Anno Nativitatis Domini nostri Jesu Christi – millesimo
dugentesimo LXIII: Il Sacerdote Don Pietro da Praga, di passaggio a Bolsena,
celebra Messa nella Cattedrale della Vergine Santa Cristina. Ha in mano l’ostia
da consacrare, la tiene sopra il calice e pronuncia le parole rituali: ma la
sua fede vacilla, il dubbio lo assale, la presenza vera e reale di Cristo non
gli appare certa.
Allora l’Ostia si arrossa tutta di Sangue stillante, escluso
nei punti in cui le sue dita la toccano. Il Sangue macchia la pietra
dell’altare e i sacri lini.
L’orrore per il suo pensiero lo assale, l’emozione lo
sopraffà, avvolge l’Ostia nel corporale e corre in Sacrestia per riporLa.
Quindi, pieno di sgomento e di rimorsi, si reca ad Orvieto dal Pontefice Romano
Urbano IV per chiedere l’assoluzione da un peccato così grave e confidargli
l’accaduto.
Il Papa, profondamente commosso dalla straordinarietà
dell’evento, ordina il trasferimento
delle Sacre Specie e del Corporale ad Orvieto, incaricando San Tommaso d’Aquino di scrivere il testo
dell’ufficiatura e Messa per la nuova Festività del Corpus Domini, stabilendo
che la medesima fosse celebrata in tutta la cristianità, nella prima quinta
feria dopo l’ottava di Pentecoste.
A Bolsena resta perfettamente visibile l’altare, la cui
pietra è macchiata indelebilmente del Sangue di Cristo.
Questo avvenimento straordinario si ricorda col Giubileo
Eucaristico di Bolsena 2013-2014: un’occasione importante per adorare il
culmine della vita di ciascun Cattolico, per lucrare le indulgenze e per
conoscere la Tuscia, terra ricca di storia e di tradizioni religiose uniche al
mondo.
Per informazioni sul programma (sabato e domenica 12-13 luglio 2014)
Pubblicato il 09 luglio 2014

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