20 settembre 2026

Just EUman. Gli abortisti sono terrorizzati dalla verità


Pubblichiamo l'intervista a Paolo Inselvini, europarlamentare di Fratelli d'Italia, comparsa sul Secolo d'Italia, riguardo la mostra "Just EUman, Come nasce un Cittadino Europeo", che ha fatto uscire di testa la sinistra e i progressisti europei.

di Francesco Maria Filipazzi

"Just EUman, così nasce un cittadino europeo", questo il titolo della mostra che sta generando reazioni fortissime da parte dei progressisti europei. L'esposizione, composta da 14 pannelli che spiegano scientificamente l'evoluzione di un bambino dal concepimento al parto, ha provocato un'indignazione che neanche gli stessi organizzatori si aspettavano. Ne abbiamo parlato con Paolo Inselvini, il Parlamentare Europeo che assieme a Pro Vita e Famiglia ha portato l'iniziativa alla sede di Strasburgo.

1. Che cos’è Just EUman? Come nasce l’idea?

“Just EUman – Come nasce un Cittadino Europeo”, prende forma, assieme agli amici di ProVita&Famiglia, dalla volontà di mostrare un fatto oggettivo all’interno delle istituzioni europee: come inizia il miracolo della Vita. Cosa risiede nel pancione di ogni madre dal momento del concepimento sino al parto. Un bellissimo viaggio che ognuno di noi, ogni cittadino europeo – e non solo -, compresi coloro che oggi tanto contestano la mostra, ha attraversato per essere qui con noi.

La mostra, quindi, percorre attraverso 14 panelli immagini e spiegazioni scientifiche delle diverse fasi dello sviluppo prenatale. Noi abbiamo voluto portarla nel cuore delle istituzioni europee perché riteniamo che, quando si discute di vita, maternità e aborto, si debba innanzitutto sapere di che cosa si sta parlando. Ed il primo passo è proprio quello di mostrare, a tutti, la realtà della gravidanza.


2. Ti aspettavi tutte queste polemiche?

Sappiamo bene quanto il tema della difesa della Vita, in tutte le sue fasi, sia divisivo nel Parlamento europeo. Non mi aspettavo però una reazione di queste dimensioni davanti a una mostra che presenta il percorso dello sviluppo prenatale.

Tra l’altro, non abbiamo improvvisato nulla: la mostra ha seguito le procedure previste dal Parlamento europeo, è stata sottoposta ai controlli degli uffici competenti e ha ricevuto l’autorizzazione necessaria per essere esposta. Non abbiamo chiesto trattamenti di favore e non abbiamo cercato scorciatoie.

Per questo la forza della reazione mi ha colpito. Si può naturalmente essere in disaccordo con la nostra posizione politica ed etica; fa parte del pluralismo. Ma proprio perché esistono opinioni profondamente diverse, credo sia importante che nelle istituzioni europee ci sia spazio anche per mostrare e discutere questa prospettiva.

3. Ma, in fin dei conti, i critici che cosa vogliono? Far vedere le fasi di una gravidanza è così scandaloso?

È evidente come le accuse della sinistra e le minacce di censura sia semplicemente un arrampicarsi sugli specchi. Se avessero dedicato del tempo a leggere i pannelli della mostra, avrebbero compreso l’approccio scientifico e la volontà di mostrare un bambino nelle varie fasi prenatali. Mi chiedo, sono impauriti da quel bimbo? Oppure dal rischio che, vedendo ciò che veramente si trova nel ventre materno, le loro bugie perpetuate negli anni si dissolvano al sole?

Non è possibile, come avviene troppo spesso qui in Europa, che si proteggano con maggiore attenzione le uova degli uccelli o i cuccioli di qualsiasi altra specie rispetto ai bambini. Anzi, nostro compito è fare in modo che le donne e le famiglie siano aiutate al fine di non dover ricorrere ad un aborto.

Pertanto, la sinistra può inveire e gridare allo scandalo, ma il vero scandalo è non voler riconoscere la realtà di una gravidanza. Sinceramente, non sono arrabbiato per il loro astio e la loro acredine. Al contrario, credo che, se sono realmente convinti delle proprie idee, devono sapere – anche attraverso questi pannelli – che cosa promuovono di sopprimere. E se questa mostra ha suscitato una reazione così veemente, significa che qualcosa siamo riusciti a smuovere anche nelle loro coscienze.

4. In generale, la battaglia per la vita come sta andando in UE? Il PPE dovrebbe combatterla con voi ma sembra ormai in disarmo.

La battaglia per la Vita sta andando avanti. Rispetto al passato, vi sono nuove maggioranze che si stanno formando, e questo anche grazie al lavoro minuzioso di rete e sensibilizzazione che stiamo facendo. Ad esempio, sin dal principio del mio mandato, io ho organizzato grandi conferenze sulla dignità del concepito, sull’utero in affitto come reato universale, oppure, ho avuto l’onore ed il piacere di avere a Bruxelles Sua Eminenza il Cardinale Robert Sarah, che ci ha regalato una bellissima lectio magistralis riguardo all’ideologia genere, ai cosiddetti diritti sessuali e alle imposizioni ideologiche dell’Europa nei confronti del continente africano.

Insomma, questi sono solo degli esempi. Io penso che la battaglia per la Vita, che stiamo portando avanti, debba esser fatta da un lato con azioni pubbliche ed evidenti, come la mostra che abbiamo organizzato a Strasburgo, dall’altro attraverso un lavoro quotidiano fatto di dialogo e di confronto con tutti i miei colleghi, di qualsiasi spettro politico, che abbiano il coraggio di dirsi cristiani e di difendere quei valori più alti che non sono negoziabili. Il PPE è un gruppo politico composto da più anime. Devo dire che con alcuni di loro abbiamo un buon rapporto di collaborazione, ma non posso non negare come una buona parte abbia ormai perso quei valori cattolici che hanno contraddistinto quel gruppo in passato.

Noi continueremo a dialogare con tutti coloro che, indipendentemente dal gruppo politico di appartenenza, condividono almeno parte delle nostre preoccupazioni sulla tutela della Vita, della maternità e della famiglia.

5. Quali sono le prossime azioni che metterete in campo?

Ovviamente questa mostra non è stata un punto di arrivo, ma solo un passaggio della nostra battaglia a favore della Vita. E sono convinto che abbia colpito nel segno: grazie all’inveire della sinistra, capiamo come sia necessario, ancora di più e ancora una volta, mostrare a tutti come in quel grembo vi sia un essere umano, la cui dignità dobbiamo difendere in tutte le fasi della sua vita.

Noi continueremo a lavorare senza arretrare di un millimetro. Sono convinto che giorno dopo giorno riusciremo anche al Parlamento Europeo a garantire che anche i diritti del concepito vengano rispettati.


 

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