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12 novembre 2013

La FSSPX nel mirino della "mafia" antifascista


di Marco Mancini


Conosciamo tutti la Fraternità Sacerdotale San Pio X, la comunità tradizionalista fondata da mons. Lefebvre e divenuta scismatica a seguito delle illecite ordinazioni vescovili del 1988. Del tutto superfluo è riaprire in questa sede il discorso sul suo status canonico, sulle scomuniche comminate in quell’occasione ai suoi Vescovi e poi revocate: si ricordi, comunque, che i sacerdoti della Fraternità sono, per quanto in maniera illecita, validamente ordinati.
 

16 ottobre 2013

Priebke in paradiso?

di Samuel Satiricus Becci

Adesso vi spiego l'Inferno, la pagliuzza e il cammello (suppergiù)
L'Inferno sarà quando un bravo cristiano (suppergiù) muore, sale fin alla soglia del Paradiso - perché lui non ha mai ammazzato nessuno - e fa per entrare, quand'ecco, vede che al di là della barricata - non molto oltre, appena al di là, ai confini insomma (e si capisce il perché...) - se ne passeggia beato nientepopodimenoche il Priebke. A questo punto il bravo cristiano - una vita per i poveri e di messe coi palloni all'offertorio - è nei guai fino al collo. Perché finché si tratta di demonizzare i lefebvriani o chi vuol garantire un rito d'esequia a un defunto cattolico, tutto bene: fa figo addirittura. Ma quando si tratta di dire a Gesù Cristo di cacciare all'Inferno il Priebke, inizia il casino. Anche se la tua coscienza ti dice che tu hai ragionissima - perché sei un bravo cristiano - e che forse è Cristo che esagera col perdono (si vede che Cristo obbedisce a Papa Francesco). Sì perché, al bravo cristiano - facilmente ostile a cambiare il "versato per voi e per tutti" in "versato per voi e per molti" - gli va giù amaro che quel "per tutti" sia anche un potenziale  "per Priebke". E in ogni caso non gli va giù di ritrovarsi con Priebke, sebbene emarginato, per l'eternità. E allora inizierà il suo bel Purgatorio: il tempo giusto per imparare ad amare come Cristo, e quindi a stare volentieri in Paradiso anche col Priebke. A desiderarlo addirittura. A desiderarlo... da morire. 
Questo è il cattolicesimo, ragazzi. E a me piace così. E per questo mi amareggia l’idea che la Catholica, quasi schiava di questo porco mondo moderno, se ne lasci dettare le leggi, fino a temere di celebrare i funerali al gerarca. Fa nulla. E purtroppo il tutto mostra solo che la FSSPX è ancora cattolica. Piaccia o dispiaccia. 
Ciò detto, la soluzione era semplice. Bestie come il Priebke vanno gettate nel dimenticatoio della storia. Lasciarlo morire, funerali schitarrati da un prete coatto di Tor Bella Monaca, e non parlarne più. 
Mi capite, sì? Voglio dire… demonizzarlo… nell’epoca più diabolica che la storia registri… significa renderlo quasi un protagonista… non vi pare?
 

15 ottobre 2013

Priebke: funerali e dintorni

di Andrea Virga
A quasi un anno di distanza, ritorno sul tema funerario, già affrontato su questo sito a proposito del divieto di celebrare funerali religiosi ai mafiosi. L’occasione è data dalla controversia relativa alle esequie dello SS-Hauptsturmführer Erich Priebke, morto l’11 ottobre 2013 all’età di 100 anni, mentre si trovava agli arresti domiciliari nella sua casa di Roma.