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22 febbraio 2016

NCD, Alfano e le unioni civili: tradimento in vista?

di Marco Mancini


Durante l'Assemblea Nazionale del PD, svoltasi nella giornata di ieri, il premier Matteo Renzi ha lasciato balenare l'ipotesi di porre la fiducia su un emendamento governativo al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Cade, dunque, una delle grandi ipocrisie di questa lunga vicenda, quella secondo cui la proposta di legge sul riconoscimento pubblico delle unioni omosessuali sarebbe di iniziativa parlamentare e pertanto non coinvolgerebbe il Governo.

Il Governo, invece, ora scende pesantemente in campo, dopo il fallimento del tentativo di approvare la legge con l'appoggio del M5S. Come ha osservato Mario Adinolfi, questo dovrebbe farci dormire sonni tranquilli, vista la presenza del NCD di Alfano, sedicente tutore dei principi cattolici, come partner minore all'interno dell'esecutivo Renzi. Eppure tutti siamo presi da una strisciante inquietudine. Come mai?

C'è che in queste settimane Alfano e i suoi hanno già dimostrato tutta la propria inaffidabilità sulla questione, lasciando prefigurare quello che già si annuncia come un disgustoso tradimento nei confronti del proprio elettorato di riferimento.

Le prime avvisaglie si sono avute prima ancora del Family Day, quando il rimpasto di governo ha premiato in maniera deliberatamente sproporzionata il Nuovo Centrodestra: un nuovo ministro (Enrico Costa, con delega agli Affari Regionali e anche alla “famiglia”) e 4 sottosegretari. Un segnale chiaro, teso a rafforzare il concetto sempre affermato da Alfano, ossia che l'approvazione del ddl Cirinnà non avrebbe messo a rischio la tenuta del Governo. 

Ciò nonostante, il giorno del Family Day il ministro dell'Interno ha avuto persino l'impudenza di ricevere al Viminale il portavoce della manifestazione, Massimo Gandolfini, al quale ha assicurato di condividere la battaglia della piazza, che - ricordiamolo a beneficio di Alfano e dei diversamente udenti come lui - ha richiesto a gran voce il ritiro completo del ddl Cirinnà.

Ecco, quando si afferma di condividere una battaglia, ma poi non si fa nulla per sostenerla, e in particolare non si fa l'unica cosa che nella propria posizione si potrebbe fare - ossia minacciare la crisi di governo - si corre il rischio di apparire poco credibili. Questo vale a maggior ragione se appena un anno prima, come risulta da questo video, si è promesso che, in caso di proposte di legge su matrimonio e adozioni per i gay, si sarebbe usciti dal Governo immediatamente.


Caro Alfano, non so se te ne sei accorto, ma il Governo di cui fai parte sta approvando proprio quella roba lì e sembra volerci mettere addirittura la fiducia. Come dici? Le unioni civili non sono il matrimonio? Forse non ti sei accorto che tutti gli articoli del ddl ricalcano per filo e per segno, direi in maniera sfacciata, le formulazioni del codice civile riguardanti il matrimonio. Una mela non diventa una pera per il fatto che la si chiami "pera". A pensare che le unioni civili non abbiano nulla a che vedere con i principi costituzionali in tema di matrimonio e famiglia siete rimasti tu e quel servo del potere che risponde al nome di Pietro Grasso, Presidente del Senato, il quale ha avuto l'ardire di negare il voto segreto sul passaggio agli articoli proprio affermando questa esilarante tesi (il che getta una luce inquietante sull'onestà intellettuale del personaggio, anche rispetto alla sua pregressa attività di magistrato).

Se non capisci qual è la posta in gioco, caro Angelino, delle due l'una: o in questo periodo non sei molto lucido, oppure fingi di non capire. E se fingi di non capire, significa che, come Giuda Iscariota, ti sei venduto per trenta denari, o per qualche poltrona. Leggendo le dichiarazioni di alcuni tuoi ministri, non c'è da tranquillizzarsi.

Anche le uscite apparentemente più dure, come quella della Lorenzin che ha chiesto di trasformare l'utero in affitto in "reato penale" (sic) e crimine universale, nascondono un sottinteso neanche troppo implicito. Lo esplicita lo stesso ministro della Salute quando, rispondendo su Twitter a Monica Cirinnà, afferma di voler "tutelare i bambini che già esistono". Tana per Beatrice! Che vuol dire? Che il NCD è pronto a votare le unioni civili e - se costretto, magari in separata sede - pure la stepchild adoption, in cambio dell'indurimento delle sanzioni contro l'utero in affitto? Sarebbe questo il modo che hanno trovato per salvare la faccia? Noi siamo sospettosi e magari staremo pensando male, ma come si dice... non è che magari ci stiamo azzeccando?

Al di là dei sospetti, resta comunque un fatto politico grande come una casa: la totale passività - e la conseguente irrilevanza - del NCD su tutta la vicenda "unioni civili". E questo è tanto più grave alla luce del fatto che, anche grazie all'impegno di un popolo vilipeso e insolentito dai media di regime, la legge è temporaneamente finita su un binario morto. Basterebbe una sola parola del ministro dell'Interno per seppellirla definitivamente, ma questa parola non è ancora arrivata. Come è noto, si può peccare anche per omissione e qui l'omissione è così evidente che un silenzio del genere risulta addirittura assordante.

Quindi, caro Alfano, sia chiaro che noi - e anche Qualcuno più in alto di noi - ci ricorderemo. Ci ricorderemo di chi avrebbe potuto fare la mossa decisiva e non l'ha fatta, di chi è venuto meno non solo agli impegni presi e alle rassicurazioni fornite, ma alla stessa ragion d'essere del proprio movimento politico. Il NCD è ormai, politicamente, un morto che cammina. Sarebbe disdicevole se uscisse di scena senza aver conservato neanche un briciolo di dignità.
 

26 giugno 2015

L'Ncd approva l'ora di religione gender (con imprimatur Cei)


di Francesco Filipazzi

Quando c'era Rutelli si stava meglio. Sappiamo che è una frase surreale, ma vedendo il comportamento dell'Ncd al Senato, non ci resta altro che rimpiangere quella sinistra cattolica che, fra mille contraddizioni, sui temi etici manteneva comunque una decenza.
Oggi invece l'Ncd, dopo aver partecipato al Family day, quasi cercando di porsi come riferimento politico della manifestazione, con un'operazione furbetta, ha sacrificato sull'altare del cadreghino ben un milione di persone, approvando la riforma della scuola che prevede una forte proposta “educativa” a base di ideologia gender. Che non esiste, ci dicono, eppur si muove.

In poche parole i camaleontici democristiani dell'Ncd, per mantenere la poltrona, hanno votato la fiducia ad una legge che pochi giorni prima sono andati in piazza a delegittimare. Senza vergognarsi. 
Anzi, rivendicando una vittoria enorme, in quanto all'interno della legge da loro approvata è stato inserita una clausola sul “consenso informato” da parte dei genitori, che devono essere d'accordo nel far partecipare i figli a queste lezioni “extracurricolari”, nelle quali, stando a quelle che vengono bollate come leggende metropolitane, a quanto pare si sessualizzano i bambini, si insegna loro ad avere rapporti sessuali, si mostrano loro genitali e si invitano a toccarseli a vicenda. 
I genitori dovranno quindi dire se sono d'accordo o no, grazie ai signori dell'Ncd. Un po' come per l'ora di religione, ma in questo caso probabilmente i genitori che daranno il loro “dissenso informato” non potranno mandare i figli a scuola un'ora dopo. Non è difficile predire che questi genitori, schedati per bene, verranno pressati per dare il consenso, pena la persecuzione del figlio. Nelle scuole italiane certe cose sono avvenute e avverranno ancora, se si tratta di difendere la religione di stato, che nei decenni scorsi era il marxismo e oggi è il genderismo.
La Cei in tutto questo non è pervenuta. O meglio, è sulla stessa linea dell'Ncd. I nostri amati vescovi hanno stroncato il Family day, dicendo che era una chiusura al dialogo, un brutto modo per manifestare il dissenso e via dicendo. I signori dell'Ncd si sono quindi allineati alle linee della Conferenza Episcopale, che evidentemente non ha alcun interesse nel far cadere Renzi. I soldi dell'accoglienza dei migranti non puzzano di certo. 

Postilla. I signori dell'Ncd si sono anche resi protagonisti di un tentativo di disinformazione piuttosto squallido. Sull'Occidentale è stato scritto, riguardo la partecipazione partitica, che in piazza mancavano totalmente Fdi e Lega. Fdi al Senato non c'è, ma alla manifestazione era presente con tutti i circoli romani e non solo. La Lega era impegnata in una festa nazionale, ma al Senato ha votato contro.
Sia di monito a chi ancora corre dietro con la lingua fuori ai vari Quagliariello e agli altri alfaniani, perché a furia di farsi trattare da stupidi, forse stupidi lo si è davvero.