Visualizzazione post con etichetta stato vegetativo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stato vegetativo. Mostra tutti i post

25 febbraio 2013

Salvatore Crisafulli, il guerriero per i (veri) diritti negati

di Giuliano Guzzo
Ci vorrà tempo per cogliere l’evoluzione del concetto di guerriero e capire che oggi le guerre decisive sono invisibili e silenziose, combattute talvolta solo respirando, alzando lo sguardo come a dire «sono sopravvissuto, signori, eccomi qui». 
 

19 febbraio 2013

Il paradosso ontologico del caso Englaro

di Lorenzo Roselli

Quattro anni fa moriva Eluana Englaro. Per chi avesse la memoria corta, Eluana Englaro è stata una donna che,  in seguito ad un incidente stradale avvenuto nel gennaio del ‘92, ha vissuto in stato vegetativo per quasi 20 anni e, suo malgrado, ha generato uno dei dibattiti più mediaticamente rilevanti in merito alla questione bioetica. Il padre, Beppino Englaro, cominciò fin da subito a richiedere l’interruzione dell’alimentazione artificiale alla figlia (una morte che in Italia è illegale imporre a qualsiasi mammifero), sulla base di dichiarazioni che Eluana avrebbe fatto commentando il caso di Leonardo David nei primi anni ’80.
 

16 novembre 2012

C'era una volta lo stato vegetativo

di Alfredo De Matteo

Capita sempre più di frequente che persone considerate in stato vegetativo diano dopo diversi anni improvvisi segnali di risveglio o addirittura escano completamente dal coma. Evidentemente, si dice, tali casi sono dovuti a diagnosi errate; in altre parole, si può uscire da una condizione di coma irreversibile solamente nel caso in cui, in realtà, essa non sia tale. Ora, non occorre essere esperti in materia per capire che c’è qualcosa che non quadra in una siffatta spiegazione: infatti, anche volendola dare per buona, essa dimostra inequivocabilmente che i nuovi criteri di accertamento della morte, non più fondati sulla definitiva cessazione di tutte le funzioni vitali dell’organismo bensì solamente di quelle cerebrali (il cosiddetto “coma irreversibile”) sono quantomeno difficili da determinare con esattezza, perciò non sicuri al 100 percento. E’ necessario considerare che in ballo non ci sono questioni di poca importanza, che giustificherebbero l’adozione di un approccio medico scientifico che non tenga conto del principio di precauzione, ma la vita di esseri umani inermi.