di Alessandro Rico
Pubblicato il 31 gennaio 2015
Le mosse che hanno portato all’elezione di Mattarella come Capo dello Stato consacrano Matteo Renzi burattinaio della politica italiana. Il Presidente del Consiglio, che con questa presidenza “debole” si è assicurato la piena governabilità, non ha rivali sul piano strategico. Dopo aver infinocchiato Letta, Bindi, Prodi, Bersani, Fassina, Cofferati, è riuscito a mettere in un cul-de-sac anche Berlusconi. Il patto del Nazareno si è rivelato, come temevano i fittiani, un abbraccio mortale per un Cavaliere ormai ridotto a cercare appigli per riqualificarsi politicamente e giudiziariamente. Per di più, Berlusconi sembra costretto a incassare il colpo e a ribadire un sostegno, sia pure condizionato, al governo, a meno di optare per rischiosissime elezioni anticipate, da cui uscirebbe come da uno schiacciasassi. Di questo vero e proprio oltraggio al popolo di centrodestra, prigioniero degli interessi personali di un ex leader carismatico e illuso che Forza Italia proponesse almeno inizialmente una dignitosa testimonianza, con il voto ad Antonio Martino, speriamo che Berlusconi debba finalmente rispondere.






