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22 giugno 2021

Un appello (e una messa a punto) per mons. Viganò


L’articolo di Roberto de Mattei riguardo il ghostwriter di monsignor Viganò non era totalmente inaspettato. La voce che il monsignore si fosse affidato ad una persona che stava orientando le sue uscite pubbliche circolava da parecchio tempo, almeno dall’estate 2020, ma non c’erano conferme e noi non avevamo fonti dirette. Possibile che una mente alta come Viganò si fosse impegolata in una situazione del genere? Noi comunque non abbiamo mai riportato i suoi interventi, spesso sproporzionati e fuorvianti. Basti pensare alla vicenda che nacque con il cardinal Sarah. 

Roberto de Mattei ha quindi reso un grande servizio alla verità, denunciando una situazione poco sostenibile, soprattutto per il diretto interessato. Si tratta di un tentativo estremo di aiutare il monsignore. 

Sembra che da mesi siano  stati compiuti tentativi personali, discreti, filiali, di avvertire Mons. Viganò e  di metterlo in allarme - tentativi tenuti del tutto riservati e confidenziali proprio per rispetto alla figura di Mons. Viganò e alla sua immagine. Pertanto, non si può certo dire che questo “attacco” di de Mattei nasca dal nulla, anzi. È, appunto, un estremo tentativo difensivo. 

Caro Monsignor Viganò, l’abbiamo sostenuta ai tempi della denuncia contro Mc Carrick, e anche questo nostro intervento vuol essere un sostegno per lei: oggi però lei deve fare chiarezza e non deve farsi fuorviare! Che i suoi ghostwriter, chiunque essi siano, non finiscano mai per trasformarsi in spiriti guida: il mondo cattolico ha ancora bisogno di lei, e lei non ha bisogno di appaltare la Sua figura a nessuno!


 

14 settembre 2015

Motu proprio divorzista?


di Satiricus

Negli scorsi giorni ho proposto qualche commento al Motu Proprio, senza pretese e senza molti filtri (mi dovrò confessare per imprudenza). Chi desidera, può vedere l’articolo precedente. Redarguito dal mio editor, concludo le mie riflessioni con pochi e sparsi pensieri.
Continuo a non sentirmi in grado di giudicare la portata effettiva del testo, né dal punto di vista canonico, né da quello pastorale. Non so quindi se abbia ragione De Mattei quando sostiene che canonicamente si è sostituito il favor matrimonii col favor nullitatis e quando – prendendo un esempio previo di Burke – indica che alcune pastorali matrimoniali in America hanno già mostrato a suo tempo esiti deleteri ai fini della tenuta coniugale (con annessi e connessi disastri spirituali): “Il cardinale Burke ha ricordato come esiste in proposito una catastrofica esperienza. Negli Stati Uniti, dal luglio 1971 al novembre 1983, entrarono in vigore le cosiddette Provisional Norms che eliminarono di fatto l’obbligatorietà della doppia sentenza conforme. Il risultato fu che la Conferenza Episcopale non negò una sola richiesta di dispensa tra le centinaia di migliaia ricevute e nella percezione comune il processo iniziò ad essere chiamato “il divorzio cattolico” (Permanere nella Verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica, Cantagalli, Siena 2014, pp. 222-223)...

“Al favor matrimonii si sostituisce il favor nullitatis, che viene a costituire l’elemento primario del diritto, mentre l’indissolubilità è ridotta a un “ideale” impraticabile”. (SIC)
Certo è che pochi momenti potevano essere tanto sbagliati per pubblicare un simile Motu Proprio. Oppure no?
Papa Francesco voleva gambizzare i tradizionalisti o voleva ammansire i progressisti? Volere a parte, quale effetto avrà un simile provvedimento sul sinodo della Famiglia? Anzi, per unirci al coro del Washington Post: che senso ha convocare i vescovi al Sinodo, se uno dei provvedimenti più clamorosi è già stato preso?
Scarsa collegialità, scarsa prudenza, scarsa resistenza e forse Burke scacciato non tanto per le chiroteche, quanto per l’opposizione al favor nullitatis. (SIC)
Tornando ad altra questione, nella più benevola delle interpretazioni ho tentato gli scorsi giorni di distinguere morale, diritto e psicologia (sempre nell’articolo precedente di questa serie). Serve un'aggiunta: l’aggiornamento psicologico, al fine di sostenere l’evoluzione degli accidenti antropologici dell’epoca contemporanea, non deve esser però né inteso né usato quasi a sostenere una modifica radicale della natura umana substantialiter, e più in generale si richiede che la sfumatura psicologica sia presa non nel senso degli psicologismi riduzionismi di freudiana germinazione, ma nel senso forte di quella psicologia tradizionale, ontologicamente e veritativamente fondata, che ha nella sapienza dei direttori spirituali (soprattutto Padri orientali) il suo modello e guida.
Sarà un macello, ma non mi preoccupo, e non perché mi accascio su auto-compiacimenti individualistici (SIC). Non mi preoccupo perché: 
1) Burke stesso insegna che a certi errori si può porre rimedio, anche se con alcuni decenni di ritardo; 2) l’Africa terrà duro; 3) l’Occidente calerà le braghe, ma tanto gli occidentali a breve saranno massacrati dall’orda dei migranti, nel finto scandalo e compiaciuto sogghigno dei burocrati laicisti.

 

04 dicembre 2014

"Male minore": le false certezze dei puristi ideologici e i nostri ragionevoli dubbi

di Marco Mancini


Un paio di giorni fa abbiamo rilanciato sul nostro blog un contributo pubblicato da Fabrizio Cannone sul sito “Libertà e Persona”, riguardante il tema del c.d. “male minore” nella teologia morale cattolica. La questione ha recentemente assunto una particolare rilevanza soprattutto nel campo dei “principi non negoziabili”: basti pensare ai contrastanti giudizi formulati nel mondo cattolico sulla proposta di legge spagnola (poi ritirata dal governo) che restringeva i casi in cui l’aborto viene considerato legale, o anche al dibattito italiano su se e come regolamentare la fecondazione eterologa, dopo che la Corte Costituzionale ha decretato incostituzionale il suo divieto.
 

17 febbraio 2014

Difendo Roberto de Mattei

di Fabrizio Cannone

Pochi giorni fa, padre Livio Fanzaga, stimabile e dinamico direttore di Radio Maria, ha deciso, in modo a dir poco inatteso, e con ragioni risibili e ben poco convincenti, di cacciare il professor Roberto de Mattei dalla sua numerosa e importante equipe di collaboratori. Il sito internet che fa capo allo storico romano, Corrispondenza Romana, ha pubblicato sia la lettera di padre Fanzaga che la risposta, di ben altro spessore, del professor de Mattei. 
 

10 giugno 2013

11 aprile 2013

"L'ultimo Papa re" tra fiction e realtà


di Satiricus
“L’ultimo Papa re” è il titolo della fiction di Rai 1 trasmessa nelle serate dell’8 e 9 aprile, omaggio di Luca Manfredi a una pellicola in cui recitò suo padre nel 1977 (“In nome del Papa re”). Siccome l’esito non è dei più entusiasmanti, il regista ha pensato bene di esplicitare qualche chiave di lettura ideologica che invitasse alla visione: “nel ricordo di uno dei più bei film recitati da papà, mi auguro che sia chiaro l'intento e il messaggio contenuto nella serie: il confronto tra una Chiesa reazionaria e attaccata al potere e una Chiesa più pastorale e progressista”.
 

04 aprile 2012

La nostra forza è la Tradizione!

 Con questo pezzo inizia la sua collaborazione con noi Isacco Tacconi. Nasce a Terni il 7 gennaio dell’anno Mariano 1988, ma secondo alcuni è precipitato con la sua navetta sulle colline semidesertiche di San Gemini. Quinto di otto figli e per questo ribattezzato il Quinto Elemento, si è (de)formato al liceo classico tanto da decidere di arruolarsi nell’Esercito una volta terminati a fatica gli studi. Dopo varie disavventure è approdato alla Pontificia Università della Santa Croce dove attualmente studia Scienze Religiose. Si accontenta di non avere lavoro dopo gli studi come insegnante di religione cattolica, pur di non dover vedere l’insegnamento del corano nelle scuole dell’obbligo. Ama la corsa in “honne tempo”, e le montagne alla maniera di Bilbo Baggins.
 

11 gennaio 2012

Cattolici, è tempo di combattere!

di Federico Catani
Ci siamo. Anche in Italia arriverà il vergognoso spettacolo teatrale di Romeo Castellucci. "Sul concetto del volto di Cristo", questo il titolo della messinscena, inaugurerà il suo tour nel Bel Paese a Milano, martedì 24 gennaio. Diversi gruppi e associazioni cattoliche, specie quelli vicini al cosiddetto mondo tradizionalista, sono pronti a manifestare pubblicamente la loro protesta, non solo sfilando per strada, ma anche con Rosari e Sante Messe di riparazione. 

 

09 ottobre 2011

Falsi liberali che non sanno perdere

di Federico Catani
C’è chi si professa liberale a parole e poi dimostra di non esserlo nei fatti e chi invece liberale lo è per davvero. Nella prima categoria di persone rientra sicuramente il chiarissimo e illustrissimo, nonché esimio, professor Guido Pescosolido, già preside della facoltà di Lettere alla Sapienza di Roma e divenuto celebre per il sequestro subito da parte di alcune zecche che popolano quell’università, non caso frequentata dal noto teppista Facchini.
Non crediate che scriva questo post per motivi personali. Certo, ho avuto la sventura di seguire le lezioni di Storia moderna del Pescosolido alla Luiss (lì ci sono i radical-cic, mica le zecche,  e lui stava una crema!) e ricordo ancora le sue soporifere lezioni a base di patate (quelle che si mangiano), grano e industrie (l’esimio spiegava più che altro storia economica). E non posso nemmeno dimenticare il mio piccolo scontro con lui all’esame, quando esprimemmo posizioni un tantino diverse sul Risorgimento.
Perciò, il motivo per cui mi dedico a questo professore uso a indossare cravatte improponibili è che in questi giorni ha scatenato un putiferio. Si è infatti dimesso da presidente della giuria del premio Acqui Storia, che per la sezione storico-scientifica, è stato assegnato al libro “Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta”, del professor Roberto de Mattei. De Mattei, chi per un motivo, chi per un altro, lo conoscono tutti, almeno i lettori abituali di questo blog. Quindi non c’è bisogno di elencare tutti i suoi titoli. E ovviamente chi visita queste pagine sa benissimo come la pensiamo sul Concilio e su tutto il resto. Concentriamoci quindi sul caso in questione. Pescosolido, nonostante a giugno avesse riconosciuto la scientificità e l’alto valore dei cinque testi finalisti, tra cui quello del prof. de Mattei, rendendosi conto che il libro dell’orco reazionario cattolico avrebbe vinto, ha preferito andarsene, bollando quel lavoro meritorio come opera di un militante.
Il bello è che Pescosolido rivendica il suo essere laico e liberale. Ma, a quanto pare, secondo il chiarissimo docente, tutti possono esprimersi liberamente tranne i cattolici tradizionalisti. Che restino nel loro ghetto! Già è tanto che li si ammetta a partecipare a una competizione culturale. Ma che pretendano pure di arrivare primi è il colmo!
Ebbene, questo sarebbe il liberalismo? Questo sarebbe il pensiero democratico? Da che mondo è mondo, in democrazia, chi ottiene la maggioranza dei voti vince. Ma forse questo non vale per chi non la pensa come Pescosolido. Il suo è il tipico atteggiamento dei liberali ottocenteschi che hanno fatto il Risorgimento e dei giacobini francesi che hanno fatto la Rivoluzione. Ben diverso è stato il comportamento degli altri membri della giuria, che hanno votato tutti a favore del libro del professor de Mattei, tranne uno, il quale però non ha trovato nulla da obiettare e, anzi, ha criticato la mossa di Pescosolido. E, bisogna precisarlo, non si trattava affatto di una giuria composta da cattolici. A parte il professor de Leonardis, gli altri erano tutti riconducibili all’area laica. Però sono stati intellettualmente onesti. Pescosolido, invece, a quanto pare, non ha saputo perdere. E poi il militante sarebbe de Mattei?