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20 febbraio 2019

Non è pedofilia ma pederastia. Appelli ai vescovi.

Domani andrà in scena l'incontro fra il Papa e i presidenti delle conferenze episcopali per parlare del problema della pedofilia. Mac Carrick è ormai spretato, ma non può certo essere il capro espiatorio di una situazione ormai prossima al crollo. La Chiesa va mondata dalla piaga degli abusi sessuali, ma se al vertice che si terrà fra pochi giorni non prenderanno che il problema di cui si parla in larga parte non è pedofilia, ma pederastia, cioè l'omosessualità di adulti su giovani e adolescenti, i vescovi possono starsene pure a casa. 

Manifestazione a Roma

Oggi a Roma c'è stata una manifestazione silenziosa per chiedere ai vescovi di non tacere. Per info Corrispondenza Romana.
Riportiamo un estratto:
Il vertice dei presidenti delle Conferenze episcopali, che si apre il 21 febbraio alla presenza del Santo Padre, è un’occasione storica per affrontare non solo il tema degli abusi sessuali sui minori, ma il tema della corruzione morale, che comprende ogni violazione della legge divina e naturale, a cominciare dalla terribile piaga dell’omosessualità.
Il nostro è un appello ai Vescovi silenziosi perché qualcuno tra loro, abbia il coraggio di rompere il silenzio. Ci sarà qualche Pastore che oserà dire la verità al Santo Padre? La Chiesa non teme la Verità, perché la Chiesa annuncia al mondo la Verità del Suo Capo e Fondatore, Gesù Cristo. E’ soprattutto a Lui che ci rivolgiamo con questo atto simbolico, affinché in questi tempi calamitosi, venga in soccorso della nostra debolezza e con una sola Parola, salvi la Sua Chiesa.

Appello ai vescovi dei cardinali Burke e Brandmuller

Testo:
Lettera aperta ai presidenti delle Conferenze episcopali

Cari confratelli, presidenti delle Conferenze episcopali, ci rivolgiamo a Voi con profonda afflizione!
Il mondo cattolico è disorientato e si pone una domanda angosciante: dove sta andando la Chiesa?
Di fronte alla deriva in atto, sembra che il problema si riduca a quello degli abusi dei minori, un orribile crimine, specialmente quando perpetrato da un sacerdote, che però è solo parte di una crisi ben più vasta. La piaga dell’agenda omosessuale è diffusa all’interno della Chiesa, promossa da reti organizzate e protetta da un clima di complicità e omertà. Le radici di questo fenomeno evidentemente stanno in quell’atmosfera di materialismo, di relativismo e di edonismo, in cui l’esistenza di una legge morale assoluta, cioè senza eccezioni, è messa apertamente in discussione.

Si accusa il clericalismo per gli abusi sessuali, ma la prima e principale responsabilità del clero non sta nell’abuso di potere, ma nell’essersi allontanato dalla verità del Vangelo. La negazione, anche pubblica, nelle parole e nei fatti, della legge divina e naturale, sta alla radice del male che corrompe certi ambienti della Chiesa.
Di fronte a questa situazione, cardinali e vescovi tacciono. Tacerete anche Voi in occasione della riunione convocata in Vaticano il prossimo 21 febbraio?

Siamo tra coloro che nel 2016 interpellarono il Santo Padre sui dubia che dividevano la Chiesa dopo le conclusioni del Sinodo sulla famiglia. Oggi quei dubia non solo non hanno avuto risposta, ma sono parte di una più generale crisi della fede. Perciò, Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa.
Preghiamo lo Spirito Santo perché assista la Chiesa e illumini i pastori che la guidano. Un atto risolutore ora è urgente e necessario. Confidiamo nel Signore che ha promesso: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Walter Card. Brandmüller
Raymond Leo Card. Burke

Costanza Miriano: Serve un vertice di Verità

Alcuni estratti, post intero qui.
Una cosa grossa però è successa, secondo me, già ieri, nella Sala Stampa della Santa Sede. E non una cosa bella. Un Cardinale della Chiesa cattolica ha usato un termine della propaganda lgbt, e lo ha fatto affermando una cosa che non è vera, secondo il Catechismo. Cupich, cardinale di Chicago, rispondendo alla domanda di Diane Montagna ha detto che l’omosessualità non è tra le cause degli abusi, e a supporto ha portato uno studio di una Commissione Australiana (c’è uno studio a supporto praticamente di qualsiasi tesi), Ha detto che è tutta una questione di “opportunità, occasioni, mancanza di formazione” (occasioni!!!): ma è evidente che non è così, che dalle occasioni nascono situazioni di abuso solo se c’è un problema precedente. 
[...]
Prima di tutto non si può negare che gli abusi di cui stiamo parlando abbiano anche una relazione con l’omosessualità: l’87% delle vittime sono maschi.. Fino a che non si mette a tema questa cosa, dubito che si possa trovare una soluzione, visto che il primo passo per risolvere un problema è sempre riconoscerlo, guardare i dati della realtà. 
[...]
Se la Chiesa non mette a tema questo problema – sì, è un problema, non è una cosa indifferente – se si fa intimorire dalla mentalità del mondo, se si fa condizionare dai padre Martin (molti, moltissimi) che usano in modo ambiguo il tema dei ponti e dell’accoglienza, se non rivela il lato oscuro dell’arcobaleno, se non grida dai tetti che quelli che ci raccontano di una sessualità gaia, gioiosa, naturale, omettono di parlare della loro profonda sofferenza (Mario Mieli docet), non solo non risolverà il problema degli abusi, ma smetterà di essere madre di queste persone che hanno bisogno di verità nell’accoglienza. 
[...]
Siate virili, vescovi e cardinali, fregatevene di quanto berceranno contro di voi i giornali, dite la Verità, non abbiate paura: credete di conquistare consenso, invece le lobby gay vogliono solo che voi diciate che l’omosessualità è una variante normale della sessualità umana, non sono davvero interessate a Cristo, alla Verità, a voi. Non lasciatevi usare e non permettete che usino la Chiesa, che voi servite e che non vi appartiene. 


 

16 maggio 2016

La bellezza della femminilità e il potere delle donne


di Alfredo Incollingo

Parlare di femminilità e di donna è oggi un tabù, in un'epoca in cui se ne difende la massima libertà. E' un tasto dolente della contemporaneità, dove si giocano poltrone politiche e posizioni ideologiche. Siamo abituati ad accettare passivamente i pareri di femministe et similia, senza spesso poter ribattere se si è in totale disaccordo. Lo si fa per quieto vivere, per paura di sembrare sconvenienti e irrispettosi. Siamo a tutti gli effetti assuefatti dal politicamente corretto. Chi vuole infatti sopportare l'ennesimo piagnisteo di femministe inferocite?
In questi ambiti così scottanti la scrittrice cattolica Costanza Miriano ha sempre assunto un atteggiamento poco conformista e inattuale, ed il suo anticonformismo l'ha resa celebre. Gli scandali provocati dai suoi saggi hanno scosso le coscienze e hanno mostrato un altro modo di vedere la famiglia, attraverso la naturalità e l'essenza dei rapporti coniugali e familiari che la Miriano descrive, sotto forma di continue confidenze che l'autrice fa ai suoi lettori. Tra maglie di piles e ombretti, tra piatti e vacanze, la scrittrice racconta la vita di coppia, cogliendo la sua bellezza, ma anche i tanti affanni che si avvertono quotidianamente.
I saggi della Miriano sconvolgono soprattutto per la schiettezza con cui parla di questioni altrimenti trattate ideologicamente e concettualmente con una distorsione delle valutazioni e l'incapacità di cogliere pienamente il fenomeno “famiglia”. L'appiattimento dei ruoli genitoriali, la concorrenza di altre unioni "matrimoniali" e  i modelli sociali sviliti l'hanno deprezzata. La stessa cosa è avvenuta per la donna e la femminilità: il femminismo ha appiattito le naturali differenze tra i sessi e ha negato i ruoli fecondi dei genitori. Il gentil sesso è ridotto a pura mascolinità in certi casi e in altri si caratterizza per una spiacevole liquidità etica.

In tutto questo la Miriano colpisce ancora! E' recente la pubblicazione di “Quando eravamo femmine: lo straordinario potere delle donne”, un nuovo sconvolgente saggio che affronta la centralità della donna e della sua sostanza etica nella società e nel nucleo familiare.
Le donne in carriera, in politica o comunque libere, come si autodefiniscono, non sono femmine potenti? Si potrebbe rispondere di sì, ma la Miriano preferisce un secco NO. Lo fa con il suo stile informale, “moderno” e molto femminile, con la sua scrittura che pare disimpegnata, ma che in realtà non lo è affatto. Ecco quindi una discussione teologica sulla sposa e sulla madre, alleggerita da un ricordo gioioso o da una disquisizione su una scarpa o una maglia. La scrittura è femminile a tutti gli effetti. Femminili ovviamente non solo i prodotti di bellezza, ma anche la forza e l'energia della donna nell'affrontare la vita quotidiana: non parliamo di un'eroina o di un super-essere, ma di una femmina qualsiasi che affronta la giornata e gli annessi continui problemi, sempre con uno spirito e una disposizione d'animo (l'accoglienza costitutiva dell'essere femminile) veramente eccezionale. E' questo il super potere delle donne e la sostanza della femminilità: uno spirito indomito che, tra affanni, sofferenze e continui acciacchi riesce tuttavia a perpetuare la famiglia, a fare da colonna portante, sottomessa in quanto messa sotto. Come la Vergine Maria e le grandi Sante del passato, la donna asseconda con gioia la sua vocazione, nella famiglia e nella generazione della vita. La Miriano si rivolge nel libro alle sue figlie che un giorno saranno anche loro madri e nonne: delinea nelle sue lettere, tratteggiando i ritratti di volti familiari, le tante persone che, nel loro anonimato, dedicano la loro vita ai figli, ai nipoti e alla famiglia; anche ai più bisognosi nel caso di donne che non possono aver figli. Ci sono le donne in carriera, le femme fatale e ci sono infine le madri e le spose, che conducono tra alti e bassi una vita proficua, insostituibile.
La donna non può stare senza l'uomo, perché completa la sua voglia di relazionarsi, così come l'uomo senza donna è perso nel suo egoismo: l'uomo è caotico e molto distante dalle questioni più delicate dei figli (primi amori, amicizie...), mentre solo la madre riesce a consolare e a dare un senso al suo sposo. Per questo il cristianesimo l'ha riscattata e le ha dato la giusta rilevanza.
La donna non è quindi un essere individualista e volitiva come vuole (imporre) la cultura moderna, ma una roccia, un pilastro portante per tutti. Allo stesso modo la femminilità non è solo bellezza e fascino, ma anche religiosità, sentimenti e calore, l'abbraccio materno e il bacio di consolazione.
"Quando eravamo femmine" è un libro rivolto non solo alle donne, per una totale riscoperta, ma è riservato anche agli uomini, che possono scoprire una realtà tanto banalizzata tale da indurre a pregiudizi.
 

30 dicembre 2014

"Obbedire è meglio" di Costanza Miriano


di Giuseppe Signorin

Se tanti libri sono inutili e anzi possono addirittura fare male alla salute, ce ne sono altri che hanno un'efficacia quasi tangibile. Ma esiste anche un'ulteriore categoria di libri: libri rarissimi, forse unici, libri miracolosi che agiscono nella vita delle persone senza neppure il bisogno di leggerli. Per Natale ho regalato a mia sorella uno di questi libri. O meglio, l'ho consegnato a mia sorella, ma in realtà l'ho regalato a mio cognato, suo marito. Perché se il libro in questione ripete il miracolo che ha fatto su mia moglie, lui non dovrà nemmeno leggerlo.

Non voglio inoltrarmi in discorsi letterari, per quel che riguarda questo libro. In fondo la letteratura è una delle cose più sopravvalutate e più sottovalutate di questo mondo e negli ultimi secoli se n'è fuggita in massa dalla vita. Questo libro, invece, a quanto pare c'ha così tanto a che fare con la vita che sembra addirittura in grado di cambiarla. E non solo a chi l'ha letto. Io infatti non ho la più pallida idea di quello che racconta e non saprei che altro dire, se non che la copertina era sotto il nostro ombrellone, quest'estate, perché mia moglie lo stava divorando (ovviamente, essendo donna, mia moglie, ogni cinque minuti tentava di leggermi qualche frase, ma io, essendo uomo, e quindi eroe, ho quasi sempre resistito). Poi l'ho vista (parliamo sempre della copertina della stessa copia del libro) nel comodino della stanza dov'era ricoverata mia suocera prima e dopo l'operazione all'anca. In questi giorni una temeraria amica di mia moglie, a cui mia moglie aveva prestato il libro in questione un mesetto fa, lo sta passando a sua volta a un'altra amica incuriosita e forse altrettanto temeraria. Che altro? Nella copertina è disegnato un agnello. L'autrice è una donna con gli attributi, anche se considerato il titolo questa descrizione di lei può sembrare azzardata. Sempre in riferimento al titolo, io stesso sto scrivendo queste righe perché l'ho preso alla lettera e ho pensato fosse meglio obbedire a un comando di mia moglie, piuttosto che fare di testa mia. È mia moglie infatti che consiglia a tutti di leggerlo. Io sono Ponzio Pilato in questo contesto, faccio quello che mi dice lei e me ne lavo le mani (un Ponzio Pilato dalla parte giusta questa volta).

 

28 agosto 2014

OL3, né indignati né rassegnati


di  don Mauro

Lo scrivo con un po’ di invidia: sembra che Roma stia divenendo la fucina del rinnovamento cattolico contemporaneo. E quando dico Roma, non intendo il Vaticano, ma alludo a una serie di laici cattolici accomunati, oltre che dalla fede, pure da uno spiccato accento romanesco.
 

12 dicembre 2012

Orfani e vedove (I parte)

di Saba G. Zecchi


Da un po' non leggevo il blog di Costanza Miriano, così sono andata sul suo profilo Facebook per sfogliare gli argomenti più recenti - ammetto che è macchinoso, ma sul profilo ci sono commenti e link annessi, che possono anche tornare utili. E così è stato. Dalla pagina della Costanza nazionale si trova il link a un post che stronca il suo recente libro secondo prevedibili categorie di "modernità", "diritti acquisiti" e simili e proporzionalmente sorvola sui più noti fondamenti della cristianità alla base del libro (la forma della croce, per esempio, non intesa come "stampino" o "ciondolo", ma come forma-sostanza).
 

13 novembre 2012

Un Campari con… Costanza Miriano

a cura di Alessandro Rico 

Perennemente circondata dai quattro figli (il più grande mette subito i paletti: «Io sono il suo agente segreto», mi avvisa), accompagnata dal marito discreto ma sempre presente, Costanza Miriano ha presentato sabato 3 novembre, a L’Aquila, il suo ultimo libro: Sposala e muori per lei (Sonzogno, pp. 208, € 15,00). I proventi delle vendite della serata sono stati interamente devoluti a una delle parrocchie più disastrate del capoluogo abruzzese terremotato. E CampariedeMaistre non poteva mancare all’appuntamento con questa "vecchia" conoscenza del blog.
 

26 settembre 2012

Essere Uomini oggi (donne permettendo)

di Giulia Tanel

Essere uomo vuol dire essere pronto a dare la vita per la propria sposa e per la propria famiglia, o comunque per chi si prende in custodia, e poi anche per la propria missione fuori casa”. L’autrice di questa frase fuori dal coro è Costanza Miriano, una donna molto multi e poco tasking, che dopo lo sfavillante successo di “Sposati e sii sottomessa” (Ed. Vallecchi) è ora tornata alla ribalta con il libro “Sposala e muori per lei – Uomini veri per donne senza paura” (Ed. Sonzogno).
 

11 settembre 2012

“Sposala e muori per Lei”


di Isacco Tacconi

Dopo lo strepitoso quanto inaspettato successo di “Sposati e sii sottomessa”, arriva il sequel tanto atteso: “Sposala e muori per Lei”, firmato Costanza Miriano. Nell’ultimo anno, la giovane scrittrice perugina, romana d’adozione, ha fatto irruzione sulla scena apologetica italiana riportando al centro della discussione comune la figura tradizionale della moglie e madre di famiglia, aggiungendole un pizzico di brio e dinamismo moderno.