di Alberto Calabrò
La
Spagna di Mariano Rajoy fa marcia avanti in fatto di legislazione
sull’aborto. Sì, marcia avanti. Non si può fare un
discorso preciso perché si tratta di un disegno di legge, roba
ancora da discutere (e forse modificare) in Parlamento. Le linee
generali sono queste: aborto consentito per gravidanza dovuta a
violenza carnale (previa denuncia all’autorità della violenza
subìta) e per grave, imminente e certificato rischio della vita
della madre. Di certo rispetto alla riforma Zapatero del 2010 -per la
quale si poteva procedere ad aborto senza addurre alcuna motivazione
almeno entro la 14ma settimana- la stretta c’è stata.



