Fra il 1980 e il 1981 il Rwanda è scosso da un’ondata di vandalismo senza precedenti: praticamente qualunque statua della Madonna si trovi davanti all’ingresso di una parrocchia viene mutilata, distrutta o trafugata. In alcuni casi i misteriosi profanatori tornano a colpire nello stesso luogo, dopo che la statua è stata riparata o sostituita. Gli autori e le motivazioni di questa ondata sacrilega non verranno mai scoperti.
E’ in questo clima che, il 28 novembre 1981, in un collegio nella cittadina di Kibeho, inizia una vicenda misteriosa che ancora oggi interroga le coscienze dei fedeli rwandesi e non solo. La studentessa sedicenne Alphonsine Mumureke, mentre si trova nel refettorio con le compagne, sente una voce femminile che la chiama. Si reca nel corridoio adiacente, dove trova una donna che descriverà come straordinariamente bella, vestita di bianco e con le mani giunte. Alla domanda di Alphonsine su chi fosse, la donna risponde “Io sono la Madre del Verbo”. L’apparizione dura un quarto d’ora, durante il quale la Madre del Verbo esorta Alphonsine e le sue compagne alla preghiera.
La ragazza racconta quello che è accaduto alle compagne, che non le credono o pensano che sia rimasta vittima di un’allucinazione. La più scettica del gruppo è Marie – Claire Mukangango.
Il 12 gennaio 1982, però, anche un’altra studentessa, Anathalie Mukamazimpaka, ha una visione, venendo presa a sua volta per pazza. Il 2 marzo la Madre del Verbo appare proprio a Marie – Claire e a quel punto ogni dubbio è fugato. Le apparizioni continuano e coinvolgono altre ragazze, non studentesse del collegio, che vivono nella foresta vicino a Kibeho: Stephanie Mukamurenzi, Agnes Kamagaju e Vestine Salima. Un altro veggente è Emmanuel Segatsaya, la cui famiglia segue la tradizionale religione africana. Proprio in seguito a questa vicenda il ragazzo si convertirà al cattolicesimo.
Ad apparire ai giovani non è solo la Madre del Verbo, ma spesso direttamente Suo Figlio. La notizia delle apparizioni si sparge e sempre più persone accorrono per assistervi. I veggenti ripetono le parole che ascoltano, in tal modo rendendole udibili a tutti. I messaggi vanno ben oltre semplici esortazioni alla preghiera e alla conversione: spesso si fanno allarmati, avvertendo di future sofferenze per la Chiesa africana e ruandese, cui si preannunciano nuovi martiri.
L’apice della drammaticità si raggiunge il 15 agosto 1982, nel corso di un’apparizione di quasi otto ore di fronte a ventimila persone, durante la quale la Madre del Verbo si mostra a turno ad Anathalie, Alphonsine e Marie – Claire.
La Madonna si mostra contrariata, addirittura in collera, per poi scoppiare a piangere. Anche le veggenti piangono e si battono in petto, mentre vengono mostrate loro immagini terrificanti: un fiume di sangue, persone che si uccidono a vicenda, altre che muoiono senza sepoltura, teste mozzate ed ogni sorta di orrore. La folla accorsa conserverà un’impressione di paura, panico e tristezza.
La terribile visione, purtroppo, si sarebbe avverata: nel 1994 in Rwanda scoppia una terribile guerra civile fra le etnie degli hutu e dei tutsi, che causerà un genocidio in cui moriranno 934.222 persone. La Chiesa pagherà il suo tributo di sangue con 124 sacerdoti, di cui 99 diocesani e 35 religiosi, 42 fratelli religiosi e 73 suore.
Kibeho non ne sarà risparmiata: il 7 aprile 1994, primo giorno della ritorsione hutu contro i tutsi, il cappellano del santuario di Kibeho, l’abbè Boniface Kanyoni, viene ucciso nella città di Kigali. Nel corso dell’aprile 1994, più di diecimila persone di etnia tutsi, rifugiatesi nella parrocchia, vengono barbaramente uccise. Alcuni cercano la salvezza riparandosi nella chiesa, che però viene data alle fiamme bruciando vivi coloro che vi si trovano dentro. L’anno dopo i tutsi vendicheranno l’eccidio uccidendo a loro volta circa ottomila persone di etnia hutu sulla stessa piazza in cui si erano svolte le apparizioni. Anche il parroco di Kibeho al tempo delle apparizioni, monsignor Jean Bosco Yilirwahandi, troverà la morte del genocidio ed anche una delle veggenti, Marie – Claire, dopo aver subito la deportazione, verrà uccisa per aver protestato per l’arresto del marito.
Alla fine del massacro, il vescovo di Gikongoro, monsignor Augustin Misago, fa costruire a Kibeho un nuovo santuario, erigendolo a Nostra Signora dei Dolori. Nel 2001 lo stesso monsignor Misago riconosce parzialmente le apparizioni, limitatamente a quelle avute da Anathalie, Alphonsine e Marie – Claire e soltanto per quanto riguarda quelle della Madonna.
Nel maggio 2003 una dichiarazione congiunta del vescovo e della Congregazione per la Dottrina della Fede ufficializza la decisione.
Quello stesso 31 maggio, durante una processione al santurio di Kibeho, alle 10 del mattino, molti fedeli sostengono di avere visto la Luna danzare attorno al Sole in una luce sfavillante e multicolore, in un miracolo che ricorda molto quello avvenuto a Fatima.
In questi giorni si ricordano i 25 anni dall’inizio del genocidio del Rwanda. Sarebbe, però, una celebrazione monca senza ricordare la vicenda delle apparizioni di Kibeho, che dimostra come il Cielo sia sempre presente nella storia terrena e che, in tutto quanto di misterioso ancora resta in ciò che è successo, ci lascia intendere come le vicende umane siano un riflesso della lotta, invisibile ma spietata, fra la Luce e le Tenebre in rivolta contro di essa.

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