“India, sesso vietato ai teenager – La legge punisce con 7
anni di prigione”.
Titolava così, in maniera magistralmente accattivante, un articolo
apparso il 2 giugno sul Corriere della
Sera[1]
e suppongo che molti italiani, ancora prima di leggere il pezzo, avranno
pensato: “In India vogliono tornare al Medioevo, che retrogradi!”.
Personalmente, invece, il primo pensiero che ho formulato
una volta scorso il titolo è stato: “Magari lo vietassero anche in Italia!”. E
questo non perché desideri che una folta schiera di minorenni italiani venga
incarcerato, bensì perché ritengo che la concezione posta alla base del libertarismo
sessuale che si è esteso in maniera capillare a seguito del Sessantotto sia
profondamente errata.
Mi spiego meglio. Il femminismo e i movimenti studenteschi
degli anni Sessanta hanno contribuito a diffondere una visione della sessualità secondo la quale il rapporto sessuale consiste
in un atto puramente fisico, non è necessariamente influenzato dal legame che
si ha con il partner con il quale tale gesto viene compiuto. Ebbene, questa
concezione – che, ahimè, ha ormai pervaso la mentalità occidentale, anche
grazie al determinante contributo del mondo televisivo e cinematografico e
della pubblicità – ha come proprio fondamento l’idea che il corpo sia un
“oggetto” che è lecito usare a proprio
piacimento.
All'opposto, una
visione integrale dell’uomo, come è quella propria della dottrina cristiana,
considera le persone come l'inscindibile somma di anima e corpo; nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al
capo 362, si legge infatti: “la persona umana, creata a immagine di Dio, è un
essere insieme corporeo e spirituale” [2].
Questa concezione ha come diretta conseguenza quella di considerare
l'atto sessuale come molto di più che un mero gesto fisico volto a provocare
piacere: l’unirsi con un'altra persona, infatti, è un’azione carica di
significati e portatrice di svariate conseguenze (fisiche, psicologiche,
emotive…).
“La persona umana, a giudizio degli scienziati del nostro
tempo, è così profondamente influenzata dalla sessualità, che questa deve essere considerata come uno dei
fattori che danno alla vita di ciascuno i tratti principali che la distinguono.
Dal sesso, infatti, la persona umana deriva le caratteristiche che sul piano
biologico, psicologico e spirituale la fanno uomo o donna, condizionando così
grandemente l'iter del suo sviluppo
verso la maturità e il suo inserimento nella società. È questa la ragione per
cui – come chiunque può agevolmente costatare – ciò che riguarda il sesso è
oggi una materia che frequentemente e
apertamente è trattata da libri, riviste, giornali e gli altri strumenti di
comunicazione sociale. Frattanto, s'è accresciuta la corruzione dei costumi, di
cui uno dei più gravi indizi è la smoderata esaltazione del sesso, mentre
con la diffusione degli strumenti di comunicazione sociale e degli spettacoli,
essa è arrivata ad invadere il campo della educazione
e ad inquinare la mentalità comune”[3].
Così si legge al primo paragrafo del testo “Persona Humana – Alcune questioni di
etica sessuale”, redatto dalla Congregazione per la dottrina della Fede nel 1975
e ratificato da papa Paolo VI.
Paradossalmente, oggi viviamo in una società che da un lato esalta il sesso,
mentre dall’altra lo considera un tabù di cui non bisogna parlare. Ed ecco
infatti che nelle scuole la tanto
esaltata “educazione sessuale” molto spesso viene ridotta ad un corso di istruzioni
per l’uso corretto del preservativo, onde evitare una gravidanza indesiderata e
rischiare di “rovinarsi l’adolescenza”. Guai a considerare la sessualità
come un atto che coinvolge integralmente la persona, nel suo aspetto corporeo,
come in quello spirituale.
Da ultimo, è doveroso ricordare come per
i cristiani la sessualità sia considerata lecita esclusivamente all’interno del
matrimonio. Solo in virtù di tale sacramento, infatti, un uomo e una donna
possono donarsi totalmente l’uno all’altro e, nel contempo, perseguire il fine
ultimo della loro unione, ossia la procreazione.
Certo, mantenere la castità –
soprattutto per le giovani coppie di fidanzati, ma anche all’interno del
matrimonio – non è cosa affatto facile. Tuttavia è questo il comportamento che
ogni cristiano dovrebbe perseguire, e non solo a livello esteriore: “<la
castità> deve rendere puro il cuore
dell'uomo, secondo la parola di Cristo: «Avete inteso che fu detto: Non
commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla
ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Mt 5,27-28). E la castità è compresa in quella
continenza che Paolo annovera tra i doni dello Spirito santo, mentre condanna
la lussuria come un vizio particolarmente indegno del cristiano e che esclude
dal regno dei cieli (cf. Gal 5,19-23; 1 Cor 6,9-11). «Questa
è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla
impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e
rispetto non come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che non
conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio
fratello... Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò
chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il
suo santo Spirito» (1 Ts 4,3-8; cf. Col 3,5-7; 1 Tm 1,10).
«Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se
ne parli tra voi, come si addice a santi... Perché, sappiatelo bene, nessun
fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolatri - avrà parte al regno
di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose
infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi
niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel
Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce» (Ef 5,3-8; cf.
4,18-19)”[4].
Come si è visto, dunque, parlare della sessualità
umana apre alla trattazione di moltissimi argomenti ad essa correlati: il
fidanzamento, il matrimonio, la castità, eccetera… tutte tematiche che
meriterebbero un articolo a sé. Ma quel
che premeva porre in evidenza con questo breve pezzo è che la sessualità
interessa integralmente la persona,
ossia coinvolge sia il suo corpo che la sua anima. Evidenza, questa, che
nella nostra società viene troppo spesso negata.
[1] http://www.corriere.it/esteri/12_giugno_02/burchia-india-sesso-vietato-ai-teenager_545dd870-acd4-11e1-9fc1-b5e83ca3680b.shtml
[2] CCC,
362.
[4] Ibidem, par. 12.

0 commenti :
Posta un commento