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25 novembre 2017

Io non mi scuso


di Giuliano Guzzo


Ignoro se Pietro Grasso abbia davvero «avuto il coraggio di chiedere scusa a nome di tutti gli uomini perché la violenza contro le donne è un problema di tutti gli uomini», come cinguettava entusiasta, su Twitter, Laura Boldrini. Se però lo ha fatto veramente, per una volta appoggio la presidente della Camera: ha avuto fegato. Sì, perché occorre proprio un bel coraggio per colpevolizzare indistintamente «tutti gli uomini» in luogo dei violenti, così includendo quelli che non hanno mai fatto del male a una mosca, i mariti che sgobbando provvedono da soli alla famiglia nonché gli squattrinati che, dopo il divorzio, hanno traslocato in auto. Coraggiosissima, si fa per dire, anche se non so se imputabile al presidente del Senato, è altresì la tesi secondo cui la violenza contro le donne sarebbe un problema maschile: non sono sicuro che le tre amiche di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio, le 91 vittime (quasi tutte femmine) di Delfina e María de Jesús González, e più in generale tutte le donne che, loro malgrado, hanno sperimentato certa “solidarietà femminile”, concorderebbero. So però che il sottoscritto, per ogni crimine, non si vergogna del genere maschile ma di quello umano. Perché la violenza – in ogni forma – oltre a non avere sesso, manca di senso.

https://giulianoguzzo.com/2017/11/24/io-non-mi-scuso/



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22 luglio 2016

Il bigottismo femminista di Boldrini e RTL 102.5


di Alessandro Rico

In questi giorni, radio RTL 102.5 sta trasmettendo uno spot contro la violenza sulle donne, patrocinato ovviamente dalla Presidenza della Camera dei Deputati (sempre in prima linea quando si tratta di speculare sulle tragedie, promuovere la teoria gender e caldeggiare il femminismo radicale). Vari personaggi dello spettacolo, a turno, pronunciano questa frase: «Sono Tizio e, a nome di tutti gli uomini, chiedo scusa per la violenza sulle donne». Come al solito, dietro la foglia di fico della denuncia di crimini abominevoli, si cela il tentativo di somministrare surrettiziamente al pubblico un’ideologia distorta, una intollerabile discriminazione all’inverso, fondata, come nel più fosco incubo nazista, su un dato biologico.
Perché mai uno che non ha commesso alcun reato dovrebbe chiedere scusa, addirittura a nome di tutti gli uomini, per gli atti di violenza perpetrati da un individuo con il quale non ha alcuna relazione, se non il fatto di condividerne il genere sessuale? È evidente quale sia il subdolo intento della campagna pubblicitaria: trasmettere l’idea che la responsabilità degli atti di violenza (che, chiaramente, meritano il massimo biasimo) non appartenga a chi li commette (anche perché la sinistra boldriniana è la stessa inorridita dalla pratica giuridica della punizione), ma al genere maschile nella sua interezza. Ogni uomo, per il solo fatto di essere tale, deve venir indotto a sentirsi colpevole, condizionato da un istinto predatorio e aggressivo, potenziale stupratore omicida (anzi, femminicida), correo dei criminali con i quali condivide, appunto, lo stigma di un dato biologico.
Siamo al puro bigottismo farisaico (paradossale, se si pensa che la sinistra dei diritti civili dovrebbe proclamare la liberazione dalle superstizioni veicolate dalla cultura, dai pregiudizi, dall’oscurantismo). In un atteggiamento simile alberga una mostruosa confusione teologica, un pauroso rivolgimento della logica evangelica che, se presa sul serio, ci consentirebbe certamente di alleviare molte piaghe sociali. È indubbio che gli effetti di un peccato come la violenza sulle donne ricadano sulla società nella sua interezza: il male commesso da qualche suo membro ingenera sofferenza in tutta la comunità. Si potrebbe anche ammettere che gli abusi nei confronti delle donne, fidanzate, mogli, amiche, passanti, sono atti particolarmente odiosi – senza dimenticare che tante volte pure le donne sono protagoniste di vere efferatezze nei confronti di partner ed ex partner: si pensi ai padri divorziati ridotti sul lastrico, agli uomini che dichiarano di subire insostenibili pressioni psicologiche, o che addirittura si dichiarano vittime di abusi sessuali. Bisognerebbe avere il coraggio di dare pane al pane e vino al vino, riconoscendo che laddove si rompe il legame di complementarietà tra uomo e donna, la nostra società non fa altro che sperimentare il fallimento dei disvalori diffusi dalla rivoluzione sessuale, dal femminismo, da tutte quelle subculture che hanno demolito gli insegnamenti della Chiesa su famiglia e matrimonio, alimentando l’incomprensione e la chiusura reciproca tra i sessi (non è un caso se i Paesi con i più alti tassi di abusi sessuali siano quelli del Nord Europa, sulla carta i più emancipati).
Ciò detto, bisogna pure precisare che nessuna neolingua potrà cancellare il fatto che, sebbene gli effetti dei peccati sociali (dei peccati che ledono gli interessi e il bene comuni) gravino su tutta la comunità, la colpa dei singoli atti rimanga individuale (a meno che non si voglia confessare che proprio il clima ideologico suscitato dalle femministe ha acuito il problema della violenza, creando le condizioni che ne favoriscono la proliferazione). Siamo davvero al sovvertimento dell’atteggiamento di Cristo nel Vangelo: se dinanzi a lebbrosi, paralitici ed emorroisse, gli ebrei osservanti si ritraevano, per non contaminarsi col peccato che aveva marchiato quelle persone, spesso innocenti ma eredi delle colpe dei loro antenati, Gesù si avvicina, si lascia toccare, si prende cura, guarisce. Egli ci insegna che, semmai, siamo tutti malati, in quanto afflitti dal peccato originale (che saggiamente la Genesi ci racconta esser stato commesso, in concorso, da una donna e da un uomo) e dai peccati attuali commessi, e perciò bisognosi del medico, del Suo sacrificio che redime e salva.
All’opposto, nella logica boldriniana, l’uomo, in virtù del fatto biologico del suo genere sessuale (come sono un fatto biologico la lebbra, la paralisi o la perdita di sangue) diviene erede del male commesso dagli altri uomini, ne porta il marchio d’infamia e deve perciò guadagnarsi la rispettabilità con un pubblico atto di contrizione, un sacrificio incruento che è l’immagine speculare delle privazioni ipocrite cui si sottoponevano i farisei, impietosamente smascherate dall’unico vero sacrificio di Cristo.
Ci rendiamo conto che è ormai superfluo aspettarsi dai media e dalla politica una qualche profondità di analisi. Ma a maggior ragione è bene tenere dritte le antenne, vigilare, denunciare: chi minaccia di distruggere la civiltà, esattamente come il Maligno, lavora senza requie.
 

20 settembre 2015

Quei simpaticoni di Famiglia Cristiana e un'inedita Laura Boldrini


Di Francesco Filipazzi

Sfogliando stancamente le rassegne stampa, ogni tanto l'occhio coglie qualche titolo particolare che induce a soffermarsi nella lettura. Qualche giorno fa più di qualcuno probabilmente è trasalito nel leggere un richiamo a un'intervista a Laura Boldrini, "L'amore di due padri oltre ogni muro e confine". Ciò che fa trasalire non è che la nostra presidenta della Camera parli di certi argomenti, lo fa piuttosto spesso, ma che quel titolo fosse di un articolo di Famiglia Cristiana. 
"Ecco - è stato il pensiero - FC ne ha fatta un'altra delle sue". Aprendo il pezzo però la sorpresa è stata ancora più grande, in quanto non è la solita tirata della presidenta su coppie gay e adozioni, ma una presentazione del suo ultimo libro, "Solo le montagne non si incontrano mai", con spiegazione di alcuni dettagli sulla sua storia personale. 
Veniamo a sapere che ha perso i genitori e una sorella in tempi ravvicinati e ha un fratello disabile. Insomma dietro alla "paladina dei diritti", c'è una persona che ha avuto la sua dose di problemi e sofferenze e anche per questo va rispettata, nonostante lei e l'amico Ivan vogliano fare finire in prigione chi non la pensa come loro. Però si sa, noialtri si è persone di spirito, non ci offendiamo e perdoniamo. 
Proseguendo veniamo a conoscenza della vera natura del titolo. La signora Laura quando lavorava all'Onu ha accompagnato una ragazzina adottata a conoscere il padre. I due padri del titolo sono quindi il padre adottivo e quello genetico. 
Che simpaticoni, questi di Famiglia Cristiana, che fanno titoli ad effetto per vendere copie. Peraltro nella parte finale del pezzo, la presidenta compie un'apologia della famiglia tradizionale, mettendo in risalto il ruolo complementare avuto da suo padre e da sua madre, sposati per 50 anni e morti praticamente insieme. Spiega il valore importantissimo della paternità e la bellezza di ritrovare un padre lontano dopo tanti anni. 
Resta da capire se la Laura pubblica, quella che parla di matrimoni gay e strizza l'occhio agli uteri in affito, sia conciliabile con questa Laura privata, che ci piace molto di più.
 

30 gennaio 2014

Bankitalia e impeachment: meglio i grillini che la Boldrini

di Marco Mancini


Il giorno dopo la “guerriglia” del Movimento 5 stelle a Montecitorio, è tutto un rimproverare i parlamentari grillini, deplorare la loro “violenza”, condannare la loro mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni. Tutti gli scherani del potere fanno muro contro l’onda a 5 stelle. O, se preferite, affilano la lama della ghigliottina, quella “ghigliottina” che, ieri, la presidentessa della Camera Boldrini ha applicato per tacitare le opposizioni al decreto IMU-Bankitalia.
 

07 ottobre 2013

La tragedia di Lampedusa e le solite boldrinate

di Andrea Virga

In questi giorni, i media sono dominati dall’immane tragedia verificatasi al largo di Lampedusa, con l’affondamento di un'imbarcazione stracarica di migranti clandestini e l’annegamento di centinaia di persone (111 sono i corpi recuperati, ma pare vi fossero centinaia di passeggeri a bordo). L’accensione di un fuoco a bordo per segnalare la loro posizione ha causato l’incendio e la distruzione dell’imbarcazione. Altre 155 persone, provenienti da Somalia, Eritrea e Ghana sono state tratte in salvo dall’intervento degli isolani e della guardia costiera.
 

15 giugno 2013

La finta rivoluzionaria Boldrini e la sinistra del terzo millennio

di Marco Mancini

“C’è lo chiede l’Unione Europea: l’Italia deve prevedere finalmente tutele per le vittime di omofobia e leggi per i diritti delle coppie omosessuali”. In questa frase di Laura Boldrini, pubblicata sul suo profilo FB all’interno di un post riguardante il convegno di apertura del gay pride di Palermo, è compendiato tutto il senso della crisi, apparentemente irreversibile, della sinistra italiana ed europea - non che la destra sia messa meglio, per carità.
 

07 maggio 2013

I deliri in rosa di Boldrini & co.

di Marco Mancini

Doveva essere, come il precedente, il governo della sobrietà: il caso di Michaela Biancofiore, trasferita dalle Pari opportunità alla Pubblica amministrazione per alcune incaute affermazioni sugli omosessuali, pareva esserne la conferma.