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14 settembre 2017

Natività della Madonna. Una messa a punto

di Francesco Filipazzi

L'8 settembre di quest'anno abbiamo scritto sulla nostra pagina Facebook "8 settembre: nascita di Maria. Diffidate da chi si inventa altre date", riferendoci palesemente alla moda da poco diffusasi in ambito cattolico, per cui in realtà la la data settembrina sarebbe "solo" una data liturgica. La "vera" data per i motivi che poi vedremo, secondo i detrattori dell'8 settembre sarebbe il 5 agosto.
Questo tentativo surrettizio di sovrapporre un calendario mariano diverso da quello tradizionale, oltre ad essere fonte (come sempre) di confusione, è frutto di una mentalità anti litirugica e anti tradizionale che vorrebbe i sentori dei singoli o dei piccoli gruppi (perché tali sono rispetto alla Chiesa, anche se contassero milioni di persone), posti al di sopra delle tradizioni ecclesiastiche millenarie.

Personalmente sono stato sorpreso, assieme ad altri amici, da un articolo della Nuova Bussola Quotidiana dal titolo "La data della natività di Maria non è un dogma di fede", che appare un compendio della mentalità "innovatrice" che ha invaso negli ultimi 60 anni ogni ambito. Non stiamo portando un attacco alla Bussola, sia chiaro, che riteniamo il miglior quotidiano cattolico in circolazione, ma su questo punto ci sentiamo in dovere di dissentire.

Dopo una critica a chi "ha alimentato polemiche sterili sui social network", per questo ci sentiamo chiamati in causa, inizia la disamina riguardante il cinque agosto. L'articolista dice:
"E' quindi necessario chiarire bene i termini della questione: nel 1984 la Regina della Pace rivelò ai sei veggenti di Medjugorie che il 5 agosto di quell'anno sarebbe stato il duemillesimo anniversario della sua nascita."
Già questa frase costituisce un problema. Come possiamo chiarire bene i termini della questione, se tiriamo in ballo le apparizioni di Medjugorie, attorno alle quali non c'è nulla di certo e nulla di riconosciuto? L'altra prova del 5 agosto sarebbe una rivelazione privata, che rispettiamo ovviamente, ma che è appunto privata. Lo stesso articolista nota "La rivelazione che il compleanno della Madonna sarebbe il 5 agosto viene quindi da rivelazioni private ed è quindi assai improbabile che la Chiesa si esprima in modo definitivo su di essa, a prescindere dal giudizio definitivo che la Chiesa stessa, a tempo debito, darà su questi fatti".

Basterebbe questo per chiudere la discussione. Se l'articolista avesse tenuto conto della questione liturgica, si sarebbe ricordato che l'anno ha delle scadenze ben precise. Va tenuto conto inoltre che ci sono dei Pilastri della Chiesa che sono le Scritture, la Tradizione e il Magistero. Mettersi a sindacare sulle date è un attacco alla Tradizione. Le origini della festa della Natività di Maria sono radicate nella storia della Chiesa. 
Scrive in "L'anno liturgico" il Gueranguer:
"La festa della Natività sorse in Oriente. La Vita di Papa Sergio (687-701) la elenca fra le quattro feste della Santa Vergine esistenti a quel tempo e sappiamo inoltre che l'imperatore Maurizio (582-602) ne aveva prescritta la celebrazione con le altre tre dell'Annunziazione, della Purificazione e dell'Assunta. San Bonifacio introdusse la festa in Germania. Una graziosa leggenda attribuisce al vescovo di Angers, Maurilio, l'istituzione della festa e forse veramente egli introdusse nella sua diocesi una festa, per realizzare il desiderio della Vergine, che gli era apparsa nelle praterie del Marillais verso l'anno 430, e di qui il nome di Nostra Signora Angevina o festa dell'Angevina, che ancora le dà, nella regione occidentale, il popolo cristiano.
Chartres da parte sua rivendica al vescovo Fulberto (1028) una parte preponderante nella diffusione della festa in tutta la Francia. Il re Roberto il Pio (o il suo seguito) diede le note ai tre bei Responsori Solem iustitiae, Stirps Iesse, Ad nutum Domini, nei quali Fulberto celebra il sorgere della stella misteriosa, che doveva generare il sole, il virgulto sorto dal ceppo di Jesse che doveva portare il fiore divino sul quale riposerà lo Spirito Santo, la onnipotenza che dalla Giudea produce Maria, come una rosa dalle spine.
Nel 1245, durante la terza sessione del primo Concilio di Lione, Innocenzo IV stabilì per tutta la Chiesa l'Ottava della Natività della Beata Vergine Maria (oggi soppressa) compiendo il voto emesso da lui e dai Cardinali durante la vacanza di diciannove mesi, causata dagli intrighi dell'imperatore Federico II alla morte di Celestino IV e terminata con l'elezione di Sinibaldo Fieschi col nome di Innocenzo.
Nel 1377, il grande Gregorio XI, il Papa, che aveva spezzate le catene di Avignone, completò gli onori resi alla Vergine nascente con l'aggiunta della vigilia alla solennità, ma o perché non espresse al riguardo che un desiderio o per altre cause, le intenzioni del Pontefice non ebbero seguito che per qualche tempo negli anni torbidi, che seguirono la sua morte".

Leggete bene gli anni a cui ci riferiamo. Ora, con tutto il rispetto, qualcuno ha davvero voglia di sindacare l'8 settembre? Per fare cosa? Qual è il fine?

Ma andiamo avanti.
Dice l'articolista: "In ogni caso, l’ipotesi che la Vergine Maria sia nata proprio il 5 agosto non è per nulla peregrina. Risale a tale data, infatti, il noto "miracolo della neve" caduta sul colle Esquilino a Roma quale segno del luogo dove Maria Santissima desiderava fosse costruita una grande chiesa a lei dedicata. Non è quindi da escludere che il Cielo abbia scelto proprio questa data per un segno - la neve, simbolo di purezza, caduta in piena estate - che corrisponde proprio alla data di nascita della Madonna".
Se la base è il miracolo della Neve, l'ipotesi è audace, poiché quel miracolo non è collegato alla Natività della Vergine, personalmente è la prima volta che sento questa ipotesi.

A Loreto l'8 settembre, sono avvenuti numerosi miracoli. Parliamo del miracolo delle fiamme, di cui hanno scritto il Teramano e il Riera. Il primo ricorda che  un eremita del luogo, un certo fra’ Paolo della Selva, dal suo rifugio l’8 settembre prima che scendesse la notte vide una luce che dal cielo scendeva verso la Santa Casa e poi diffondersi intorno al santuario. Il fenomeno si ripeté, con lo storico Riera come testimone. Sono stati registrati anche altri casi. Anche in virtù di essi Papa Urbano VI nel 1389 concesse al santuario un’indulgenza plenaria per l’8 settembre. Oltre ai due storici già citati, un'altra fonte che comprova questi miracoli è lo storico Torsellini. Del miracolo reiterato si può trovare riferimento in "Storia della Santa Casa di Loreto esposta in dieci ragionamenti", testo del 1790.
I miracoli di Loreto, al contrario del miracolo della Neve, sono legati alla natività di Maria. La casa trasportata dagli angeli nelle Marche è infatti la casa di Nazareth dove viveva la Madonna. San Luca, dice padre Santarelli, "nel racconto dell’annunciazione e della visitazione fa supporre che Maria fosse di Nazareth" e dunque nella casa di Loreto, oltre all'Annunciazione e all'Immacolata Concezione, è verosimile che sia nata anche Maria stessa.

Nell'articolo viene fatto poi un riferimento assai singolare. La data deriverebbe dalla dedicazione alla Beata Vergine della basilica di Sant’Anna a Gerusalemme, che sorge sul luogo dove avevano casa Gioachino e Anna. In realtà il sospetto è che la dedicazione sia stata fatta in quella data proprio perché riconosciuta come quella della natività, quindi il ragionamento andrebbe svolto al contrario. Gli antichi non agivano a caso. Però sulle motivazioni della data della dedicazione non ci sono fonti certe.

Successivamente l'articolo procede fra amenità varie, ove ricorre l'idea di "festeggiare il compleanno" di Maria, espressione decisamente singolare.
Fra le conclusioni, dopo aver ripreso la Miriano che ha fatto gli auguri a Maria l'8 settembre, l'articolista dice "Sebbene, come abbiamo visto, è improbabile che la Vergine Maria sia nata proprio l'8 settembre ecc". Certamente, "nessuno era li a registrare" direbbe qualche baffuto sacerdote, ma ricordiamo che anche il 25 dicembre era "improbabile" eppure i dubbiosi sulla data della nascita di Gesù alla fine hanno dovuto cedere. La Chiesa non fa nulla per caso. Sarebbe bene ricordarselo, senza incoraggiare la creazione di calendari personali per religioni personali.

Infine, anche se forse c'entra meno, è giusto ricordate che l'8 settembre si colloca nove mesi dopo l'8 dicembre, Immacolata Concezione, data sancita dalla bolla di proclamazione del dogma, "Ineffabilis Deus". E' una data liturgica? Va bene. Quindi vogliamo tirarne fuori un'altra? Forse il 5 novembre? Se si accetta il 5 agosto, le conseguenze non tarderanno. Dunque, quelli del 5 agosto che problema hanno con l'8 settembre? A che pro?


 

07 settembre 2015

Medjugorije, considerazioni inapparenti


di Satiricus

Dopo anni di tifo a favore del fenomeno Medjugorije, mi ritrovo ultimamente a rivedere le mie posizioni. La ragione è semplicissima, ed è la medesima che mi portò alcuni anni fa - grosso modo mentre aprivo questo portale periferico - a mutare le mie istanze liturgiche e teologiche: la Chiesa ci chiede prudenza ed obbedienza.
Barile lo ricorda ed appunta in due post pressoché identici del 25 giugno e del 4 settembre:
“Per il resto, considerato che le “apparizioni” non constano di nessuna soprannaturalità, darà fatto divieto ai fedeli di partecipare alle “estasi” dei sei “veggenti” e a questi ultimi sarà proibito di divulgare i testi dei messaggi che riceverebbero dalla Madonna. Un altro NO riguarderà la Parrocchia di Medjugorje, intitolata a San Giacomo, che non diventerà Santuario mariano, come invece avrebbero voluto proprio i sei “veggenti”. È comunque probabile la nomina di un Legato Pontificio che, in rappresentanza del Papa, verifichi il rispetto delle regole, sul posto. Ma non solo: i Vescovi non dovranno accogliere nelle loro Diocesi i “veggenti” per pubbliche adunanze e testimonianze, come avvenuto sino a poco tempo fa, ma limitarsi ad assicurare l’accompagnamento da parte di un sacerdote, ai pellegrini che si recheranno a Medjugorje. I pellegrini stessi, andando a Medjugorje, non dovranno riconoscere, con la loro presenza, l’autenticità delle apparizioni ed evitare qualsiasi contatto con i “veggenti”, concentrandosi solo sulla preghiera e sull’accostamento ai Sacramenti”.
I rimedi sono pezze, nel tentativo di arginare una diga irrefrenabile: per quale motivo i fedeli dovrebbero chiedere i sacramenti a Medjugorije se non perché ne attestano la presenza misterica?
Ma quali sono le ragioni contro la plausibilità di Medjugorije? A riguardo la fonte che prediligo - e che su tutti gli altri temi non mi ha mai deluso - è E. Michael Jones, di cui vorrei segnalare l'intervista sul canale catto-trash di Church Militant.

Il video di Jones sostiene una cosa cui non avevo pensato mai: che le dimissioni di Bennedetto XVI siano dovute alla lobby Medjugorije. Se così fosse, saremmo davanti a uno scenario decisamente allertante. Nell'impossibilità di poter dire di più, mi atterrò al suggerimento classico della morale: in dubio abstine. Me ne tiro fuori. Inabile a giudicare i contenuti, prendo però un paio di lezioni relative all'importanza del diritto e della obbedienza. Entrambe le ricorrenze sono disattese oggigiorno, talvolta in modo paradossale: due esempi. Socci attacca il Papa in punta di diritto (sul mio blog ho ripreso con approvazione questa metodologia), ma su Medjugorije è succube. La Roccia - come ho scritto per C&dM - sostiene il Papa sempre, ma pubblica con la medjugorijofila Shalom. La macchina Medjugorije è potente, un po' come i Neocatecumenali, e come costoro è una potenza nata a colpi di trasgressioni ed infrazioni, sull'onda di emotivismi popolari. Per questi e per gli altri fenomeni simili si giungerà al bivio, quando cioè dovranno scegliere si lasciarsi ricondurre alla piena obbedienza petrina, di cui il CJC è massimo custode nella pratica operativa, o se correre dietro ai santoni ereticali di turno. Nihil novi sub sole. Restiamo con Geremia nelle nostre carceri tradizionaliste - la cui esiguità e impotenza è buon sintomo di sanità - a contemplare lo sfacelo.
Una chiosa pungente: i due casi allarmanti da me citati sono cresciuti anche per la connivenza di Pastori, cui evidentemente le lusinghe e il concorso di popolo sono parsi più significativi delle indicazioni vaticane. Non è curioso che simili magagne tocchino al Papa dei bagni di folla? E' di buon auspicio?

 

13 luglio 2015

"La Roccia": istruzioni per l'uso.


di Satiricus 

L’ultimo mio j’accuse ai danni di una testata amica è finito male: La Croce Quotidiano di lì a poche settimane ha concluso l’avventura del cartaceo. Mi dispiace, anche perché dissi e ribadisco che, pur non leggendolo, acquistavo volentieri il giornale per diffonderlo tra tanti amici e parrocchiani. Vediamo se l’esito del presente aggressus sarà meno infelice. Ospite della trasmissione è il bimestrale La Roccia, edito da Shalom Editrice, progettato nelle fucine di Alleanza Cattolica, diretto dal valido prof. Marco Invernizzi ed ormai giunto al suo quarto numero. Sarò severo più del dovuto, come è mia abitudine. I lettori poi avranno il buon cuore di formarsi un’idea personale, anzitutto preoccupandosi di comperare e leggere qualche copia dello stampato. Iniziamo dalla buona notizia: non c’è ancora il sito web corrispondente. Troverete invece annunci on-line, nonché l’immancabile pagina Facebook dedicata (un po’ dilettantistica e per lo più commerciale). Vorrei commentare l’iniziativa ricorrendo ad una battuta, in cui però si svela la principale criticità del bimestrale: La Roccia poteva ambire ad un grande ruolo, quello di scalzare e sostituire d’un colpo Famiglia Cristiana, Credere, Noi Genitori & Figli, infatti l’impressione è che si abbia a che fare con un surrogato dei su citati, decisamente spostato sul versante conservativo tradizionale; invece La Roccia finora sembrerebbe aver raggiunto un altro obiettivo, frammentare ulteriormente le disponibilità del lettorato cattolico, indebolendo al contempo le redazioni di altri media cattolici (su tutti Il Timone e La Nuova Bussola Quotidiana).

Mi limiterò a tre considerazioni, che sono poi tre opinioni altamente discutibili, ma dalle quali mi piacerebbe che i nostri lettori prendessero qualche spunto di riflessione critica.
La prima: anziché creare un nuovo prodotto, non era meglio sforzarsi di lavorare con maggior sinergia nelle redazioni già esistenti? E’ lampante che la comparsa di un nuovo giornale significhi, come scritto sopra, una lacerazione ideologica, una sottrazione di forze, una frammentazione di lettori. Aggiungo: anziché muovere chili di energie nella propaganda dell’ennesimo precario e probabilmente inutile cartaceo, non conveniva impiegare grammi di sforzi nel rilanciare le pubblicazioni robuste già esistenti? Che se poi si sfogliano i nomi, davvero l’abbonato medio si chiede il senso dell’impresa: altri soldi e altri formati per leggere le consuete firme: Invernizzi, Introvigne, Cantoni, Scaranari, Leoni, Ronza, Mantovano. Sembra la dinastia parallela nata da nozze combinate tra Cristianità e Popotus. Immancabile pure il Kattolico Cammilleri, quello che nei suoi formidabili Antidoti condannava la sterile moltiplicazione di giornaletti incapaci di convertire i cuori all’unica fede.

La seconda: mi preoccupa il papalismo, soprattutto se si tratta di franceschianismo mascherato da papalismo. E qui probabilmente troviamo il motivo principale di La Roccia, creare un foglio cattolico tradizionale, che non cadesse nella situazione di rimpiangere asfitticamente Benedetto XVI, accusando Francesco di ogni male anticristico possibile ed immaginabile. Che le voci cattoliche più pure si fossero alzate negli scorsi mesi a sottolineare l’atipicità del Papato corrente è vero; palpabile però è la variazione di toni con cui esse si sono espresse (il boato di Gnocchi&Palmaro, la tesi giuridiche di Socci, le riserve in punta di piedi di Messori); memorabile è l’epurazione vandeana che il cataro padre Livio, gran promoter di Invernizzi, avrebbe fatto di tutti i possibili critici di Francesco (incluso - roba da far impallidire la Cirinnà - Gianpaolo Barra, reo di aver premiato Socci per un libro che col papato e con Francesco non aveva nulla a che spartire). Sulla falsità di don Fanzaga si veda il punto successivo. Come valutare questo fenomeno? Con due accenni. Anzitutto, la reazione del mondo tradizionale a Francesco è stata a volte di cattivo gusto, ma a volte di ottimo gusto; se la sequela al Papa implica una rinnovata ottusità e l’abdicazione della ragione autonoma, allora il motto “seguire il papa sempre” che accompagna la rivista (unitamente alla quarta di copertina fissa: “Vi chiedo di pregare per me, perché ne ho bisogno! Grazie tante!” - il che poi solitamente avviene per obbligo nella più alta e fruttuosa delle preghiere cattoliche, il Canone della Santa Messa) è un motto sospetto e sospetto. Si aggiunga che, se i cristiani avessero seguito il Papa sempre, oggi altro che crisi finanziaria e crisi della famiglia, con tanti pontefici avari e lussuriosi che la storia ci ha concesso saremmo alla fine della civiltà, senza neppure bisogno di scomodare i califfati. Immagino che La Roccia sgorghi da una doppia ingenuità: temere che le critiche a Francesco, sia pur quelle più fini ed intellettuali, possano produrre un qualche scisma; e poi - ingenuità al cubo - ritenere che La Roccia possa rimandare lo scisma.

La terza: l’ipocrisia dei medjugoristi è insopportabile. Ho già scritto altrove, proprio nella mia querelle contro La Croce Quotidiano, che trovo intollerabile la falsità di quanti si dicono fedelissimi alla Chiesa, salvo ritagliarsi una fettina di autonomia decisionale, per esempio laddove si vagli la liceità del culto di Medjugorie con annessi e connessi. Qui più che mai sento di dover rinnovare la domanda. Questi paladini del Papato, che si mettono a stampare con le case editrici tra le più vicine al mondo delle apparizioni di Medjugorie, che faranno/farebbero nell’ipotesi che il Papa-da-seguire-sempre impedisse ai cattolici di riferirsi a quelle visioni? Direi di più, è abbastanza chiaro che una proibizione esplicita non verrà, almeno per il principio di evitare il più possibile gli scandali, non ritengono dunque tali fedelissimi dei Sacri Palazzi che il loro appoggio ideologico e finanziario (il fatto cioè di pubblicare con la Shalom e ovviamente di far girare soldi nelle sue casse) possa essere una forma di opposizione surrettizia all’indefettibile Francesco?

Mi spiace, ma il prezzo per fare i nudi e puri è esserlo. Questo ho pensato e scritto, nulla togliendo alla stima per tanti grandi firme e per autori che sicuramente operano con l’intento sincero di fare il più possibile il bene per il nostro Paese e per la Chiesa.

 

10 giugno 2015

Medjugorje, oltre la gospalatria e la demonologia


di Alessio Gospare Calò 

"Se su Medjugorje la Chiesa dovrà esprimere delle riserve o fare delle severe correzioni (o perfino delle severe bocciature), ben venga. Saranno preziose. Sicuramente saranno fatte dal card. Müller nei modi dovuti. La Chiesa Madre e Maestra, che fa il su dovere di custode della fede, va ascoltata e seguita." Così uno (stranamente) sobrio Antonio Socci sul suo profilo facebook, in risposta alle eterogenee reazioni derivanti dalle esternazioni del Santo Padre sull'affaire Medjugorje. Un atteggiamento - quello che suggerisce Socci - che dovremmo avere sempre, non solo verso le dichiarazioni del Papa (che invita a suo modo alla prudenza sulla “Madonna-postina”, anche se le sue parole – fra l’altro indirette – sul fenomeno Medjugorje non sembrano così tranchant), ma anche verso la recente decisione del Card. Müller (in realtà non l’unica) di bloccare un incontro di preghiera con la veggente Vicka Ivankovic a Sestola (Modena).
Che dire? Per un riassunto recente della questione segnaliamo l'articolo dell'ottimo Matzuzzi, uscito all’inizio dello scorso anno in occasione della chiusura dei lavori svolti dalla Commissione internazionale di inchiesta dei fenomeni di Medjugorje, la quale ha inviato le proprie considerazioni alla Congregazione per la dottrina della fede. Per una valutazione equilibrata, rimandiamo all’articolo dell’amico Bertocchi, che invita all’“estrema prudenza e cautela”. Giustamente, dato che le apparizioni sono/sarebbero ancora in corso, e per evitare che i vescovi si “compromettano” con questi fenomeni e che i fedeli si confondano (non lo sono già abbastanza?).
Invito inoltre a consultare sempre le fonti originali, in particolare i discorsi di Papa Francesco, in quanto rileggendo sulla stampa le sue presunte dichiarazioni mi chiedo se i giornalisti ci sono o ci fanno, forse di fretta o forse divertendosi in esegesi imbarazzanti (un virgolettato qua, un virgolettato là, e via di teologia scalfariana). Ma sappiamo bene come è ridotto il giornalismo italiano, servo dei servi.

Dico solo due cose.

La prima a chi considera le apparizioni come opera di persone malate o di geniali businessmen (se non addirittura del demonio), pensiero abbastanza diffuso in area “tradizionalista”: le apparizioni sostanzialmente vengono contestate per alcuni messaggi ecumenici (se non interreligiosi) della Gospa; le accuse non possono essere altre dato che i veggenti godono di buona salute psicofisica (ecco uno studio), mentre sarebbe sovrastimata la loro capacità imprenditoriale (a dir poco profetica), dal momento che nel 1981, in pieno regime comunista (che non fu molto carino coi nostri), 6 giovani dai 16 ai 10 anni avrebbero immaginato un cospicuo afflusso turistico nelle zone delle apparizioni. Senza contare i frutti, in termini di conversioni ma non solo, derivanti dal fenomeno Medjugorje. Ma torniamo al ragionamento dei trad: se la Madonna parla di ecumenismo, frutto del teribbbile CVII, meglio dire subito che è tutto demoniaco così poi se la Chiesa approva abbiamo un altro motivo per parlare di apostasia. Poi se il finto Papa massone ed eretico sbugiarda le apparizioni allora si tratta di un palese cortocircuito modernista: tutto si tiene. Se invece vogliamo far parlare le persone competenti, in un suo libro il teologo René Laurentin, il massimo mariologo vivente, spiega meglio i termini della questione, con una sana contestualizzazione delle parole della Gospa. Un altro fattore di disturbo per molti, non solo per i trad, riguarda la numerosità delle apparizioni della Madonna: se volete un precedente (“certificato”), andate ad assaporare a pieni polmoni i profumi di Laus, dove la Madonna si è presentata per 54 anni. Non credo che la Madonna abbia bisogno del nostro permesso per apparire, o sbaglio?

La seconda cosa la dico a chi venera la Gospa così intensamente da voler abbandonare la Chiesa in caso di "rigetto" delle apparizioni, magari con Paolo Brosio anti-Papa. State tranquilli, l'unica apparizione alla quale dovete credere come cattolici è quella di Gesù Cristo risorto, che si mostra agli apostoli il giorno di Pasqua. Il resto è tutto dato in sovrappiù. Magari si eviti quel sentimentalismo di stampo protestante tutto cuore e spirito, unendo alle preghiere anche un po' di sana formazione cattolica (forse è questo il vero messaggio dell'omelia mattutina del Santo Padre). Meno gospalatria e più dogmatica, please.

Per entrambe le categorie, in attesa del pronunciamento della Santa Sede vi segnalo l'interessante incontro tra Messori e Laurentin, in cui si discute di apparizioni mariane e accondiscendenza divina,  e si ricorda che Gesù ha detto “beati quelli che credono senza vedere”.

 

17 febbraio 2014

Difendo Roberto de Mattei

di Fabrizio Cannone

Pochi giorni fa, padre Livio Fanzaga, stimabile e dinamico direttore di Radio Maria, ha deciso, in modo a dir poco inatteso, e con ragioni risibili e ben poco convincenti, di cacciare il professor Roberto de Mattei dalla sua numerosa e importante equipe di collaboratori. Il sito internet che fa capo allo storico romano, Corrispondenza Romana, ha pubblicato sia la lettera di padre Fanzaga che la risposta, di ben altro spessore, del professor de Mattei. 
 

18 giugno 2012

Chiara ed Enrico: storia di un’ordinaria Santità

di Isacco Tacconi
13 giugno festa di sant’Antonio di Padova, Chiara Corbella a 28 anni si addormenta sotto il cielo per rinascere “al” Cielo. La luce che ha diffuso in questa vita rifulge ora ancora più forte dopo che ha compiuto il passo più grande, quello che gli è costato la sua stessa vita.