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12 febbraio 2019

Barista! 4 shot, prego. Maria indica la via

di Francesco Apponi
Il nostro appuntamento settimanale continua, cambiando forma. Invece di berci tutti e 4 gli shot in una volta sola, faremo un doppio giro ogni martedì, per avere dei flash aggiuntivi su alcuni temi che ci coinvolgono direttamente come credenti e non. Buoni, corti, colorati come shot. 
Lo shot giallo segna il primo martedì: sarà una piccola riflessione o questione di tema misto, liturgico-ecclesiastico-morale,... 
Lo shot azzurro tratterà della Beata Vergine Maria e verrà il martedì successivo al giallo.
Lo shot verde sarà la bussola rappresentata da qualche nostro amico già in Cielo che ci invita a seguire le orme di Cristo come egli stesso ha fatto, con la (verde)speranza di incontrarlo in Paradiso insieme al Capo, la settimana successiva al precedente.
Lo shot rosso concluderà tutto con un bel testo - testimonianza pensata e ragionata da parte di chi qualcosa ci capiva (qualcuno con la testa sulle spalle, insomma). 

RIVOLGIAMOCI ALLA MADRE

Ieri abbiamo ricordato la Madonna di Lourdes. Una delle apparizioni più famose nella storia bimillenaria della Chiesa, un santuario che continua a raccogliere milioni di persone. E quel collegamento con la malattia e la sofferenza umana, che fa di Lourdes il luogo di cura, primariamente spirituale, delle infermità del mondo di oggi.
L'11 febbraio 1858, 161 anni fa, la Madonna apparve nella grotta di Massabielle a S. Bernardette Soubirous, una bambina contadina, senza istruzione, che appena la vede recita il Rosario. Seguiranno altre apparizioni che daranno come messaggi: la promessa alla Santa della felicità non in questa, ma nell'altra vita (apparizione del 18 febbraio 1858); l'invito alla preghiera per i peccatori e alla penitenza (apparizione del 24 febbraio); la scoperta della fonte della famosissima acqua di Lourdes con successive guarigioni di malattie (apparizione del 25 febbraio); la conferma dell'appena proclamato dogma dell'Immacolata Concezione (apparizione del 25 marzo). Grandi sofferenze aspettavano Bernardette che nel frattempo non veniva creduta, era presa in giro, minacciata di arresto, vilipesa, creduta pazza.
Eppure da lì la Madonna dava all'umanità segni della sua presenza e della presenza del Figlio: Dio non si disinteressa di noi, delle nostre fragilità e delle nostre miserie, ci perdona, ci ama e ci vuole con Lui. E Maria, Sua Madre, si fa portavoce incessante di questo messaggio di misericordia e di pace. Chiama alla conversione e alla penitenza per i poveri peccatori: sempre ci richiama a questo, lo rifarà a Fatima ancora di più nel 1917.

Conversione, metànoia in greco, cambiare idea, modo di pensare, e quindi cambiare verso, direzione di vita: dove siamo diretti? Quello che facciamo perché lo facciamo? Quale è il nostro fine ultimo?
Perché proprio da qua bisogna partire, da quella domanda che Dio fa ad Adamo dopo il peccato originale, "Dove sei?" (Gn 3, 9), un grido di dolore per un Papà che non trova più il suo piccolo bambino, che ha usato male la propria libertà dando retta alla menzogna del demonio.
Dove sei?
E Maria ce lo ripete, Lei stessa prega per la nostra conversione, per il nostro tornare a Dio. Perché tutto è un problema di meta.
Se sappiamo dove andare, agiremo fin da ora per arrivarci, faremo la nostra parte per farlo. Poi il resto sta alla Provvidenza. Siamo in viaggio verso Casa, qualche volta perdiamo la bussola, e allora ci impantaniamo perdendo tempo in molte cose poco utili. Ecco che ad indicarci la via, ci pensa Maria. E la via è la Via, Cristo Gesù che ci porta al Padre che ci abbraccia e ci tiene con Sé.

Per approfondire:
La Sacra Bibbia: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM
Catechismo della Chiesa Cattolica: http://www.vatican.va/archive/catechism_it/index_it.htm.
Compendio di Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica: http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html.
Vita dei Santi: http://www.santiebeati.it/.
Santo Rosario: http://www.vatican.va/special/rosary/documents/misteri.html

 

15 febbraio 2017

Lourdes, perché è tutto vero


di Giuliano Guzzo

Il mistero inquieta, eppure talvolta è inevitabile. Non si può cioè chiedere alla ragione di spingersi sempre oltre, perché arriva un punto superato il quale è la ragione stessa ad arrestarsi e a chiederci – se intendiamo proseguire nella ricerca – di riconoscere che un mistero, in effetti, esiste. Così accade per le apparizioni di Lourdes: possiamo liquidare aprioristicamente quegli eventi come impossibili, oppure lasciarci guidare dalla ragione – che è cosa diversa dal dogma laicista secondo cui o i fatti rientrano in determinati schemi oppure tanto peggio per i fatti – fino a dove può condurci salvo poi avere l’onestà di ammettere, una volta esplorate tutte le alternative possibili, che forse sì, un mistero esiste. Partiamo quindi dal dato indispensabile a qualsivoglia valutazione ragionata: i fatti.

Tutto ebbe inizio l’11 febbraio 1858 – era un giovedì ed erano le 11 del mattino – quando a casa Soubirous, presso Lourdes, dipartimento francese degli Alti Pirenei, si accorsero che mancava legna. Di qui l’esigenza di procacciarsene che spinse la piccola Bernadette (1844-1879), allora quattordicenne, ad uscire di casa in compagnia della sorella e di un’amica. E fu allora, in quella improvvisata ma convinta ricerca, mentre si sfilava le calze apprestandosi ad attraversare un torrente, che la piccola Soubirous, rimasta leggermente attardata rispetto alle altre due fanciulle partite con lei, udì qualcosa di strano ed indefinito: «Cominciai col togliermi le calze. Mi ero appena tolta le prima quando sentii un rumore, come se fosse stato un colpo di vento», raccontò.

Convinta d’essersi sbagliata, la giovane prosegue togliendosi la seconda calza prima di sentire un altro rumore dietro di sé. Stavolta è sicura, perciò si ferma nuovamente, si gira e vede una meravigliosa fanciulla, sorridente e a braccia aperte, come ad invitarla. Persuasa nuovamente di una suggestione – come narra René Laurentin, che a quei fatti ha dedicato anni di ricerca fino a produrre Lourdes. Documents authentiques, sei impressionanti volumi dove tutto è ricostruito, istante per istante – «si strofina gli occhi più volte con energia. La frizione delle palme cancella il paesaggio e la piomba nella notte. I globi compressi, ridotti alla loro consistenza materiale, le procurano un’innegabile sensazione di realtà. Apre di nuovo le palpebre. La fanciulla è sempre là, col suo sorriso» [1].

Inizia dunque così, in quel modo e quel giovedì mattina, uno dei misteri più grandi di tutti i tempi. Un mistero su cui è lecito interrogarsi ancora oggi, anche se più di qualcuno – più per sbrigatività giornalistica che forte di riscontri storici – seguita a ritenere Lourdes nient’altro che «un monumento alla suggestione» [2], continuando così la tradizione di quel «fanatico negazionismo che animava promotori e attivisti – in testa un certo Émile Zola (1840-1902) – di una campagna contro Lourdes, culminata in una mozione di chiusura del santuario rivolta al primo ministro Combés nel 1900» [3]. Il tutto per negare – rigorosamente a priori, conformemente al dogma laicista ricordato poc’anzi   – la possibilità che la Madonna possa essere realmente apparsa, per giunta ben 18 volte, ad una fanciulla spiantata ed analfabeta quale, in effetti, era Bernadette.

La realtà, come ha ricordato recentemente lo scrittore Vittorio Messori, è che non è così facile negare la “verità cattolica” di Lourdes. Cosa che, a onor del vero, tentarono per primi di fare proprio loro, i cattolici del tempo: Don Peyramale, il parroco di Lourdes, in un primo momento ritenne infatti che «la piccola Soubirous» fosse «probabilmente una mitomane» ed anche «tutti i funzionari dello Stato che, a livello locale, ebbero a che fare con Bernadette erano, almeno formalmente, cattolici, eppure la trattarono come un’alienata perché trovavano inconcepibile che, se la Signore del Cielo voleva manifestarsi, si servisse di uno strumento umano così miserabile» [4]. Il punto è che, per quanto ignorante – anche a livello religioso – Bernadette non si smentì mai, neppure una volta.

Non solo: seppe persino smascherare, lei che era così giovane e sprovveduta, i vari tranelli preparati per far sì che smentisse quanto aveva già dichiarato. Al punto che quando un agente le lesse una deposizione leggermente manipolata per estorcerle un assenso l’avrebbe fatta cadere in contraddizione, la posata Bernadette non esitò – tanto erano nitidi e certi i suoi ricordi – ad intervenire: «Lei ha stravolto tutto!» [5]. Nessuno di quelli che incontrarono la giovane, dunque, intravide in lei la possibilità che mentisse. Tanto che, per spiegare le apparizioni, si giunse a considerare ipotesi presto scartate perché inverosimili o assurde, come per esempio quella secondo cui ad “apparire” alla giovane sarebbe stata Marie-Roselle-Pailhasson, la moglie del farmacista di Lourdes, che avrebbe orchestrato il mistico raggiro per occultare le proprie scappatelle all’aria aperta.

In un primo momento fu quindi fatto il possibile per impedire che la notizia degli incontri fra la Madonna e Bernadette – la quale sin dal subito, attenzione, non dichiarò mai d’aver incontrato la Madonna, bensì una piccola fanciulla, anzi Aquerò («Quella là», in dialetto) – circolasse, ed infatti di quei miracolosi eventi, all’estero, non si parlò affatto. E’ lo stesso Messori a rammentarlo in un altro testo: «Aprite, ad esempio, la grande Cronologia Universale edita dalla Utet. Per il 1858 vi troverete due ampie pagine fitte di avvenimenti, anche minuti e curiosi, svoltosi in quell’anno. Ma non vi troverete alcuna traccia di Bernadette e di Lourdes» [6].

All’inizio, sugli incontri della giovane Soubirous, sembrava dunque destinato a calare il silenzio e tutta la vicenda della grotta di Massabielle appariva destinata all’oblio. E invece siamo ancora qui, credenti e non, fedeli e scettici, di fronte al “caso Bernadette”: una fanciulla allegra ma non leggera, spensierata ma mai distratta, che visse l’incontro più straordinario che una persona possa vivere. E le sue non furono certo, come taluni insinuano, sintomi di disturbi mentali o visioni, parola dello stimato dottor Robert de Saint-Cyr che – a differenza dei tanti scettici di allora, che però non incontrarono mai la donna, neppure quando invitati  farlo (quando si conoscono già gli “schemi”, cosa contano i fatti?) – visitò davvero la piccola Soubirous, descrivendola come «ben lungi dall’essere alienata».

Questo perché, continua il medico, la sua natura tranquilla, semplice e amabile non la disponeva «per niente a scivolare in patologie nervose» [7]. Ma se Bernadette era sana di mente, com’è possibile che abbia avuto per addirittura 18 volte – rammentando parola per parola quei i suoi colloqui con Aquerò –  “solo” delle allucinazioni? Qui lo scettico irriducibile, pur di non ammettersi in difficoltà, potrebbe ribattere ammettendo che alla piccola abbia incontrato effettivamente una donna senza che questo, tuttavia, implichi che la signora fosse la Madonna; dopotutto all’inizio la stessa Bernadette  – lo ricordavamo poco fa – si rifiutò di dichiarare di aver incontrato la Vergine Maria.

Anche considerando questa ipotesi, tuttavia, rimane in piedi un problema non da poco, che è il seguente: «Yo soy la Inmaculada Concepción», io sono l’Immacolata Concezione. Fu dunque la stessa Aquerò, dopo i primi incontri, a presentarsi come la Madonna. Si tratta pur sempre – ribatterà ancora, stremato, lo scettico di professione – di sole parole che in quanto tali non certificano affatto la soprannaturalità del fenomeno. Peccato che la misteriosa Signora sia apparsa a Bernadette anche quando quest’ultima era seguita da svariate decine di curiosi desiderosi di potersi unire a lei in quegli incontri speciali ma che, puntualmente, non vi riuscirono.

Come si può vedere, da qualunque ragionevole prospettiva si parta e a prescindere da quale strada si scelga di imboccare per provare a spiegare Lourdes, alla fine tocca fare sempre i conti col mistero. Un mistero che qui ci mette davanti a due possibilità: quella di tornare indietro e cercare per l’ennesima volta spiegazioni alternative (e, possibilmente, prove che le supportino), oppure quella di riconoscerlo. Tenendo presente un fatto, e cioè che le parole ricordate poc’anzi – «Yo soy la Inmaculada Concepción» – vanno a confermare il dogma dell’Immacolata proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854, appena quattro anni prima quei fatti.

Quindi se le cose stanno così, se Lourdes è vera, allora è vera la Chiesa come tali, per forza di cose, sono i suoi insegnamenti, la sua tradizione, le sue remote origini presentate dai Vangeli. Se cioè quel mistero pirenaico è realmente tale, non sono solo le parole di Bernadette ad essere vere: è vero tutto.  La giovane Soubirous somiglia così ad una minutissima chiave che però potrebbe spalancarci lo scrigno più prezioso in assoluto. A noi, allora, la facoltà di scegliere liberamente, di proseguire come se nulla fosse oppure di fermarci a riflettere su quello che, centocinquantasei anni dopo quella prima apparizione, Bernadette può ancora dirci.

Note: [1] Laurentin R. Lourdes. Cronaca di un mistero, Mondadori, Milano 1996, p. 27; [2] Pievani T., E’ un monumento alla suggestione (e i mercanti ne approfittano),“Lettura”, 5/2/2012, p. 30; [3] Matteucci R. Quanto amore per Dio nelle bestemmie di Zola,“Il Giornale”, 13/3/2010, p. 34; [4] Messori V.Bernadette non ci ha ingannati. Un’indagine storica sulla verità di Lourdes, Mondadori, Milano 2012, p. 12; [5] Soubirous B. cit. in Bucca N. Tutto su Lourdes, Città Nuova 2007, p. 19; [6] Messori V. Pensare la storia, Sugarco, Milano 2006, p. 97; [7] Messori V. Bernadette non ci ha ingannati, p. 202.

https://giulianoguzzo.com/2017/02/11/lourdes-perche-e-tutto-vero-2/

 

16 aprile 2016

"La Signora vestita di bianco". Quando Bernardette incontrò la Misericordia


di Alfredo Incollingo

L'11 febbraio 1858 la quattordicenne Bernadette Soubirous in compagnia della sorella e di un'amica raccoglieva legna nei pressi della grotta di Massabielle, non lontano da Lourdes. Fu un attimo: un rumore violento, simile al sibilo del vento, e l'attenzione della piccola Bernadette si posò su una “piccola signora vestita di bianco” posta all'interno di una nicchia nella parete rocciosa, nella spelonca. Come lei stessa raccontò: “Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi”.

La donna la invitò a pregare con lei e, dopo aver fatto il segno della croce, la ragazzina recitò il Rosaio. Quando terminò la recita delle preghiere la “signora” era già scomparsa. Chi era? La notizia dell'apparizione gettò il paese di Lourdes nella confusione. Le stesse autorità religiose e civili decisero di indagare su questa ragazzina. Per ben diciotto volte la Vergine Maria apparve alla pastorella, svelando alla fine chi lei fosse: “que soy era immaculada concepciou” (Io sono l'Immacolata Concezione). La frase turbò il parroco di Lourdes, il quale, insistendo per sapere chi fosse la misterioso donna, alla fine fu accontentato, ma lo fu per rompere il suo scetticismo. La commissione che indagò sui fatti non poté non constatare la veridicità delle parole di Bernadette.

Come poteva una ragazzina analfabeta conoscere il dogma dell'Immacolata Concezione, proclamato nel 1854 da papa Pio IX? Lei stessa ne era all'oscuro. Le apparizioni e i diversi miracoli avvenuti a Lourdes negli furono comprovati come fenomeni reali e “scientificamente” inspiegabili.
Perché la Vergine Maria apparve alla piccola Bernadette? Cristo nel Vangelo di Marco afferma: “Beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei cieli” oppure “Io rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e le hai rivelate ai più piccoli”. Come non ricordare poi i tanti “poveri di spirito” la cui Fede fu prova del loro amore verso Cristo? Ne è esempio il paralitico guarito da Gesù o le tante donne e i tanti uomini liberati dai loro mali dimostrando una Fede certa e disinteressata. Allo stesso modo la Misericordia di Dio si palesò nei decenni successivi alle apparizioni in guarigioni miracolose ottenute da chi si accostava con animo puro e amorevole.

Bernadette Soubirous era una povera ragazzina costretta ad una vita di stenti ma salda nella fede. La famiglia era nota per la sua osservanza religiosa che si traduceva in gesti d'amore e di carità. A chi, più di lei, l'Immacolata Concezione poteva affidare i suoi messaggi di misericordia e di pentimento? Bernadette aveva il cuore predisposto al bene e la sua bontà era la conferma che un animo puro era capace di un grande amore.
Dall'11 febbraio al 16 luglio la ragazzina, mossa da un moto interiore, si diresse ogni volta nella grotta di Massabielle dove la Vergine Maria predicava la necessità della conversione e del pentimento per i propri peccati: “Penitenza! Penitenza! Penitenza! Pregate Dio per i peccatori! Andate a baciare la terra in penitenza per i peccatori!”

La fonte che sgorgò dalla grotta è acqua santa che purifica chi la beve. Questo miracolo provò la veridicità delle parole di Bernadette spronando gli astanti a fare atto di pentimento.  La remissione dei peccati era possibile solo con provato atto di umiliazione: “baciare la terra”, toccare e assaporare lo “sporco”, riconoscere le proprie debolezze. Bernadette stessa dette prova di questa osservanza. Lei stessa si umiliò, camminando in ginocchio verso il fondo della spelonca, baciando il suolo sporco della grotta, mangiando erba amarognola, bevendo l'acqua fangosa e grattandosi con il fango le mani e la faccia. Furono gesti di penitenza che causarono lo sdegno della gente, ma la sua perseveranza era garante della realtà di quello che stava accadendo da giorni in quella caverna.

La Vergine Maria ricordò alla pastorella che solo la Misericordia di Dio ci salva dalle tenebre e dal peccato e le affido la missione di annunciarlo al mondo intero. Non è un caso se apparve in una grotta, in un antro buio. E' proprio nel peccato che si annida la virtù. La sorgente che Bernadette trovò scavando a mani nude allude al bene che germoglia, sgorga anche nel male.
Nostra Signora di Lourdes ci ha invitato a convertirci al Vangelo e a convertirci di nuovo se siamo stati cristiani freddi e “mondani”.

A Bernadette è stata affidata la missione di diffondere quel messaggio di speranza e di salvezza che Dio ha deciso di trasmetterle tramite la Madre di Dio. E' la dimostrazione dell'attenzione che il Creatore ha nei confronti delle sue creature, mai disposto ad abbandonarle nei momenti più difficili. Affida il compito di salvaguardarci e di consolarci a sua Madre, la Vergine Maria, che con dolcezza e calore ci conforta nei momenti bui della nostra vita.
Come l'Europa nel 1858 così oggi la nostra società vive nell'oscurità e crede che l'oscurità sia la salvezza. Ecco perché in questi tempi così turpi non possiamo non affidarci a Lei, la Vergine Maria, Immacolata Concezione e Nostra Signora di Lourdes e fare come Bernadette: pregare e aver fede.
 

09 dicembre 2012

Bernadette non ci ha ingannati

di Giuliano Guzzo

Fulminato. Non saprei trovare altra parola per giustificare la curiosità che mi ha condotto alla lettura, a poco più un giorno dall’acquisto, di tutte le 291 pagine di Bernadette non ci ha ingannati (Mondadori, 2012), l’ultima fatica di Vittorio Messori. Un libro scritto da un credente, certo, ma che si pone da subito in un’ottica che potremmo, per così dire, chiamare “laicamente investigativa”: all’autore, cioè, non interessa convincere nessuno bensì ripercorrere, dati storici alla mano e senza trascurare alcuna ipotesi, neppure le più fantasiose, la storia di eventi su cui tutti, senza eccezioni, farebbero bene ad interrogarsi.
 

23 aprile 2012

Rita Coruzzi: storia di una vita eccezionale


Con questo articolo inizia la sua collaborazione con noi Giulia Tanel, nata a Trento pochi giorni dopo la caduta del muro di Berlino. Aspirante giornalista, per ora si limita a frequentare il corso di laurea magistrale in Lettere Moderne, a scrivere per il sito "Libertà e Persona" e a collaborare con il mensile cattolico "Radici Cristiane" e con la rete televisiva "TelePace". 
Di indole sportiva, Giulia è sempre di corsa e pensa che ogni tanto avere una giornata di 48 ore le farebbe assai comodo. 
Di lei dicono che sia cattolica integralista e anti-femminista: a lei basterebbe essere vista come una donna fervente di mediocre livello.