di Samuel Satiricus Becci
Adesso
vi spiego l'Inferno, la pagliuzza e il cammello (suppergiù).
L'Inferno
sarà quando un bravo cristiano (suppergiù) muore, sale fin alla
soglia del Paradiso - perché lui non ha mai ammazzato nessuno - e fa
per entrare, quand'ecco, vede che al di là della barricata - non
molto oltre, appena al di là, ai confini insomma (e si capisce il
perché...) - se ne passeggia beato nientepopodimenoche il Priebke. A
questo punto il bravo cristiano - una vita per i poveri e di messe
coi palloni all'offertorio - è nei guai fino al collo. Perché
finché si tratta di demonizzare i lefebvriani o chi vuol garantire
un rito d'esequia a un defunto cattolico, tutto bene: fa figo
addirittura. Ma quando si tratta di dire a Gesù Cristo di cacciare
all'Inferno il Priebke, inizia il casino. Anche se la tua coscienza
ti dice che tu hai ragionissima - perché sei un bravo cristiano - e
che forse è Cristo che esagera col perdono (si vede che Cristo
obbedisce a Papa Francesco). Sì perché, al bravo cristiano -
facilmente ostile a cambiare il "versato per voi e per tutti"
in "versato per voi e per molti" - gli va giù amaro che
quel "per tutti" sia anche un potenziale "per
Priebke". E in ogni caso non gli va giù di ritrovarsi con
Priebke, sebbene emarginato, per l'eternità. E allora inizierà il
suo bel Purgatorio: il tempo giusto per imparare ad amare come
Cristo, e quindi a stare volentieri in Paradiso anche col Priebke. A
desiderarlo addirittura. A desiderarlo... da morire.
Questo
è il cattolicesimo, ragazzi. E a me piace così. E per questo mi
amareggia l’idea che la Catholica,
quasi schiava di questo porco mondo moderno, se ne lasci dettare le
leggi, fino a temere di celebrare i funerali al gerarca. Fa nulla. E
purtroppo il tutto mostra solo che la FSSPX è ancora cattolica.
Piaccia o dispiaccia.
Ciò
detto, la soluzione era semplice. Bestie come il Priebke vanno
gettate nel dimenticatoio della storia. Lasciarlo morire, funerali
schitarrati da un prete coatto di Tor Bella Monaca, e non parlarne
più.
Mi
capite, sì? Voglio dire… demonizzarlo… nell’epoca più
diabolica che la storia registri… significa renderlo quasi un
protagonista… non vi pare?
Pubblicato il 16 ottobre 2013