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14 aprile 2019

Quando la Madonna vide un fiume di sangue in Rwanda

di Paolo Maria Filipazzi
Fra il 1980 e il 1981 il Rwanda è scosso da un’ondata di vandalismo senza precedenti: praticamente qualunque statua della Madonna si trovi davanti all’ingresso di una parrocchia viene mutilata, distrutta o trafugata. In alcuni casi i misteriosi profanatori tornano a colpire nello stesso luogo, dopo che la statua è stata riparata o sostituita. Gli autori e le motivazioni di questa ondata sacrilega non verranno mai scoperti.

E’ in questo clima che, il 28 novembre 1981, in un collegio nella cittadina di Kibeho, inizia una vicenda misteriosa che ancora oggi interroga le coscienze dei fedeli rwandesi e non solo. La studentessa sedicenne Alphonsine Mumureke, mentre si trova nel refettorio con le compagne, sente una voce femminile che la chiama. Si reca nel corridoio adiacente, dove trova una donna che descriverà come straordinariamente bella, vestita di bianco e con le mani giunte. Alla domanda di Alphonsine su chi fosse, la donna risponde “Io sono la Madre del Verbo”. L’apparizione dura un quarto d’ora, durante il quale la Madre del Verbo esorta Alphonsine e le sue compagne alla preghiera.
La ragazza racconta quello che è accaduto alle compagne, che non le credono o pensano che sia rimasta vittima di un’allucinazione. La più scettica del gruppo è Marie – Claire Mukangango.

Il 12 gennaio 1982, però, anche un’altra studentessa, Anathalie Mukamazimpaka, ha una visione, venendo presa a sua volta per pazza. Il 2 marzo la Madre del Verbo appare proprio a Marie – Claire e a quel punto ogni dubbio è fugato. Le apparizioni continuano e coinvolgono altre ragazze, non studentesse del collegio, che vivono nella foresta vicino a Kibeho: Stephanie Mukamurenzi, Agnes Kamagaju e Vestine Salima. Un altro veggente è Emmanuel Segatsaya, la cui famiglia segue la tradizionale religione africana. Proprio in seguito a questa vicenda il ragazzo si convertirà al cattolicesimo.
Ad apparire ai giovani non è solo la Madre del Verbo, ma spesso direttamente Suo Figlio. La notizia delle apparizioni si sparge e sempre più persone accorrono per assistervi. I veggenti ripetono le parole che ascoltano, in tal modo rendendole udibili a tutti. I messaggi vanno ben oltre semplici esortazioni alla preghiera e alla conversione: spesso si fanno allarmati, avvertendo di future sofferenze per la Chiesa africana e ruandese, cui si preannunciano nuovi martiri.
L’apice della drammaticità si raggiunge il 15 agosto 1982, nel corso di un’apparizione di quasi otto ore di fronte a ventimila persone, durante la quale la Madre del Verbo si mostra a turno ad Anathalie, Alphonsine e Marie – Claire.

La Madonna si mostra contrariata, addirittura in collera, per poi scoppiare a piangere. Anche le veggenti piangono e si battono in petto, mentre vengono mostrate loro immagini terrificanti: un fiume di sangue, persone che si uccidono a vicenda, altre che muoiono senza sepoltura, teste mozzate ed ogni sorta di orrore. La folla accorsa conserverà un’impressione di paura, panico e tristezza.

La terribile visione, purtroppo, si sarebbe avverata: nel 1994 in Rwanda scoppia una terribile guerra civile fra le etnie degli hutu e dei tutsi, che causerà un genocidio in cui moriranno 934.222 persone. La Chiesa pagherà il suo tributo di sangue con 124 sacerdoti, di cui 99 diocesani e 35 religiosi, 42 fratelli religiosi e 73 suore.
Kibeho non ne sarà risparmiata: il 7 aprile 1994, primo giorno della ritorsione hutu contro i tutsi, il cappellano del santuario di Kibeho, l’abbè Boniface Kanyoni, viene ucciso nella città di Kigali. Nel corso dell’aprile 1994, più di diecimila persone di etnia tutsi, rifugiatesi nella parrocchia, vengono barbaramente uccise. Alcuni cercano la salvezza riparandosi nella chiesa, che però viene data alle fiamme bruciando vivi coloro che vi si trovano dentro. L’anno dopo i tutsi vendicheranno l’eccidio uccidendo a loro volta circa ottomila persone di etnia hutu sulla stessa piazza in cui si erano svolte le apparizioni. Anche il parroco di Kibeho al tempo delle apparizioni, monsignor Jean Bosco Yilirwahandi, troverà la morte del genocidio ed anche una delle veggenti, Marie – Claire, dopo aver subito la deportazione, verrà uccisa per aver protestato per l’arresto del marito.

Alla fine del massacro, il vescovo di Gikongoro, monsignor Augustin Misago, fa costruire a Kibeho un nuovo santuario, erigendolo a Nostra Signora dei Dolori. Nel 2001 lo stesso monsignor Misago riconosce parzialmente le apparizioni, limitatamente a quelle avute da Anathalie, Alphonsine e Marie – Claire e soltanto per quanto riguarda quelle della Madonna.
Nel maggio 2003 una dichiarazione congiunta del vescovo e della Congregazione per la Dottrina della Fede ufficializza la decisione.
Quello stesso 31 maggio, durante una processione al santurio di Kibeho, alle 10 del mattino, molti fedeli sostengono di avere visto la Luna danzare attorno al Sole in una luce sfavillante e multicolore, in un miracolo che ricorda molto quello avvenuto a Fatima

In questi giorni si ricordano i 25 anni dall’inizio del genocidio del Rwanda. Sarebbe, però, una celebrazione monca senza ricordare la vicenda delle apparizioni di Kibeho, che dimostra come il Cielo sia sempre presente nella storia terrena e che, in tutto quanto di misterioso ancora resta in ciò che è successo, ci lascia intendere come le vicende umane siano un riflesso della lotta, invisibile ma spietata, fra la Luce e le Tenebre in rivolta contro di essa.


 

07 settembre 2015

Medjugorije, considerazioni inapparenti


di Satiricus

Dopo anni di tifo a favore del fenomeno Medjugorije, mi ritrovo ultimamente a rivedere le mie posizioni. La ragione è semplicissima, ed è la medesima che mi portò alcuni anni fa - grosso modo mentre aprivo questo portale periferico - a mutare le mie istanze liturgiche e teologiche: la Chiesa ci chiede prudenza ed obbedienza.
Barile lo ricorda ed appunta in due post pressoché identici del 25 giugno e del 4 settembre:
“Per il resto, considerato che le “apparizioni” non constano di nessuna soprannaturalità, darà fatto divieto ai fedeli di partecipare alle “estasi” dei sei “veggenti” e a questi ultimi sarà proibito di divulgare i testi dei messaggi che riceverebbero dalla Madonna. Un altro NO riguarderà la Parrocchia di Medjugorje, intitolata a San Giacomo, che non diventerà Santuario mariano, come invece avrebbero voluto proprio i sei “veggenti”. È comunque probabile la nomina di un Legato Pontificio che, in rappresentanza del Papa, verifichi il rispetto delle regole, sul posto. Ma non solo: i Vescovi non dovranno accogliere nelle loro Diocesi i “veggenti” per pubbliche adunanze e testimonianze, come avvenuto sino a poco tempo fa, ma limitarsi ad assicurare l’accompagnamento da parte di un sacerdote, ai pellegrini che si recheranno a Medjugorje. I pellegrini stessi, andando a Medjugorje, non dovranno riconoscere, con la loro presenza, l’autenticità delle apparizioni ed evitare qualsiasi contatto con i “veggenti”, concentrandosi solo sulla preghiera e sull’accostamento ai Sacramenti”.
I rimedi sono pezze, nel tentativo di arginare una diga irrefrenabile: per quale motivo i fedeli dovrebbero chiedere i sacramenti a Medjugorije se non perché ne attestano la presenza misterica?
Ma quali sono le ragioni contro la plausibilità di Medjugorije? A riguardo la fonte che prediligo - e che su tutti gli altri temi non mi ha mai deluso - è E. Michael Jones, di cui vorrei segnalare l'intervista sul canale catto-trash di Church Militant.

Il video di Jones sostiene una cosa cui non avevo pensato mai: che le dimissioni di Bennedetto XVI siano dovute alla lobby Medjugorije. Se così fosse, saremmo davanti a uno scenario decisamente allertante. Nell'impossibilità di poter dire di più, mi atterrò al suggerimento classico della morale: in dubio abstine. Me ne tiro fuori. Inabile a giudicare i contenuti, prendo però un paio di lezioni relative all'importanza del diritto e della obbedienza. Entrambe le ricorrenze sono disattese oggigiorno, talvolta in modo paradossale: due esempi. Socci attacca il Papa in punta di diritto (sul mio blog ho ripreso con approvazione questa metodologia), ma su Medjugorije è succube. La Roccia - come ho scritto per C&dM - sostiene il Papa sempre, ma pubblica con la medjugorijofila Shalom. La macchina Medjugorije è potente, un po' come i Neocatecumenali, e come costoro è una potenza nata a colpi di trasgressioni ed infrazioni, sull'onda di emotivismi popolari. Per questi e per gli altri fenomeni simili si giungerà al bivio, quando cioè dovranno scegliere si lasciarsi ricondurre alla piena obbedienza petrina, di cui il CJC è massimo custode nella pratica operativa, o se correre dietro ai santoni ereticali di turno. Nihil novi sub sole. Restiamo con Geremia nelle nostre carceri tradizionaliste - la cui esiguità e impotenza è buon sintomo di sanità - a contemplare lo sfacelo.
Una chiosa pungente: i due casi allarmanti da me citati sono cresciuti anche per la connivenza di Pastori, cui evidentemente le lusinghe e il concorso di popolo sono parsi più significativi delle indicazioni vaticane. Non è curioso che simili magagne tocchino al Papa dei bagni di folla? E' di buon auspicio?

 

06 giugno 2015

Per guidare il mondo con il polso di Maria


di Federico Catani 
“Sulle tracce di Maria nella storia” è stato il tema del II Incontro di Cultura cattolica organizzato il 29 maggio dall’ “Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan” e dall’associazione “Amici del Timone-Roma” presso la parrocchia di S. Maria Assunta a Rocca di Papa. I relatori, il dott. Giuseppe Brienza per l’Osservatorio e il prof. Gianluca Agostini per Il Timone, hanno voluto leggere alcune vicende storiche alla luce delle apparizioni mariane. Obiettivo dell’iniziativa è stato mostrare come la Madre di Cristo sia “Regina dei profeti”, perché nelle sue manifestazioni mostra agli uomini ed alle Nazioni anche il cammino della storia. Spesso, presi come siamo dalla fretta quotidiana, non riusciamo ad avere uno sguardo soprannaturale sui fatti che accadono. La nostra visione della realtà è troppe volte superficiale e solo orizzontale, mentre un cattolico consapevole dovrebbe saper interpretare i segni dei tempi. Il che ovviamente non significa adeguarsi a tutte le mode, quanto piuttosto saper decifrare tutto alla luce del Vangelo. Viviamo in tempi di crisi generalizzata ed è sempre più frequente ascoltare voci apocalittiche che annunciano catastrofi e cataclismi e magari anche la fine del mondo. E se di fronte alla crisi valoriale non si deve cedere allo sconforto né diventare millenaristi, è altrettanto certo che occorre fuggire pure da uno stolto ottimismo di stampo buonista tipico di certo mondo cattolico che decanta continuamente le “magnifiche sorti e progressive”. D’altra parte, la mentalità irenista ed eccessivamente dialogante non è conforme al Catechismo e al Magistero dei Papi, che da sempre hanno messo in guardia dai nemici della Chiesa. Le apparizioni mariane degli ultimi secoli hanno confermato tutto ciò. Dopo la Rivoluzione francese e il suo portato di secolarizzazione sempre più violenta, infatti, la Madonna sembra aver aumentato la sua sollecitudine materna verso l’umanità peccatrice.
L’apparizione mariana più importante della storia è senza dubbio quella di Fatima (1917), che continua ancora a far parlare di sé. Nel suo intervento, Brienza si è concentrato proprio su questa manifestazione straordinaria. Il messaggio dato a Fatima ha al centro il ruolo di Mosca sullo scacchiere internazionale. Da Stato ateo e propagatore del male, se venisse consacrata al Cuore Immacolato di Maria, la Russia diventerebbe la costruttrice di una pace mondiale e di un nuovo ordine cristiano, in cui tornerebbero a venir rispettati i diritti di Dio e della Chiesa. Brienza ha ricordato come “dalle recenti statistiche risulta che la Russia è l’unico Paese industrializzato in cui negli ultimi anni stanno aumentando le persone che professano una religione”. E il presidente Putin pare stia favorendo questo nuovo corso. Il messaggio di Fatima, secondo Brienza, potrebbe “rilanciare un possibile ruolo del presidente russo per la rinascita religiosa non solo della propria compagine sociale ma, grazie al rapporto con la Roma petrina, anche dell’intero Occidente”. Tutto ciò, però, nel caso in cui il Paese venisse consacrato e si convertisse al Cattolicesimo. I segnali sono incoraggianti. Infatti, “la nuova Russia rappresenta oggi l’unica potenza che si difende dal relativismo morale imperante in Occidente, accettando l’influsso della Chiesa, intesse rapporti di positiva collaborazione con altri grandi popoli asiatici, proclama la sua avversione alla preponderanza della grande finanza”. Peraltro, in passato alcuni effetti si sono già visti. Quando S. Giovanni Paolo II consacrò il mondo a Maria, nel 1984, suor Lucia, la veggente superstite di Fatima, dichiarò che in quel modo si era evitata una guerra atomica che sarebbe scoppiata nel 1985. Non solo. Nel 1981 c’era già stato l’attentato al Papa da parte di Alì Agca su mandato del KGB e Giovanni Paolo II si era salvato per miracoloso intervento della Madonna. Inoltre, non si può non notare che l’URSS si è sciolta l’8 dicembre 1991 (festa dell’Immacolata Concezione) e la bandiera sovietica venne ammainata dal Cremlino il giorno di Natale dello stesso anno. Solo coincidenze? Non si vede piuttosto in tali eventi l’opera della Beata Vergine Maria? Citando don Ennio Innocenti (cf. Fatima, Roma, Mosca, Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis, Roma 2015) sacerdote studioso della questione fatimita, se la consacrazione non avvenisse, l’alternativa tragica alla pace sarebbe quella “terza guerra mondiale” che, secondo Papa Francesco, si comincia a intravedere. “È possibile – ha concluso Brienza - pensare ad un ruolo della Russia per la salvezza dell’identità cristiana del vecchio continente? E, soprattutto, per la liberazione dei popoli europei dalla grinfie di un’Unione Europea sempre più laicista?”.
Il prof. Gianluca Agostini, invece, ha incentrato il suo intervento ripercorrendo per sommi capi il ciclo delle principali manifestazioni mariane che dal XIX secolo giunge fino ai nostri giorni. Si parte dal 1830, quando in Rue du Bac, a Parigi, la Madonna apparve a suor Caterina Labouré e le ordinò di coniare la celebre Medaglia Miracolosa. Curioso notare che l’apparizione precedette di una sola settimana la rivoluzione che avrebbe spazzato via l’antica monarchia di Francia, il cui ultimo Re non aveva aderito alla richiesta di Gesù, manifestata attraverso Santa Margherita Maria Alacoque di consacrare la nazione al suo Sacro Cuore. Inoltre, la Madonna profetizzò con quaranta anni d’anticipo la rovinosa esperienza della “Comune” parigina del 1871 e le persecuzioni che all’interno di quella esperienza subirono in modo particolare i consacrati.
Poi, sempre in Francia, la Madonna è apparsa nel 1846 a La Salette a due ragazzi poverissimi, Massimo e Melania. La Vergine si rivolse loro con un linguaggio estremamente semplice: pianse e parlò del Figlio terribilmente adirato con il popolo francese e pronto a castigarlo severamente se non si fosse convertito, tornando alle più elementari pratiche cristiane. Tra i rimproveri di Maria, quello per il mancato rispetto del riposo festivo (che direbbe oggi?). La Madonna profetizzò anche le persecuzioni che il Papa e la Chiesa avrebbero sopportato (pensiamo al Risorgimento), la dissoluzione morale del mondo e anche dei religiosi e la nascita dell’Anticristo. L’apparizione venne riconosciuta dal vescovo di Grenoble nel 1851; al contrario, non sono stati approvati i segreti che la Madonna avrebbe affidato ai due veggenti, sebbene in privato Pio IX ci credesse. Riguardo le celeberrime apparizioni a Bernadette Soubirous a partire dall’11 febbraio 1858, a Lourdes, basti ricordare che la Madonna si rivelò come l’Immacolata Concezione, volendo approvare personalmente il dogma che il Beato Pio IX aveva proclamato l’8 dicembre 1854.
Si arriva così al XX secolo. Il 12 aprile 1947, la Madonna apparve a Roma, a Bruno Cornacchiola, protestante avverso alla Chiesa e al Papa. Gli rivolse un messaggio indirizzato a tutti i fedeli, con il quale chiedeva con insistenza la recita del Rosario. La Vergine incaricò inoltre il Cornacchiola di trasmettere a Pio XII un messaggio segreto. Ella volle anche svelare la sua glorificazione: "Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso". La definizione solenne del dogma dell’Assunzione corporea di Maria in cielo venne effettuata da Pio XII il 1° novembre 1950. Nel 1945, la Madonna è apparsa a Ida Peerdeman, ad Amsterdam. Era la prima di 56 apparizioni avvenute sino al 1959. L’origine soprannaturale dei messaggi è stata riconosciuta nel 2002 dal vescovo diocesano. La Madonna si presentò con il nuovo titolo di “Signora di tutti i Popoli. In una profetica e impressionante visione, mostrò la situazione della Chiesa e del mondo nella seconda metà del Ventesimo secolo. Maria ad Amsterdam chiese esplicitamente un nuovo dogma a Lei riferito. Si tratta di un qualcosa di unico. In nessun altro luogo del mondo aveva mai chiesto nulla di simile. Dovrebbe essere l’ultimo e più grande dogma della storia mariana: Maria Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Una verità che permetterà, stando alle parole della Madonna, un nuova venuta dello Spirito Santo.
Altra apparizione ricordata da Agostini è quella di Akita, in Giappone (1973), dove la Beata Vergine Maria ha minacciato ancora una volta un grande castigo per l’umanità, parlando inoltre delle divisioni, della corruzione e delle persecuzioni che in un futuro prossimo avrebbero interessato la Chiesa ad opera del Maligno.
A partire dal 1981, poi, a Medjugorje la Madonna non cessa di apparire e lasciare messaggi, presentandosi come la “Regina della pace”. Le apparizioni, le più investigate dell’intera storia delle manifestazioni mariane, continuano ancora oggi. In esse Maria ha rinnovato l’invito alla conversione e alla penitenza per mezzo della preghiera e del digiuno. Ha inoltre trasmesso dieci “segreti” sul futuro dell’umanità che una dei veggenti ha il compito di divulgare al mondo tre giorni prima del loro verificarsi. Da notare, come ha fatto Agostini, che, dieci anni dopo la prima apparizione, ebbe inizio la sanguinosa guerra civile che sconvolse la ex Jugoslavia per il decennio a seguire.
Contestualmente alla prima manifestazione di Medjugorje, la Madonna apparve, sino al 1989, a Kibeho, in Rwanda, invitando alla conversione e preannunciando i massacri della guerra tra le etnie hutu e tutsi. Eventi simili sono innumerevoli. L’insegnamento da trarne, secondo Agostini, è semplice, anche se di difficile realizzazione: dobbiamo convertirci e cambiare vita, individualmente e socialmente, altrimenti verremo puniti. La Madonna ce lo ricorda continuamente perché ci ama e non vuole che ci perdiamo. Fino a quando l’umanità continuerà ad abusare della pazienza e della misericordia di Dio?
 (“La Croce quotidiano”, 30 maggio 2015)