non tutte: solo quelle attentamente selezionate, gettando via ciò che invece di lui dà fastidio) e che temo finirà, alla lunga, per fargli male, molto male.

Mi spiego: nella vulgata questo è il Papa “che cambierà la Chiesa” e suscita per questo l’entusiasmo di miriadi di persecutori sia esterni che interni (quelli contro cui ci mise in guardia Benedetto XVI durante il suo viaggio a Fatima) per i quali “cambiare” è sinonimo di “distruggere” e “Chiesa povera” è sinonimo di “Chiesa che, anziché usare le proprie sostanze per aiutare i poveri, se le vede confiscate e finisce a chiedere l’elemosina con loro, trovandosi impossibilitata di fatto a svolgere la propria missione”. Dagli anni ’70 questa fregola si è diffusa a macchia d’olio. Ironia della sorte, in concomitanza con la creazione della nota controfigura del vero San Francesco di Assisi, fatto passare per una sorta di comunistello, la rediviva eresia pauperista aveva creato proprio l’attesa messianica di un “Papa Francesco” destinato a “cambiare (leggi: smantellare) la Chiesa”. Il famigerato don Farinella ci aveva persino fatto un libro, il cui titolo è tutto un programma: “Habemus Papam. La leggenda del Papa che abolì il Vaticano”, in cui il Papa che abolisce il Vaticano e quindi, in sostanza, la Chiesa, si chiama, ovviamente, Francesco. 

Una figura agghiacciante perchè genuinamente anticristica, molto simile a quella descritta da Soloviev. Il Papa Francesco della “leggenda” era amatissimo, fra gli altri, da Marco Pannella e dai radicali (e da chi, se no?) che sia nel 2005 che in occasione del recente conclave lo avevano invocato con sit-in in piazza San Pietro e dai microfoni della loro Radio. Ad un certo punto, in un mondo ferocemente anticristiano, arriva davvero un Papa Francesco, e tutti esultano, scambiandolo per l’Anticristo che da tempo aspettavano. Don Farinella proclama esultante ai media che la sua “profezia” si è finalmente realizzata! La tragedia del vero Papa Francesco, quello che ogni giorno ci mette in guardia contro il Diavolo, quello che ricorda che la Chiesa non è una ONG pietosa, quello, insomma, che parla ed agisce da vero Vicario di Cristo, sta proprio in questo gigantesco equivoco (e temiamo che, almeno per il momento, nemmeno il diretto interessato si avveda del tragico equivoco).

Ed ecco dunque, che tutto è segno di chissà quale rivoluzione. Il Papa non usa la mozzetta, il rocchetto, la stola, i vecchi paramenti, le scarpe rosse e neppure i tronetti! Ecco, nessuno fa notare che tutto ciò è sempre li, in Vaticano, nei cassetti e negli sgabuzzini, anche se il Papa non li sfoggia. Con un altro Papa si sarebbe tuonato allo spreco! Nessuno fa notare che, con gente che perde la casa, il Papa lascia vuoto l’appartamento papale. Perché non ci manda ad abitare qualche senzatetto? Nessuno fa notare che le “macchine lussuose” di cui il Papa non si serve più sono sempre lì nei garage a fare polvere. Con gente che la macchina non può nemmeno permettersela! Nessuno fa notare che per secoli l’anello papale (quello che doveva sfamare mezzafrica, per intenderci, ma che in realtà valeva quanto due vele nuziali due) è stato praticamente lo stesso, rotto alla morte di ogni Pontefice e rifuso per realizzare quello del suo successore. Ecco, ora quell’anello è ancora lì, inutilizzato, ed in più c’è quello di Papa Francesco, fatto realizzare nuovo di pacca, ma a tutti interessa solo che non sia d’oro ma “solo” d’argento (in realtà placcato d’oro anch’esso) e non sembra fregare a nessuno che ora in Vaticano c’è qualche briciola d’oro e d’argento in più e non in meno. E nessuno intima burbanzosamente “ar Vaticanno” di rivelare quanti “sòrdi” siano stati spesi per realizzarlo, con annesso conteggio di continenti che si sarebbero in alternativa potuti sfamare. Senza contare i nuovi paramenti commissionati apposta, al posto dei “sontuosi” paramenti di Benedetto XVI, che erano già lì in Vaticano e che costavano zero. Anche la ormai proverbiale “Croce di ferro” (ma per qualcuno addirittura di latta o di legno!) in realtà è d’argento, e la Croce d’oro è ancora li, da qualche parte, in qualche cassetto.

Dite che sto sparando una marea di boiate? Che è una polemica da perfetto deficiente? Ebbene sì, avete perfettamente ragione! Ma è proprio di queste boiate che si sono nutrite per decenni le polemiche anticlericali e negli ultimi anni i grevi attacchi a Benedetto XVI. E questa epidemia di deficienza uguale e contraria mi insospettisce e mi allarma: quanto durerà questo delirio? Quando finirà ma, soprattutto, come? Purtroppo, temo di avere una sola certezza: Papa Francesco ne uscirà come vittima. Noi, che il Papa lo amiamo davvero, preghiamo per lui. 
 

02 maggio 2013

Il complesso (anticattolico) del Primo Maggio

di Satiricus

Guardate, evitiamo di tirarla tanto per le lunghe con le consuete moine da ultra-conservatori neo-borbonici fissati con la palla delle blasfemie e i castighi divini: un cantante sale sul Palchettone del Primo Maggio e sponsorizza preservativi con un fervore tale che metà dei teologi oggi non riservano alla santa Eucaristia? Ben venga! 
 

15 marzo 2013

Manuale per conoscere la Massoneria


di Beppe Fusilli


Quante volte abbiamo sentito parlare di “Massoneria”, di “Poteri Forti” e di “Lobby di potere”,  senza sapere bene in realtà di cosa stessimo parlando? Un argomento questo abbastanza oscuro, ammantato di nebbie ed ignoranza. Non so se ricordate il celebre film di Stanley Kubrick, “Eyes Wide Shut”, un’espressione idiomatica che si traduce con “ingenuo", "inconsapevole". Questo film pone appunto, come sfondo della narrazione, la realtà segreta e inquietante di una loggia massonica, nella quale si ritrovano politici, personaggi pubblici di fama comune, persone “insospettabili”, tra cui il protagonista Tom Cruise.
 

12 marzo 2013

Le "Iene" e gli sciacalli mediatici contro la Chiesa

di Marco Mancini

Proprio nell’imminenza del Conclave, torna di moda il tema degli abusi sessuali nella Chiesa. Nell’opera di divulgazione mediatica sul tema si è particolarmente distinto il programma “Le Iene” (nomen omen…), che ha trasmesso per due puntate consecutive servizi sullo scandalo della pedofilia, riguardanti in particolare la diocesi di Savona.
 

23 gennaio 2013

Il Guardian, il Vaticano e il "tesoro di Mussolini"

di Marco Mancini

“Come il Vaticano ha costruito un impero immobiliare segreto usando i milioni di Mussolini”: più o meno così titolava ieri il quotidiano progressista britannico Guardian, presentando un’inchiesta esclusiva condotta da ben tre reporter della testata.
 

21 novembre 2012

Il caso Savita e l'aborto "terapeutico"

di Giuliano Guzzo

Savita Halappanavar, giovane di origine indiana, è morta nei giorni scorsi in Irlanda a causa dell’aggravarsi delle proprie condizioni in seguito ad un aborto che i medici, nonostante i forti dolori accusati e le sue richieste, hanno tardato a praticarle motivando questo diniego – così si dice – sulla base della loro fede cattolica. Non è chiaro se l’aborto, se fosse stato praticato quando lei lo chiese, e cioè pochi giorni prima rispetto a quando poi è stato effettuato, le avrebbe allungato l’esistenza; sta di fatto che a questo dramma sta già facendo seguito, com’era prevedibile, una fortissima campagna a favore di una legislazione abortista in un Paese, l’Irlanda appunto, che a tutt’oggi ne è privo. La notizia ha naturalmente sollevato forti polemiche anche in Italia come dimostra, per esempio, il portale dell’Uaar, nel quale è addirittura riportato che Savita è «morta perché l’Irlanda “è un paese cattolico”. Tanto è cattolico, che vi si può morire perché i medici rifiutano un aborto, anche se è in pericolo la vita di una madre» [1].
 

12 novembre 2012

Cristiada: l’epopea del film fantasma

di Isacco Tacconi 

Ieri pomeriggio (dopo il successo delle giornate di mercoledì 7 e giovedì 8 novembre), presso i locali della Fondazione Lepanto, è stato proiettato "Cristiada", film che racconta in poco più di due ore l’epopea dei Cristeros messicani. Il titolo della pellicola, che riprende il nome con cui quegli eventi sono passati alla storia, indica proprio il senso di una nuova “Cruzada” per Cristo, combattuta fino all'effusione del sangue dalla maggior parte della popolazione cattolica messicana negli anni '20, contro il governo massonico e anticlericale di Plutarco Elías Calles (1877-1945).

Egli mirava ad un totale sradicamento della fede del popolo messicano, attuabile soltanto a prezzo del sangue di molti martiri innocenti: per raggiungere lo scopo e avere il necessario sostegno, accettò perfino una distensione dei rapporti, precedentemente conflittuali, con gli Stati Uniti, interessati alle risorse petrolifere del paese. La rivoluzione anti-religiosa, in atto nel resto del mondo sotto il nome di “comunismo”, trovava in Messico la strenua e solida opposizione dell’avversario più ostico: la Chiesa Cattolica.

Il fatto interessante è che, come i drammatici eventi della sanguinosa repressione del popolo messicano fedele alla Santa Chiesa e a Cristo sono stati passati sotto silenzio, insabbiati, dimenticati, allo stesso modo si sta tentando di occultare la pellicola che tali eventi vuole riportare alla luce. Il film, originariamente presentato con il titolo di “Cristiada”, è stato ribattezzato “For Greater Glory” per motivi potremmo dire prudenziali, con la speranza che così facendo trovasse maggior fortuna nella distribuzione delle pellicole. Purtroppo così non è stato. Già da due anni infatti si parla della sua uscita nei cinema, che fin da subito ha trovato ostacoli, levate di scudi ed un totale disinteresse da parte di tutte le case cinematografiche hollywoodiane. Per un periodo si era persino vagheggiato l’interesse al suo acquisto da parte di Disney, ma il tutto si è concluso in un nulla di fatto. Curioso quanto sbalorditivo, dato il cast di altissimo livello: Andy Garcia, Eva Longoria Parker, Peter O'Toole, Bruce Greenwood, Catalina Sandino Moreno, Eduardo Verasteguì, Bruce McGill, Oscar Isaac, Santiago Cabrera, Nestor Carbonell, Rubén Blades, Oscar Isaac. Inoltre, il film costituisce l'esordio alla regia di Dean Wright, già veterano supervisore degli effetti speciali negli ultimi due capitoli del Signore degli Anelli, “Le Due Torri” e “Il ritorno del Re”. E, come se non bastasse, la colonna sonora è stata composta dal famoso musicista James Horner, autore, fra le altre, delle musiche di Titanic, Braveheart, Apollo 13, A Beautiful Mind e La Maschera di Zorro. Insomma, un curriculum tutt'altro che mediocre. 

E allora perché questa totale indifferenza per un film che frutterebbe un incasso elevatissimo in tutto il mondo? Verrebbe da rispondere come Quelo :“La risposta è dentro di te, e però è sbajata”. A sentire i soliti minimizzatori, infatti, affermare che la motivazione del rifiuto sia il contenuto favorevole alla Chiesa e alla Fede cattolica sarebbe un’esagerazione, o l’ennesima prova di vittimismo papista. Il problema è che il film, che ho avuto la fortuna di vedere, racconta e legge i fatti non solo dalla campana cattolica, quindi sulla base di interessi di parte, ma secondo la verità storica. Dalla pellicola, infatti, non traspare un’idealizzazione della Chiesa, descritta come una società perfetta, ma si mettono in luce anche gli aspetti negativi degli uomini che ne fanno parte, non nascondendo gli eccessi che li hanno visti protagonisti in una guerra comunque dispotica e spesso sproporzionata. 

Ad ogni modo resta la memoria innegabile e terribile degli 85 mila cattolici scesi a combattere contro il governo anti-cristiano e caduti sui campi di battaglia, definiti spregiativamente cristeros a causa della loro fede in Cristo Re. Con buona pace dei "teniamoci per mano", "volemose bene", "fate l’amore non fate la guerra","pacifisti cattolici" (?), “il Messico cristero godette "dell’imprimatur" della stessa Santa Sede. Papa Pio XI (1857-1939) dedicò infatti alla persecuzione anticattolica di quello sfortunato Paese nordamericano non uno ma ben quattro documenti magisteriali, tre dei quali furono nientemeno che encicliche, oggi opportunamente raccolti nel volume Encicliche sulle persecuzioni in Messico, 1926-1937 (Amicizia Cristiana, 2012, pp. 78, € 7,00).” [1]

Appurato quindi, che l’uscita del film nei cinema europei ed italiani sarà quantomeno largamente posticipata se non addirittura negata, non resta altro che il fai da te per poter diffondere con i mezzi informatici questa pellicola “fantasma”. Ottima, dunque, l'idea della Fondazione Lepanto, che ha fornito a coloro che ne hanno avuto il desiderio la possibilità di conoscere questo tragico e allo stesso tempo glorioso capitolo della storia messicana e del Cattolicesimo novecentesco. L’iniziativa promossa dà così il via ad una sorta di “resistenza” culturale, che si affida alla buona volontà e alla libera iniziativa dei privati e delle associazioni di ispirazione cattolica. 

“Non c’è gloria più grande di dare la vita per Gesù Cristo”: queste sono le ultime parole di padre Cristopher (nel film Peter O’Toole) pochi minuti prima di essere fucilato dai soldati dell’esercito governativo messicano. Questo è l’ideale che forse si sta cercando di cancellare dalla coscienza dei fedeli cattolici. Ma che si conserva ancora vivo nella memoria di quei migliaia di martiri che, al grido di “Viva Cristo Re!”, hanno irrorato la terra con il proprio sangue seminando il germe di nuovi cristiani e, forse proprio per questo, fanno ancora paura ai potenti di oggi, come a quelli di ieri.
 

05 novembre 2012

In ricordo di Guy Fawkes, papista e bombarolo


di Marco Mancini

“Remember, remember
the fifth of November,
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason
why Gunpowder treason
Should ever be forgot!” 
(filastrocca inglese)

Era la notte tra il 4 e il 5 novembre 1605, quando Guy Fawkes, ex-soldato di ventura, veniva fermato in una cantina da un drappello di armati al servizio della Corona inglese, mentre si preparava a far saltare in aria la Camera dei Lord con 36 barili di polvere da sparo, nel giorno della cerimonia d’apertura del Parlamento.

Veniva così sventata la cosiddetta “Congiura delle polveri”, ideata l’anno precedente da Robert Catesby e organizzata da un gruppo di cospiratori cattolici con l’intento di uccidere il re Giacomo I Stuart e il suo governo, onde ottenere, magari con l’ascesa al trono di sua figlia Elisabetta, una politica di maggiore tolleranza nei confronti dei cattolici delle Isole britanniche. Una data da ricordare non tanto per l’antiparlamentarismo che da tempo immemore connota il sottoscritto, ma anche e soprattutto perché ci consente di rievocare la dura oppressione a cui i nostri fratelli nella fede furono sottoposti nei primi secoli dell’Inghilterra anglicana.

A partire dall’Atto di Supremazia di Enrico VIII (1534), infatti, la condizione dei “papisti”, come i cattolici venivano chiamati con disprezzo, si era fatta durissima: essi subirono una vera e propria persecuzione, che in 150 anni provocò decine di migliaia di morti e fu interrotta solo durante il breve regno della cattolica Maria Tudor (1553-1558), soprannominata dai vincitori “la Sanguinaria” per la durezza usata nei confronti dei protestanti, nel tentativo di restaurare il cattolicesimo nel Regno. Cattolicesimo che continuò a essere professato dalla maggioranza della popolazione, di ogni ceto sociale, anche negli anni immediatamente successivi allo scisma e che fu espiantato a viva forza dall’anima degli inglesi con la persecuzione, specie durante il regno di Elisabetta I. Ovunque si osservava, come commentavano i visitatori inviati dalla Corona, “troppa caparbietà e ostinazione nel conservare le abitudini religiose papiste”.

I “papisti”, in quanto fedeli all’autorità di Roma, erano considerati colpevoli di alto tradimento, rifiutandosi del resto di riconoscere al re il titolo di Capo della Chiesa anglicana. Il clero cattolico, in particolare, fu bandito dal territorio inglese: questo, tuttavia, non impedì che sull’isola si continuasse a celebrare il Sacrificio, grazie al coraggio di tanti sacerdoti, soprattutto gesuiti, che dopo aver studiato nei seminari romani o francesi tornavano clandestinamente in patria, accolti da una vera e propria rete di protezione. Nelle residenze di campagna dell’aristocrazia cattolica erano spesso presenti nascondigli e passaggi segreti (se n’è avuta un’eco anche nell’ultimo film della serie di 007, “Skyfall”), che consentivano ai sacerdoti di sfuggire alle perquisizioni operate dalla soldataglia anglicana. Tra i tanti cripto-cattolici, figurava probabilmente anche William Shakespeare, ma di questo parleremo (forse) un’altra volta.

In questa situazione, l’ascesa al trono d’Inghilterra dello scozzese Giacomo I Stuart, figlio della cattolica Maria (la Maria Stuarda fatta uccidere da Elisabetta I), regina di Scozia, aveva creato nei sudditi cattolici la speranza di una piena tolleranza. Dopo alcune mosse iniziali, che sembravano andare in questa direzione, il re decise però di rinfocolare la polemica anti-papista, spingendo così i congiurati all’azione. Solo una lettera inviata al nobile cattolico lord Monteagle con l’intento di preannunciargli l’attentato e di metterlo così in salvo consentì la scoperta del piano.

A seguito di diversi interrogatori e di durissime torture, Guy Fawkes fu costretto a confessare i nomi dei suoi complici. Anche tre sacerdoti gesuiti, che pure erano o ignari di tutto o impediti dal rivelare il complotto in virtù del segreto confessionale, furono successivamente coinvolti: uno di loro, padre Henry Garnet, venne condannato e ucciso insieme ai congiurati. Gli fu risparmiata, tuttavia, la tremenda fine alla quale furono sottoposti Fawkes e i suoi compagni: essi furono impiccati e i loro corpi sventrati e squartati mentre erano ancora vivi, una prassi riservata ai condannati per alto tradimento.

In un’epoca in cui l’immagine di Fawkes viene abusivamente sfruttata, in virtù del fumetto “V per Vendetta” e del film ad esso ispirato, dai pirati di Anonymous e da altri gruppuscoli di stampo nichilista e anarcoide, è il caso di ricordare la ragione per la quale egli e i suoi compagni sacrificarono la vita, vale a dire la fedeltà alla Chiesa di Roma e l’amore per la Santa Eucarestia. Onore a Guy Fawkes, papista e bombarolo!
 

03 settembre 2012

Il cardinal Martini, l'accanimento terapeutico e quello dei soliti sciacalli


Pubblichiamo un contributo del giovane Giacomo Diana, uno dei responsabili della pagina Facebook dedicata a papa Benedetto XVI, a proposito delle strumentalizzazioni seguite alla scelta di rifiutare l'accanimento terapeutico, operata dal cardinal Martini. Come si spiega nell'articolo, scelta - almeno questa - cattolicamente ineccepibile.


di Giacomo Diana
E' ufficiale: l'anafabetismo religioso è alle stelle. Il Cardinale Martini è morto, rifiutando l'accanimento terapeutico. Apriti cielo: tutti i media hanno presentato il gesto del prelato come un atto di rivolta e dissenso al Magistero della Chiesa, ignorando - tuttavia - che la Chiesa da sempre ne consente il rifiuto; la stessa scelta fu presa anche dal morente Giovanni Paolo II.
 

31 maggio 2012

Contro il Papa usano anche il terremoto


di Marco Mancini
Davanti al terremoto dell’Emilia, uno potrebbe semplicemente rivolgere un pensiero e una preghiera alle popolazioni colpite dal sisma, oppure, come l'amico Marco Piazza, dedicarsi alla teodicea. Invece no. Tocca occuparsi delle solite, misere polemiche. Quando c’è da sparare sulla Chiesa, si sa, tornano comode pure le disgrazie.