Ci uniamo al cordoglio e alle preghiere per l’anima di Vittorio Messori, tornato alla casa del padre nel giorno del venerdì santo.
Messori è stato fra le personalità più importanti, sicuramente la più nota, della cultura cattolica del dopoguerra.
La sua formazione, avvenuta interamente nella laicissima città di Torino, fu improntata al più rigido razionalismo. E su un laicissimo quotidiano, La Stampa, Messori inizia la sua brillante carriera giornalistica. Nel 1964 legge, però, i Vangeli, e da quella semplice lettura scaturisce, improvvisa, la conversione.
Inizia una lunga inchiesta giornalistica sui contenuti delle Sacre Scritture che nel 1976 porta alla pubblicazione del libro Ipotesi su Gesù. L’opera diventerà subito un best seller e avrà un effetto dirompente: proprio nel pieno degli anni ’70 un giornalista già molto noto e stimato indaga sui fatti narrati nel Vangeli concludendo sulla loro veridicità.
Messori proseguirà il suo lavoro instancabilmente, con altri titolo celeberrimi come Dicono che è risorto, Patì sotto Ponzio Pilato?, Ipotesi su Maria e molti altri, diventando punto di riferimento nell'ambito dell'apologetica.
Tra questi non si può non citare Rapporto sulla fede, il libro-intervista scritto con il cardinal Joseph Ratzinger e pubblicato nel 1985. Il libro affronta alla luce della fede le questioni dell’attualità, ivi compresa quella ecclesiale, non nascondendo le criticità emerse nella situazione della Chiesa nel periodo post conciliare. Il libro è all’ origine dell’ odio che inseguirà Ratzinger fino nella tomba.
Ora anche Vittorio Messori è tornato alla casa del Padre.
Requiem aeternam dona ei, Domine, et lux perpetua luceat ei. Requiscat in pace.
Amen.

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