di Francesco Filipazzi
La beatificazione di Paolo VI ha suscitato l'interesse dei media, orfani di un Sinodo che non ha rispettato le aspettative in termini di aperture dannose e contrarie alla dottrina. I Tg e i giornali dunque si sono interessati alla figura del pontefice che ha chiuso il Concilio Vaticano II, descrivendolo come un grande Papa di cambiamento e di riforma, ignari, volutamente o perché ignoranti, del fatto che Paolo VI oggi sarebbe additato come oscurantista e retrogrado.
Il magistero di Giovanni Battista Montini non fu per nulla “progressista” e durante quel pontificato certe discussioni e riflessioni marxiste (sottolineiamo la voluta ambiguità del termine) e kasperiane, sarebbero state respinte con sdegno. Le encicliche parlano chiaro, culminando nella mitica ed eroica Humanae Vitae, scritta in un periodo di rivolgimenti epocali, in cui imperversavano il '68 e la violenza femminista, iniziavano a premere le derive abortiste e divorziste e gli anti concezionali iniziarono ad essere distribuiti come caramelle.
Riguardo
il matrimonio leggiamo ad esempio che “L’amore coniugale rivela
massimamente la sua vera natura e nobiltà quando è considerato
nella sua sorgente suprema, Dio, che è "Amore", che è il
Padre da cui ogni paternità, in cielo e in terra, trae il suo
nome". Il matrimonio non è quindi effetto del caso o prodotto
della evoluzione di inconsce forze naturali: è stato sapientemente e
provvidenzialmente istituito da Dio creatore per realizzare
nell’umanità il suo disegno di amore. […]. Per i battezzati,
poi, il matrimonio riveste la dignità di segno sacramentale della
grazia, in quanto rappresenta l’unione di Cristo e della chiesa”.
La finalità del matrimonio è inoltre indubbia: “Il matrimonio e
l’amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione
ed educazione della prole. I figli infatti sono il preziosissimo dono
del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi
genitori”.
L'aborto
è rifiutato nettamente. Se ne parla nel paragrafo “Vie illecite
alla regolazione della natalità”. “In conformità con questi
principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio,
dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da
escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite,
l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e
soprattutto l’aborto diretto”.
I metodi anti concezionali sono inoltre rifiutati e considerati come via principale all'infedeltà coniugale. Questi metodi sono contrari alla dignità della donna. Il paragrafo 17 dell'enciclica è un vero e proprio colpo di scena: “Si può anche temere che l’uomo, abituandosi all’uso delle pratiche anticoncezionali, finisca per perdere il rispetto della donna e, senza più curarsi del suo equilibrio fisico e psicologico, arrivi a considerarla come semplice strumento di godimento egoistico e non più come la sua compagna, rispettata e amata”.
I metodi anti concezionali sono inoltre rifiutati e considerati come via principale all'infedeltà coniugale. Questi metodi sono contrari alla dignità della donna. Il paragrafo 17 dell'enciclica è un vero e proprio colpo di scena: “Si può anche temere che l’uomo, abituandosi all’uso delle pratiche anticoncezionali, finisca per perdere il rispetto della donna e, senza più curarsi del suo equilibrio fisico e psicologico, arrivi a considerarla come semplice strumento di godimento egoistico e non più come la sua compagna, rispettata e amata”.
Il
lettore penserà che qui si stia cercando di strumentalizzare
un'enciclica. Com'è possibile che il Papa del primo post concilio
non sia moderno e trendy? Ci sarà sicuramente una qualche enciclica
più aperturista. Invece no. Parliamo ad esempio del celibato
sacerdotale. Una delle grandi problematiche dei nostri tempi è la
balzana idea, portata avanti purtroppo anche da qualche sacerdote,
che il prete possa vivere bene la propria vocazione anche se sposato.
Addirittura si narra di preti che in Austria convivono more uxorio
con delle donne e nei puzzolenti salotti televisivi italici capita
che venga proposta l'esperienza del prete che vuole vivere il suo
amore con la donna della sua vita. Paolo VI visse nel periodo in cui
nacquero tutte queste storture e la risposta non si fece attendere.
La Sacerdotalis Caelibatus. Un'enciclica lunga, che analizza il
problema del celibato in modo approfondito e offre tutte le risposte
del caso. Il messaggio è anche qui inequivocabile “ Noi dunque
riteniamo che la vigente legge del sacro celibato debba ancora oggi,
e fermamente, accompagnarsi al ministero ecclesiastico; essa deve
sorreggere il ministro nella sua scelta esclusiva, perenne e totale
dell'unico e sommo amore di Cristo e della consacrazione al culto di
Dio e al servizio della Chiesa, e deve qualificare il suo stato di
vita, sia nella comunità dei fedeli, che in quella profana”.
Abbiamo
qui citato l'ultima e la penultima enciclica di Paolo VI, quelle
scritte dopo il Concilio e quindi quelle che avrebbero potuto
risentire dello spirito del “concilio dei media”. Ma non fu
così, perché Montini non era così. Nella sua prima enciclica,
Ecclesiam Suam, questo pontefice vissuto in uno dei periodi peggiori
per la Chiesa del '900, scrisse nel paragrafo “Vivere nel mondo e
non del mondo: Sarà opportunissima cosa che anche il cristiano
d'oggi abbia sempre presente questa sua originale e mirabile forma di
vita, che lo sostenga nel gaudio della sua dignità e che lo
immunizzi dal contagio dell'umana miseria circostante, o dalla
seduzione dell'umano splendore parimenti circostante.” “Ecco come
san Paolo medesimo educava i cristiani della prima generazione: Non
unitevi a un giogo sconveniente con gli infedeli; poiché che cosa ha
a che fare la giustizia coll'iniquità? e che comunanza v'è tra la
luce e le tenebre?... che rapporto tra il fedele e l'infedele? La
pedagogia cristiana dovrà ricordare sempre all'alunno dei tempi
nostri questa sua privilegiata condizione e questo suo conseguente
dovere di vivere nel mondo ma non del mondo, secondo il voto stesso
sopra ricordato di Gesù a riguardo dei suoi discepoli: Non chiedo
che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non
sono del mondo, come io non sono del mondo.E la Chiesa fa proprio
tale voto.” Un voto portato avanti fra mille difficoltà.
ot la rai contro le sentinelle in piedi?
RispondiEliminahttp://lezpop.it/quelli-che-il-calcio-lucia-ocone-vende-una-sentinella-in-piedi-video/
Caro Filipazzi,
RispondiEliminaavevo espresso analoghe vedute in vari articoli su Libertà e Persona: basta mettere il mio nome per trovarli. Purtroppo i novatores voglio oggi, dopo averlo strumentalizzato per 50 anni, superare il Vaticano II (1965) e perfino il CCC (1997). Come a dire che ciò che ieri era di sx (o sembrava esserlo), oggi, alla luce dell'inarrestabile progresso storico appare di dx, e dunque si deve andare sempre più in là... La Rivoluzione mangia oggi i suoi figli di ier, come uccisero Robespierre. Noi dobbiamo usare non solo il Magistero cattolico, ma perfino Marx (che elogiava l'economia medievale), Stalin (anti gay) e Togliatti (che difese la bontà del Concordato del '29) contro i progressisti-satanisti di oggi... Sapendo però che Dio resta infinitamente più a dx di tutti costoro e di noi stessi: l'eterna destra celeste...
Fabrizio C.