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15 novembre 2014

Lunga vita alla porno-kompagna Nappi!

di Marco Mancini

Fino a qualche tempo fa era conosciuta esclusivamente come attrice porno e molti di noi (me compreso) non ne avevano mai sentito parlare. Poi è assurta al ruolo di profetessa della liberazione sessuale, nemica di ogni “dogma morale” e di ogni tabù (“tutte le donne dovrebbero essere troie”). Ma Valentina Nappi, classe 1990, ha pian piano allargato il suo giro d’orizzonte, estendendolo dal tema sessuale all’intero scibile umano, forte di una discreta infarinatura filosofica. In breve è divenuta una vera e propria maîtresse à penser della sinistra radicaloide, fino ad ottenere una collaborazione con Micromega. E pare – speriamo di non essere smentiti – che le elucubrazioni siano proprio farina del suo sacco, con buona pace dei maligni che, soprattutto all’inizio, tendevano a considerarla un personaggio eterodiretto, trascurando come i germi del ceto medio semicolto possano annidarsi anche in una fanciulla avvenente, per quanto di facili costumi.
 

12 giugno 2012

Vietare il sesso ai teenager? Meglio educare


di Giulia Tanel
“India, sesso vietato ai teenager – La legge punisce con 7 anni di prigione”.
Titolava così, in maniera magistralmente accattivante, un articolo apparso il 2 giugno sul Corriere della Sera[1] e suppongo che molti italiani, ancora prima di leggere il pezzo, avranno pensato: “In India vogliono tornare al Medioevo, che retrogradi!”.
Personalmente, invece, il primo pensiero che ho formulato una volta scorso il titolo è stato: “Magari lo vietassero anche in Italia!”. E questo non perché desideri che una folta schiera di minorenni italiani venga incarcerato, bensì perché ritengo che la concezione posta alla base del libertarismo sessuale che si è esteso in maniera capillare a seguito del Sessantotto sia profondamente errata.
Mi spiego meglio. Il femminismo e i movimenti studenteschi degli anni Sessanta hanno contribuito a diffondere una visione della sessualità secondo la quale il rapporto sessuale consiste in un atto puramente fisico, non è necessariamente influenzato dal legame che si ha con il partner con il quale tale gesto viene compiuto. Ebbene, questa concezione – che, ahimè, ha ormai pervaso la mentalità occidentale, anche grazie al determinante contributo del mondo televisivo e cinematografico e della pubblicità – ha come proprio fondamento l’idea che il corpo sia un “oggetto” che è lecito usare a proprio piacimento.