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02 marzo 2018

La Presenza fra le macerie

di Riccardo Zenobi
Alcuni giorni fa ha iniziato a girare la notizia del ritrovamento di 40 ostie incorrotte tra le macerie di Arquata, uno dei borghi devastati dal terremoto dell’agosto 2016, evento che – se confermato – costituisce uno dei tanti miracoli eucaristici avvenuti nel corso della storia della Chiesa; c’è però una ulteriore lezione che possiamo imparare, e questa a prescindere dalla fondatezza o meno di tale miracolo. Tale lezione si riassume in poche parole: Dio è sempre presente, non si allontana mai da noi e dalle nostre vicende, e solo in Lui possiamo e dobbiamo riporre fiducia.

Questa verità che fonda la speranza cristiana (una delle tre virtù teologali) non si manifesta solo attraverso dei segni miracolosi, poiché la presenza di Dio è continua in ogni evento: se Lui si ritirasse da qualcosa, essa sparirebbe nel nulla poiché cesserebbe di esistere. Questa realtà resta tale anche se il ritrovamento dovesse risultare una falsa notizia, poiché un miracolo in più o in meno non aumenta o diminuisce la Sua presenza tra noi, ma costituirebbe solo un segno dato per venirci incontro, e ricordarci anche materialmente che non siamo mai dimenticati. La consapevolezza che Dio è sempre presente costituisce la base della speranza e della fiducia di ogni cristiano, perché chiunque confida nell’uomo prima o poi si trova tradito. È bastata una scossa di media intensità per mandare all’aria la fiducia di intere popolazioni in questo Stato – dopo due anni nelle roulotte si attende ancora che vengano tolte le macerie – che si pone a legislatore del bene e del male, ad elargitore o negatore di diritti e a giudice della coscienza di chiunque non aderisca al suo verbo politicamente corretto.
Non sono né lo Stato né il benessere o altre cose materiali che possono fondare la speranza o la sicurezza di ogni persona: tutto ciò può sparire in una notte. L’unica cosa che possa fondare la nostra vita trascende tutto ciò che abbiamo intorno, perché ogni cosa può essere distrutta o tolta dalla malvagità degli uomini o dal corso della natura.

Quanto alla “natura” impersonale e indefinibile che viene propalata da certa spiritualità, è l’utile appoggio di manager stressati che ogni tanto si siedono a contemplare il proprio ombelico o fanno qualche strana posizione yoga per rilassarsi tra una speculazione e l’altra, il tutto con la coscienza pulita (mai usata); certe concezioni mostrano tutta la loro irrealtà ad ogni secondo, purché guardiamo fuori dal centro di meditazione o dalla baita in montagna. Né il benessere materiale né la povertà estrema rappresentano dei meriti di fronte a Dio, oppure segni di approvazione o disapprovazione da parte divina: tutte queste cose hanno valore di fronte agli uomini, ma a Dio non fanno alcuna differenza, perché il Suo amore per noi è GRATIS. Un terremoto può averci portato via ogni bene materiale, ma non aumenta o diminuisce il valore della nostra vita di fronte a Cristo; gli uomini possono permettersi di misurare la realizzazione o la soddisfazione della propria vita in base a ciò che si possiede, ma niente di ciò costituisce il metro di giudizio di Dio sulle persone.

Se questo miracolo eucaristico fosse confermato, sarebbe solo un segno ulteriore che non negli uomini, non nella natura, non nelle cose materiali, ma solo in Dio dobbiamo riporre fiducia. Sto parlando del vero Dio, non quella caricatura zuccherosa di certo clero o di alcuni vescovi emeriti, secondo i quali “non punisce i peccatori, perché siamo tutti peccatori” e quindi possiamo francamente infischiarcene e restare nei nostri peccati personali e sociali senza interrogarci su nulla, il tutto con l’imprimatur cardinalizio. Di questa caricatura di dio non ha senso parlare ai terremotati: come possono fondare la loro vita su qualcosa che “non c’entra col terremoto” mentre il terremoto è entrato di prepotenza nelle loro vite, sconvolgendole? Il vero Dio non è petaloso, e la Sua sequela richiede una abnegazione grandissima, addirittura superiore all’amore del padre per il figlio o per la moglie, addirittura superiore a quanto ognuno di noi è legato al proprio benessere materiale e alla casa in cui abita. È estremamente difficile non giudicare il valore della propria vita in base a ciò che si possiede, e il clero rende ciò ancora più complicato confondendo il distacco dai beni con i pauperismo più sinistrorso e ridicolo; ma se non è la ricchezza che rende una vita importante di fronte a Dio, figuriamoci la miseria.

La fiducia in Dio si basa sulla Sua presenza continua tra di noi, che solo noi possiamo togliere a noi stessi. Un Dio che conosce la nostra sofferenza ed è salito al Calvario per noi, per mostrarci che il Suo disegno è provvidenziale, e che nulla è estraneo al Suo agire. Spesso il distacco dalla nostra agiatezza è doloroso, ma l’amicizia di Cristo è più importante di tutto: un terremoto di media intensità mostra quanto è illusoria la nostra stabilità in questo mondo. Solo Dio può dare senso ad ogni sofferenza e asciugare ogni lacrima. Eliminare Dio non risolve il problema del male, ma ne cancella ogni possibile soluzione.


 

06 dicembre 2017

Perso il senso della vita rimane solo lo scandalo del dolore


di Fabio Fuiano

Il dolore ci scandalizza perché non sappiamo più dare il giusto valore alla vita. L’argomentazione più forte di chi non crede in Dio è l’esistenza del male, della malattia, della sofferenza. Logicamente questo ci porta a ragionare secondo un criterio di esclusione o quantomeno contraddizione: “ma se Dio è infinitamente buono, perché esiste la sofferenza? La malattia?”. E questa domanda si fa tanto più pressante e dilaniante quanto più osserviamo la sofferenza innocente, quella dei bambini. Basta visitare un reparto di oncologia pediatrica per rimanere col cuore straziato, schiacciato da tanta sofferenza ingiusta. Insomma, una volta capito che il dolore ci scandalizza, dobbiamo capire anche il perché ha questo potere su di noi: purtroppo abbiamo perso il senso della vita e del suo valore e questo lo si può osservare da un ormai diffusissimo favor mortis che ha quasi soppiantato il favor vitae nelle leggi, negli ospedali, nel cuore dell’uomo. Fino al punto da desiderare la morte alla vita per un altro essere umano con una barbarie come l’eutanasia. Perché dico questo? Perché se avessimo una minima percezione di cosa significa e cosa implica la vita, non staremmo qui a discutere se Dio esiste o meno basandoci sul solo parametro della sofferenza. La vita è qualcosa che si fa molta fatica a definire, è quasi un’entità aleatoria che c’è ed è dovuto a tutti che ci sia. Ma il ruolo della sofferenza e della malattia in tutto ciò è quello di ricordarci che no, la vita non è “dovuta”. É semmai un dono che riceviamo gratuitamente, così gratuitamente che neanche ce ne accorgiamo. La domanda vera è: dono di chi? Ecco la domanda giusta (cito un capolavoro della letteratura fantasy, di Asimov). Non abbiamo tempo per domande sbagliate e ancor meno per risposte campate in aria. In genere suggerisco fortemente alle persone di studiare la biologia e la chimica perché, a mio parere, sono delle basi di partenza molto valide per riuscire a percepire la bellezza della vita. Attenzione però, sono basi, non sono la risposta alla domanda fatta pocanzi: lo dimostra il fatto che tantissime persone, medici, infermieri, biologi, che pur avendo studiato gli incredibili meccanismi che ci consentono di parlare, pensare, respirare, sono contro la vita e la odiano fino al punto di sopprimere una vita innocente nel grembo materno usando come argomentazione menate del tipo “prima del terzo mese non è vita”. É necessaria una visione di insieme (e non meramente didattica, o per compartimenti stagni) per riuscire ad intravedere che per ogni sofferenza ci sono altri cento miracoli che camminano. Si, ognuno di noi è un miracolo che fa cose impensabili: vi basti pensare che un mitocondrio (un organello cellulare più piccolo del micrometro) da un po’ di glucosio ricava una fonte energetica che ci permette di fare tutto e invece nel mondo ci si danna l’anima per trovare qualche fonte d’energia alternativa perché andiamo contro all’esaurimento delle risorse petrolifere. Forse è proprio quell’energia sotto forma di ATP che, potenzialmente, potrebbe permettere all’uomo di utilizzare le incredibili risorse del suo cervello per scoprire metodi sempre più efficaci per lenire la sofferenza, anche quella innocente: scoprendo nuove cure partendo dalla base dell’esistente. Questo lo si fa con la vita, certo non con la morte e ancor meno con la pretesa di eliminare totalmente la sofferenza in un delirio di onnipotenza che porta solo alla rovina. Noi non siamo più in grado di fare questo rapporto 1:1 vita-malattia: oggi il “valore” negativo della seconda sorpassa di gran lunga il valore della prima. La malattia si presenta quando le cose non funzionano e noi siamo permeati da una cultura che tende a farci vedere SOLO cose che non funzionano: basti vedere, a titolo d’esempio, i telegiornali che con le loro notizie di cronaca nera mandano di traverso la cena. Il bene immenso che noi riteniamo mera normalità dovuta (e sottolineo quest’ultima parola perché è la chiave di volta), passa giustamente in secondo piano rispetto ad un male così eclatante. Riacquistiamo il senso della vita e riusciremo a ridimensionare anche il senso della morte e del dolore, a dare il “giusto peso”, ricordando sempre che Cristo ha sofferto nella Passione, è morto in Croce, ma poi è davvero Risorto, anche per chi non vuol crederGli.

https://www.thesparklings.it/perso-senso-della-vita-rimane-solo-lo-scandalo-del-dolore/



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18 ottobre 2017

Miracolo del Sole in Nigeria. Alcune riflessioni


Il 13 ottobre 2017 la Nigeria è stata consacrata al Cuore Immacolato di Maria, alla presenza di tutta la conferenza episcopale. L'evento è avvenuto a Benin City, capitale dello stato di Edo, che fa parte della Repubblica Federale Nigeriana. A quanto pare però l'avvenimento, già importantissimo in sé per una nazione che sta vivendo momenti estremamente difficili, non si è fermato alla sola consacrazione.
Testimoni e fonti fotografiche e alcuni video testimoniano che, come accaduto esattamente 100 anni prima a Cova di Iria, presso Fatima, il sole si è mosso. Si tratta insomma di un miracolo del sole? I testimoni ci sono e i vescovi nigeriani hanno confermato l'evento. Ovviamente si può credere ciò che si vuole, ma chiediamo al lettore di soffermarsi per un attimo sulla questione. Proprio il 13 ottobre scrivevamo su questo sito che il miracolo del sole del 1917 accadde davvero, tanto più che le previsioni sulle sorti dell'umanità che la Madonna consegnò ai pastorelli si sono pressoché avverate tutte.
Non tutti sanno che anche l'Africa è stata teatro di un intervento profetico della Madonna il cui mancato ascolto si rivelò una grave colpa. La Signora apparve infatti a Kibeho nel 1982, in Ruanda, consegnando fosche previsioni ai veggenti. Il messaggio fu:

"Questo mondo è sull'orlo di una catastrofe. Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi, per ricevere la grazia di pentirvi"..."Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio, per il vostro bene, e voi non lo volete capire. Il tempo rimasto è poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo. Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrare la vera strada".
I veggenti di Kibeho videro inoltre immagini di violenze e massacri spaventosi.

La Madonna apparve dunque nel 1982 e nel 1994 il Ruanda sprofondò in una voragine di follia talmente profonda che tutt'ora non è ancora riuscito a rialzarsi.  Esplose infatti una guerra civile, durante la quale l'etnia Hutu massacrò senza pietà, a colpi di machete, quella dei Tutsi. Il villaggio di Kibeho uno dei luoghi centrali del genocidio. Le violenze furono inimmaginabili e per certi versi inspiegabili.
Perché parliamo di Kibeho? Perché in primo luogo è una delle numerose prove che la Madonna ha agito e agisce per salvarci, anche in tempi recentissimi. In secondo luogo perché nel 2003 proprio in quel luogo martoriato ci fu un miracolo del sole. Ci crediamo? Ricordiamo che proprio in quel periodo si sono decise le sorti del Ruanda, creandone un paese pacificato, anche se ancora problematico.

Dunque, anche nel caso del miracolo del sole del 13 ottobre 2017 avvenuto in Nigeria, possiamo rilevare che proprio in questo periodo la Nigeria si sta liberando dal flagello di Boko Haram. Giudicate pure voi, ovviamente non è obbligatorio crederci, ma prima di negare riflettiamo molto bene.


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13 ottobre 2017

Miracolo del sole. Una realtà storica

O seculo del 15 ottobre 1917
Esattamente 100 anni fa, il 13 ottobre del 1917, vicino a Fatima, a Cova di Iria, capitò un evento epocale. Migliaia di persone, 70 mila per l'esattezza, assisterono ad un fenomeno sovrannaturale. Il sole si mosse, ballando nel cielo. Era il miracolo del sole, che concluse le apparizioni della Madonna a Fatima, che rivelarono all'umanità segreti e visioni tragiche sull'Inferno e sull'avvenire.
Quel miracolo, come accadde a Ghiaie di Bonate anni dopo, coinvolse un numero enorme di persone, che riferirono di esso nei giorni seguenti, oltre a dei giornalisti che riportarono la notizia sui loro quotidiani (vedi la prima foto). Possiamo quindi dire che quel miracolo è avvenuto ed è provato, checché ne dicano i miscredenti di ogni ordine e grado.
Riportiamo qualche foto dell'evento:
La folla

Giornale dell'epoca
La folla guarda il cielo



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04 luglio 2017

I miracoli di Charlie


di Paolo Spaziani

Nel momento in cui scrivo questo articolo non si conosce ancora quale sia la sorte del piccolo Charlie Gard, ma di una cosa siamo certi: abbiamo visto dei miracoli e, come ha scritto la giornalista Raffaella Frullone, “noi ne abbiamo le prove”. “Per molte persone questo bambino non è nulla”, ha scritto la Frullone in un post su Facebook che ha fatto letteralmente il giro del mondo, “Cosa dobbiamo tenere in vita? mi chiedeva una ragazza fresca di medicina. (…) Charlie non sorride, non gattona, non mangia le prime pappe, Charlie semplicemente sta. Eppure semplicemente stando, semplicemente esistendo ha scatenato di tutto”. Quella di Charlie è la storia di un miracolo cui tutti stiamo assistendo a bocca aperta. Un popolo che si è letteralmente alzato in piedi, come ha esortato San Giovanni Paolo II, davanti all’omicidio per sentenza del più indifeso degli esseri umani. Gli effetti di questo risveglio delle coscienze è stato sorprendente e, giorno dopo giorno, ha assunto le sembianze di un fiume in piena che è riuscito a travolgere l’indifferenza e la codardia. In pochi giorni in ogni parte del mondo sono sorte veglie spontanee di preghiera: dalla Polonia al Brasile, dal Belgio alla Francia centinaia di persone si sono raccolte in preghiera per chiedere la salvezza del piccolo Charlie. I centralini di Casa Santa Marta, delle ambasciate inglesi e americane sono stati letteralmente presi d’assalto da migliaia di persone che hanno sollecitato l’intervento del Santo Padre, del governo inglese e del Presidente Donald Trump. I social network hanno rilanciato in modo incessante gli appelli e nella giornata di domenica “Charlie’s Army” si è radunato davanti a Buckingham Palace con un protesta pacifica, che mostrava un cartello inequivocabile “It’s a murder”. “Tentativi da poveri illusi”, alcuni hanno commentato, eppure nelle scorse ore abbiamo visto accadere quello che fino a pochi giorni prima era impensabile: il Santo Padre, tramite un comunicato, ha espresso il proprio sostegno ai genitori che intendono mantenere in vita il proprio figlio e il Presidente Trump si è reso disponibile ad aiutare il piccolo Charlie. Poche ore dopo l’Ospedale Bambin Gesù si metteva in contatto con il Great Hormond Street Hospital confermando di poter accogliere e curare Charlie. Una vera e propria gara di solidarietà che si è scatenata negli ultimi giorni, grazie alle pressioni esercitate da migliaia di persone che non hanno mai perso la speranza. Vedere un popolo che si muove in modo spontaneo, senza ordini di scuderia, è qualcosa di veramente miracoloso. Un popolo che non ha avuto bisogno di un segnale per far sentire la propria voce, ma si è messo a pregare, a chiedere il miracolo in tutti i modi possibili. Quanto accaduto evidenzia una dinamica opposta rispetto a quella di molte iniziative organizzate dalla Chiesa, dai movimenti ecclesiali e dall’associazionismo cattolico. In questi casi il popolo si é mosso anche in forza di un invito a partecipare, nel caso di Charlie, al contrario, è stato il popolo che ha preso l’iniziativa in modo spontaneo riuscendo a “guidare” la Chiesa stessa in un giudizio su quanto stava avvenendo. Il comunicato di Papa Francesco, la nuova dichiarazione rettificata di Monsignor Paglia e la disponibilità dell’Ospedale Bambin Gesù ad accogliere Charlie sono anche il frutto di una forte e spontanea pressione esercitata dal popolo cattolico che ancora ritiene la vita, la famiglia e la libertà di educazione valori non negoziabili. Un popolo spesso bistrattato, appellato nei modi peggiori possibili, ma che è vivo e vegeto. E’ in questa gente semplice, che si è messa a sgranare rosari, a scendere nelle piazze, a telefonare a mezzo mondo che è conservato il seme della nostra fede. In un celebre dialogo tra Gesù e Don Camillo Guareschi scrive: “Signore, io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pudore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui parlavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale (…) Signore, se è questo ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi? Il Cristo sorrise: “Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede”. Charlie, il piccolo e inerme Charlie, lui che semplicemente sta, ha mostrato un volto nuovo del popolo cristiano, capace di lottare in tutti i modi per salvare il seme della fede, racchiuso nel corpicino malato di un bimbo dieci mesi. 
Qualcuno vi racconterà che quanto sta accadendo è frutto di semplici coincidenze o di una concatenazione di eventi mediatici. Venerdì scorso alle ore 12 Charlie doveva essere ucciso, eppure i medici hanno deciso di dare alcuni giorni in più ai genitori per stare con il piccolo Charlie. Una decisione inspiegabile, in quanto un eventuale prolungamento dei giorni di vita di Charlie avrebbe inevitabilmente portato ad un aumento del clamore mediatico, così come poi avvenuto. Non ci sono spiegazioni, si tratta semplicemente di arrendersi davanti all’evidenza. “Noi siamo quelli che hanno visto eppure hanno creduto” ha scritto Chesterton, perché i miracoli accadono e noi abbiamo le prove.

 

19 febbraio 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la Madonna dei Miracoli (Parte XXIX)


di Alfredo Incollingo

Il Tevere ha rappresentato una risorsa, ma anche un flagello per Roma. Grazie all'imponente corso fluviale la piccola comunità di pastori e di agricoltori è diventata la “città – mondo” che ha civilizzato l'occidente. Quando le piogge imperversavano e la corrente tiberina aumentava di netto il suo vigore, le acque esondavano dal letto del fiume per invadere la pianura circostante, devastando l'agglomerato urbano che era sorto lungo i suoi argini. Per secoli il Tevere ha tenuto sotto scacco la città, meglio di qualsiasi esercito nemico. I Lanzichenecchi al contrario erano dei principianti! Solo la Grazia divina poteva frenare l'irruenza tiberina e gli uomini si appellavano a Dio per ottenere il soccorso.

Il 20 giugno 1325 il Tevere esondò seminando panico e sofferenza nei rioni. Un bambino, caduto nelle acque fangose, invocava l'aiuto materno e delle persone che attonite lo guardavano. Nessuno osava tuffarsi per salvare il piccolo. La madre disperata si inginocchio a pregare l'immagine di una Madonna che era dipinta su un muro lungo il Tevere. Il miracolo avvenne e per l'intercessione di Maria il bambino si salvò. Si riconobbe l'evento sovrannaturale e i romani, colmi di gioia e di fede, edificarono nei pressi del fiume una cappella votiva dove venne conservata la sacra icona. Da allora quell'anonima immagine mariana venne battezzata Madonna dei Miracoli. Nel cinquecento i papi diedero avvio ad un ampio progetto di riqualificazione urbana di Roma. La cappella venne abbattuta ma l'icona venne preventivamente salvata dalla demolizione: ancora oggi è possibile ammirarla nella chiesa di San Giacomo in Augusta.

Nel 1661 papa Alessandro VII, volendo ristrutturare Piazza del Popolo, dispose la costruzione di due chiese gemelle all'imbocco di Via del Corso: Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli. Quest'ultima venne intitolata alla Madonna dei Miracoli, probabilmente come atto di devozione verso la Madre di Dio e di tutti noi, che da sempre ha soccorso il popolo romano. Al suo interno non si troverà l'icona originale, ma una copia, presso al quale è comunque possibile accostarsi per pregare.
Il viaggio continua.

 

18 giugno 2016

Miracoli e guarigioni. Dio ci sta parlando


di Francesco Filipazzi

Giorni fa Maurizio Blondet riportava dell'aumento di possessioni diaboliche in alcune zone periferiche del mondo, rilevando che se nel mondo "centrale" queste non avvengono (o avvengono in numeri minori) è perché qui ormai l'uomo ha deliberatamente aderito alle proposte del diavolo. La prospettiva è inquietante, ma purtroppo ciò che scrive Blondet è confermato. Anzi, già due anni fa gli esorcisti italiani davano  notizia di un aumento delle richieste di esorcismo, causato da un aumento delle pratiche occulte.

Satana quindi è sempre più arrogante e si nasconde sempre meno, però chi si occupa di apologetica e si informa su quanto accade nel mondo, pur tenendo presente la minaccia, è tranquillizzato da altri fatti che avvengono sempre più numerosi. Sono tornati i miracoli. E' vero che in realtà questi sono sempre avvenuti, ma a quanto pare, nonostante la Chiesa mantenga il suo (doveroso) riserbo, sempre più persone possono toccare con mano l'azione di Dio e l'intercessione di Maria. Ma andiamo con ordine.

Voci sempre più insistenti sostengono che a Częstochowa, in Polonia, stia succedendo qualcosa di importante. Le guarigioni miracolose sembrano in aumento e nel paese di Giovanni Paolo II si sta riaccendendo un grande fervore religioso, attorno al luogo mariano, meta di pellegrinaggi sempre più numerosi. La fonte di questa notizia sono però semplici cittadini polacchi, in quanto i media difficilmente parlano delle guarigioni miracolose e la stessa Chiesa è molto riservata. Basti pensa che a Lourdes, dal 1858, sono state segnalate 7.200 guarigioni, ma la Chiesa ne riconosce solo 69 derivanti dalla Madonna. Le altre però sono definite inspiegabili dai medici. 

Un capitolo a parte meritano poi i miracoli eucaristici. Il Timone di questo mese si dedica proprio a questo argomento, riportando che negli ultimi vent'anni, in occasione della distribuzione dell'Eucarestia o di sue profanazioni, le ostie più di una volta hanno iniziato a sanguinare. Noto è l'episodio riguardante la Diocesi di Buenos Aires, quando vescovo era Jorge Mario Bergoglio. Nel 1996 una particola si mutò in un pezzo di cuore che, analizzato da ignari medici, rivelò caratteristiche sorprendenti. Era tessuto derivante da un cuore vivo. Il miracolo avvenne, come spiega mons. Laise, nei giorni in cui veniva introdotta la comunione in mano. L'ultimo miracolo eucaristico in ordine di tempo è avvenuto in Polonia nel 2013 ed è riconosciuto dalla Chiesa. Da notare che il tessuto in cui si transustanzia l'ostia è sempre tessuto cardiaco. 

Dunque, fra possessioni e miracoli, cosa dobbiamo dedurre? Fatto è che il Demonio esiste e agisce nel mondo, esistono le possessioni ed esiste il male che l'uomo deliberatamente compie rifiutando Dio. Ma noi sappiamo che nel mondo agisce ben altra forza, quella della Provvidenza di Dio, ben più potente di qualsiasi azione satanica. Il ritorno dei miracoli eucaristici e delle guarigioni, l'azione sempre più visibile di Maria e gli avvertimenti che Ella ci manda, sono segno tangibile che non siamo stati abbandonati, nonostante oggi molti siano colti dalla disperazione. Dobbiamo essere consapevoli che i tempi calamitosi che viviamo sono diretta conseguenza dell'azione malvagia dell'uomo e della sostituzione che molti, anche inconsapevolmente, hanno operato, mettendo idoli terreni al posto di Dio. Ma si badi bene, Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera. "Non abbiate paura", insomma. 

 

09 luglio 2014

Con San Bonaventura da Bagnoregio verso il Giubileo Eucaristico di Bolsena 2014



a cura di Carla Vanni


Anno Nativitatis Domini nostri Jesu Christi – millesimo dugentesimo LXIII: Il Sacerdote Don Pietro da Praga, di passaggio a Bolsena, celebra Messa nella Cattedrale della Vergine Santa Cristina. Ha in mano l’ostia da consacrare, la tiene sopra il calice e pronuncia le parole rituali: ma la sua fede vacilla, il dubbio lo assale, la presenza vera e reale di Cristo non gli appare certa.
 

16 giugno 2013

"Miracoli. L’irruzione del soprannaturale nella storia"


di Paolo Maria Filipazzi

“Non ci si può servire della luce elettrica e della radio, o far ricorso in caso di malattia ai moderni ritrovati medici e clinici e nello stesso credere nel mondo degli spiriti e dei miracoli propostici dal Nuovo Testamento” con queste parole di Bultmann si apre il saggio “Miracoli. L’irruzione del soprannaturale nella storia”, di Francesco Agnoli e della nostra bravissima Giulia Tanel.
Gli autori partono chiedendosi se per caso Bultmann non avesse ragione. E la risposta che uscirà dalla lettura di questo agile e scorrevole volume sarà un no secco. Dopo avere chiarito, nel primo capitolo, lo stretto nesso tra cristianesimo e nascita della coscienza scientifica, gli autori ci accompagnano in un affascinante viaggio attraverso alcuni dei più noti miracoli riconosciuti dalla Chiesa Cattolica: la Sacra Sindone e le apparizioni mariane di Guadalupe, Lourdes e Fatima per poi, nell’ultimo capitolo, presentarci in una carrellata di eventi prodigiosi, tra cui il miracolo eucaristico di Lanciano. Conclude il volume uno scritto di Massimo Gandolfini sul riconoscimento dei miracoli nel contesto delle cause di canonizzazione.

Attraverso tutto il libro il lettore ha modo di scoprire una serie di fatti per lo più sottaciuti: per esempio, lo sapevate che il famoso esame del C-14 attuato sulla Sindone nel 1988 fu assolutamente inattendibile? Oppure, lo sapevate della grande aurora boreale che, evento rarissimo, interessò l’intera Europa nel 1938, alla vigilia dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che, stando alle apparizioni di Fatima, sarebbe dovuta essere preceduta da un grande segno nel cielo (e Suor Lucia mai smise di sostenere che per la Madonna l’inizio della guerra dovesse essere considerato l’Anchluss)? Oppure dell’enorme esplosione che, il 13 maggio 1984 (anniversario della prima apparizione a Fatima), distrusse buona parte dell’arsenale sovietico, ponendo fine ai piani militaristi di Mosca e scongiurando il rischio di una guerra terribile? Il tutto poche settimane dopo che Giovanni Paolo II, il 25 marzo di quello stesso anno, aveva consacrato la Russia alla Madonna, chiedendoLe si salvare il mondo da “un’autodistruzione incalcolabile”. Secondo Suor Lucia proprio quell’atto di consacrazione salvò il mondo dallo scoppio di un tremendo conflitto. E chi di voi conosce il miracolo eucaristico di Lanciano, dove il pane e il vino dell’Eucarestia si trasformarono in carne e sangue e tutt’ora sono esposti all’adorazione dei pellegrini? Il sangue conservato a Lanciano, poi, è di gruppo AB (tipico dei maschi mediorentiali), esattamente come quello che si trova sulla Sindone, sulla tunica di Parigi e sul sudario di Oviedo, tutti reperti che per i sostenitori della loro falsità, risalirebbero a tempi e luoghi assai distanti tra loro…

Il tutto corredato da un ampio resoconto di tutte le accurate analisi scientifiche attuate sulla Sindone, sulla Tilma di Guadalupe, su diverse persone guarite da gravi malattie o infermità a Lourdes e su altri fenomeni tutti trovati inspiegabili da parte della scienza. Il tutto esposto con la piena consapevolezza che, se un cattolico può credere anche senza miracoli, al contrario, come ben sapeva il mangiapreti Emile Zola, basta un solo miracolo per confutare tutto l’ateismo.

Francesco Agnoli - Giulia Tanel, Miracoli. L’irruzione del soprannaturale nella storia, prefazione di Massimo Gandolfini, La Fontana di Siloe, Torino 2013