di Federico Catani
L’elemento essenziale e in un certo senso più originale delle apparizioni
di Nostra Signora a Fatima è senza alcun dubbio la devozione al suo Cuore
Immacolato. Così come nel XVII secolo Nostro Signore era apparso a Santa
Margherita Maria Alacoque per chiederle di diffondere e promuovere il culto
al suo Sacratissimo Cuore,
all’inizio del XX secolo, in piena Prima Guerra
Mondiale, la Madonna ha parlato ai tre pastorelli portoghesi della
devozione al suo Cuore Purissimo.
In effetti, sebbene tale culto fosse stato sempre praticato a livello
privato o locale grazie soprattutto all’apostolato di santi come Giovani
Eudes e Antonio Maria Claret e allo zelo di Pontefici quali Pio VII ed il
beato Pio IX, è con le mariofanie portoghesi del 1917, esattamente cento
anni fa, che ha assunto una valenza tutta particolare ed un riconoscimento
universale, sino ad arrivare alla consacrazione dell’intero genere umano
fatta nel 1942 da Pio XII, che due anni più tardi estese a tutta la Chiesa
la festa del Cuore Immacolato di Maria, fissandola al 22 agosto (dopo la
riforma liturgica Paolo VI l’ha trasferita al sabato dopo la solennità del
Sacro Cuore di Gesù).
UNA DEVOZIONE PER I NOSTRI TEMPI
Il 13 giugno 1917, durante la sua seconda apparizione, Nostra Signora disse
a Lucia: «
Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire
nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi la abbraccia,
prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da Dio come fiori
posti da me per adornare il suo trono
». Di fronte alle perplessità e ai timori della bambina, la Santissima
Vergine aggiunse: «
Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà
il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio
». Come è evidente da queste parole,
ci troviamo di fronte non ad una pia
invenzione di tre pastorelli, ma ad una richiesta esplicita della Madonna,
su mandato espresso di Dio stesso. In un certo senso, sembra quasi che se
la devozione al Sacro Cuore era stata richiesta per gli uomini del XVIII e
XIX secolo, quella al Cuore Immacolato è rivolta particolarmente ai nostri
tempi, così travagliati e confusi. Quanto annunciato a Fatima, infatti, non
si è ancora pienamente realizzato e dunque l’invito rivolto ai pastorelli è
oggi ancora più attuale e impellente. Quello al Cuore Immacolato è il culto
più utile e più gradito in questo attuale momento storico.
È quindi nel
segno del Cuore Purissimo di Maria che sarà possibile ricostruire la
Civiltà Cristiana. È sotto le sue insegne che i cattolici sono chiamati a
combattere. D’altra parte, i risvolti temporali del messaggio di Fatima
sono evidenti (come del resto quelli delle apparizioni di Gesù a Santa
Margherita Maria, quasi tre secoli prima): nel grande Segreto affidato a
Francesco, Giacinta e Lucia si parla esplicitamente di consacrazione della
Russia e del finale trionfo del Cuore Immacolato. Ma di questo si parlerà
in una prossima occasione. Ad ogni modo, Giacinta lo aveva capito molto
bene. Poco prima di morire, ricordò alla cugina Lucia cosa avrebbe dovuto
fare: «
Tu rimani qua per dire che Dio vuole istituire nel mondo la devozione
al Cuore Immacolato di Maria. Quando ce ne sarà l’occasione, non ti
nascondere. Di’ a tutti che Dio ci concede le grazie per mezzo del
Cuore Immacolato di Maria; che le domandino a Lei, che il Cuore di Gesù
vuole che, vicino a Lui, sia venerato il Cuore Immacolato di Maria.
Chiediamo la pace al Cuore Immacolato di Maria; Dio la mise nelle Sue
mani
». Oltretutto, queste parole ci ricordano un aspetto tipicamente cattolico:
la devozione a Maria Santissima nulla toglie all’adorazione che dobbiamo a
Gesù Cristo. Anzi, è il Figlio stesso a volere che la sua Madre venga
venerata dagli uomini, senza alcuna paura di esagerare, perché nessun
mortale certamente La amerà quanto Lui. Inoltre, è Dio stesso ad aver
stabilito che ogni grazia ci giunga attraverso la Madonna, Mediatrice di
tutte le grazie.
SACRIFICIO E RIPARAZIONE
Pertanto, quello al Cuore Immacolato di Maria non è un culto melenso,
minimalista e infantile. Non è una devozione sentimentalistica. La Madonna
ai tre pastorelli (e pertanto a chiunque si dichiari cattolico) ha chiesto
molto di più:
ha raccomandato il sacrificio, la penitenza, l’espiazione e
la riparazione. Concetti oggi ritenuti da molti superati, fondamentalisti e
persino “pagani”: eppure il Cielo non ha mai parlato di misericordia a buon
mercato, ma sempre condizionata al pentimento e al proposito di cambiare
vita. Il 13 luglio, data della terza apparizione, la Beata Vergine Maria
invitò i veggenti a sacrificarsi, accompagnando le loro penitenze con
questa preghiera: «
O Gesù, è per Vostro amore, per la conversione dei peccatori e in
riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria
».
La Madonna chiede cioè atti di riparazione per le offese che riceve il
suo Purissimo Cuore, tradizionalmente sempre raffigurato trafitto da una
spada (come profetizzato da Simeone) e circondato di spine: la Madre di Dio
infatti ha cooperato in maniera tutta speciale all’opera della Redenzione
e, soffrendo indicibilmente sotto la Croce, è divenuta la Corredentrice,
insieme e subordinatamente al Figlio suo.
I CINQUE PRIMI SABATI
Nostra Signora ha spiegato in che modo possiamo riparare, suggerendo la
pratica dei cinque Primi sabati del mese.
Il 10 dicembre 1925, a Pontevedra, suor Lucia ebbe la visione della
Santissima Vergine e del Bambino Gesù. Questi le disse: «
Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre ricoperto di
spine conficcate in continuazione dagli uomini ingrati, senza che vi
sia nessuno che compia un atto di riparazione per toglierle
». Subito dopo, prese la parola la Madonna: «
Vedi, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini
ingrati mi conficcano in continuazione attraverso la bestemmia e
l’ingratitudine. Almeno tu cerca di consolarmi e dì a tutti che per
cinque mesi, ogni primo sabato, si confessino e si comunichino,
recitando un
Rosario
e mi tengano compagnia per quindici minuti, meditando sui misteri del
Rosario, allo scopo di alleviare il peso che porto.
In cambio prometto di assisterli
nell’
ora della loro morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza
delle loro anime
».
Quindi, per sintetizzare, nei primi sabati di cinque mesi consecutivi la
Madonna raccomanda di:
- fare (bene, cioè in grazia di Dio, dopo una buona confessione) la Santa
Comunione;
- farLe compagnia per (almeno) un quarto d’ora, recitando il Santo Rosario e
meditandone i misteri;
- compiere il tutto con l’intenzione di riparare per i peccati che
affliggono il Cuore Immacolato di Maria.
A chiunque, con devozione sincera, compirà questa pia pratica,
Nostra
Signora ha promesso di assisterlo particolarmente nell’ora della morte,
garantendogli la salvezza eterna.
Gesù stesso poi ha chiarito che il numero di cinque sabati è dovuto alle
cinque specie di offese e bestemmie rivolte contro il Cuore di Sua Madre:
le bestemmie contro l’Immacolata Concezione; le bestemmie contro la sua
Verginità; le bestemmie contro la sua Maternità divina, rifiutando al tempo
stesso di riconoscerla come Madre degli uomini; le bestemmie di coloro che
cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza o
il disprezzo o anche l’odio nei riguardi di questa Madre Immacolata; le
offese di coloro che la oltraggiano direttamente nelle sue sante immagini.
Purtroppo, nonostante sia trascorso un secolo, quella dei cinque Primi
sabati è una devozione ancora poco diffusa e conosciuta.
In questo
Centenario di Fatima appena iniziato, dunque, sarebbe quanto mai opportuno
e consigliabile riprendere o iniziare, promuovere e spiegare tale pratica
in cui peraltro sono strettamente congiunte devozione mariana e devozione
eucaristica (le due colonne della Chiesa e della spiritualità cattolica,
come affermava San Giovanni Bosco).
L’ULTIMO RIMEDIO
Parlando con il padre Fuentes, suor Lucia confessò che
Dio ha deciso di
dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male: il Santo Rosario e la
devozione al Cuore Immacolato di Maria. Si tratta delle ultime due armi per
emendare le nostre condotte ed evitare (o mitigare) il castigo annunciato a
Fatima. Come detto da suor Lucia, tale devozione consiste nel
considerare
Maria come sede della clemenza, della bontà e del perdono, e come sicura
porta attraverso cui entrare in Paradiso. Che cosa aspettiamo ad esaudire
quanto richiestoci dalla nostra Madre celeste?
(Ass. Luci sull'Est - "Spunti", Febbraio 2017)