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29 ottobre 2020

Speriamo che vinca Trump. Oremus



Speriamo che Donald Trump rivinca le elezioni in USA.
Al riguardo riproponiamo un articolo di Tempi, risalente a Gennaio.

Quel guastafeste di Trump, presidente più pro-life della storia americana

di Caterina Giojelli

Incendiario, squilibrato, opportunista, primo leader degli Stati Uniti a presenziare oggi alla Marcia per la Vita. Si può dire tutto il male possibile di The Donald, ma ha mantenuto tutte le promesse che mandano ai pazzi la galassia liberal pro-choice.

Donald Trump sarà il primo presidente degli Stati Uniti d’America a parlare alla Marcia per la Vita. Lo aveva annunciato su twitter mercoledì scorso, mentre iniziava ufficialmente il dibattimento sull’impeachment al Senato, «ultimo gesto di sostegno alla causa cara agli evangelici che sono parte fondamentale della sua base conservatrice», precisa il Nyt. Nessun presidente aveva mai partecipato in prima persona al tradizionale appuntamento dei movimenti e delle organizzazioni pro-life, promosso dal 1974 nell’anniversario della decisione della Corte Suprema sul caso “Roe v. Wade” che ha depenalizzato l’aborto negli Stati Uniti. Trump era stato il primo, nel 2018, a scegliere di intervenire in diretta durante la manifestazione, collegandosi in video alle centinaia di persone radunate sulla spianata del National Mall.

Nessun messaggio scritto o registrazione, nessuna telefonata alla Ronald Reagan o alla George W. Bush: al silenzio del suo predecessore Barack Obama, Trump aveva risposto mettendoci la faccia e il carico da novanta: «Sotto la mia amministrazione, difenderemo sempre il primissimo diritto nella Dichiarazione di indipendenza, e questo è il diritto alla vita». E così ha fatto, meritandosi l’appello di presidente più pro-life della storia americana.

«HA ESASPERATO LE PERSONE PERBENE»
Si può pensare tutto il male possibile di Trump, definire, come Ilyse Hogue, presidente di Naral Pro-Choice America, l’annuncio del presidente «un disperato tentativo di distogliere l’attenzione dalla sua presidenza criminale e accendere la sua base radicale», continuare a chiedersi come faccia un cristiano a votare Trump, il rozzo, volgare, pluridivorziato, una volta pro-choice, voltagabbana, anti-immigrazionista, ipocrita, impresentabile e inaffidabile Trump. Il presidente, sempre per usare un incipit “moderato” del Nyt, «bugiardo, bullo, donnaiolo amante degli autocrati, che sta trasformando profondamente l’America in modo concreto e duraturo nel tempo, un modo che ha lasciato le persone perbene a bocca aperta, arrabbiate ed esasperate».

LA CORTE DE-LIBERALIZZATA
L’incolto Trump, che schierandosi da quella che la Bibbia liberal ha considerato fin dall’inizio la parte sbagliata della storia, ha mantenuto la promessa di spostare a destra gli equilibri di una Corte protagonista degli stravolgimenti sociali più significativi degli ultimi 40 anni (dall’interruzione di gravidanza al matrimonio gay). Con le nomine trumpiane di Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh a giudici della Corte Suprema, la presenza di una nuova maggioranza formata da cinque togati di orientamento conservatore su nove ha infatti dato benzina a partiti, stampa e circoli liberal per agitare il solito fantasma dell’abolizione della Roe v. Wade, evocato ogni volta che subentra un giudice conservatore.

LA GUERRA ALLA GALASSIA ABORTISTA
Trump, che ha smantellato una direttiva dell’amministrazione Obama a difesa dei finanziamenti a Planned Parenthood, che ha reintrodotto la Mexico City Policy, veto sull’erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo, che ha ritirato i finanziamenti al fondo delle Nazioni Unite per la popolazione per non foraggiare programmi di pianificazione familiare e politiche per il controllo demografico coercitivo, che ha istituito la divisione Conscience and Religious Freedom Division, per assistere gli obiettori di coscienza.

IL PALADINO DEI BAMBINI NATI E NON NATI
Trump, cui i giornali non perdonano di aver destinato una parte dei fondi Usaid alle «alle minoranze etniche e religiose perseguitate» in Iraq, in particolare cristiani e yazidi, e non ai progetti curati dalle Nazioni Unite. Lo sbruffone, che fa di tutto per attirare il voto dei cristiani, ma quando dice loro che «altri presidenti non aiuteranno le minoranze religiose come faccio io, ma spenderanno soldi su progetti che non vi stanno a cuore», ha semplicemente ragione. Che si è circondato di consiglieri e nominato funzionari scelti nel mondo pro-life, che si è scagliato contro leggi come quelle volute e magnificate dal governatore di New York Andrew Cuomo, che consentono l’interruzione di gravidanza fino al nono mese, chiedendo al Congresso di approvare una legislazione che proibisse l’aborto tardivo e riaffermasse «una fondamentale verità: tutti i bambini, nati e non nati, sono fatti a sacra immagine di Dio».

«INCENDIARIO E SQUILIBRATO»
Trump, cui i giornali hanno dato dell’«incendiario» e i democratici dello «squilibrato» per aver attaccato i governatori di Wisconsin e Virginia, il primo per aver posto un veto a una legislazione che protegge i nati vivi da una tentata procedura di aborto, il secondo per essersi espresso a favore di una legge che faciliterebbe l’aborto fino al travaglio. Trump, che quando non è stata trovata la maggioranza dei due terzi necessaria per portare avanti un disegno di legge, il Born-Alive Abortion Survivors Protection Act, che garantiva assistenza medica ai neonati venuti al mondo dopo la procedura abortiva, ha commentato: «Questo sarà ricordato come uno dei voti più scioccanti nella storia del Congresso».

IL PALLINO DELLA SANTITÀ DELLA VITA UMANA
Trump, che ha dichiarato il 22 gennaio, anniversario della Roe v. Wade, “Giornata nazionale della santità della vita umana”: «La nostra Nazione ribadisce con orgoglio e forza il nostro impegno a proteggere il prezioso dono della vita in ogni fase, dal concepimento alla morte naturale», «la mia amministrazione sta inoltre costruendo una coalizione internazionale per dissipare il concetto di aborto come diritto umano fondamentale. Finora, 24 nazioni in rappresentanza di oltre un miliardo di persone hanno aderito a questa importante causa. Ci opponiamo a qualsiasi progetto che tenti di far valere un diritto globale all’aborto finanziato dai contribuenti su richiesta, fino al momento del parto. E non ci stancheremo mai di difendere la vita innocente – in patria o all’estero».

IL CLOWN PER CUI «MURDER IS MURDER»
Si può pensare tutto il male possibile di Trump, il clown che faceva scompisciare i giornalisti – «cos’è, carnevale?», «è un idiota», «non sarà mai presidente» -, ma che ha mantenuto rapidamente e fedelmente l’unica vera promessa elettorale che ha spinto milioni e milioni di cristiani, soprattutto evangelici, moltissimi cattolici, a votare per lui. Senza chiedersi perché sarebbe stato moralmente preferibile votare qualcuno che chiamava “conquista di civiltà” il diritto a disporre di una vita umana. «Murder is murder», pensava Trump dell’aborto, e a una Hillary Clinton che lo chiamava “diritto” non poteva che rispondere quello che hanno pensato milioni e milioni di quelli che sarebbero diventati suoi elettori: «E allora tu sei un’assassina».

 

08 settembre 2020

Le "diverse sensibilità" di Avvenire sul diritto alla vita?



di Giuliano Guzzo

Ci sono valori intoccabili, che non è neppure concepibile mettere in discussione? In un’ottica laica, la risposta pare affermativa: basti pensare al tema della libertà, che non solo viene celebrato ma anzi è sempre più assolutizzato. E in un’ottica cattolica? Esiste uno scrigno valoriale inaccessibile? In teoria sì, in pratica no. A dar prova di tale paradosso è la scelta odierna da parte di Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, di ospitare un lungo intervento a firma di un ginecologo «credente e non obiettore» il quale non solo non si sogna di criticare la legge 194/’78 – in fondo, cosa sono 6 milioni di figli eliminati prima della nascita? – ma arriva a difendere l’aborto chimico.

Attenzione, perché purtroppo non è finita. Infatti il direttore del giornale, Marco Tarquinio, a sua volta è intervenuto chiarendo che posizioni come quella di questo ginecologo confuso sono importanti perché consentono «ai lettori di ‘Avvenire’ di comprendere la complessità del dibattito sull’aborto […] possono aiutare a cogliere, se ci si sa ascoltare reciprocamente, le diverse sensibilità presenti in persone e realtà d’impegno civile ed ecclesiale di cultura cattolica». Ora, com’è possibile – lo diciamo a chi, letto Tarquinio, fosse sopravvissuto allo svenimento – che a proposito dell’aborto procurato vi siano «diverse sensibilità presenti in persone e realtà d’impegno civile ed ecclesiale di cultura cattolica»?

Non stiamo infatti parlando dell’evasione fiscale o della lotta all’immigrazione clandestina, temi sui quali, siamo certi, Avvenire non ammette «diverse sensibilità», no: stiamo parlando del diritto alla vita. Per di più, del diritto alla vita del concepito che – segnalava Madre Teresa, santa non liquidabile alla voce sovranismo – è il più povero dei poveri tra gli esseri umani. Più povero cioè del senzatetto, del disoccupato, perfino del migrante. Il concepito non ha infatti nulla di suo, neppure un brandello di pezza, niente di niente. Eppure, spiega il quotidiano dei vescovi, sull’atteggiamento da tenere davanti al figlio concepito ci sono oggi «diverse sensibilità» in casa cattolica.

Il che, beninteso, potrà purtroppo pure essere vero, ma una testata di matrice vescovile può permettersi di alimentare il caos, anziché contrastarlo rammentando un principio basilare come il non uccidere? No, perché se la logica è questa, sarebbe lecito aspettarsi, domani, pure lettere da parte di battezzati che ragionino sulla possibilità di sparare a vista ai migranti sui barconi o su quella di riaprire qualche campo di concentramento per zingari e rom. Invece siamo sicuri che Avvenire non darebbe il minimo spazio a follie del genere. Giustamente. E allora perché dar spazio al ginecologo «credente e non obiettore», anziché esortarlo alla conversione?

Certo, per agire così, per sbattere la porta in faccia all’errore e invitare l’errante alla retta via, occorre aver fede. Ed è forse proprio questo, anche se addolora dirlo, il punto dolente non del giornale dei vescovi, bensì di tutta una parte di mondo cattolico che a flirtare con la cultura dominante, come dire, ci ha preso gusto. Si dà però il caso – altra cosa che dovrebbe essere ormai nota – che come cristiani siamo chiamati a seguire Qualcuno che non ha messo tutti d’accordo, proprio per niente. Anzi, trattasi di Qualcuno che, pur di annunciare fino in fondo «la via, la verità e la vita», ha pagato con la morte di croce. E nel farlo, pensate un po’, non si è minimamente posto il problema delle «diverse sensibilità».


 

29 gennaio 2018

Si dia Vita alla campagna elettorale

di Giuliano Guzzo
Donald Trump interviene coraggiosamente, cosa mai fatta da un inquilino della Casa Bianca, alla March for Life con un messaggio elogiante la Vita e ogni «nuova madre che culla il suo meraviglioso, innocente, glorioso neonato nelle sue braccia amorose», mentre da noi, in piena campagna elettorale, dell’aborto praticamente non si parla. C’è infatti chi accenna all’emergenza denatalità, chi promette bonus bebè e redditi di maternità, sostegni alle famiglie numerose e alle coppie, ma la pratica abortiva in quanto tale rimane lontanissima da ogni comizio. Ora, sarà che il tema è divisivo, sarà che nel 2008 Aborto? No, grazie, la lista antiabortista di Giuliano Ferrara, si fermò ad un avvilente 0,3%, sarà quel che volete; c’è però da dire che nel 2080 – secondo uno studio della Fondazione Gefira – non saranno gli americani, ma gli italiani figli di italiani ad essere minoranza in patria.
Dunque, prima di pensare a come far nascere nuovi bambini, non sarebbe più equo e pratico provare a far venire al mondo quelli che già esistono? E poi, scusate, cari politici, tra mille promesse irrealizzabili nell’immediato, che vi costa inserire anche un contrasto all’aborto? Cosa impedisce, a voi abituati a promettere la Luna, di impegnarvi a promettere il Sole a chi rischia di non vederne mai la luce? Se troverete il coraggio di riesumare il tema dell’aborto dimostrerete, smarcandovi da vostri colleghi che non capiscono il presente meno ancora il congiuntivo, d’intendervi di futuro e di aver a cuore quello dell’Italia. Certo, vi attirerete l’ira delle femministe, ma quella – pensateci – sarà solo la conferma del fatto che sarete nel giusto e che starete combattendo la più diffusa violenza contro la donna: quella di non essere in condizione di poter portare a termine una gravidanza. Avanti dunque, coraggio. Date Vita alla campagna elettorale.

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06 gennaio 2018

Chi ha paura di un fronte unito per la vita?

di Francesco Filipazzi
Anno 2018, il Movimento per la Vita, nella persona del suo presidente, invita a non partecipare all'evento pro vita più importante d'Italia, la Marcia per la Vita. Sembra una situazione da Monty Python, ma è la durissima realtà. Il presidente Gian Luigi Gigli, che en passant è un parlamentare in costante ricerca di un gruppo in cui stare (ne ha cambiati tre e adesso è in procinto di aderire ad un quarto per cercare una rielezione), ha mandato una lettera a tutte le associazioni che fanno riferimento al Movimento (il testo è riportato qui), nel quale esprime questi concetti:

-alcuni gruppi pro vita italiani hanno firmato il documento "Non seguiremo i pastori che sbagliano", nel quale di fatto si censura il comportamento di Bergoglio sui temi etici;
-i firmatari sono ovviamente bifolchi da quattro soldi, in particolare hanno la colpa di essere "organizzazioni estremiste e malamente tradizionaliste";
-oltre a non partecipare alla Marcia, si chiede di non avere alcun rapporto con i suddetti cattivoni, tanto meno con Roberto de Mattei e Virginia Coda Nunziante che sono organizzatori della manifestazione.

Mettendo insieme questi punti, a nostro parere si può ben capire quale sia l'intento del Gigli e di chi ha chiesto molto probabilmente una sua presa di posizione. Non è peregrino immaginare che questa mossa sia concordata con l'area della Cei che fa capo a Galantino.
Il timore di questi signori è presto detto e lo denunciamo da molto tempo. Hanno una fifa blu che avvenga in Italia ciò che altrove è già accaduto, cioè che i movimenti pro life si saldino, oltre che da un punto di vista ideale, anche da un punto di vista organizzativo con i movimenti che si occupano di portare avanti un'idea tradizionale di cattolicesimo (cioè il vero cattolicesimo). Questi ultimi non sono mostruosi sedevacantisti, intendiamoci, ma gruppi perfettamente inseriti nella Chiesa, che hanno come punti di riferimento sacerdoti, vescovi e cardinali e che, soprattutto, non piegano la testa di fronte a chi fa carne di porco dell'insegnamento del Vangelo.

Una saldatura del fronte cattolico in chiave pro life significherebbe da un lato la morte sociale per chi agisce in maniera ben poco decisa (come i vertici del Mpv), ma metterebbe anche in gravissima difficoltà la gerarchia che ciurla nel manico e fila pericolosamente con le forze mondane e con gente come Emma Bonino (oltretutto componente del board dell'Open Society di Soros).
Insomma, oltre ad essere una figuraccia dai contorni epocali, la lettera del presidente del Mpv svela molto più di quanto si pensi. Prendiamo atto.

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12 dicembre 2017

Fedeli alla dottrina, non ai pastori che sbagliano. Decine di associazioni pro-vita si schierano

Un folto gruppo di associazioni pro life, provenienti da tutto il mondo, ha firmato un documento nel quale dichiara la propria fedeltà al magistero autentico ed immutabile della Chiesa, ad oggi messo in discussione dai vertici della Chiesa stessa.
Non possiamo che appoggiare l'iniziativa e associarci ad un'azione senza precedenti, che è destinata a lasciare un segno. Appare chiaro che se il cattolicesimo ha professato un insegnamento per millenni, non si possa accettare di "cambiare idea". Ne va delle nostre anime.  
Probabilmente dal Vaticano ignoreranno anche questo documento, nonostante le associazioni coinvolte raccolgano, fra membri e simpatizzanti, centinaia di migliaia di persone. 
Sito: fidelitypledge.com

Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano. Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa dei leader dei movimenti pro-vita e pro-famiglia. Il numero di bambini innocenti uccisi dall’aborto nel corso del secolo scorso è maggiore di quello di tutti gli esseri umani che sono morti in tutte le guerre della storia umana.
Gli ultimi cinquant’anni hanno testimoniato una continua escalation di attacchi alla struttura della famiglia come è stata progettata e voluta da Dio, capace di creare il miglior ambiente per una sana e vigorosa crescita dell’uomo e soprattutto per l’educazione e la formazione dei bambini. Il divorzio, la contraccezione, l’accettazione di atti e di unioni omosessuali e la diffusione dell’“ideologia di genere” hanno causato danni incommensurabili alla famiglia e ai suoi membri più vulnerabili.

Negli ultimi cinquant’anni il movimento pro-vita e pro-famiglia è cresciuto in dimensione e portata per far fronte a questi gravi mali, che minacciano sia il bene temporale che quello eterno dell’umanità. Il nostro movimento comprende uomini e donne di buona volontà provenienti da una grande varietà di ambiti religiosi. Siamo tutti insieme uniti nella difesa della famiglia e dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili, attraverso l’obbedienza alla legge naturale, impressa in tutti i nostri cuori (cfr Rm 2,15). D’altronde, in questa ultima metà di secolo il movimento pro-vita e pro-famiglia si è affidato in modo particolare all’insegnamento immutabile della Chiesa cattolica, che afferma la legge morale con la massima chiarezza. È quindi con grande dolore che negli ultimi anni abbiamo dovuto constatare che la chiarezza dottrinale e morale, su questioni legate alla tutela della vita umana e della famiglia, è stata sempre più sostituita da dottrine ambigue e persino direttamente contrarie all’insegnamento di Cristo e ai precetti della legge naturale.

Una Supplica filiale consegnata a Papa Francesco nel settembre 2015, è stata firmata da circa 900.000 persone provenienti da tutto il mondo; nel 2016, è stata presentata una Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio. Il 19 settembre 2016 quattro cardinali hanno sottoposto cinque dubia a Papa Francesco e alla Congregazione per la Dottrina della Fede chiedendo chiarimenti su alcuni punti dottrinali contenuti nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia. Nel giugno 2017, i cardinali hanno reso pubblica la loro richiesta di essere convocati in udienza, presentata al Papa dal Cardinale Carlo Caffarra il 25 aprile 2017, ma, come i dubia, non hanno ricevuto alcuna risposta. Il 23 settembre 2017 una Correctio filialis de haeresibus propagatis è stata elaborata da 62 teologi e accademici cattolici “in merito alla propagazione di eresie causata dall’esortazione apostolica Amoris laetitia e da altre parole, atti e omissioni” di Papa Francesco. Il 4 novembre 2017, 250 teologi, sacerdoti, professori e studiosi di tutte le nazionalità hanno sottoscritto il loro sostegno alla Correctio. Le turbolenze in seno alla Chiesa sono in aumento, come testimonia una lettera inviata di recente a papa Francesco da un prominente teologo, che afferma: “C’è caos nella chiesa e Vostra Santità ne è una causa”.

Come leader cattolici pro-vita e pro-famiglia, siamo tenuti a sottolineare numerose ulteriori dichiarazioni e azioni che hanno avuto un impatto particolarmente dannoso sul nostro lavoro per la protezione dei bambini non nati e della famiglia negli ultimi anni. Esempi rappresentativi includono:
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sul male intrinseco degli atti contraccettivi
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sulla natura del matrimonio e sul male intrinseco degli atti sessuali al di fuori dell’unione matrimoniale
– l’approvazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che richiedono fortemente agli Stati membri la realizzazione di un accesso universale all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale entro il 2030.
– l’approccio adottato riguardo l’educazione sessuale, in particolare nel capitolo 7 di Amoris Laetitia e nel programma The Meeting Point elaborato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia.
– Come leaders di movimenti pro-vita e pro-famiglia, o dirigenti di movimenti laici che riguardano la difesa e la diffusione dell’insegnamento morale e sociale cattolico, siamo testimoni di prima mano del danno e della confusione causati da tali insegnamenti e azioni. Al fine di rispettare le nostre responsabilità verso coloro che abbiamo promesso di proteggere, in particolare i bambini non nati e quelli particolarmente vulnerabili a causa dello sfascio della famiglia, dobbiamo chiarire la nostra posizione su questi temi. Dobbiamo anche fornire una leadership a coloro che, all’interno del nostro movimento, fanno riferimento a noi per avere guida e consigli. Per questo motivo desideriamo ribadire la nostra immutabile adesione alle posizioni morali fondamentali di seguito descritte:
– esistono certi atti intrinsecamente malvagi e che è sempre proibito commettere.
– l’uccisione diretta di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale. Di conseguenza, l’aborto, l’eutanasia e il suicidio assistito sono atti intrinsecamente malvagi.
– il matrimonio è l’unione esclusiva e indissolubile di un uomo e di una donna e tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio e tutte le forme di unione contro-natura sono intrinsecamente negativi e gravemente nocivi per gli individui e la società.
– l’adulterio è un grave peccato e coloro che vivono in adulterio non possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione, fino a quando non si pentono e non modificano la loro vita.
– i genitori sono gli educatori primari dei loro figli e l’educazione sessuale deve essere svolta dai genitori o, in determinate circostanze, “nei centri educativi scelti e controllati da loro”.
– la separazione del fine procreativo e univoco dall’atto sessuale attraverso metodi contraccettivi è intrinsecamente negativa e ha conseguenze devastanti per la famiglia, per la società e per la Chiesa.
– i metodi di riproduzione artificiale sono gravemente immorali in quanto separano la procreazione dall’atto sessuale e, nella maggior parte dei casi, portano direttamente alla distruzione della vita umana nelle sue prime fasi.
– ci sono solo due sessi, maschio e femmina, ognuno dei quali possiede le caratteristiche complementari e le differenze che sono loro proprie.
– gli atti omosessuali sono intrinsecamente cattivi e nessuna forma di unione tra persone dello stesso sesso può essere approvata in alcun modo. Come leaders cattolici pro-vita e pro-famiglia dobbiamo restare fedeli a Nostro Signore Gesù Cristo, che ha affidato il deposito della fede alla Sua Chiesa. Noi “siamo obbligati, per fede, a rendere a Dio rivelatore piena sottomissione dell’intelletto e della volontà”.
– Aderiamo pienamente a tutte quelle cose “che sono contenute nella parola di Dio e si trovano nella Scrittura e nella Tradizione e che sono proposte dalla Chiesa come principi a cui credere perché divinamente rivelati, sia in base a suo solenne giudizio, sia per suo magistero ordinario e universale”.

Dichiariamo la nostra completa obbedienza alla gerarchia della Chiesa cattolica nel legittimo esercizio della sua autorità. Tuttavia, nulla potrà mai convincerci od obbligarci ad abbandonare o contraddire qualsiasi articolo della fede e della morale cattolica.

Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa. Se dovessimo abbandonare la fede cattolica, ci separeremmo da Gesù Cristo, a cui vogliamo essere uniti per tutta l’eternità. Noi, sottoscritti, promettiamo di continuare ad insegnare e propagare i principi morali sopra elencati e ogni altro insegnamento autentico della Chiesa cattolica e che mai, per nessuna ragione, ci allontaneremo da essi.

La lista dei firmatari, in ordine alfabetico:
Signatories to the “Pledge of Fidelity” to the authentic teaching of the Church
Bernard Antony, President of Chrétienté-Solidarité (France)
Dame Colleen Bayer, DSG, Founding Director of Family Life International NZ (New Zealand)
Judie Brown, President of American Life League (United States)
Patrick Buckley, Director of European Life Network (Ireland)
Georges Buscemi, President of Campagne Quebec Vie (Canada)
Giorgio Celsi, President of Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” (Italy)
Dr. Anca-Maria Cernea, MD, Ioan Barbus Foundation (Romania)
Greg Clovis, Director of Family Life International UK (United Kingdom)
Rev. Linus F. Clovis, Spiritual Director of Family Life International St Lucia (St Lucia)
Virginia Coda Nunziante, President of Associazione Famiglia Domani (Italy)
Modesto Fernandez, President of Droit de Naître (France)
Richard P. Fitzgibbons, M.D., Director of the Institute for Marital Healing (United States)
Mathias von Gersdorff, Director of Aktion Kinder in Gefahr (Germany)
Corrado Gnerre, Guida Nazionale, Il Cammino dei Tre Sentieri (Italy)
Doug Grane, Chief Executive of Serviam (United States)
Michael Hichborn, President of the Lepanto Institute (United States)
Jason Jones, Founder of I am Whole Life, Founder of Movie to Movement (United States)
John Lacken, Founder of Legio Sanctae Familiae, Secretary of the Lumen Fidei Institute (Ireland)
François Legrier, President of Mouvement Catholique des Familles (France)
Vittorio Lodolo D’Oria, President of Famiglie Numerose Cattoliche (Italy)
Samuele Maniscalco, Director of Generazione Voglio Vivere (Italy)
Christine de Marcellus Vollmer, President of Asociacion Provida de Venezuela (PROVIVE), President of Alianza Latinoamericana para la Familia (ALAFA), President of Alive to the World, Education in Integrity (Venezuala)
Roberto de Mattei, President of Fondazione Lepanto (Italy)
Jean-Pierre Maugendre, President of Renaissance Catholique (France)
Thomas McKenna, President of Catholic Action for Faith and Family (United States)
Anthony Murphy, Director of Catholic Voice (Ireland)
Marisa Orecchia, President of Federvita Piemonte (Italy)
Philippe Piloquet, President of SOS Tout-petits (France)
Philippe Schepens M.D., Secretary-General of the World Federation of Doctors Who
Respect Human Life (Belgium)
John Smeaton, Chief Executive of the Society for the Protection of Unborn Children (United Kingdom)
Molly Smith, President of Bringing America Back to Life, Executive Director of Cleveland Right to Life (United States)
Guillaume de Thieulloy, Director, Le Salon Beige (France)
Dr Thomas Ward, President of the National Association of Catholic Families (United Kingdom)
John-Henry Westen, Co-Founder and Editor-in-Chief of LifeSiteNews (Canada)
Mercedes Arzú Wilson, Founder and President of Family of the Americas Foundation (Nicaragua)
Diego Zoia, Director of SOS Ragazzi (Italy)



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15 marzo 2016

Sorpresa. In Germania crescono i patrioti prolife

di Francesco Filipazzi
Alternativa Per La Germania (Alternative fuer Deutschland, da qui in avanti AFD), partito di destra tedesco, ha avuto una notevole affermazione ad una tornata di elezioni locali svoltasi nello scorso weekend.
La crescita di questo partito sta da qualche tempo mettendo seriamente in difficoltà Angela Merkel e la sua CDU, fino ad ora collettore di tutti i voti di destra e centro. La donna che esulta è invece Frauke Petry, leader dell'Alternativa, che si candida ora ad essere l'anti-cancelliera e per alcuni la Le Pen tedesca.
Il parallelo non è peregrino, poiché l'AFD sull'immigrazione propone la stessa agenda del Front National in contrasto con il "tutti dentro" attuato dalla Merkel, ben poco popolare in una nazione ancora traumatizzata dal fantasmagorico capodanno di Colonia. La retorica immigrazionista (ve la ricordate?) dei tedeschi che andavano ad accogliere i siriani è durata pochi mesi. Poi la realtà ha fatto irruzione nella storia.

Va però sottolineato che un altro tratto distintivo dell'AFD è la posizione conservatrice sui temi etici. Contraria alla diffusione dell'ideologia gender e ai matrimoni gay, Frauke Petry si è espressa anche contro l'aborto, posizionandosi quindi in modo ben più netto rispetto alla CDU, partito che fa parte del relativista PPE che sui temi etici ormai non ha nulla a che vedere con la tradizione Popolare ma è ormai spostato su posizioni totalmente liberal.
La Petry ha inoltre auspicato che ogni famiglia tedesca si impegni per mettere al mondo tre figli il che è ciò che ci vorrebbe per contrastare la sciocca retorica del "siamo un paese che non fa figli". E ci credo.

E' sintomatico quindi che, in una Germania che fino ad oggi ha dormito sonni tranquilli, qualcosa si stia svegliando e che il popolo inizi a dare fiducia ad un partito che propone qualcosa di diverso dal pensiero unico, che non ha alcun tratto estremista. Nonostante i giornali italiani ed europei ne parlino come se fosse la solita estremadestrarazzistaxenofobomofoba, AFD è un normale partito nazional liberale, che propone un'economia snella e la difesa dei sacri confini, oltre all'uscita dall'Euro e la difesa della famiglia tradizionale.

Forse è dalla normalità e dalla compostezza tedesca, che potrà rinascere l'Europa?