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10 novembre 2017

Fatima, nessuna notizia

di Satiricus

Se mi è concesso, prenderò le distanze da alcune recenti notizie, comprese quelle riportate dal nostro ottimo blog.
Prenderò le distanze - e parto proprio dai post nostrani - dagli entusiasmi per il fatto che mons. Camisasca abbia celebrato Vetus Ordo lo scorso 13 ottobre.
Prenderò le distanze dalla notizia delle quattro realtà (quattro!) che il 31 ottobre (speculum del 13) avrebbero celebrato in riparazione degli oltraggi a Dio.
Prenderò le distanze dal pellegrinaggio a Fatima che S.E. mons. Burke avrebbe celebrato in gran pompa, purtroppo lasciandoci ancora digiuni di correzione formale (secondo voi è pavidità o calcolo? Ha scoperto possibili ritorsioni mostruose e scandalose per la Chiesa? È un consiglio arrivatogli da Benedetto XVI?).

Riguardo a Fatima infatti queste mini notizie dai confini dell’Impero dicono e ribadiscono una e una sola cosa: che non c’è alcuna notizia.
Non c’è stata la notizia che la Catholica abbia commemorato Fatima: non Roma, non le Conferenze Episcopali.
La non notizia è la notizia, tutto il resto sono ottime iniziative che riguardano gruppi minoritari e avranno beneficio perlopiù per essi solamente.
Se castighi erano preparati per l’orbe cattolico e non, le celebrazioni periferiche non li allontanano, anzi come campanelle ricordano gli atti di culto disattesi e ravvivano la memoria di ciò che potrebbe accadere, di ciò che sicuramente ci meriteremmo accadesse.


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13 ottobre 2017

Miracolo del sole. Una realtà storica

O seculo del 15 ottobre 1917
Esattamente 100 anni fa, il 13 ottobre del 1917, vicino a Fatima, a Cova di Iria, capitò un evento epocale. Migliaia di persone, 70 mila per l'esattezza, assisterono ad un fenomeno sovrannaturale. Il sole si mosse, ballando nel cielo. Era il miracolo del sole, che concluse le apparizioni della Madonna a Fatima, che rivelarono all'umanità segreti e visioni tragiche sull'Inferno e sull'avvenire.
Quel miracolo, come accadde a Ghiaie di Bonate anni dopo, coinvolse un numero enorme di persone, che riferirono di esso nei giorni seguenti, oltre a dei giornalisti che riportarono la notizia sui loro quotidiani (vedi la prima foto). Possiamo quindi dire che quel miracolo è avvenuto ed è provato, checché ne dicano i miscredenti di ogni ordine e grado.
Riportiamo qualche foto dell'evento:
La folla

Giornale dell'epoca
La folla guarda il cielo



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100 anni di Fatima

di Federico Catani
UNA MISSIONE PROFETICA ANCORA ATTUALE
 
Nell'omelia pronunciata a Fatima il 13 maggio 2010, Papa Benedetto XVI affermò: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa» . Alcuni giorni prima, rispondendo alle domande dei giornalisti durante il volo per il Portogallo, aveva già detto che nei messaggi della Madonna alla Cova da Iria, « sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano . Perciò è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della Chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta per la Chiesa e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano » .

Le apparizioni dell'Angelo della pace
In effetti, più il tempo passa e più la mariofania di Fatima sembra parlare ai giorni nostri. Particolarmente attuale è ad esempio il messaggio dato dall'Angelo della Pace e del Portogallo nel 1916, esattamente cento anni fa. Apparendo per tre volte ai tre pastorelli (Lucia dos Santos e i suoi cugini Francesco e Giacinta Marto), quasi a prepararli alla venuta della Madonna, il messo celeste li invita a pregare ed offrire penitenze e sacrifici a Dio per la conversione dei peccatori e l'espiazione delle loro colpe.
Mostratosi poi con il calice e l'Ostia santa, insegna ai tre fanciulli queste due preghiere: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo, vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano, e non vi amano» e «Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo: vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze da cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori» .

IL CUORE DELLA DEVOZIONE EUCARISTICA

In pratica, qui c'è il cuore della devozione eucaristica che ogni cattolico dovrebbe avere. Specie in un tempo, come il nostro, in cui la Santissima Eucaristia viene profanata in ogni modo: pensiamo ai sacrilegi eucaristici commessi dai satanisti, ma ancor di più, purtroppo, ai tentativi di far ricevere la Comunione ai pubblici peccatori, senza alcun pentimento, o al modo in cui viene trattata in certe liturgie, dove si è perso totalmente il senso del sacro, tanto che la gente ormai sembra ignorare che nell'Ostia santa c'è realmente e sostanzialmente Nostro Signore Gesù Cristo vivo e vero.
Ma venendo finalmente alle apparizioni di Fatima (dal 13 maggio al 13 ottobre 1917), i messaggi che la Madonna ha consegnato ai tre pastorelli sono ancora tutti da meditare in vista del centenario.

Sacrificio, penitenza e rinuncia
In tutti gli incontri, la Beata Vergine Maria esorta Lucia, Francesco e Giacinta a recitare il Santo Rosario ogni giorno e ad accettare con pazienza sofferenze e sacrifici per riparare le offese arrecate dagli uomini a Dio e per convertire i peccatori. In una società, come quella attuale, che non vuole sentir parlare di dolore e in un mondo cattolico in cui sembra non si conosca più il senso della sofferenza (si parla solo di gioia e di festa…), le parole della Madre di Dio indicano la strada per la santità: una strada che non può fare a meno del sacrificio, della penitenza, della rinuncia. «Pregate, pregate molto e fate dei sacrifici per i peccatori! – esorta la santissima Vergine - Vi sono molte anime che vanno all'inferno perché non c'è nessuno che si sacrifichi e preghi per loro» .
Il 13 luglio è la data dei celebri segreti di Fatima. È molto utile riportare per intero quanto detto dalla Madonna, riprendendo ciò che scrisse suor Lucia.


LE PAROLE DELLA VERGINE
La Beata Vergine Maria aprì le mani davanti ai tre pastorelli e «un riflesso [della luce] parve penetrare nella terra e vedemmo come un oceano di fuoco. Immersi in quel fuoco [vedevamo] i demoni e le anime [dannate]. [Queste] erano come bragia trasparente, nera o bronzea, e avevano forma umana. Erano come sospese in questo incendio, sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nubi di fumo. [E poi ] ricadevano da ogni parte, come le scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, in mezzo a grida e gemiti di dolore e di disperazione che facevano orrore e tremare di paura. (È alla vista di questo spettacolo che devo aver lanciato quel grido "Ahi" che si dice aver inteso da parte mia). I demoni si distinguevano [dalle anime dannate] per le forme orribili e ripugnanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti, come dei neri carboni trasformati in bragia.
Questa visione non durò che un momento, grazie alla nostra buona Madre Celeste che nella prima apparizione ci aveva promesso di portarci in Cielo, senza di che credo che saremmo morti di spavento e di paura. Spaventati e come per chiedere soccorso abbiamo alzati gli occhi verso la Madonna che ci disse con bontà e tristezza: " Avete visto l'Inferno , dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si fa quello che vi dico molte anime si salveranno, ci sarà la pace. La guerra finirà . Ma se non si cessa di offendere Dio allora sotto il regno di Pio XI ne comincerà un'altra peggiore .
Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta allora sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per punire il mondo dei suoi delitti per mezzo della guerra, della carestia e delle persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre.
Per impedirlo verrò a chiedere la conversione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice dei primi sabati del mese. Se si darà ascolto alle mie richieste allora la Russia si convertirà e ci sarà la pace, altrimenti la Russia diffonderà i suoi errori per tutto il mondo, provocando guerre e persecuzioni contro la Chiesa . I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, parecchie nazioni saranno annientate. Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà . Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà e sarà concesso al mondo un certo periodo di pace . Nel Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.».

Suor Lucia ha poi scritto, a distanza di anni, quella che sarebbe la terza parte del segreto, resa nota dal Vaticano nel 2000. «Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo ; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!
E vedemmo in una luce immensa, che è Dio, ("qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti") un vescovo vestito di bianco, ("abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre") insieme a vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio ».

In queste parole, oltre ad un vero e proprio compendio del Cattolicesimo, c'è la confutazione di tutte le deviazioni dottrinali e morali oggi assai diffuse, anche tra alcuni uomini di Chiesa.
La Madonna, ad esempio, mostra l'inferno. Quindi la dannazione eterna esiste e molte anime subiscono questa sorte orribile. L'inferno pertanto è una realtà e purtroppo non è affatto vuoto. La misericordia di Dio non può essere scissa dalla sua divina giustizia: sono due facce della stessa medaglia . Dio ci ama sconfinatamente, ma proprio per questo non ha esitato a farsi uomo in Gesù Cristo e a sacrificarsi sulla croce per espiare il peccato dell'umanità. Il peccato esige sempre la giusta riparazione, perché offende Dio infinitamente. La Madonna a Fatima parla di castighi divini nel caso in cui gli uomini non si ravvedano: è un grande gesto d'amore. Dio infatti castiga e punisce per amore, per aiutare il peccatore a tornare sulla retta via . E la Madonna, che è Madre, avverte i suoi figli prima che si faccia sentire la giustizia divina. Chiunque può notare la differenza tra il linguaggio del Cielo, usato dalla Vergine stessa per volontà di Dio, ed il nuovo linguaggio oggi di moda in molti ambienti cattolici o sedicenti tali...

Il messaggio di Fatima è anche, si potrebbe dire, di tipo politico. Si parla di consacrazione della Russia e degli errori diffusi da questo Paese nel corso del XX secolo. Si fa riferimento, in pratica, all'orrore del comunismo e di tutto quello che da esso deriva, le cui conseguenze si vedono benissimo anche adesso . La Madonna vuole che uno Stato venga consacrato a Lei: non si può qui non ravvedere un chiaro riferimento alla regalità sociale di Cristo.

Chiede la devozione al suo Cuore Immacolato, oggi ancora poco praticata, nonostante tutto. E annuncia gravi castighi per la Chiesa e persecuzioni al Papa. La terza parte del segreto, ancora discussa, comunque la si pensi, lascia intendere che nella Chiesa, come denunciato pure da Benedetto XVI, c'è una grande crisi di fede. Il rimedio starebbe allora in una purificazione, le cui modalità e tempi non ci è dato conoscere, ma a quanto pare si potrebbe trattare di un bagno di sangue, con molti martiri. A risaltare nella visione è senza dubbio il ruolo e la centralità del Sommo Pontefice: è il Papa che deve consacrare la Russia e sempre lui deve soffrire più di altri.

Insomma, quello di Fatima è un messaggio di tragedia e di speranza allo stesso tempo . Perché la Madonna l'ha promesso: alla fine, dopo un salutare castigo, il suo Cuore Immacolato trionferà. E, secondo molti studiosi, sarà un trionfo non solo di Maria, ma anche della Chiesa e del Papato. Sarà la Civiltà Cristiana stessa ad essere restaurata.

Plinio Corrêa de Oliveira, già nel 1953 scriveva che l'elemento essenziale del messaggio di Fatima «consiste precisamente nell'aprire gli occhi degli uomini di fronte alla gravità della situazione, nel fornire loro una spiegazione alla luce dei piani della Provvidenza Divina, e nell'indicare i mezzi necessari per evitare la catastrofe» .

Il 13 ottobre 1917 le grandi apparizioni mariane si concludono con il miracolo del sole, visto da decine e decine di migliaia di persone, preannunciato mesi prima dalla Vergine stessa ai tre fanciulli. Evidentemente Dio ha voluto apporre in maniera solenne il suo sigillo su quanto avvenuto a Fatima: dalle profezie, alle promesse, fino agli avvertimenti terribili che la Madonna ha rivelato.
Benedetto XVI stesso ha lasciato intendere che le promesse di Fatima sono vicine ad avverarsi. Il 13 maggio 2010, nella Santa Messa celebrata alla Cova da Iria, concluse l'omelia con un augurio: «Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità » . Noi, come apostoli di Fatima e figli devoti della Madonna, lavoriamo e preghiamo perché questo trionfo arrivi presto.


(Ass. Luci sull'Est - "Spunti", Maggio 2016)
 
 

26 settembre 2017

Aquileia, il primo “Pellegrinaggio della Tradizione Cattolica”



di Compagnia sant'Antonio

Sabato 23 settembre si è concluso ad Aquileia il primo “Pellegrinaggio della Tradizione Cattolica” promosso dalla Compagnia di Sant’Antonio, con la collaborazione della Società Internazionale Tommaso d’Aquino, sez. FVG, e del Circolo Culturale Cornelio Fabro di Udine. Il pellegrinaggio è partito dalla città di Cervignano del Friuli, è proseguito poi lungo la via Julia Augusta e la Via Sacra per arrivare alla Basilica intitolata a Santa Maria Assunta, ad Aquileia. Durante l’itinerario, di circa sette chilometri a piedi, il cammino è stato costantemente accompagnato dalla preghiera, ed in particolare dalla recita del Rosario e da canti religiosi. Si è pregato per gli abitanti dei luoghi, per quanti si stavano recando al lavoro o a scuola, per le famiglie e gli ammalati, e per i prodotti della terra.
Lo stupore dei passanti si è spesso mutato in espressioni di condivisione e di apprezzamento. Non pochi si sono uniti ai pellegrini, lungo il percorso e ne hanno condiviso canti e preghiere. All’arrivo alla Basilica, passando attraverso la Via sacra, fra alti cipressi e ruderi dell’antica città romana, i pellegrini sono stati accolti da numerosi altri partecipanti che li attendevano – alcuni provenienti da Parma, Brescia, Verona, Vicenza oltre che  dal Friuli e dal Veneto – e da sacerdoti e ministranti, che li hanno guidati prima al Battistero paleocristiano, dove è stato recitato il Simbolo aquileiese che risale ai primi secoli del cristianesimo e che conosciamo grazie agli scritti di Rufino di Concordia, e poi alla cripta, dove sono state venerate le reliquie dei martiri aquileiesi, Ermagora e Fortunato, Ilario e Taziano, Canzio, Canziano e Canzianilla ed altri campioni della fede.
Si è respirata un’atmosfera di solenne omaggio e di devota comunione con gli antichi padri, vescovi, martiri e fedeli che hanno vissuto e pregato qui agli albori della Cristianità. Il passato è fatto presente nella comunione dei Santi. Anche attraverso il canto delle Litanie dei Santi, con i versetti e le preci, ed il canto dell’inno Sanctorum meritis, l’incensazione e le orazioni prescritte per l’esposizione delle reliquie. La Messa cantata, secondo il formulario della Messa votiva del Cuore Immacolato di Maria, con la commemorazione del sabato delle quattro Tempora di settembre, all’altare della navata centrale è stato il momento culminante della giornata orante. La viva partecipazione di numerosi fedeli, che hanno quasi saturato tutti gli spazi disponibili, ne ha suggellato il notevole riscontro. Nel pomeriggio la giornata è proseguita con due conferenze, rispettivamente dedicate alla Vita interiore come anima di ogni apostolato ed alle Priorità dell’apostolato. Il momento di formazione si è svolto presso la Sala Romana, gentilmente concessa dalla parrocchia di Aquileia, e si è conclusa con una supplica alla Madonna di Fatima, nel centenario delle Apparizioni.


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17 agosto 2017

La chiesa senza muri


di Amicizia San Benedetto Brixia

Come intrattenimento estivo propongo tre serie di immagini metaforiche della situazione ecclesiale post-moderna, particolarmente suggestive dal punto di vista tanto iconografico quanto simbolico.

La prima serie comprende gli scatti di chiese incendiate.

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Tra i molti presenti in rete mi ha sempre incuriosito quello che presenta una chiesa in fiamme, col fumo che esce dalla torre campanaria e dal tetto, le mura e la facciata ancora intonse e i fedeli schierati sul sagrato per assistere allo spettacolo. L’ho sempre ritenuta una icona eloquente del cattolicesimo contemporaneo: in fiamme, invaso dal fumo di satana, devastato eccetto che nelle fondamenta, coi fedeli cacciati fuori eppur ancora vicini, desiderosi di scoprire il futuro della propria Chiesa.

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La seconda: celebrazioni tra le rovine. Fa da contraltare alla prima serie quella di sacerdoti che devotamente celebrano tra le rovine abbandonate di qualche chiesa. In questo senso sono parecchio suggestive le celebrazioni in Rito Antico: il contrasto che si crea tra la consumazione degli edifici e l’attenzione scrupolosa dei gesti liturgici è di forte impatto. Ricordano molto bene quale sia il cuore della comunità cristiana. Correggendo alcune canzonette abusive della liturgia anni settanta, l'alternativa non è tra una chiesa di persone e una chiesa di mattoni, ma tra una chiesa di adoratori che destinano il giusto spazio al culto divino e una chiesa confusa che non sa più cosa farci in chiesa (e anche fuori di essa a giudicare dallo smarrimento sociale e morale che ci circonda).

Le due immagini che suggerisco sono: la celebrazione del ‘49 a Nagasaki, tra i resti dello scempio bellico, culmine della rivoluzione rossa e dell’implosione razionalista moderna (è Fatima a collegare il ‘17 e le due Guerre).

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E la la Messa di fronte alle rovine di quella che era la Cattedrale cattolica di Edinburgo, saccheggiata durante la “Riforma” protestante nel 1560 e abbandonata fino a farla diventare un rudere.

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Da ultimo vengono le architetture contemporanee, fortemente ispirate al tema della distruzione. Qui a Brescia ne abbiamo una di recente erezione, lo Skyline18, che effettivamente richiama né più né meno i resti di un palazzo bombardato, privo di imposte e scoperchiato in cima.

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Divagazione a parte, l’artista da citare per la terza serie della nostra rassegna è Edoardo Tresoldi, che con le sue strutture metalliche semi-trasparenti è in grado di far rivivere l’immagine di antichi edifici ora demoliti, quali la di Basilica di Siponto.

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Sebbene a dirla tutta tali capolavori, piuttosto che far rivivere, consacrino l’estinzione definitiva di detti edifici, ridotti a un’evocazione e anzi dichiarati morti per sempre proprio per il fatto che il loro posto è ora occupato da altro.

Ma come commentare l’insieme? Della prima serie ho già detto che esprime bene lo stato di corruzione religiosa attuale - iniziato da lunga pezza - mentre lascia la speranza che le fondamenta siano salve e che prima o poi si possa ricominciare a costruire.

La seconda serie immortala la realizzazione del memoriale liturgico, e memoriale significa qualcosa di trascorso che ha però la forza di rivivere realmente e concretamente oggi per edificare il domani. Ciò avviene nella Liturgia per la potenza divina dello Spirito Santo ed è efficace in ogni cuore disposto ad accoglierne la Grazia.

La terza serie - dicevo -  serve solo a fare memoria, memoria dei muri andati, e memoria significa dedicarsi a un trascorso che non c’è più se non nella fantasia di chi lo rievoca.

Le guerre, gli incidenti, i terremoti - castighi divini o meno - producono le rovine: a noi scegliere se guardarle da spettatori attoniti, fossilizzarle artisticamente o farle rinascere partendo dal loro cuore: non spettacolo spaventevole o memoria culturale, ma autentico memoriale che ravviva.
 

13 luglio 2017

Il Sangue del perdono e la devozione mariana di Fatima

di Roberto de Albentiis

Come accennato varie volte, e nel mio piccolo cercherò di ricordarlo sempre, luglio è il mese dedicato al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore e, di rimando, al Signore Gesù adorato in modo particolare come Redentore: se tale devozione ebbe la sventura, ancora più di quella del Sacro Cuore, di incontrare il Vaticano II e il post-Vaticano II, che l’ha letteralmente annientata (accorpandone la festa al Corpus Domini e non dando giusta riverenza al calice consacrato con la riforma liturgica), non di meno dobbiamo conoscerla, farla nostra e promuoverla, perché del resto solo nel Sangue di Gesù c’è salvezza, e se perfino un eresiarca come Lutero e tutti gli altri eretici protestanti che gli si sono succeduti l’hanno a loro modo ribadito, a maggior ragione noi, che apparteniamo alla Chiesa Cattolica, la Chiesa nata dal Sangue e dall’Acqua fuoriuscenti dal Cuore di Gesù sul Calvario, dobbiamo ribadirlo sulla scia dell’Apostolo Paolo, del Dottore Caterina da Siena (“Per lavare i nostri peccati, non c’è che il Sangue di Cristo!”), del missionario Gaspare del Bufalo.

Per accompagnare i giorni dei mesi dedicati alle singole devozioni, la saggezza della Chiesa aveva trovato in singoli libretti, che si potevano leggere e perfino portare in tasca in maniera assai agile, il modo di guidare giorno per giorno i fedeli con singole meditazioni e piccoli fioretti che gli davano un consiglio concreto su come agire; per il mese di luglio c’è “Il mese del Preziosissimo Sangue” che, pur stampato nei primi anni ’80, quindi in piena epoca post-conciliare, pur governata allora con fermezza da San Giovanni Paolo II, nondimeno aveva dimenticato il legame e la profondità della dottrina tradizionale, e che di recente è stato digitalizzato e può essere qui letto.

Il giorno odierno, il 13 luglio, è dedicato proprio al rapporto tra il Sangue di Gesù e il Perdono, e, come fioretto giornaliero, viene chiesto di confessarsi: difatti, proprio nella Confessione, oltre che – realmente – nella Comunione, possiamo ricevere i benefici del Preziosissimo Sangue, in virtù del Quale ci vengono rimessi i peccati; questo, e solo questo, è il perdono e la misericordia divina, la riconciliazione con Dio, ma per aversi riconciliazione con Dio, e certamente e conseguentemente anche con i fratelli, non si può che avere odio e pentimento per i propri peccati e propositi santi di evitarli e non ricadere e, nel caso, di riconciliarsi subito con il buon Dio. Nulla a che vedere, quindi, con la moderna e lassista indifferenza, giustificazione e perfino esaltazione del peccato.

E veniamo al caso concreto: tutti noi abbiamo sentito, a inizio giugno, del caso del capo scout AGESCI (associazione ancora, almeno dal nome, virtualmente cattolica) che si è unito civilmente con il proprio compagno nel Comune di Staranzano, perfino, e questo è grave, con l’assistenza e la benedizione del viceparroco; non conoscendo il singolo capo non si può giudicare la sua persona, chiaramente, ma è lecito chiedersi se possa essere un buon educatore cattolico, dal momento che per l’antropologia e l’etica anche semplicemente cristiana, e figuriamoci quindi cattolica, il matrimonio è solo tra uomo e donna e destinato a generare la vita, e a ciò aggiungiamo che tanto il catechismo di San Pio X quanto quello di San Giovanni Paolo II derubricano tali atti come gravi peccati. Ma ciò non interessa più, non si sente più parlare di peccato, pentimento, redenzione, espiazione, non si sente più parlare di riparazione, di non offendere Dio, e il risultato è stata la crocifissione mediatica del parroco, che si era opposto a ciò, e il silenzio del Vescovo (vedasi qui ), che non fa che parlare di “diritto al rispetto” (come, con tutto il rispetto, un Rodotà qualsiasi) e di “ricerca della verità” (una verità però monca, non coincidente con Cristo, la Chiesa, la dottrina, e che il Vescovo non spiega bene come sarebbe invece suo dovere) e d rifiutare il ruolo di giudice (peccato che, ottenuta la libertà dalle persecuzioni romane, proprio i Vescovi vennero eletti a giudici, e la loro episcopalis audientia divenne un foro ricercato da tutti, tanto cristiani quanto pagani).

Soprattutto, si parla di discernimento, ma che cos’è questo discernimento? Ormai è diventato un mero e vuoto slogan, e del resto se la Chiesa, oggi, non fa che ispirarsi al mondo, da esso non può che prendere anche gli slogan, vuote frasi retoriche adatte forse alle piazze politiche, ma non ad esprimere non solo la verità cattolica, ma anche un mero pensiero complesso; mai come oggi, nei tempi moderni, la Chiesa è stata così divisa e in clima da guerra civile, clima alimentato anche (spero e voglio credere, fino all’assurdo, involontariamente) dal regnante Papa, che i novatori hanno adottato come loro padre e ispiratore, che continua a tacere e non dire quale sia la verità. Ebbene, i fedeli più “open-minded”, bergogliani, non fanno che citare le parole papali come uno slogan: accoglienza, discernimento, caso concreto…ma accoglienza verso dove, discernimento di cosa? E caso concreto che può annullare il comandamento divino? Aldo Maria Valli ne ha parlato, da ultimo, benissimo qui.

No, la coscienza non ha la prima e ultima parola così, ce l’ha solo se e quando essa è ben formata e in essa parla Dio: una vera coscienza non dice mai che tutto è a posto e tutto va bene (e del resto il Padre nei Profeti e soprattutto nel Figlio Gesù non ha mai detto che tutto va bene e tutto Gli è gradito, ma anzi ha sempre invitato al pentimento e al cambiamento di vita), quella è solo una falsa coscienza, una coscienza che mette l’Io al posto di Dio, una coscienza anestetizzata che cerca di autogiustificarsi. Per ecumenismo voglio citare in proposito un grande autore e missionario protestante, Albert Schweitzer, che pure in Africa conobbe Monsignor Lefebvre (tra i due c’era stima e amicizia reciproca, e Schweitzer, bravo organista, gli animerà a volte la Messa): “La coscienza tranquilla è un’invenzione del diavolo.”.

Gesù ha versato il Suo Sangue per tutti, ma non tutti riceveranno da Esso i benefici, perché alcuni, seguendo la propria coscienza distorta, liberamente rifiutano i comandamenti divini ed ecclesiastici; i Sacri Cuori di Gesù e Maria sono offesi dai peccati degli uomini, ricevono ancora colpi di lancia e di spada, e non c’è nessuno che voglia desistere dal peccato e consolarLi, e altro che orgoglio, libertà di coscienza, non giudicare!

Proprio il 13 luglio 1917, a Fatima, nel corso della terza apparizione, la Madonna, dopo aver detto ai tre pastorelli “Sacrificatevi per i peccatori e dite spesso, specialmente quando fate un sacrificio: “O Gesù, è per amor Vostro, per la conversione dei peccatori, ed in riparazione per i peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria.”” mostrò loro, in visione, l’inferno, una spaventosa voragine di fuoco, al termine della quale disse ancora: “Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato.”.

Nel pieno del mese di luglio, a pochi giorni dalla Festa del Redentore (15 luglio) e dalla Festa della Madonna del Carmelo (16 luglio), nell’anno centenario di Fatima, in una Chiesa allo sbando e in un mondo più che mai preda delle tenebre (non pensiamo solo all’avanzare sempre più massiccio del fronte LGBT, che nella cattolica Malta, con il tradimento di tutti i politici sedicenti cattolici – eccetto un unico giusto e veramente fedele – e soprattutto dei Vescovi pusillanimi, ha ottenuto il “matrimonio per tutti”, ma pensiamo anche al triste caso del bambino inglese Charlie, di cui proprio oggi i giudici decideranno ulteriormente le sorti), ricorriamo con fiducia al Preziosissimo Sangue e al Cuore Immacolato di Maria per trovare vera Misericordia, e ricordiamo: non nel “dialogo”, non nel “discernimento” o nell’”accompagnamento”, non nella “coscienza”, non nei “diritti umani” sta la salvezza, ma solo nel pentimento e solo in Gesù e nel Suo Sangue!

Che se lo ricordino tutti, e soprattutto i finti cattolici moderni e dialoganti, nipoti degeneri, lembettari, finti sapienti, non certo adoratori della Sofia, la divina sapienza: Gesù ci ha redenti nel Sangue, non nel dialogo e nel discernimento!
 

01 luglio 2017

Fatima, la giustizia e la riparazione

di Marco Ferraresi

Mons. Luigi Negri, Arcivescovo emerito di Ferrara, lo scorso 9 giugno ha tenuto presso l’Istituto Maria Ausiliatrice una conferenza sull’attualità del messaggio di Fatima, nel centenario delle apparizioni della Madonna. Era presente pure Mons. Corrado Sanguineti, che al Cuore Immacolato di Maria ha solennemente e pubblicamente consacrato il 13 maggio la nostra Diocesi.
Negri, tra le riflessioni, ha evidenziato il metodo educativo della Madonna a Fatima. Nostra Signora non ha nascosto l’inferno, con i suoi supplizi eterni, ai tre pastorelli pur bambini. Ben sapeva, ovviamente, che la visione li avrebbe profondamente turbati. Perché, dunque? Probabilmente per due principali motivi.
Anzitutto perché l’amore senza verità è, appunto, un falso amore. La dannazione, che essenzialmente consiste nell’eterna infelicità per la separazione definitiva da Dio, è una possibilità tremenda eppure reale. Fa parte del mistero della libertà dell’uomo e, contestualmente, della giustizia di Dio, che, pur disponibile al perdono, non può non punire il male. E’ l’amore veritiero di Maria, dunque, che ci spinge ad evitare il peccato per restare nella fedeltà a Dio Salvatore. E la Madonna a Fatima non ha esitato a dire che molte anime vanno all’inferno perché nessuno prega per loro.

Proprio questo è il secondo motivo della rivelazione della Madonna ai pastorelli. Ella li invitò a offrire preghiere, sacrifici e sofferenze per amore a Dio e in favore della salvezza dei peccatori, come piccoli intercessori che si uniscono all’unico Mediatore tra Dio e gli uomini.
Noi pure, ovviamente, dobbiamo avere a cuore la salvezza, non solo nostra, ma altrui. E siamo chiamati perciò a riparare alle offese inferte ai Cuori di Gesù e Maria, particolarmente quando perpetrate in forma pubblica, in spregio all’ordine divino e a scandalo dei più deboli e indifesi.
Ecco perché la Madonna a Fatima ha dettato quella preghiera che, forse, spesso diciamo senza adeguatamente meditare: “Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia”.


da Il Ticino, 23 giugno2017
 

09 giugno 2017

L'attualità del messaggio di Fatima

di Federico Catani
A cento anni di distanza dalla sua consegna ai tre pastorelli Francesco, Giacinta e Lucia, il messaggio della Madonna di Fatima è più attuale che mai. Anzi, col passare del tempo le profezie della Cova da Iria sembrano descrivere con sempre maggior chiarezza l’epoca in cui stiamo vivendo.
E se dopo un secolo gli ammonimenti di Nostra Signora restano ancora validi è per due motivi: primo, perché i consigli del Cielo non hanno confini di spazio e di tempo; secondo, perché evidentemente l’umanità – e i cattolici soprattutto – non hanno obbedito alla Madre di Dio.

LA VISIONE DELL’INFERNO

Chi conosce il contenuto e la spiritualità del messaggio di Fatima sa bene che al centro vi è l’invito alla conversione, l’esortazione alla penitenza e la chiamata a lottare, senza tregua e senza tentennamenti, contro il peccato.
Ai tre pastorelli la Madonna fece vedere l’inferno, mostrando loro tutta la sua repellenza e la disperazione delle anime ivi finite per essere vissute volutamente lontane da Dio, in stato di peccato mortale, senza alcun ravvedimento nel momento del trapasso. I tre bambini rimasero fortemente impressionati da quella terrificante visione: l’orrore provato fu decisivo per spingerli ad aumentare le penitenze e i sacrifici per la conversione dei peccatori e dunque anche per raggiungere la santità. Se infatti è vero che l’anima perfetta è quella che ama Dio per se stesso (e a questo arrivarono Francesco, Giacinta e Lucia), non si può negare che il timore del castigo aiuti molto ad intraprendere il cammino della conversione. Del resto questa è stata la “strategia pastorale” adottata dalla stessa Beata Vergine Maria. Oggi però chi parla più della reale esistenza dell’inferno? Chi mette in guardia dalla morte eterna? Non sentiamo piuttosto ripetere che l’inferno non esiste o che, qualora esistesse, sarebbe comunque vuoto perché Dio non punisce nessuno? E non sentiamo forse dire che concetti quali “castigo divino”, “riparazione”, “sacrificio”, “espiazione” e “penitenza” sono ormai superati e tipici di un atteggiamento fondamentalista?

LA CRISI DELLA FEDE

È evidente che il messaggio di Fatima in questi cento anni è stato progressivamente svuotato, minimizzato, manipolato, amputato e largamente disatteso. Le parole della Madonna infatti per i nostri tempi sono troppo forti, scomode e fastidiose. Se le ascoltassimo e ci credessimo davvero, ci imporrebbero un radicale cambiamento di vita. Che è proprio quello che molti, anche cattolici, non vogliono. Come non notare il tentativo di molti ecclesiastici di annacquare il Vangelo e di edulcorarlo rendendolo gradito agli occhi del mondo? Come ignorare che anche ai vertici della Chiesa oggi regna una grande confusione non solo sulle linee pastorali da adottare ma persino in campo morale e dottrinale?
Il messaggio di Fatima riguarda anche una grande crisi della fede all'interno della stessa Chiesa. In effetti, a partire dagli anni Sessanta – quando la terza parte del segreto avrebbe dovuto essere rivelata - il mondo cattolico è stato profondamente scosso fin nelle sue fondamenta e le verità più elementari della dottrina sono state contestate, messe in dubbio, spesso tradite. Oggi siamo arrivati probabilmente all’apice di questo processo di autodemolizione della Chiesa (come ebbe a dire Papa Paolo VI). Basti pensare alle incertezze e al vero e proprio caos relativamente al sacramento del matrimonio e alla natura della famiglia. Se su questi temi fino a poco tempo fa gli attacchi venivano dal mondo esterno, ora invece hanno origine tra gli stessi uomini di Chiesa.

LA DIFESA DELLA FAMIGLIA E DEL MATRIMONIO

Ed ecco che Fatima ancora una volta ha un ruolo importante. Qualche tempo fa, il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, raccontò che quando il Papa Giovanni Paolo II lo mise a capo del neonato “Pontificio Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia”, scrisse a suor Lucia chiedendo preghiere per questo incarico. L’allora monsignor Caffarra non si aspettava una risposta, e invece suor Lucia gli fece recapitare una lettera autografa in cui, tra l’altro, diceva: « Lo scontro finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla famiglia e il matrimonio ». Aggiungeva poi un incoraggiamento particolare e un invito a non aver paura, perché « chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà sempre combattuto e avversato in tutti i modi, perché questo è il punto decisivo ». Tuttavia, ricordava, la Madonna ha già schiacciato la testa del demonio. Insomma, l’ultima veggente di Fatima aveva preconizzato i tempi attuali, dove questo scontro è arrivato persino nella Chiesa ed è ormai evidente a tutti.
La battaglia decisiva è dunque su questi temi. Del resto già nelle rivelazioni a Giacinta la Madonna aveva messo in guardia dai peccati che all’epoca dilagavano in Portogallo e nel mondo. In particolare Nostra Signora annunciò che sarebbero arrivate « certe mode che offenderanno molto Gesù» e che « i peccati che portano più anime all’inferno sono i peccati della carne ». Se questo valeva in quegli anni, cosa potrebbe dire la Madonna oggi? Se già all’epoca aveva fatto sapere alla pastorella che « molti matrimoni non sono buoni, non piacciono a Gesù, non sono di Dio » e che « le persone che servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha mode. Gesù è sempre lo stesso », quali dovrebbero essere oggi i suoi avvertimenti? Come si vede, il messaggio di Fatima sembra rivolto proprio all’umanità dei nostri giorni.
La corruzione morale dei costumi, lo sfascio delle famiglie col divorzio, le convivenze, l’aborto, la produzione di bambini in provetta o con l’utero in affitto, l’edonismo, l’eutanasia, la pornografia dilagante, la rivoluzione antropologica ad opera dell’ideologia gender e della legalizzazione delle unioni omosessuali sono solo alcuni di quell’insieme di errori che – come affermato dalla Madonna - la Russia avrebbe diffuso nel mondo se non fosse stata consacrata al suo Cuore Immacolato. Tutto si è puntualmente realizzato e sono sotto i nostri occhi le conseguenze del mancato adempimento di quanto chiesto da Nostra Signora a Fatima, benché gli atti di consacrazione dell’umanità compiuti da Pio XII e da Giovanni Paolo II abbiano comunque avuto effetti benefici.

GLI ERRORI DELLA RUSSIA

Per Russia ovviamente è da intendersi non solo e non tanto il singolo Paese, che nell’anno delle apparizioni alla Cova da Iria venne travolto dalla rivoluzione bolscevica, ma il comunismo in generale. Un’ideologia, quella comunista, che ha scatenato contro la Chiesa la maggiore e più crudele persecuzione della storia, opprimendo interi popoli per lunghi decenni e provocando la spaventosa cifra di almeno cento milioni di morti. Ma il comunismo continua ad esistere, pur con un’infinita varietà di maschere. Quelli della Russia, pertanto, sono gli errori del marxismo e di tutto ciò che da esso è scaturito. L’ateismo e il materialismo, certo, ma anche la “liberazione” sessuale del 1968 e la decostruzione della natura umana elaborata dalla cosiddetta Scuola di Francoforte. Ma, ancora più ampiamente, è il movimento rivoluzionario in quanto tale che la Madonna ha condannato, quel movimento che, partito dall’umanesimo e da Martin Lutero ha fatto scoppiare la rivoluzione francese, quella bolscevica e oggi domina in tutti gli Stati liberaldemocratici.
La ricostruzione della Civiltà cristiana, pertanto, passerà obbligatoriamente dalla consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria e dunque dal rinnegamento di tutti gli pseudo valori che dominano nelle nostre società e verso i quali, purtroppo, indulgono molti uomini di Chiesa e fedeli cattolici. Se tutto ciò non avverrà, la Madonna ha preannunciato un tremendo castigo purificatore. Relativamente alla legalizzazione dell’aborto nel suo Paese, ad esempio, suor Lucia disse: « Se il Portogallo non approverà l’aborto, è salvo; ma se invece lo approverà, dovrà soffrire molto. Per il peccato di un singolo individuo paga la persona che ne è responsabile, ma per il peccato di una nazione paga tutto il popolo. Perché i governanti che promulgano leggi inique lo fanno in nome del popolo che li ha eletti ».
Ebbene, basta guardarsi attorno: siamo sommersi da una legislazione empia e satanica.
Il castigo però sarà lo strumento usato da Dio per convertire le anime e gettare le fondamenta di quel trionfo del Cuore Immacolato e di quella pace di Cristo nel regno di Cristo che Nostra Signora ha promesso a Fatima, cento anni fa.

(Ass. Luci sull'Est - "Spunti", Maggio 2017)
 

30 maggio 2017

Il Molise è il nuovo Israele?

di Alfredo Incollingo

Il Molise negli ultimi anni si sta rivelando una regione lealista, con i suoi parroci di campagna “fedeli alla linea”, alla dottrina della Chiesa Cattolica. Basti vedere i recenti avvenimenti legati alla discussione parlamentare sul testamento biologico o all'approvazione della legge sulle unioni civili. Le campane hanno suonato a lutto per i colli molisani, annunciando la decadenza della società civile.
Questo è il Molise (e il cattolicesimo) sano, ma, oltre ai Don Camillo, c'è anche chi afferma di aver carpito i significati più reconditi dei segreti di Fatima, soprattutto sul tanto discusso “Terzo Segreto” che la Madonna rivelò ai tre pastorelli Lucia, Francisco e Giacinta.

La Chiesa Cattolica dal lontano 1917 cerca di comprendere queste rivelazioni mariane, non rinunciando a confronti piuttosto accessi tra prelati. Nel piccolo comune di Vinchiaturo, in provincia di Campobasso, a quanto pare, la questione è stata risolta. L'architetto Marco Felice ha affermato di aver condotto uno studio approfondito, che mette in correlazione il santuario molisano di Castelpetroso, Loreto e Fatima e, analizzando date e cifre, è riuscito a scoprire che il “Terzo Segreto” aveva annunciato l'attentato a Bruxelles del 22 marzo 2016. “Non sono un mistico né un visionario. Non ho fatto altro che ricostruire gli eventi: ci sono numeri che tornano sempre e regolano la mia ricostruzione che ho deciso di divulgare affinché in Molise venga rinnovata la fede”, ha affermato Felice, forse non sapendo che nella sua regione sta emergendo un cattolicesimo “movimentista” di alto livello. Non servono strani calcoli per comprendere che il Molise è una regione benedetta da Dio.

Eppure Felice ha elaborato un sistema di calcolo che svelerebbe gli intricati misteri del “Terzo Segreto” di Fatima. Ha presentato la sua teoria il 19 maggio 2017, quando nella vicina Isernia si onora la memoria liturgica di San Pietro Celestino, un Santo Padre “gioachimita”, a detta di molti. Coincidenze? Il suo ragionamento parte da una data di morte impressa su una lapide commemorativa, nei pressi della sua dimora. E' dedicata ad un agente di polizia morto il 22.11.1966 durante un servizio di scorta: aveva 47 anni ed era nato il 25 marzo 1919. Il poliziotto nacque nel giorno dell'Annunciazione di Maria. “Questa lapide è l’elemento cardine per la costruzione del terzo segreto di Fatima: la data di nascita e morte di quel signore, altri elementi come foto e video mi hanno consentito la ricostruzione il terzo segreto di Fatima che non è solo la ricostruzione del Vaticano. In base alla mia ricostruzione, il Molise è la fotocopia della Terra Santa perché ad alcuni luoghi, come San Polo Matese, Civitacampomarano e Vinchiaturo, si possono associare determinati elementi. Qui, a Vinchiaturo, ad esempio, dai dati catastali si può ricostruire la ‘M’ di Maria. Invece San Polo è un paese a forma di croce. Inoltre, sono connessi i quattro santuari mariani di Castelpetroso, Fatima, Loreto e Medjugorje.” I numeri 22 e 11 sono presenti nell'orario del terremoto del 16 gennaio 2016 a Guado di Baranello e del 12 gennaio 2017 a Monteverde di Vinchiaturo, dove si trova la lapide del poliziotto ucciso.

Questi strani rimandi sarebbero la prova della sacralità del luogo. Anche perché il 22 marzo 1888 la Madonna Addolorata apparve per la prima volta a Castelpetroso. Ha affermato a riguardo che “sul Monte Patalecchia c’è il volto di Dio e nelle coordinate di questo volto ci sono dei numeri che rimandano alla mia data di nascita, il 12 marzo 1969. Questo era un messaggio per me.” Felice era stato predestinato a rivelare il significato del segreto di Fatima. Tutto, dal luogo in cui vive alla data di nascita, confermerebbe ciò che ha desunto.

Il “Terzo Segreto” di Fatima quale significato nasconde? Secondo il Felice, la Madonna preannunciò l'attentato di Bruxelles del 22 marzo 2016. “L’attentato alla stazione del metrò di Malbec a Bruxelles si trova a 100 metri dalla sede della Regione Molise. Il civico della sede è il numero 47. Dai numeri del telefono della Regione Molise, c’è la data dell’attentato ed emergono i 100 anni dalle apparizioni di Fatima. Io ho ricostruito solo i fatti già successi.” Altri due numeri sono indispensabili per comprendere la sua ricostruzione: il 47, gli anni dell'agente morto, e il 16, gli anni di Maria quando l'Arcangelo Gabriele le annunciò la nascita di Gesù. Maria, il poliziotto, Vinchiatuto e Fatima tutto ha una spiegazione e nulla è lasciato al caso. Insomma da questi arzigogolati calcoli emerge quella verità che la Chiesa Cattolica non ha ancora compreso.

Stiamo attenti, però, a non cadere in facili spiegazioni. Se tuttora non si è carpito il senso delle parole di Maria a Fatima, è perché stiamo vivendo il tempo che preparerà la Chiesa al Giudizio Finale.


Ovviamente noi esponiamo la teoria da un punto di vista giornalistico, lasciamo il giudizio al lettore.

 

13 maggio 2017

Fatima. Apologia del Santo Rosario

di Federico Catani
In un colloquio con padre Fuentes, il 26 dicembre 1957, suor Lucia affermò: « Dio ha deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria ». Si tratta delle due pratiche che la Madonna di Fatima aveva fortemente raccomandato alla veggente nel 1917. In questo numero concentriamoci sul Santo Rosario.

“IO SONO LA MADONNA DEL ROSARIO”
Così come a Lourdes e in altre innumerevoli occasioni, in tutte le sei apparizioni alla Cova da Iria (dal maggio all’ottobre 1917) la Beata Vergine Maria sollecita i tre pastorelli a recitare il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra (in quel periodo anche il Portogallo era impegnato nella Prima Guerra Mondiale). Il 13 luglio, in particolare, la misteriosa Signora vestita di bianco dice a Lucia di recitare quotidianamente il Rosario in onore della Madonna del Rosario, «perché solo Lei vi potrà aiutare». Ed aggiunge che questa preghiera è necessaria per ottenere le grazie durante l’anno. Inoltre, sempre nello stesso giorno, Maria Santissima raccomanda di recitare, alla fine di ogni mistero, la nota preghiera per la salvezza eterna e in suffragio delle anime del Purgatorio, che ancora oggi è di uso comune: “O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia”. Nell’ultima apparizione, il 13 ottobre, quando ci fu il “miracolo del sole”, Nostra Signora – che si era sempre mostrata con la corona del Rosario in mano - finalmente si rivela: « Io sono la Madonna del Rosario». Oltretutto, il 19 agosto aveva chiesto ai pastorelli di raccogliere soldi per la festa della Madonna del Rosario. Che – detto per inciso - si celebra il 7 ottobre, in ricordo della strepitosa vittoria degli eserciti cattolici contro i musulmani a Lepanto, nel 1571. Una vittoria ottenuta proprio grazie alla recita del Rosario e che frenò l’espansionismo islamico, salvando così l’Europa cristiana. A conferma di quanto detto, a Lucia appaiono, in successione, la Sacra Famiglia (con San Giuseppe e Gesù Bambino benedicenti), la Vergine Addolorata (unita a Nostro Signore vestito con la tunica rossa della sua Passione) e la Madonna del Carmelo (con lo Scapolare in mano). Tre immagini che simboleggiano i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del Rosario.
Uno degli insegnamenti di Fatima, quindi, è l’importanza e la necessità della recita quotidiana del Santo Rosario. Nel 1917, quando la Madonna lo raccomandava, si trattava di una pratica diffusa, comune a tutto il popolo cristiano, senza distinzioni di ceto sociale. A cento anni di distanza, invece, è evidente che nella stragrande maggioranza delle famiglie (e spesso anche nelle chiese) non solo non si prega il Rosario, ma nemmeno lo si conosce. E le conseguenze sulla vita dei singoli e della società si vedono.

IL ROSARIO RISOLVE OGNI PROBLEMA
Eppure, come disse suor Lucia a padre Fuentes nel 1957, « la Santissima Vergine ha voluto dare, in questa fine dei tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia, che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o, soprattutto, spirituale, nella vita privata di ognuno di noi, o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie del mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo il nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime ». Ciascuno può provare la veridicità delle parole di suor Lucia. Limitandoci all’ambito della “vita dei popoli” basti ricordare, tra i tanti fatti storici, la già menzionata battaglia di Lepanto e la liberazione dell’Austria dall’occupazione sovietica, avvenuta pacificamente il 26 ottobre 1955, dopo che per mesi e mesi migliaia di cittadini, compreso il primo ministro, avevano pregato il Rosario e fatto processioni con la statua della Madonna di Fatima sotto la guida del padre Pavlicek. Straordinario è poi quanto accaduto ad Hiroshima e Ngasaki, le città del Giappone con il numero più alto di cattolici. Quando nel 1945 vennero sganciate le bombe atomiche, gli unici edifici a restare intatti furono il convento dei gesuiti di Hiroshima e quello dei francescani di San Massimiliano Kolbe a Nagasaki. Luoghi in cui il Rosario veniva recitato ogni giorno. Alla Cova da Iria, la Mediatrice di tutte le grazie lo ha ribadito a chiare lettere: per ottenere la pace ed ogni grazia bisogna recitare il Rosario. Tutti i giorni.
Nel corso della sua vita suor Lucia non ha mai mancato di sottolineare questo insegnamento. In una lettera inviata ad una consorella nel 1970, la veggente scrisse: « Il Rosario è l’orazione dei poveri e dei ricchi, dei sapienti e degli ignoranti; portar via alle anime questa devozione sarebbe come portar loro via il pane spirituale di ogni giorno. Il Rosario alimenta la piccola fiamma della fede che ancora non si è spenta del tutto in molte coscienze. Anche per quelle anime che pregano senza meditare, il semplice atto di prendere la corona per pregare è già un ricordo di Dio, del soprannaturale. Il semplice ricordo dei misteri di ogni decade sostiene nelle anime il lucignolo ancora fumigante. Perciò il demonio gli ha fatto tanta guerra! Il peggio è che è riuscito ad illudere e ad ingannare anime piene di responsabilità per la carica che occupano... Sono ciechi che guidano altri ciechi... ». In effetti tra gli anni Sessanta e Settanta il Rosario sembrava ormai una preghiera antiquata, da mettere in soffitta. Addirittura, durante il Concilio Vaticano II, la commissione preparatoria incaricata di scrivere il capitolo sulla Madonna della costituzione Lumen gentium si rifiutò di accogliere l’integrazione proposta a nome di centotredici vescovi dal cardinale arcivescovo di Lisbona, Manuel Gonçalves Cerejeira, ovvero di aggiungere alle parole “le pratiche ed esercizi di pietà” (incoraggiati dalla Chiesa), la precisazione “tra i quali si distingue il Rosario”.
Sempre nel 1970, scrivendo ad un’amica, suor Lucia ribadì che « Nostra Signora ha chiesto e ordinato di recitare il Rosario ogni giorno, ripetendolo in tutte le sue apparizioni, come per premunirci contro questi tempi di disorientamento diabolico, affinché non ci lasciamo ingannare da false dottrine ». Non è un caso che tale pratica, nella forma in cui ancora oggi la conosciamo, sia stata ideata da San Domenico per combattere l’eresia catara, assai diffusa nella sua epoca.

PREGARE IL ROSARIO OGNI GIORNO
Per affrettare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, come promesso dalla stessa Santissima Vergine a Fatima, occorre dunque pregare il Rosario. Rivolgendosi a tutte le Comunità Mariane del mondo, nell’ottobre 2001 suor Lucia ricordò che la Madonna « ci esorta a recitare il suo Rosario con più fede, con più fervore, contemplando i misteri della gioia, della passione e della gloria del Figlio suo che volle associarla al mistero salvifico della nostra redenzione […]. È quando il Rosario scorre nelle vostre mani che gli Angeli e i Santi si uniscono a voi. Per questo vi esorto a recitarlo con profondo raccoglimento, con fede, meditando con religiosa pietà il significato dei suoi misteri […]. Recitatelo privatamente o in comunità, in casa o fuori, in chiesa o per le strade, con semplicità di cuore, seguendo passo passo il cammino della Madonna col Figlio suo. Recitatelo sempre con viva fede per chi nasce, per chi soffre, per chi lavora, per chi muore. Recitatelo unito a tutti i giusti della terra e a tutte le Comunità Mariane, ma, soprattutto, con la semplicità dei piccoli, la cui voce ci unisce a quella degli Angeli. Mai come oggi il mondo ha bisogno del vostro Rosario […]. È stata tante volte la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della Divina Giustizia ottenendo sul mondo la misericordia divina e a salvare tante anime ». Vogliamo far nostro il contenuto di questa lettera, specialmente nell’anno centenario di Fatima che sta per iniziare.

(Ass. Luci sull'Est - "Spunti", Dicembre 2016)
 

10 maggio 2017

Fatima e la devozione al Cuore Immacolato di Maria


di Federico Catani
 
L’elemento essenziale e in un certo senso più originale delle apparizioni di Nostra Signora a Fatima è senza alcun dubbio la devozione al suo Cuore Immacolato. Così come nel XVII secolo Nostro Signore era apparso a Santa Margherita Maria Alacoque per chiederle di diffondere e promuovere il culto al suo Sacratissimo Cuore, all’inizio del XX secolo, in piena Prima Guerra Mondiale, la Madonna ha parlato ai tre pastorelli portoghesi della devozione al suo Cuore Purissimo.
In effetti, sebbene tale culto fosse stato sempre praticato a livello privato o locale grazie soprattutto all’apostolato di santi come Giovani Eudes e Antonio Maria Claret e allo zelo di Pontefici quali Pio VII ed il beato Pio IX, è con le mariofanie portoghesi del 1917, esattamente cento anni fa, che ha assunto una valenza tutta particolare ed un riconoscimento universale, sino ad arrivare alla consacrazione dell’intero genere umano fatta nel 1942 da Pio XII, che due anni più tardi estese a tutta la Chiesa la festa del Cuore Immacolato di Maria, fissandola al 22 agosto (dopo la riforma liturgica Paolo VI l’ha trasferita al sabato dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù).

UNA DEVOZIONE PER I NOSTRI TEMPI 

Il 13 giugno 1917, durante la sua seconda apparizione, Nostra Signora disse a Lucia: « Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi la abbraccia, prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me per adornare il suo trono ». Di fronte alle perplessità e ai timori della bambina, la Santissima Vergine aggiunse: « Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio ». Come è evidente da queste parole, ci troviamo di fronte non ad una pia invenzione di tre pastorelli, ma ad una richiesta esplicita della Madonna, su mandato espresso di Dio stesso. In un certo senso, sembra quasi che se la devozione al Sacro Cuore era stata richiesta per gli uomini del XVIII e XIX secolo, quella al Cuore Immacolato è rivolta particolarmente ai nostri tempi, così travagliati e confusi. Quanto annunciato a Fatima, infatti, non si è ancora pienamente realizzato e dunque l’invito rivolto ai pastorelli è oggi ancora più attuale e impellente. Quello al Cuore Immacolato è il culto più utile e più gradito in questo attuale momento storico. È quindi nel segno del Cuore Purissimo di Maria che sarà possibile ricostruire la Civiltà Cristiana. È sotto le sue insegne che i cattolici sono chiamati a combattere. D’altra parte, i risvolti temporali del messaggio di Fatima sono evidenti (come del resto quelli delle apparizioni di Gesù a Santa Margherita Maria, quasi tre secoli prima): nel grande Segreto affidato a Francesco, Giacinta e Lucia si parla esplicitamente di consacrazione della Russia e del finale trionfo del Cuore Immacolato. Ma di questo si parlerà in una prossima occasione. Ad ogni modo, Giacinta lo aveva capito molto bene. Poco prima di morire, ricordò alla cugina Lucia cosa avrebbe dovuto fare: « Tu rimani qua per dire che Dio vuole istituire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando ce ne sarà l’occasione, non ti nascondere. Di’ a tutti che Dio ci concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria; che le domandino a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che, vicino a Lui, sia venerato il Cuore Immacolato di Maria. Chiediamo la pace al Cuore Immacolato di Maria; Dio la mise nelle Sue mani ». Oltretutto, queste parole ci ricordano un aspetto tipicamente cattolico: la devozione a Maria Santissima nulla toglie all’adorazione che dobbiamo a Gesù Cristo. Anzi, è il Figlio stesso a volere che la sua Madre venga venerata dagli uomini, senza alcuna paura di esagerare, perché nessun mortale certamente La amerà quanto Lui. Inoltre, è Dio stesso ad aver stabilito che ogni grazia ci giunga attraverso la Madonna, Mediatrice di tutte le grazie.

SACRIFICIO E RIPARAZIONE

Pertanto, quello al Cuore Immacolato di Maria non è un culto melenso, minimalista e infantile. Non è una devozione sentimentalistica. La Madonna ai tre pastorelli (e pertanto a chiunque si dichiari cattolico) ha chiesto molto di più: ha raccomandato il sacrificio, la penitenza, l’espiazione e la riparazione. Concetti oggi ritenuti da molti superati, fondamentalisti e persino “pagani”: eppure il Cielo non ha mai parlato di misericordia a buon mercato, ma sempre condizionata al pentimento e al proposito di cambiare vita. Il 13 luglio, data della terza apparizione, la Beata Vergine Maria invitò i veggenti a sacrificarsi, accompagnando le loro penitenze con questa preghiera: « O Gesù, è per Vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria ». La Madonna chiede cioè atti di riparazione per le offese che riceve il suo Purissimo Cuore, tradizionalmente sempre raffigurato trafitto da una spada (come profetizzato da Simeone) e circondato di spine: la Madre di Dio infatti ha cooperato in maniera tutta speciale all’opera della Redenzione e, soffrendo indicibilmente sotto la Croce, è divenuta la Corredentrice, insieme e subordinatamente al Figlio suo.

I CINQUE PRIMI SABATI

Nostra Signora ha spiegato in che modo possiamo riparare, suggerendo la pratica dei cinque Primi sabati del mese.
Il 10 dicembre 1925, a Pontevedra, suor Lucia ebbe la visione della Santissima Vergine e del Bambino Gesù. Questi le disse: « Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre ricoperto di spine conficcate in continuazione dagli uomini ingrati, senza che vi sia nessuno che compia un atto di riparazione per toglierle ». Subito dopo, prese la parola la Madonna: « Vedi, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati mi conficcano in continuazione attraverso la bestemmia e l’ingratitudine. Almeno tu cerca di consolarmi e dì a tutti che per cinque mesi, ogni primo sabato, si confessino e si comunichino, recitando un Rosario e mi tengano compagnia per quindici minuti, meditando sui misteri del Rosario, allo scopo di alleviare il peso che porto. In cambio prometto di assisterli nell’ ora della loro morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza delle loro anime ».
Quindi, per sintetizzare, nei primi sabati di cinque mesi consecutivi la Madonna raccomanda di:
- fare (bene, cioè in grazia di Dio, dopo una buona confessione) la Santa Comunione;
- farLe compagnia per (almeno) un quarto d’ora, recitando il Santo Rosario e meditandone i misteri;
- compiere il tutto con l’intenzione di riparare per i peccati che affliggono il Cuore Immacolato di Maria.
A chiunque, con devozione sincera, compirà questa pia pratica, Nostra Signora ha promesso di assisterlo particolarmente nell’ora della morte, garantendogli la salvezza eterna.
Gesù stesso poi ha chiarito che il numero di cinque sabati è dovuto alle cinque specie di offese e bestemmie rivolte contro il Cuore di Sua Madre: le bestemmie contro l’Immacolata Concezione; le bestemmie contro la sua Verginità; le bestemmie contro la sua Maternità divina, rifiutando al tempo stesso di riconoscerla come Madre degli uomini; le bestemmie di coloro che cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza o il disprezzo o anche l’odio nei riguardi di questa Madre Immacolata; le offese di coloro che la oltraggiano direttamente nelle sue sante immagini.
Purtroppo, nonostante sia trascorso un secolo, quella dei cinque Primi sabati è una devozione ancora poco diffusa e conosciuta. In questo Centenario di Fatima appena iniziato, dunque, sarebbe quanto mai opportuno e consigliabile riprendere o iniziare, promuovere e spiegare tale pratica in cui peraltro sono strettamente congiunte devozione mariana e devozione eucaristica (le due colonne della Chiesa e della spiritualità cattolica, come affermava San Giovanni Bosco).

L’ULTIMO RIMEDIO

Parlando con il padre Fuentes, suor Lucia confessò che Dio ha deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male: il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Si tratta delle ultime due armi per emendare le nostre condotte ed evitare (o mitigare) il castigo annunciato a Fatima. Come detto da suor Lucia, tale devozione consiste nel considerare Maria come sede della clemenza, della bontà e del perdono, e come sicura porta attraverso cui entrare in Paradiso. Che cosa aspettiamo ad esaudire quanto richiestoci dalla nostra Madre celeste?

(Ass. Luci sull'Est - "Spunti", Febbraio 2017)
 
 

09 maggio 2017

Francia. Fra profezie e attualità. E' tempo del Grande Monarca?


San Luigi IX
di Marco Muscillo

Emmanuel Macron dopo la vittoria nel ballottaggio presidenziale si avvia ad insediarsi all’Eliseo ed ombre sempre più cupe calano sui cieli di Francia ed Europa.
Sui social alcuni fanno notare come la scelta del Louvre come luogo per tenere il primo discorso dopo la vittoria non sia casuale: ingresso trionfale con l’Inno alla Gioia di Beethoven, piramide massonica con l’occhio del grande architetto sullo sfondo e Marsigliese a conclusione di tutto.

Ma di questo ci aveva già avvisato Maurizio Blondet quando diffuse la notizia che sette obbedienze massoniche avevano diramato l’ordine di non votare Marine Le Pen. Così si è ripetuto lo stesso teatrino del 2002, quando si costituì il “Fronte Repubblicano” e permise la vittoria di Jacques Chirac su Jean Marie Le Pen.  Come ricordato dallo stesso Blondet, il “Front Républicain” non è un qualcosa che nasce spontaneo, ma è organizzato:
“È un impegno molto preciso ed esplicito: una trentina d’anni fa (mi spiace non poter portare il dato con precisione, non lo ritrovo: ne parlò Le Monde) il Grand Orient de France convocò Mitterrand e Chirac e ingiunse loro sotto giuramento “fra le colonne” di non allearsi mai con papà Le Pen. Mai, mai, e poi mai.

Si sperava che la tattica questa volta non funzionasse, perché il malcontento popolare che aveva permesso a MarineLe Pen e a Jean-Luc Mélenchon di ottenere ottimi risultati al primo turno, potesse anche impedire ai francesi di turarsi il naso e votare il figlioccio di François Hollande. Al contrario, il 66% dei consensi ottenuto da Macron al ballottaggio (contro tutte le previsioni) dimostra che non sia stato molto faticoso per i francesi scegliere l’uomo di casa Rotschild, l’allievo prediletto che Jacques Attali presentò al Club Bildeberg, l’ex Ministro dell’Economia che fece approvare l’odiata “Loi Travail”, sulla “fascista” Marine Le Pen.

Tra un mese circa ci saranno le elezioni legislative nelle quali i francesi saranno chiamati a rinnovare l’Assemblea Nazionale. Alcuni già dicono che il neo eletto Presidente avrà difficoltà a governare e sarà costretto a una “cohabitation” con un’Assemblea ostile composta da una forte componente avversa come quella del FN che probabilmente si confermerà al di sopra del 20% e quella della sinistra radicale di Mélenchon, forte del 19% del primo turno presidenziale.

Non si sa come Emmanuel Macron intenderà impostare la campagna per le legislative: prima di tutto dovrà scegliere un Primo Ministro che sarà anche il leader della lista elettorale alleata del Presidente della Repubblica. Non si sa (ma è molto probabile che accada) se Macron tenterà il tutto per tutto e concorrerà con il suo nuovo partito “En Marche!” che ricordiamolo ha solo un anno di vita e non ha una struttura come quella dei partiti classici.  Affidarsi ai socialisti sarebbe un suicidio: il partito è ormai morto e molti esponenti di spicco, il primo dei quali è Manuel Valls, confluirà nel nuovo partito di Macron. Invece l’attenzione andrebbe spostata verso i repubblicani: un’attenta scelta del Primo Ministro potrebbe garantire al nuovo inquilino dell’Eliseo i voti dell’ala centrista che fa capo Ad Alain Juppé e riuscire a spaccare dopo quello Socialista anche il partito Repubblicano. Tuttavia credo che un Presidente preparato, studiato e calato dall’alto abbia già una strategia per le elezioni legislative, che gli permetterà di poter governare la Francia nel modo desiderato.

Non andrebbe sottovalutato, invece, il malcontento popolare e il clima di tensione scaturito in scontri vari che stanno mettendo a rischio la tenuta dell’ordine pubblico, soprattutto a Parigi. Il programma di Macron è fatto di austerità, riforme strutturali del sistema economico-sociale francese, riduzione dell’apparato statale, riduzione dei diritti sociali. Già nei suoi due anni come Ministro dell’Economia la disoccupazione è salita alle stelle.  Riforme di questo tipo potrebbero incontrare l’opposizione dei francesi stessi, abituati a lavorare solo mezza giornata il venerdì e orgogliosi del proprio Stato Sociale. Con l’aumento del malcontento popolare, l’accentuarsi della crisi economica dovuto a politiche di austerità, il terrorismo che certamente non avrà fine tutto d’un colpo, la spinta accentratrice del progetto Europeo con la creazione di una “Europa a più velocità” che al primo punto prevede la nascita di una difesa comune e di un esercito europeo che avranno il compito di reprimere manifestazioni “populiste”, la Francia rischia di diventare presto una polveriera. E dopo la crisi dei partiti tradizionali, potrebbe arrivare il turno della crisi della V Repubblica francese.

Come sappiamo questo anno 2017 per noi cattolici è assai importante. È l’anno del Centenario delle apparizioni di Fatima. Senza aprire chissà quali discorsi sul terzo segreto non pubblicato nella sua interezza, cosa che personalmente in grado di fare, il messaggio di Fatima ha alcuni punti essenziali: l’invito alla conversione e alla penitenza, la recita del Santo Rosario, la venuta di punizioni e flagelli nel caso in cui il messaggio di conversione rimanga inascoltato, la promessa del trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima e di “un certo periodo di pace”.

Sappiamo anche che la Francia è centrale quando si parla di profezie. La Madre di Dio ha onorato la Francia con diverse apparizioni: tra le più famose ci sono l’apparizione del 1830 Parigi, in rue du Bac n.140, a santa Caterina Labouré detta della “Medaglia Miracolosa”, quella del 19 settembre 1846 a due giovani pastorelli, Mélanie Calvat e Maximin Giraud su una montagna nei pressi del villaggio di La Salette e infine le apparizioni del 1858 a Bernadette Soubirous a Lourdes. Ognuna di queste apparizioni ha il suo messaggio particolare, ma la denuncia della corruzione del mondo, l’invito alla conversione e alla penitenza, i flagelli che verrebbero in caso di perseveranza nell’errore grave e il messaggio finale di speranza è quasi sempre presente. Soprattutto il messaggio di La Salette sembra avere molte affinità con quello di Fatima.

Ripeto, non sono in grado di dare nessun tipo di interpretazione, nemmeno ho la superbia di osare tanto, ma nella mia umiltà posso dirvi cosa mi aspetto per questo 2017, nel Centenario di Fatima: un grande cambiamento nel mondo, un rinnovamento della spiritualità della Chiesa Cattolica e del mondo tutto, la sconfitta della società anti-cristiana a cominciare da una rinascita della famiglia cristiana,  la messa al bando e l’abrogazione delle leggi inique come quelle sull’aborto, sull’eutanasia, sulle nozze e le adozioni omosessuali, la nascita di nazioni cristiane.

Questo a mio giudizio potrebbe essere l’unica conseguenza possibile in questo mondo del “trionfo del Cuore Immacolato di Maria”. Credo che le cose in questo mondo siano talmente degenerate che solo un intervento divino, manifestazione della Misericordia di Dio (perché i flagelli e le punizioni non soddisfano soltanto la Giustizia, ma sono anche manifestazione della Misericordia. Giustizia e Misericordia non vanno scisse), può riportare il mondo verso Dio.

A mio avviso, quindi, sarà necessario anche un cambiamento nella politica. Chi potrà portare questo cambiamento politico in senso cristiano nel mondo? Potranno farlo Trump, Marine Le Pen, Putin? Non prendiamoci in giro: Donald Trump è un protestante, quindi eretico, è un adultero e un lussurioso. Anche se è apprezzabile il suo impegno in favore della difesa della vita, volendo limitare le pratica dell’aborto, tagliare i fondi a Planned Parenthood e voler porre un freno alla globalizzazione. Marine Le Pen è ovviamente anch’essa apprezzabile per i temi sociali ed economici ma per raggiungere l’ottimo risultato di queste elezioni presidenziali ha dovuto ammorbidire le posizioni del Front National sui temi etici, aprendo più o meno cautamente ad aborto e a unioni omosessuali. E con Trump, la sua vita privata non segue i comandamenti di Dio, soprattutto riguardo al matrimonio. Stesso discorso può valere per lo scismatico Vladimir Putin. Per quanto possano starci a cuore questi personaggi, per realizzare una vera società cristiana e cattolica dovrebbero convertirsi e cambiare alcune delle loro idee.

Perciò, chi potrebbe rifondare la società su basi cristiane? Siamo abituati a leggere, soprattutto in questo periodo, alcuni passi tratti dalle visioni della Beata Anna Katherina Emmerick: oltre alle visioni della dolorosa Passione di Nostro Signore, delle vite di Gesù e Maria che danno una testimonianza straordinaria e integrano e arricchiscono di nuovi e meravigliosi elementi i racconti evangelici, la monaca agostiniana viene citata soprattutto riguardo alle visioni sui due Papi e  sulla “chiesa stravagante” che vengono messe in relazione ai tempi in cui stiamo vivendo. C’è un passo che viene citato assieme a quelli, ma su cui non si pone mai la giusta attenzione:

“Ebbi una visione del santo Imperatore Enrico. Lo vidi di notte, da solo, in ginocchio ai piedi dell’altare principale in una grande e bellissima chiesa… e vidi la Beata Vergine venire giù da sola. Ella stese sull’altare un panno rosso coperto con lino bianco, vi pose un libro intarsiato con pietre preziose e accese le candele e la lampada perpetua…
Allora venne il Salvatore in persona vestito con l’abito sacerdotale…
La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine. Quando la Messa fu terminata, Maria si diresse verso Enrico e stese la sua mano destra verso di lui dicendo che questo era in riconoscimento della sua purezza. Allora lo esortò a non avere esitazioni. Dopo di ciò vidi un angelo, esso toccò il tendine della sua anca, come Giacobbe. Enrico provava grande dolore, e dal quel giorno camminò zoppicando… “. (12 luglio 1820)

Il passo viene citato per la descrizione della Messa, che non segue più il rito tridentino ma quello uscito dal Concilio Vaticano II. Ma cosa c’entra l’Imperatore Enrico in questa visione? Pare si tratti dell’Imperatore Enrico II il Santo, della dinastia ottoniana, incoronato Re di Germania, Re d’Italia e quindi Imperatore del Sacro Romano Impero nell’anno 1014. Cosa c’entra l’Imperatore Enrico con la Messa post-conciliare? E perché la Vergine Maria lo esorta a “non avere esitazioni”? Senza parlare poi del significato di tutta la scena di cui è protagonista, del “riconoscimento della sua purezza”, il toccargli il tendine dell’anca per zoppicare come Giacobbe, a cui io per primo non saprei dare risposta.

Sembra però che l’Imperatore Enrico sia stato investito di una missione celeste da svolgere nella nostra epoca. Ma quale non si sa. Eppure la beata monaca di Dülmen non è la sola a parlare di un “Grande Monarca” che guiderà la cristianità assieme a un “Papa Santo”, i quali, insieme, saranno artefici di un cambiamento e portatori di un periodo di pace. Tanti Santi mistici e veggenti riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa, o che hanno avuto l’approvazione del vescovo locale, concordano su queste due figure.

Alcuni hanno collegato questo “Grande Monarca” a Vladimir Putin che dopo la caduta dell’URSS e la parentesi infelice di Eltsin, ha preso in mano le redini della Russia e l’ha fatta rinascere sia dal punto di vista politico e sia dal punto di vista spirituale. Putin viene visto come attuale “katéchon” la forza benefica, il potere che frena le forze dell’Anticristo fino al giorno del ritorno di Cristo. Ma le profezie sul Grande Monarca non parlano di un Presidente democraticamente eletto, parlano di un “Monarca”, un Re, un Imperatore nominato da un Papa Santo, che guiderà non una democrazia ma un Regno, un Impero. Inoltre, quel che non tutti sanno è che il “Grande Monarca” sarà francese.

"Verrà in soccorso delle province un principe che è stato esiliato in gioventù e che riacquisterà la corona dei gigli. Questo principe estenderà il suo dominio sull’intero universo. Nello stesso periodo ci sarà un grande Papa che sarà eccelso in santità e perfetto in ogni qualità. Questo Papa avrà al suo fianco il Grande Monarca, un uomo di grandi virtù, che sarà un discendente della santa stirpe dei re francesi. Il Grande Monarca assisterà il Papa nella riforma di tutta la terra. Molti principi e nazioni che stanno vivendo nell’errore e nell’empietà si convertiranno e una mirabile pace regnerà fra gli uomini per molti anni, perché l’ira di Dio sarà stata placata con il loro pentimento, la penitenza e le buone opere. Ci sarà una legge comune, una sola fede, un battesimo, una religione. Tutte le nazioni riconosceranno la Santa Sede di Roma e tributeranno il giusto omaggio al Papa..."

VI secolo, profezia di San Cesario di Arles

"La Francia precipiterà in una spaventosa anarchia. I francesi avranno una disperata guerra civile nel corso della quale anche i vecchi prenderanno le armi. I partiti politici, avendo esaurito il loro sangue e la loro rabbia senza essere stati capaci di arrivare ad alcuna soluzione soddisfacente, si accorderanno, come ultima risorsa, per far ricorso alla Santa Sede. Allora il Papa invierà in Francia un legato speciale... A seguito delle informazioni ricevute, Sua Santità in persona nominerà un Re molto cristiano per il governo della Francia."
"Quando tutto sarà in rovina a causa della guerra; quando i cattolici saranno attaccati duramente da traditori della stessa religione ed eretici; quando alla Chiesa e ai suoi servi verranno negati i loro diritti, le monarchie saranno state abolite e i loro sovrani uccisi, allora la mano di Dio Onnipotente opererà un meraviglioso cambiamento, qualcosa di apparentemente impossibile, secondo la ragione umana...
Sorgerà un valoroso re consacrato da Dio. Sarà un cattolico e un discendente di Luigi IX, ma anche un discendente di un’antica famiglia imperiale germanica, nato in esilio. Egli regnerà sovrano nelle questioni temporali. Nello stesso tempo, il Papa regnerà sovrano nelle questioni spirituali. Le persecuzioni cesseranno e la giustizia regnerà..."

XVII secolo, profezia del Ven. Bartolomeo Holzhauser

"La rivoluzione si propagherà ad ogni città francese. Ci sarà una grande strage. Questa rivoluzione durerà solo pochi mesi ma sarà terribile; il sangue scorrerà dappertutto perché la malizia dei malvagi raggiungerà il suo culmine. Le vittime saranno innumerevoli. Parigi sembrerà un mattatoio... I malvagi saranno i padroni per un anno e qualche mese...
A questo punto, il popolo francese si rivolgerà a Dio e implorerà i Sacri Cuori di Gesù e di Maria Immacolata... Il popolo francese invocherà il buon sovrano. Colui che fu scelto da Dio. Egli verrà; questo salvatore che Dio ha tenuto in serbo per la Francia. Questo re che ora non vogliono perché è caro al Cuore di Gesù. Egli ascenderà al trono. Libererà la Chiesa e riaffermerà i diritti del Papa.
Il Concilio si riunirà di nuovo dopo la vittoria. Ma questa volta gli uomini saranno obbligati ad obbedire. Ci sarà un solo gregge e un solo pastore. Tutti gli uomini riconosceranno il Papa come padre universale, re di tutti i popoli. Così l’umanità sarà rigenerata."

Profezia del XIX secolo, l’Estatica di Tours

"Per salvare il mio popolo e la Francia, ci sono solo Io, attraverso un miracolo. L'uomo che la deve salvare, nessuna creatura lo conosce. [...] Colui che deve portare [lo scettro] è nascosto nel segreto di Dio. [...] Dio darà [a questo sovrano] tutte le grazie e i lumi necessari che gli faranno conoscere i mezzi con i quali dovrà mettere tutto in opera per la rigenerazione dell'umanità, così come Dio la vuole. Questo sarà un Re bianco, un nuovo San Luigi, più grande e più santo. Sarà mantenuto santo e salvo, perché la Madre di Dio lo protegge come un proprio figlio. Ella l'ha salvato per essere l'erede di una corona meritata e che gli è stata tolta. E' un discendente del ramo reciso dei Gigli di Francia dei capitani rappresentante sul trono di Francia."

"Uscirà dal Mio Sacro Cuore... colui che è destinato a portare la pace. Con la sua incoronazione tutti i mali finiranno. Egli discende dal ramo di San Luigi [...]"

"Chiamerò in aiuto alla Francia il mio servo Henri. [In altri messaggi della Jahenny, questo sovrano viene anche chiamato «Enrico della Croce»; N.d.R.]"

XIX-XX secolo, messaggi di Gesù a Maria Giulia Jahenny, Blain in Francia

"D'un tratto vedo una persona con una corazza, a cavallo. Allorché domando chi è, ricevo la risposta: «Giovanna d'Arco» (Giovanna d'Orléans). Dietro di lei sorge improvvisamente una grande cattedrale. Domando di che chiesa si tratta e interiormente sento: «È la cattedrale di Reims». In seguito vedo una processione di uomini che si muove verso la chiesa. È una processione di altri tempi. C'è qualcuno a cavallo. Porta uno scudo e una spada ed è attorniato da molti scudieri. Sento: «Borbone!». Ho l'impressione che ciò sia per più tardi."

3 gennaio 1946, visione di Ida Peerdeman, la veggente delle apparizioni di Amsterdam

Ricapitolando, senza avere presunzioni di alcun genere, come se si tenesse la verità in tasca, e avendo rispetto anche per gli stessi veggenti che hanno prodotto tali messaggi, cerchiamo di fare un riassunto: ci saranno tumulti, una “rivoluzione” in Francia, nessuno saprà ripristinare l’ordine pubblico e a quel punto sarà il Papa, un Santo, che nominerà un Monarca, un Re “discendente del ramo reciso dei Gigli di Francia” , “un discendente di Luigi IX, ma anche un discendente di un’antica famiglia imperiale germanica”. Egli si chiamerà probabilmente Enrico, uscirà dal Sacro Cuore di Gesù, “la Madre di Dio lo protegge come un proprio figlio”, governerà sull’Europa probabilmente assumendo anche il titolo di Imperatore e convertirà tutti i popoli che fino a quel momento vivevano nell’errore.
Sarà questo il “certo periodo di pace” promesso dalla Madonna del Rosario a Fatima? Saranno il Papa Santo e questo Grande Monarca a realizzare il “trionfo del Cuore Immacolato” di Maria? Sarebbe un bellissimo dono della Misericordia divina.
Ed è già bello solamente sperarci e sognare, tra la recita di un rosario e un altro, il ritorno del Re.