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19 aprile 2013

Quirinale: il 25 luglio dello smacchiatore Bersani

di Marco Mancini (per barbadillo.it)

Povero Bersani. Non più di due mesi fa era il vincitore annunciato delle elezioni politiche: restava solo da sapere se avrebbe avuto bisogno o meno di Monti per dar vita al suo governo. Dopo il primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica, Bersani è un uomo politicamente morto, vittima degli errori suoi e del gruppo dirigente del Pd. 

 

02 marzo 2013

Politiche 2013 fra smacchiati e smacchiatori

di Paolo Maria Filipazzi

Un paio di considerazioni dopo le elezioni politiche 2013. Cominciamo dai due dati politici incontrovertibilmente positivi. Il primo è che con queste elezioni escono di scena Fini e Di Pietro, mentre i Radicali escono, almeno a questo giro, dal Parlamento. Il secondo è che Bersani, lungi dallo smacchiare il giaguaro, si è ritrovato a sua volta smacchiato, pur vincendo di misura.
 

28 febbraio 2013

Se il risultato delle elezioni è un grande vaffa...

di Marco Mancini

In principio fu la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, infrantasi contro la discesa in campo di un noto tycoon brianzolo, di nome Silvio Berlusconi. Diciannove anni dopo, doveva essere il momento dell’attesa rivincita, il giaguaro era pronto per essere smacchiato: è arrivata, come al solito, una tranvata pazzesca.
 

27 febbraio 2013

Per chi suona la campana (elettorale)?

di Lorenzo Roselli

Mentre scrivo queste poche righe sulle elezioni appena terminate, sto ascoltando “Chi ha vinto?” Lo speciale condotto dall’arma di cerchiobottismo di massa conosciuta anche come “Bruno Vespa”. 
Devo ammettere che sentir sbraitare Alfano di “vittorie relative” e inveire un Sechi accigliato dà un certo tono ad un anonimo e freddo lunedì sera, soprattutto quando pensi che a questo “disastro democratico” hai contribuito anche tu, per la prima volta.
In considerazione di tutto ciò, non potevo esimermi dallo scrivere un commento a quello che sarà ricordato come il voto più anti-politico della storia italiana dal 1919 (anno in cui i Socialisti ed i Popolari superarono, per la prima volta, il Partito Liberale).
 

25 settembre 2012

Testamento biologico: io tifo per Bersani


di Alfredo De Matteo

Legge sulle DAT, partiamo dal principio: Beppino Englaro e la sua cricca riescono nell’intento di far decretare la condanna a morte della povera Eluana, dopo diversi anni di tentativi falliti, attraverso una sentenza che ha dell’incredibile. La Costituzione italiana, infatti, non prevede l’eutanasia eppure un giudice compiacente calpesta impunemente il dettato costituzionale e permette che ad Eluana vengano sospesi i sostegni vitali, ossia l’alimentazione e l’idratazione. A questo punto, scatta, con colpevole ritardo, la reazione politica al disegno criminoso che si concretizza con l’elaborazione di un disegno di legge che renda nulli gli effetti della sentenza.
 

17 luglio 2012

Se anche la Bindi diventa “omofoba”: la lobby gay esce allo scoperto


di Marco Mancini
Mentre il PdL pare in preda a una sorta di cupio dissolvi, tra frettolosi rientri in campo e tentazioni di nostalgici ritorni al passato, il principale partito del centro-sinistra, che dovrebbe approfittarne e fare man bassa alle prossime elezioni, non sembra passarsela tanto meglio.
 

06 marzo 2012

Primarie all'italiana

di Alessandro Rico
Rita Borsellino, la candidata di Bersani, ha perso le primarie del Pd a Palermo. Se le primarie non fossero una farsa, non ci sarebbe niente di strano, oltre a un dato di cui la Segreteria del partito dovrebbe prendere atto. Ma le primarie dei democratici sono sempre state una irritante pantomima, il tentativo maldestro, cioè, di patinare di democrazia e partecipazione candidature già decise dal partito. Ecco perché, quando le cose non vanno come se le aspettano i suoi vertici, si aprono le contese. Come a Milano, dove vinse il candidato vendoliano Pisapia; come a Napoli, dove al ballottaggio il Pd dovette sostenere De Magistris. Episodi che restituiscono nudo e crudo il vero acume politico di Bersani, superato dagli eventi, dai militanti, dalla corrente dei moderati di Renzi e dalla fronda più radicale di chi, come Fassina, cerca di arruolare persino la Chiesa nella lotta per la socialdemocrazia.