di Francesco Filipazzi
"Mio caro Nuzzi dai piedi di balsa", la tua storia non è falsa, ma è molto, molto parziale. Mentre il tuo atteggiamento da grillino ecclesiastico è ben poco giustificato, ed ora spiegheremo il perché ai nostri lettori.
Le questioni scottanti
Recentemente in Vaticano sono
stati arrestati due personaggi con l'accusa di aver portato all'esterno dei
documenti riservati. Negli stessi giorni è uscito nelle librerie il volume di
Gianluigi Nuzzi “Via crucis”, nel quale viene rivelato che ci sono uomini di
Chiesa che utilizzano soldi in modo non molto chiaro. Una scoperta dell'acqua
calda, denunciata nel corso dei decenni da molti, fra cui un signore che faceva
il Papa e si chiama Benedetto XVI. Secondo la tesi di Nuzzi e di Fittipaldi,
autore quest'ultimo di un altro libro analogo uscito negli stessi giorni
(potevano mettersi d'accordo, in modo da non fare due volte lo stesso lavoro),
il martire della situazione è Papa Francesco, contrapposto a una curia cattiva
e corrotta che non vuole farsi riformare. Una tesi degna del bollettino delle
massaie insoddisfatte che, come spiegheremo nel paragrafo successivo, non ha
fondamento.
Le informazioni dei due
giornalisti arriverebbero da fonti interne al Vaticano (dunque gli arrestati di
cui sopra potrebbero c'entrare?) e il ritratto che ne uscirebbe sarebbe il
solito, fritto e rifritto. In più, Nuzzi si presenta come salvatore della
patria e come paladino indefesso della giustizia, ma ha tralasciato alcune
informazioni importanti, nello scrivere il suo libro.
In primo luogo non cita chi gli ha
dato i documenti scottanti. Quindi il valore degli stessi è più o meno quelle
dei documenti di “mio cugggino”. In secondo luogo non dà alcuna possibilità di
replica ai malcapitati finiti sotto la sua lente indagatoria. I quali in questi
giorni stanno smontando alcune informazioni presenti nel libro, dando un quadro
ben poco lusinghiero dell'opera.
Ad esempio il giornalista scrive
di alcune faccende poco chiare legate al defunto cardinal Baldelli e a un
immobile, nel quale però il suddetto cardinale non ha mai alloggiato. La
smentita arriva direttamente dal nipote del prelato e al momento non ha
ricevuto una contro smentita.
C'è poi la questione Bertone, che
appare come quello dai piedi tonnati, che sarebbe colpevole di abitare in un
immobile enorme, ristrutturato a caro prezzo, coinvolgendo anche un ospedale
che cura i bambini malati. C'è proprio tutto per soddisfare le massaie di cui
sopra, se non fosse che la storiella del cardinale che deruba i poveri bambini
è un'invenzione. Le smentite sono numerose. In primo luogo in Vaticano gli
appartamenti sono tutti enormi, visto che parliamo di palazzi antichi, in quel
luogo il cardinale ci vive con altre persone, ha dentro uno studio, sostiene di
averlo restaurato di tasca sua e il contributo dell'ospedale avrebbe fruttato
allo stesso un fiume di offerte, derivanti dalla pubblicità dell'operazione. Quindi il cardinale in realtà ai bambini malati i soldi li ha
procurati. Perché dovremmo credere a Nuzzi, che non cita chi gli ha dato i
documenti, mentre non dovremmo credere a un cardinale di Santa Romana Chiesa e
a un direttore di ospedale?
Il Papa tirato per la
giacchetta
In tutto questo caos, Nuzzi si è
presentato all'opinione pubblica come il paladino di Papa Francesco, tirandolo
indebitamente per la giacchetta, come molti fanno di questi tempi.
Presumibilmente invece il Sommo Pontefice è stato piuttosto contrariato dalla
pubblicazione di questi dati, visto che difficilmente aiuteranno una qualsiasi
opera di risanamento, che avrebbe bisogno di totale riservatezza. Fatto sta che
i gendarmi dai piedi di spugna non agiscono per scherzo. Sarebbe molto strano
che la gendarmeria vaticana avviasse un'indagine per trovare i colpevoli senza
l'input del Papa, che è appunto la persona cui agenti e magistrati della Santa
Sede rispondono.
Il nostro Nuzzi dai piedi di balsa
invece, che accusava Bertone dai piedi tonnati, con protervia ha continuato ad ergersi
come giustiziere mascherato e fautore di una Chiesa povera tra i poveri. Deve
essergli stata indigesta la condanna della sottrazione dei documenti
proveniente proprio da Francesco, che ha scelto addirittura l'Angelus per
annunciare in mondovisione la sua arrabbiatura. “Trafugare quei documenti è
reato”. L'abbiamo sentito tutti.
L'indagine vaticana
Proprio perché trafugare quei
documenti è reato, le autorità vaticane hanno preso Nuzzi e Fittipaldi e li
hanno messi sotto indagine. Un procedimento di natura penale che, se arrivasse
a una condanna, sarebbe valido anche in Italia, per via degli accordi che
intercorrono fra i due stati. Una disavventura che per due giornalisti di quel
calibro è in realtà ordinaria, visto che il giornalista medio ha sempre
all'attivo numerose cause. Ciò che cadrebbe sarebbe il presunto agire “secondo
le intenzioni del Papa” dei due. I quali farebbero bene a dire un Rosario, a
questo punto.
Ma ci facci il piacere
Nel frattempo Nuzzi imperversa su
Facebook condividendo dei meme in stile pentastellato. L'armamentario è sempre
il solito. “Noi vogliamo una Chiesa povera come Bergoglio e non ricca come
Bertone” e infatti siamo sicuri che lo zelante Nuzzi, che va sicuramente a
Messa tutti i giorni e dice Rosari abitualmente, devolverà tutti i proventi del
suo libro all'ospedale che a suo dire è stato defraudato da Bertone.
Sperando che la smetta di
condividere l'hashtag #iostocongianluiginuzzi, di sua invenzione.

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