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28 aprile 2017

Fanta Religione. Il Papa degli ambientalisti

di Ettore Gotti Tedeschi 

Il primo di aprile del duemila xxxx, viene eletto il nuovo governatore supremo della chiesa Ambientalista Universale , succedendo all’amato predecessore , considerato troppo fondamentalista e conservatore nella dottrina ambientalista . In realtà si era constatato che detto rigido modello ambientalista non solo non tutelava l’ambiente come dichiarato, ma creando decrescita economica, sottraeva risorse da investire per l’ambiente stesso e creava disinteresse, tanto che persino alle riunioni di condominio sull’ambiente da tutelare non andava quasi più nessuno.

Ma la maggior preoccupazione era provocata dalla reazione sempre più ostile degli organi di potere del mondo globale che suscitavano sempre più reazioni universali da parte di chi era stanco di vedersi imporre cucina vegana o l’uso limitatissimo dell’automobile, ecc. Il nuovo governatore, insediandosi , prende il nome di Abele I°, sorprendendo tutti poiché Abele era considerato proprio la prima vittima dell’ambientalismo protomalthusiano e animalista .Tutti sapevano infatti che Caino uccise Abele perché inquinava l’atmosfera sacrificando a Dio i suoi migliori armenti .

Nei mesi successivi , il governatore supremo Abele I° ,in più occasioni , cominciò a sorprendere tutti illustrando tutti i motivi di unione tra la chiesa Ambientalista Universale e quella cattolica romana, fino ad allora considerata la peggior nemica dell’ambientalismo( gnostico). Abele I° spiegò che si doveva porre fine alle divisioni storiche e anticipò una visita in Vaticano a Roma in occasione della ricorrenza dell’Atto di Costituzione della chiesa ambientalista , con l’obiettivo di iniziare una riconciliazione.

Tanto che molti ostinati conservatori cominciarono a contestarlo pubblicamente. Sempre di seguito, in altre occasioni , il governatore supremo cominciò a spiegare che la sua Riforma più importante, al fine di proteggere la natura dagli eccessi egoistici dell’uomo, fosse quella di cercare di cambiare anzitutto il cuore dell’uomo, anziché stabilire leggi e sanzioni specifiche sul suo comportamento. Certo non era necessario modificare i principi gnostici dell’ambientalismo, ma questi potevano esser adattati con la prassi, secondo circostanze soggettive.

Arrivò ad affermare poi quanto dovesse esser apprezzata l’infallibilità dell’autorità del governatore (assimilabile a quella del Papa), necessaria per uniformare in tutto il mondo i criteri di tutela dell’ambiente e quanto fosse invece pericoloso affidarsi alla coscienza individuale. Ciò non solo per evitare rischi di scarsa formazione della coscienza alla protezione ambientale, quanto per prevenire l’errore della separazione tra fede ambientalista ed opere.

Poi cominciò a far invitare alla Global Environmental Society ( di cui era GranCancelliere) esponenti della cultura cattolica , scienziati come Zichichi, intellettuali come Messori. Teologi della scuola tomista , ecc. Alla Ambientalista Università Malthusranense fece arricchire la biblioteca di libri di Colin Clark e fece istituire corsi di studio sul pensiero di padre Reginald Garrigou-Lagrange O.P. e Padre Tomas Tyn O.P. Decise di insignire poi con la massima onorificenza “(L’ordine del sacro ambiente” ) un famoso cardinale considerato ultratradizionalista ed inviso agli ambientalisti fin dal tempo del Concilio Ambientalista Universale. La spiegazione di questo comportamento, che viene fornita in via assolutamente riservata e confidenziale, risiede nelle illuminazioni avute dal nuovo governatore e dai suoi grandi elettori.

Queste consistono sostanzialmente nella comprensione che la civiltà mondiale, per tutelare realmente l’ambiente, deve prima tutelare la creatura umana, e per farlo, deve obbedire alla volontà espressa dal Creatore nella Genesi ( cha va conseguentemente riaffermata ). Pertanto deve riscoprire le verità del cattolicesimo e aprirsi al mistero cristiano professato dalla Chiesa cattolica. Questa apertura necessita una comprensione approfondita dei dogmi, dell’importanza dei sacramenti, della necessità che la libertà individuale, perché sia anche responsabile, sia subordinata ad una Verità assoluta. Ciò perché il vero ambientalismo non può essere nichilista.

Tutto ciò riconoscendo che nel mondo, ormai globalizzato, è necessaria una religione universale fondata sul più importante riferimento identico per tutti : la dignità, sacra, dell’individuo, creatura di Dio. Altrimenti anche l’ambiente non sarebbe stato salvaguardato e avrebbe regnato il caos.

Il capo supremo Abele I°, annunciò così l’opera di riforma della chiesa Ambientalista Universale facendosi aiutare dai più prestigiosi esperti del mondo cattolico e da quei responsabili ambientalisti che in cuor loro già si sentivano cattolici e pregavano incessantemente perché venisse nominato un Abele, un giorno o l’altro.

Abele i° volle essere chiaro e bandire ogni forma di ambiguità nelle sue espressioni, persino a rischio di scisma ambientalistico e così dichiarò questi principi con un documento di magistero ambientalistico . In tal documento spiegò che l’origine di tutti i mali ambientali è il peccato e che la miseria ambientale è conseguenza della miseria morale. Arrivò persino a pronunciare una considerazione che sarebbe stata fino ad allora considerata blasfema, cioè che il problema ambientale era dovuto alle scelta errate degli ambientalisti.

Fu molto chiaro nello spiegar che se l’autorità della chiesa Ambientalista di disperde e si trasforma in democrazia, immediatamente diverrebbe demagogia politica, adattandosi ai disordini dell’uomo che si riflettono nello sfruttamento dell’ambiente, non orientandone la ricerca del bene per la natura stessa.

In pratica il manifesto di Abele I° fu : dobbiamo aprirci al cattolicesimo senza paura , dobbiamo incorporarne e abbracciarne i valori che sembrano rigidi e irrealizzabili, ma solo per l’abitudine a vivere male cosa è libertà senza verità. Dobbiamo costruire ponti con la salvezza eterna proposta dal cattolicesimo perché è la vera via per tutelare la natura creata da Dio. Il capo supremo poi premurosamente e caritatevolmente invitò tutti i membri della chiesa ambientalista più conservatori e dissidenti a rivolgersi personalmente a lui per esprimergli dubbi  volendo conoscere personalmente le ragioni di detti dubbi e dare spiegazioni personalmente e pubblicamente . (era il 1° di aprile ! ).

(Già pubblicato su La Verità)
 

01 settembre 2014

I nostri fratelli extraterrestri

di Francesco Filipazzi


Il fatto che la Terra possa non essere l’unico pianeta abitato dell’universo è un’ipotesi molto suggestiva e secondo alcuni non così improbabile, date le dimensioni dell’universo e la quantità di corpi celesti presenti in esso.
L’esistenza di forme di vita aliene spaventa molti, mettendo in crisi, secondo alcuni, il cristianesimo, in quanto potrebbe negare l’unicità della Creazione, porre il genere umano in modo diverso nei confronti di Dio (nel caso venisse provata l’esistenza di forme di vita intelligenti), rimettere in discussione il peccato originale e, caso ancora più problematico, mettere in discussione la questione dell’unicità dell’incarnazione di Cristo. Di seguito quindi cercheremo di rispondere ad alcune FAQ (Frequently Asked Questions), riprendendo anche alcuni concetti espressi dal direttore della Specola Vaticana.

Come si dovrebbe porre, dunque, un cristiano nei confronti di un incontro ravvicinato del terzo tipo?
Sostanzialmente la risposta a questa domanda è stata già data nel corso dei secoli da alcuni teologi, che a partire dal Medioevo, con la nascita della moderna astronomia, hanno dissertato riguardo il concetto di Creazione ed evangelizzazione, spiegando che i popoli extraterrestri, se esistenti, sarebbero perfettamente in linea con quanto scritto e insegnato nella Bibbia, esattamente come l’eliocentrismo non mandò in crisi nessuna particolare concezione. Dio è onnipotente e la sua capacità creativa non è concepibile da parte dell’uomo. Di fronte alla vastità dell’universo (o dovremmo dire multiverso?) e ai fenomeni presenti in esso, molti dei quali mai osservati e ancora sconosciuti, non possiamo che inchinarci di fronte alla Sua potenza. Così come ha deciso di popolare un pianeta, può aver deciso di popolarne un altro.

E l'unicità dell'incarnazione?
L’Incarnazione è avvenuta solo sulla Terra, per mezzo della Santa Vergine Maria. Un qualsiasi alieno che volesse salvarsi dovrebbe tenerne conto.

Questi popoli sono necessariamente più evoluti di noi?
Niccolò Cusano ha affrontato questo argomento nel De Docta Ignorantia. In questa opera il Cusano afferma che la conoscenza può essere definita come una proporzione fra ciò che si conosce e ciò che non si conosce. Dio è infinito, quindi inconoscibile e quindi di fronte a Lui dobbiamo solo riconoscere la nostra ignoranza. Cusano descrive poi un universo interminato (non infinito) all’interno del quale possono vivere esseri diversi da quelli presenti sulla Terra. Per Cusano però l’evoluzione non è una questione di natura tecnologica, ma spirituale. Secondo il teologo e matematico, questi esseri, sono anche più evoluti di noi, avendo sviluppato maggiormente le proprie doti spirituali e intellettuali. In realtà l'argomento può rimanere solo nell'ambito ipotetico ma risulta difficile che, senza la Rivelazione cristiana, ci sia stata un'evoluzione spirituale migliore di quella terrestre.

Questi popoli credono in Dio?
Essendo intelligenti e creati da Dio, hanno sicuramente un senso religioso.

L’uomo è stato creato dagli alieni?
E’ interessante notare che l’uomo moderno sia pronto a negare il Dio Creatore, ma prontissimo ad accettare l’ipotesi, senza nessun tipo di prova, di un alieno creatore, che assumerebbe egli stesso il nome di Dio. Dio non è un alieno e qualunque affermazione in questo senso sarebbe totalmente in contraddizione con la dottrina cattolica. Dio è puro spirito e si è incarnato una volta sola in Gesù Cristo. Inoltre vanno rigettate come idiozie o, nel caso, come fantascienza, tutte le ipotesi che attribuissero origine aliena agli angeli. Anche gli angeli, essendo puro spirito, non vivono su altri pianeti. Purtroppo queste concezioni, che vorrebbero dare una forma fisica a Dio e agli angeli derivano dal materialismo imperante. nella società moderna, in cui l’uomo medio non riesce a concepire che esista qualcosa che non abbia una forma fisica, a partire dalla propria anima.

San Giovanni XXIII ha incontrato gli alieni?
In rete si trovano vari video riguardanti l’ex segretario di Giovanni XXIII, il quale dichiarerebbe che il Papa Buono avrebbe incontrato gli alieni nei giardini vaticani. Non si hanno prove in questo senso, ma è interessante, nel caso, pensare al perché gli extraterrestri abbiano deciso di incontrare il Sommo Pontefice. Sicuramente, nei giardini vaticani, è molto più proficuo un meeting con degli alieni, rispetto ad altre recenti esperienze.

Cos’è il multiverso?
Il multiverso è una teoria molto in voga in ambito di fisica quantistica. Una delle teorie più comprensibili in materia è quella secondo cui ad ogni azione si sviluppano varie possibilità dando vita a vari universi. Lanciando un dado nascerebbero automaticamente sei nuovi universi, indipendenti fra loro e totalmente slegati, in modo che da uno non si possa raggiungere un altro. Sembra un’idiozia, ma in realtà vasta parte della Teoria dei Sistemi si occupa di sistemi a biforcazione e caos deterministico. Un’altra teoria riguardante il multiverso è quella per cui esso è una schiuma le cui bolle sono universi. Ogni bolla fa storia a sé e può espandersi, restringersi o esplodere. Anche questa sembra un’idiozia, però si dà il caso che la teoria delle stringhe collimi con questa possibilità di pluralità di universi, governati anche da leggi fisiche differenti fra loro, in quanto alla nascita di un universo le variabili iniziali sarebbero diverse rispetto a quelle che danno vita a un altro. Gli umanisti possono pensare che queste siano pazzie da fisici quantistici con molto senso dell’umorismo, ma nel Medioevo un grande pensatore di nome Roberto Grossatesta, vissuto nel XII secolo descrisse l’universo in latino. Degli studiosi della Durham University hanno tradotto ciò che venne scritto dal Grossatesta in formule matematiche, simulandole al computer, e generando un multiverso.

Perché parlare del multiverso?
Parlare del multiverso è importante per capire la grandezza di Dio, rendersi conto di cosa può essere capace la sua Volontà creatrice e che, nonostante i nostri sforzi, potremo conoscere solo il nostro universo. Gli altri, se esistenti, rimangono affare Suo.