di Francesco Maria Filipazzi
Da una parte le consacrazioni di Econe, in rito tridentino. Dall'altro il cardinale Radcliffe che benedice e celebra una coppia omosessuale in chiesa.
I primi sono scismatici e si sono presi una scomunica, il secondo è in comunione con Roma e nessuno lo sanzionerà.
Messa così, è innegabile che da queste parti venga voglia di "andare dai lefebvriani", ma proprio perché sarebbe un'azione d'impeto, dobbiamo rimanere fermi e, nonostante tutto, rinnovare la nostra fedeltà al Papa, senza farci offuscare da una realtà fin troppo evidente e ingannevole. Il Grande Ingannatore è all'opera e dobbiamo esserne consapevoli.
Da fedeli al Papa, dobbiamo però filialmente supplicarlo di affrontare alcuni temi che dopo l'1 luglio sono cogenti e non più rimandabili.
L'errore della San Pio X
L'approccio della San Pio X alla vicenda delle consacrazioni non ha certo brillato per umiltà. Fra le righe, don Pagliarani ha pressoché lasciato intendere che l'unica salvezza delle anime passerebbe per la Fraternità, laddove la Chiesa sarebbe in toto corrotta e professante eresie. Inoltre non ha voluto, anzi non ha potuto, chiarire un tema fondamentale, riguardo l'accettazione della validità del Novus Ordo. Non è infatti un mistero che i sacerdoti lefebvriani in buona parte la neghino, che siano state effettuate più volte ordinazioni sub condicione di sacerdoti provenienti dalle diocesi, che spesso e volentieri i laici che vogliano aderire alla Fraternità debbano rifare la cresima. Anche le ostie consacrate in messe Vetus Ordo dei sacerdoti diocesani o degli istituti ex Ecclesia Dei sono messe in discussione.
Questa pretesa di essere l'unica istituzione cattolica sana portatrice della Grazia sfiora il demenziale ed è inaccettabile, ma è funzionale alla proclamazione dello stato di necessità. Se infatti un fedele della San Pio X potesse assistere alle messe tridentine di altri, cadrebbe l'impalcatura.
L'errore della gerarchia romana
Dal canto suo la gerarchia romana non brilla. È innegabile che anche in questo pontificato la liturgia tridentina sia messa ai margini, mentre persiste la fissazione vaticanosecondista. L'idea che il Concilio Vaticano II sia l'unico metro di misura per valutare l'adesione al magistero e la fedeltà al Papa ha ormai assunto contorni patologici. Un Concilio che sin dalle premesse non aveva carattere dogmatico è stato trasformato in un superdogma, mai però realmente enunciato o spiegato. Peraltro dubitiamo fortemente che l'ecumenismo e la libertà religiosa pensati all'epoca fossero ciò che si professa oggi.
Dunque se a Roma la finissero di giustificare ogni deriva teologica e morale riferendosi al Concilio, siamo sicuri che il dialogo sarebbe più sereno.
Il tema della liturgia
Il rifiuto pervicace della liturgia antica, del gregoriano, dell'organo e del latino nella Chiesa moderna, ha probabilmente motivazioni di carattere psicologico. Non si spiega altrimenti questa liturgofobia, che non trova fondamenti né in Sacrosantum Concilium né in altri testi conciliari, che infatti lo stesso Lefebvre sottoscrisse.
Il messale edito successivamente non è dunque basato sul Concilio.
Al di là di questo tema, appare ingiusto e ingiustificabile il divieto di celebrare la liturgia precedente, soprattutto a fronte di una richiesta sempre crescente da parte del popolo dei fedeli. Siamo veramente convinti che non possa essere ammessa la liturgia tridentina, a fronte di 23 riti regolarmente celebrati nella Chiesa cattolica?
Supplica filiale
Riteniamo dunque di fare al Santo Padre due suppliche:
- la prima: liberi la Messa Tridentina e permetta ai sacerdoti diocesani di celebrarla senza divieti ideologici, o al contrario ci aiuti a capire quali sarebbero gli effetti negativi di queste celebrazioni;
- la seconda: apra una riflessione non solo sul Concilio Vaticano II, ma soprattutto sul post concilio, su quanto avvenuto nella Chiesa, in particolare in Occidente, negli ultimi 60 anni e corregga le tante storture dottrinali.
Urge infatti un intervento chiarificatore che solo Leone XIV può operare.
Pubblicato il 04 luglio 2026

0 commenti :
Posta un commento