
«Agli ospedali siamo tutti abituati. Diamo per scontato che
ogni città ne abbia più d’uno, e che funzioni!
Ma difficilmente ci si chiede: come sono nati, gli ospedali?». Questa
è la domanda da cui prende avvio il saggio di Francesco Agnoli, docente e
scrittore, intitolato “Case di Dio, ospedali degli uomini – Perché, come e dove
sono nati gli ospedali” (con prefazione di Giancarlo Cesana, Fede e Cultura). Agnoli
affronta l’argomento da un punto di vista non solo storico, ripercorrendo le
tappe della fondazione e della diffusione degli ospedali nell’Europa cristiana
e medioevale, ma anche da una prospettiva teologica e filosofica:
gli ospedali nascono nella Chiesa per opera
di cristiani, laici e religiosi, che, seguendo gli insegnamenti di Gesù (“li
mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.”, Lc 9,2) ed il Suo
comandamento evangelico (“amerai il prossimo tuo come te stesso”, Mc 12,31), si
dedicano al prossimo malato e povero, vedendo nella sua sofferenza la Sofferenza
di Cristo. Il cristiano, in momenti in cui le famiglie pagane si disgregavano
per scappare dalle pestilenze,
soccorre
l’infetto, gli lava le piaghe purulente, suscitando nelle popolazioni un
fascino prima di allora sconosciuto, e che porterà nuove conversioni.