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19 novembre 2015

Le parzialità di Nuzzi


di Francesco Filipazzi

"Mio caro Nuzzi dai piedi di balsa", la tua storia non è falsa, ma è molto, molto parziale. Mentre il tuo atteggiamento da grillino ecclesiastico è ben poco giustificato, ed ora spiegheremo il perché ai nostri lettori.

Le questioni scottanti
Recentemente in Vaticano sono stati arrestati due personaggi con l'accusa di aver portato all'esterno dei documenti riservati. Negli stessi giorni è uscito nelle librerie il volume di Gianluigi Nuzzi “Via crucis”, nel quale viene rivelato che ci sono uomini di Chiesa che utilizzano soldi in modo non molto chiaro. Una scoperta dell'acqua calda, denunciata nel corso dei decenni da molti, fra cui un signore che faceva il Papa e si chiama Benedetto XVI. Secondo la tesi di Nuzzi e di Fittipaldi, autore quest'ultimo di un altro libro analogo uscito negli stessi giorni (potevano mettersi d'accordo, in modo da non fare due volte lo stesso lavoro), il martire della situazione è Papa Francesco, contrapposto a una curia cattiva e corrotta che non vuole farsi riformare. Una tesi degna del bollettino delle massaie insoddisfatte che, come spiegheremo nel paragrafo successivo, non ha fondamento.
Le informazioni dei due giornalisti arriverebbero da fonti interne al Vaticano (dunque gli arrestati di cui sopra potrebbero c'entrare?) e il ritratto che ne uscirebbe sarebbe il solito, fritto e rifritto. In più, Nuzzi si presenta come salvatore della patria e come paladino indefesso della giustizia, ma ha tralasciato alcune informazioni importanti, nello scrivere il suo libro.
In primo luogo non cita chi gli ha dato i documenti scottanti. Quindi il valore degli stessi è più o meno quelle dei documenti di “mio cugggino”. In secondo luogo non dà alcuna possibilità di replica ai malcapitati finiti sotto la sua lente indagatoria. I quali in questi giorni stanno smontando alcune informazioni presenti nel libro, dando un quadro ben poco lusinghiero dell'opera.
Ad esempio il giornalista scrive di alcune faccende poco chiare legate al defunto cardinal Baldelli e a un immobile, nel quale però il suddetto cardinale non ha mai alloggiato. La smentita arriva direttamente dal nipote del prelato e al momento non ha ricevuto una contro smentita.
C'è poi la questione Bertone, che appare come quello dai piedi tonnati, che sarebbe colpevole di abitare in un immobile enorme, ristrutturato a caro prezzo, coinvolgendo anche un ospedale che cura i bambini malati. C'è proprio tutto per soddisfare le massaie di cui sopra, se non fosse che la storiella del cardinale che deruba i poveri bambini è un'invenzione. Le smentite sono numerose. In primo luogo in Vaticano gli appartamenti sono tutti enormi, visto che parliamo di palazzi antichi, in quel luogo il cardinale ci vive con altre persone, ha dentro uno studio, sostiene di averlo restaurato di tasca sua e il contributo dell'ospedale avrebbe fruttato allo stesso un fiume di offerte, derivanti dalla pubblicità dell'operazione. Quindi il cardinale in realtà ai bambini malati i soldi li ha procurati. Perché dovremmo credere a Nuzzi, che non cita chi gli ha dato i documenti, mentre non dovremmo credere a un cardinale di Santa Romana Chiesa e a un direttore di ospedale?

Il Papa tirato per la giacchetta
In tutto questo caos, Nuzzi si è presentato all'opinione pubblica come il paladino di Papa Francesco, tirandolo indebitamente per la giacchetta, come molti fanno di questi tempi. Presumibilmente invece il Sommo Pontefice è stato piuttosto contrariato dalla pubblicazione di questi dati, visto che difficilmente aiuteranno una qualsiasi opera di risanamento, che avrebbe bisogno di totale riservatezza. Fatto sta che i gendarmi dai piedi di spugna non agiscono per scherzo. Sarebbe molto strano che la gendarmeria vaticana avviasse un'indagine per trovare i colpevoli senza l'input del Papa, che è appunto la persona cui agenti e magistrati della Santa Sede rispondono.
Il nostro Nuzzi dai piedi di balsa invece, che accusava Bertone dai piedi tonnati, con protervia ha continuato ad ergersi come giustiziere mascherato e fautore di una Chiesa povera tra i poveri. Deve essergli stata indigesta la condanna della sottrazione dei documenti proveniente proprio da Francesco, che ha scelto addirittura l'Angelus per annunciare in mondovisione la sua arrabbiatura. “Trafugare quei documenti è reato”. L'abbiamo sentito tutti.

L'indagine vaticana
Proprio perché trafugare quei documenti è reato, le autorità vaticane hanno preso Nuzzi e Fittipaldi e li hanno messi sotto indagine. Un procedimento di natura penale che, se arrivasse a una condanna, sarebbe valido anche in Italia, per via degli accordi che intercorrono fra i due stati. Una disavventura che per due giornalisti di quel calibro è in realtà ordinaria, visto che il giornalista medio ha sempre all'attivo numerose cause. Ciò che cadrebbe sarebbe il presunto agire “secondo le intenzioni del Papa” dei due. I quali farebbero bene a dire un Rosario, a questo punto.

Ma ci facci il piacere
Nel frattempo Nuzzi imperversa su Facebook condividendo dei meme in stile pentastellato. L'armamentario è sempre il solito. “Noi vogliamo una Chiesa povera come Bergoglio e non ricca come Bertone” e infatti siamo sicuri che lo zelante Nuzzi, che va sicuramente a Messa tutti i giorni e dice Rosari abitualmente, devolverà tutti i proventi del suo libro all'ospedale che a suo dire è stato defraudato da Bertone.
Sperando che la smetta di condividere l'hashtag #iostocongianluiginuzzi, di sua invenzione.

 

12 agosto 2013

I cinguettii di Francesca (Immacolata ?)

di Luigi Corsello
Su il Giornale è stato pubblicato un pezzo a firma del sempre ottimo Fabio Marchese Ragona, riguardante i tweet - quantomeno imprudenti - di Francesca Immacolata Chaouqui, fresca di nomina nella commissione referente sui dicasteri economici della Santa Sede, istituita da Papa Francesco subito prima della sua partenza per la GMG di Rio.
 

27 maggio 2012

Tra Corvi e soffiate: una Chiesa che fa acqua da tutte le parti

di Federico Catani
In Vaticano si sta consumando una guerra tra bande degna dei migliori thriller. Tutti contro tutti, cordate contro altre cordate, vecchia "classe dirigente" contro la nuova. Insomma, un disastro. Il libro di Gianluigi Nuzzi, "Sua Santità", ha fatto riesplodere il cosiddetto Vatileaks, ovvero la fuoriuscita di documenti riservatissimi fatti pervenire sul tavolo di Benedetto XVI. C'è di tutto, ogni scandalo possibile ed immaginabile, tanto che l'immagine della Chiesa ne esce fuori davvero con le ossa rotte. E, di fronte a un simile marasma, un sincero cattolico non può che provare tristezza infinita. Tuttavia, oportet ut scandala eveniant, sono sempre stato di questo parere. Nuzzi fa il suo lavoro e, benché i responsabili vaticani dello scandalo lo facciano solo per tornaconto personale, come i più mediocri politicanti di mestiere, è bene che il marcio esca allo scoperto, di modo che pure i bigotti che incensano le gerarchie senza se e senza ma si rendano conto di quel che avviene nei Sacri Palazzi. 

 

26 maggio 2012

Chi ha incastrato Gotti Tedeschi?


di Marco Mancini
Dopo la bufera dei Vatileaks, ci mancava pure questa. Ettore Gotti Tedeschi, banchiere piacentino vicino all’Opus Dei, è stato dimissionato giovedì dalla presidenza dello IOR, l’Istituto per le Opere di Religione. Il board laico dell’Istituto lo ha messo alla porta senza tanti complimenti, come neanche un ringraziamento è venuto dalla Santa Sede: anzi, la notizia è stata resa nota attraverso un comunicato durissimo, in cui gli si imputa di “non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio” (“preferisco non parlare, direi solo brutte parole”, ha replicato l’interessato, affermando di non voler aggiungere altro per rispetto del Santo Padre). Ovviamente nelle ore successive si è rincorsa una raffica di indiscrezioni, alla ricerca delle ragioni che abbiano potuto condurre a uno strappo così deciso.