A cento anni di distanza dalla sua consegna ai tre pastorelli Francesco,
Giacinta e Lucia, il messaggio della Madonna di Fatima è più attuale che
mai. Anzi, col passare del tempo le profezie della Cova da Iria sembrano
descrivere con sempre maggior chiarezza l’epoca in cui stiamo vivendo.
E se dopo un secolo gli ammonimenti di Nostra Signora restano ancora validi
è per due motivi: primo, perché i consigli del Cielo non hanno confini di
spazio e di tempo; secondo, perché evidentemente l’umanità – e i cattolici
soprattutto – non hanno obbedito alla Madre di Dio.
LA VISIONE DELL’INFERNO
Chi conosce il contenuto e la spiritualità del messaggio di Fatima sa bene
che al centro vi è l’invito alla conversione, l’esortazione alla penitenza
e la chiamata a lottare, senza tregua e senza tentennamenti, contro il
peccato.
Ai tre pastorelli la Madonna fece vedere l’inferno, mostrando loro tutta la
sua repellenza e la disperazione delle anime ivi finite per essere vissute
volutamente lontane da Dio, in stato di peccato mortale, senza alcun
ravvedimento nel momento del trapasso. I tre bambini rimasero fortemente
impressionati da quella terrificante visione: l’orrore provato fu decisivo
per spingerli ad aumentare le penitenze e i sacrifici per la conversione
dei peccatori e dunque anche per raggiungere la santità. Se infatti è vero
che l’anima perfetta è quella che ama Dio per se stesso (e a questo
arrivarono Francesco, Giacinta e Lucia), non si può negare che il timore
del castigo aiuti molto ad intraprendere il cammino della conversione. Del
resto questa è stata la “strategia pastorale” adottata dalla stessa Beata
Vergine Maria. Oggi però chi parla più della reale esistenza dell’inferno?
Chi mette in guardia dalla morte eterna? Non sentiamo piuttosto ripetere
che l’inferno non esiste o che, qualora esistesse, sarebbe comunque vuoto
perché Dio non punisce nessuno? E non sentiamo forse dire che concetti
quali “castigo divino”, “riparazione”, “sacrificio”, “espiazione” e
“penitenza” sono ormai superati e tipici di un atteggiamento
fondamentalista?
LA CRISI DELLA FEDE
È evidente che il messaggio di Fatima in questi cento anni è stato
progressivamente svuotato, minimizzato, manipolato, amputato e largamente
disatteso. Le parole della Madonna infatti per i nostri tempi sono troppo
forti, scomode e fastidiose. Se le ascoltassimo e ci credessimo davvero, ci
imporrebbero un radicale cambiamento di vita. Che è proprio quello che
molti, anche cattolici, non vogliono. Come non notare il tentativo di molti
ecclesiastici di annacquare il Vangelo e di edulcorarlo rendendolo gradito
agli occhi del mondo? Come ignorare che anche ai vertici della Chiesa oggi
regna una grande confusione non solo sulle linee pastorali da adottare ma
persino in campo morale e dottrinale?
Il messaggio di Fatima riguarda anche una grande crisi della fede
all'interno della stessa Chiesa. In effetti, a partire dagli anni Sessanta
– quando la terza parte del segreto avrebbe dovuto essere rivelata - il
mondo cattolico è stato profondamente scosso fin nelle sue fondamenta e le
verità più elementari della dottrina sono state contestate, messe in
dubbio, spesso tradite. Oggi siamo arrivati probabilmente all’apice di
questo processo di autodemolizione della Chiesa (come ebbe a dire Papa
Paolo VI). Basti pensare alle incertezze e al vero e proprio caos
relativamente al sacramento del matrimonio e alla natura della famiglia. Se
su questi temi fino a poco tempo fa gli attacchi venivano dal mondo
esterno, ora invece hanno origine tra gli stessi uomini di Chiesa.
LA DIFESA DELLA FAMIGLIA E DEL MATRIMONIO
Ed ecco che Fatima ancora una volta ha un ruolo importante. Qualche tempo
fa, il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, raccontò
che quando il Papa Giovanni Paolo II lo mise a capo del neonato “Pontificio
Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia”, scrisse a suor Lucia
chiedendo preghiere per questo incarico. L’allora monsignor Caffarra non si
aspettava una risposta, e invece suor Lucia gli fece recapitare una lettera
autografa in cui, tra l’altro, diceva: «
Lo scontro finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla
famiglia e il matrimonio
». Aggiungeva poi un incoraggiamento particolare e un invito a non aver
paura, perché «
chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà
sempre combattuto e avversato in tutti i modi, perché questo è il punto
decisivo
». Tuttavia, ricordava, la Madonna ha già schiacciato la testa del demonio.
Insomma, l’ultima veggente di Fatima aveva preconizzato i tempi attuali,
dove questo scontro è arrivato persino nella Chiesa ed è ormai evidente a
tutti.
La battaglia decisiva è dunque su questi temi. Del resto già nelle
rivelazioni a Giacinta la Madonna aveva messo in guardia dai peccati che
all’epoca dilagavano in Portogallo e nel mondo. In particolare Nostra
Signora annunciò che sarebbero arrivate « certe mode che offenderanno molto Gesù» e che «
i peccati che portano più anime all’inferno sono i peccati della carne
». Se questo valeva in quegli anni, cosa potrebbe dire la Madonna oggi? Se
già all’epoca aveva fatto sapere alla pastorella che «
molti matrimoni non sono buoni, non piacciono a Gesù, non sono di Dio
» e che «
le persone che servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha
mode. Gesù è sempre lo stesso
», quali dovrebbero essere oggi i suoi avvertimenti? Come si vede, il
messaggio di Fatima sembra rivolto proprio all’umanità dei nostri giorni.
La corruzione morale dei costumi, lo sfascio delle famiglie col divorzio,
le convivenze, l’aborto, la produzione di bambini in provetta o con l’utero
in affitto, l’edonismo, l’eutanasia, la pornografia dilagante, la
rivoluzione antropologica ad opera dell’ideologia gender e della
legalizzazione delle unioni omosessuali sono solo alcuni di quell’insieme
di errori che – come affermato dalla Madonna - la Russia avrebbe diffuso
nel mondo se non fosse stata consacrata al suo Cuore Immacolato. Tutto si è
puntualmente realizzato e sono sotto i nostri occhi le conseguenze del
mancato adempimento di quanto chiesto da Nostra Signora a Fatima, benché
gli atti di consacrazione dell’umanità compiuti da Pio XII e da Giovanni
Paolo II abbiano comunque avuto effetti benefici.
GLI ERRORI DELLA RUSSIA
Per Russia ovviamente è da intendersi non solo e non tanto il singolo
Paese, che nell’anno delle apparizioni alla Cova da Iria venne travolto
dalla rivoluzione bolscevica, ma il comunismo in generale. Un’ideologia,
quella comunista, che ha scatenato contro la Chiesa la maggiore e più
crudele persecuzione della storia, opprimendo interi popoli per lunghi
decenni e provocando la spaventosa cifra di almeno cento milioni di morti.
Ma il comunismo continua ad esistere, pur con un’infinita varietà di
maschere. Quelli della Russia, pertanto, sono gli errori del marxismo e di
tutto ciò che da esso è scaturito. L’ateismo e il materialismo, certo, ma
anche la “liberazione” sessuale del 1968 e la decostruzione della natura
umana elaborata dalla cosiddetta Scuola di Francoforte. Ma, ancora più
ampiamente, è il movimento rivoluzionario in quanto tale che la Madonna ha
condannato, quel movimento che, partito dall’umanesimo e da Martin Lutero
ha fatto scoppiare la rivoluzione francese, quella bolscevica e oggi domina
in tutti gli Stati liberaldemocratici.
La ricostruzione della Civiltà cristiana, pertanto, passerà
obbligatoriamente dalla consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di
Maria e dunque dal rinnegamento di tutti gli pseudo valori che dominano
nelle nostre società e verso i quali, purtroppo, indulgono molti uomini di
Chiesa e fedeli cattolici. Se tutto ciò non avverrà, la Madonna ha
preannunciato un tremendo castigo purificatore. Relativamente alla
legalizzazione dell’aborto nel suo Paese, ad esempio, suor Lucia disse: «
Se il Portogallo non approverà l’aborto, è salvo; ma se invece lo
approverà, dovrà soffrire molto. Per il peccato di un singolo individuo
paga la persona che ne è responsabile, ma per il peccato di una nazione
paga tutto il popolo. Perché i governanti che promulgano leggi inique
lo fanno in nome del popolo che li ha eletti
».
Ebbene, basta guardarsi attorno: siamo sommersi da una legislazione empia e
satanica.
Il castigo però sarà lo strumento usato da Dio per convertire le anime e
gettare le fondamenta di quel trionfo del Cuore Immacolato e di quella pace
di Cristo nel regno di Cristo che Nostra Signora ha promesso a Fatima,
cento anni fa.
(Ass. Luci sull'Est - "Spunti", Maggio 2017)
Pubblicato il 09 giugno 2017
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