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31 agosto 2017

Charlie o no, siamo entrati nell'epoca post-umana


di Daniele Barale

Il “caso” Charlie Gard sta facendo emergere, finalmente, sia nell’aula dell’Alta Corte britannica sia nelle sale del Great Ormond Street Hospital, la tirannia del nostro tempo: la tirannia della tecnoscienza, che fa credere a chi la impone, medici magistrati politici proprietari di multinazionali (per esempio Facebook, Google, Microsoft) di essere demiurghi, divinità. Ecco il post-umano che avanza. Per capire bene, si legga cosa asserisce il filosofo Vittorio Possenti all’interno della sua opera La rivoluzione biopolitica. La fatale alleanza tra materialismo e tecnica (pagg. 130-132): «L’innegabile tendenza della tecnoscienza a pensarsi come un potere universale che si impone dovrebbe renderci ancora più attenti a che non venga minacciata la realtà stessa della società politica quale comunità di liberi ed eguali, regolata da diritto e giustizia, e che non prevalga al suo posto una nuova forma di assolutismo: quello tecnoscientifico, la biocrazia di Comte, intesa come dominio sulla vita e insieme dominio dei tecnoscienziati sulla società». E poi l’autore afferma ancora: «Il rischio maggiore che la tecnoscienza presenta è di naturalizzare integralmente l’uomo, considerandolo infine un mero oggetto. Se la tecnica non può né trasformare l’essenza umana, né produrre la persona, può però trattare l’uomo come un oggetto naturale, e questo dipende dall’uomo stesso, non da supposte intenzioni della tecnica. Quando ciò accade, siamo molto oltre il progetto di Bacone secondo cui scienza e tecnica andavano intese come un aiuto fondamentale di ordine redentivo-restaurativo: “In seguito al peccato originale, l’uomo decadde dal suo stato e dal suo dominio sulle cose create. Ma entrambe le cose si possono recuperare, almeno in parte, in questa vita. La prima mediante la religione e la fede, la seconda mediante le tecniche e le scienze” (Bacone, Novum Organum, L. II, paragrafo 52). Oggi lo strumento di redenzione è divenuto padrone e la tecnica si è emancipata dalla religione. L’ideologia della tecnica favorisce tale distacco, come indicato nel mito di Prometeo. Questi, rubando il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, dà inizio all’interpretazione ideologica della tecnica come hybris antidivina. La connessione tra conoscenza e potere è andata oltre quanto preconizzato da Bacone. La democrazia costituzionale e rappresentativa è oggi chiamata a confrontarsi con un potere assolutamente non rappresentativo quale è quello della tecnoscienza, che non nasce da un’elezione».

Prima consideriamo importanti le parole del professor Possenti e meglio è per tutti noi, e soprattutto per Charlie Gard e i tanti bisognosi di amore e di cure; i quali devono essere salvati dalla logica costi/benefici di un pernicioso efficientismo eugenetico. D'altronde, il grado di civiltà di una nazione si giudica proprio da come in essa vengono trattati i più deboli.

https://labaionetta.blogspot.it/2017/08/charlie-o-no-siamo-entrati-nellepoca.html

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08 marzo 2016

Utero in affitto, ovvero la tecnica al di sopra della natura umana

di Saba Zecchi
Ho iniziato la collaborazione su questo blog ai suoi albori e con un articolo sull'ecologia umana a ridosso del discorso di Benedetto XVI agli ambientalisti tedeschi che spiegava molto meglio di me il nodo del problema e gli strumenti di difesa che avevamo e abbiamo tuttora. Si potrebbe riprendere testualmente quel discorso e cucirlo sul dibattito riguardo eterologa, utero in affitto e adozioni gay. So che molti amici, addetti ai lavori e cittadini si pongono onestamente il problema, fuori dagli schemi ideologici e degli slogan politici. Anche per la mia formazione scientifica mi sento di riproporre il tema dell'ecologia umana, riaffermare il principio di natura, la superiorità della scienza sulla tecnica, l'importanza di un'ecologia che includa l'uomo e non proceda a balzelli, invocando la cura del creato e dei processi naturali per scongiurare il surriscaldamento globale, per poi trascurare la natura dell'uomo nell'atto creativo della vita, come se questo non avesse conseguenze.

Contrari a congelare le zucchine, ma favorevoli a congelare un embrione? Sembra che per contestare la maternità surrogata -che con la tecnica produce vita dove la natura non sarebbe arrivata- occorra individuare gli sprechi di materiale plastico o i centri di eccessivo consumo energetico. Scopriamo se la clinica per l'impianto degli ovuli lavora con pannelli solari o con corrente ad alto consumo, per poterci ribellare! figuriamoci se non fa la differenziata che grande contestazione possiamo tirare su! Su questi problemi ecologici si può radunare consenso trasversale, ma sull'impiego della tecnica per commissionare una persona il consenso cambierebbe un pochino. Quali applausi avrebbe avuto Leonardo di Caprio se avesse incentrato il suo discorso di accettazione dell'Oscar sul rispetto della Vita, e non (solo) sul rispetto dell'ambiente?

Purtroppo anche una certa propaganda tradizionalista non convince, e allontana chi vuole costruirsi un'opionione seria. Non mi sembra vero che si privi una madre di suo figlio, argomento molto sentito perchè “la mamma è pur sempre la mamma”. Il figlio non viene strappato a nessuno nella pratica di “gestazione per altri”, la gestante non lo vuole come figlio suo fin dal primo momento in cui l'embrione cresce. Sfido a dire che questo sentimento contraddittorio venga trasmesso senza conseguenze al figlio, “ti cresco ma non ti voglio con me”, ma si apre un altro capitolo e non sono madre, né psicologa o medico per affrontarlo, inoltre la pratica clinica è quantitativamente troppo limitata per parlare di casistiche attendibili.

Lo slogan che leggo da molti amici cattolici, che il figlio viene privato della mamma, è contestabile e sicuramente alle madri non viene tolto nessun figlio. Il figlio non nasce neanche orfano, ha solo una gestante disgraziata per madre (e idem la donatrice dell'ovulo), e sebbene la cosa non vada istituzionalizzata, è una condizione che esiste da sempre. Il punto è antropologico ed ecologico, e chi scrive è una tendenzialmente a favore degli ogm, che la tecnologia la conosce e la benedice. Il punto è che la vita umana è sacra, anche per un ateo, ogni vita è una benedizione, inclusi quei figli di surrogati. La deviazione della gestazione per altri come dell'inseminazione artificiale non è tanto dare la possibilità a un omosessuale di diventare padre, quanto piuttosto di creare esseri umani a comando, stabilendo una superiorità della tecnica sulla natura umana.

Certo, per un cristiano non è quella omosessuale una condizione educativa accettabile per una creatura, e ci si può e deve opporre legittimamente anche a questo. Ma per chiunque deve valere il rispetto della condizione umana, che è finita e legata a doppio nodo con la natura. Neanche la natura animale o vegetale si può comandare, al massimo si può regolare e dominare, tanto più questo vale per l'essere umano. La storia ci insegna che a comandare senza rispetto la natura non si è ottenuto mai nulla di buono.
 

22 agosto 2014

La civiltà della sovversione

di Francesco Filipazzi
Chi studia e pratica l'ingegneria, così come chi applica la scienza, si ritrova spesso a lavorare in ambito simulativo, dove costruire una strada cancellando interi boschi, produrre vita artificiale e clonare esseri umani è la norma. Quando si passa al lato pratico c'è chi si ferma e chi invece senza pensare alle conseguenze etiche delle proprie azioni procede a compiere azioni contro natura che gridano letteralmente vendetta al cospetto di Dio. La scienza e la tecnica però non sono dei giocattoli, così come non lo sono la natura e la vita, e il loro utilizzo dissennato provoca sempre delle vittime, che possono avere ad esempio il volto di due gemellini che quando cresceranno non sapranno se loro madre è chi li ha partoriti o chi ha il loro patrimonio genetico.

 

05 luglio 2014

Vita e morte a duello

di Giuliano Guzzo

Chi pensava che la bioetica sarebbe rimasta disciplina meramente accademica e per pochi, magari confinata in qualche isolato comitato di esperti, ha continua dimostrazione di come la realtà, con le continue sfide che propone, vada in senso del tutto opposto: dalla battaglia contro l’obiezione di coscienza (si pensi a quanto accade nel Lazio) a quella per la promozione della contraccezione, dalla volontà di rendere più accessibile l’aborto alla previsione della fecondazione extracorporea in tutte le sue varianti (si pensi al divieto dell’eterologa, dichiarato incostituzionale), è continuo moltiplicarsi di fronti uno più urgente dell’altro per chiunque abbia a cuore le sorti di un’umanità sempre più individualista e sedotta da tentazioni prometeiche, incurante di «che cosa sia in effetti il valore della vita» [1].