Mentre le Sentinelle in
Piedi vegliano silenziose nelle piazze italiane, accusate per ciò
stesso di essere fasciste e discriminanti, i fautori della gender
theory possono permettersi di diffondere video aggressivi e
offensivi a danno di chi non la pensi rigidamente come loro.
L’omofobo è imputato. E’ il caso del video diffuso su You Tube
“Questa fobia è una abietta mania”.
Siamo tutti maniaci. Ma sarà vero? Proviamo a vedere cosa sostengono i protagonisti del video.
Siamo tutti maniaci. Ma sarà vero? Proviamo a vedere cosa sostengono i protagonisti del video.
Iniziamo con il capitolo
intitolato “Sessualità” (0.21 – 1.47), affidato alle
dichiarazioni di Marzio Barbagli, massimo studioso italiano di
criminalità, sociologo attento alle variazioni della situazione
familiare italiana negli ultimi decenni, il quale purtroppo in ambito
filosofico oscilla tra inesattezze e frizioni. E’ inesatto infatti
ritenere che quella di “natura” e “contro-natura” sia una
affermazione che «nasce dall’etica sessuale cristiana, secondo la
quale gli atti sessuali che non hanno per finalità principale la
procreazione sono atti sodomitici e contro natura». E’ inesatto
non solo perché il capitolo del contro-natura non si limita al caso
sodomita, ma soprattutto perché di Legge Naturale parlarono,
cinquecento anni prima di Cristo e dei cristiani, sia alcuni sofisti
che i grandi Platone e Aristotele. Chiesa, peccato, oscurantismo
medievale e simili frattocchie non hanno dunque a che vedere col
problema del contro-natura. Per quanto odiamo i preti, la questione
di ciò che è naturale e di ciò che non lo è resta aperta e
dibattuta. Laicamente ed aspramente. Continua il professore:
«Quest’affermazione si basa sull’ignoranza, ma ha una lunga
storia che è una storia di fraintendimenti». Quali? Non si sa. Su
tutti, ipotizzo, il fraintendimento che dei figli non possano nascere
in modo naturale da una coppia di omosessuali.
Vi è poi un’ulteriore
precisazione, sulla quale però attesto che si incagliano anche molti
sacerdoti e teologi. Sostiene Barbagli: «c’è questa idea del
contro natura che evoca un’immagine di mostri». E’ la stessa
visione che divulgavano i miei docenti in seminario, sostenendo che
le rigide partizioni della metafisica scolastica ingenerassero sorte
di odi e discriminazioni a livello morale e sociale. Qui urgerebbe un
corso di epistemologia, anzi di più, un ripasso del concetto di
intenzionalità secondo Husserl. Altra cosa è affermare che
alcuni gesti, metafisicamente analizzati, siano contro natura, altra
cosa è ritenere mostri coloro che compiono tali gesti. Ci soccorre
un po’ di santa teologica tradizionale: il peccato originale vuole
che molte cose da noi ritenute normali, siano in realtà abnormi.
Abnormi rispetto al progetto creativo originario. Abituali e
insuperabili per l’uomo in assenza della Grazie divina. Stando al di qua del
teologico e delle sottigliezze scolastiche: un coltello usato per
martellare un chiodo è contro natura, né per ciò quel coltello
parrà mostruoso. Casomai sprecato ed infruttuoso. Frustrante, ecco.
Infine qualche frizione.
L’esperto di criminalità dichiara: «noi sappiamo che questi atti
vengono commessi da tanto tempo anche da eterosessuali e quindi…
gli atti contro natura sarebbero la maggior parte». L’esperto di
criminalità saprà bene che la criminalità è diffusa pressoché da
sempre e dovunque: può questo successo statistico giustificare e
rendere plausibile la criminalità? Spero che Barbagli risponda di
no. Che dunque? L’uomo è fatto per il crimine? Spero che Barbagli
rimarchi il suo no. «È evidente quindi che la natura non c’entra
nulla»? C’entra la natura, eccome se c’entra. E’ la natura
dell’uomo chiamato a giustizia, che per qualche strano motivo si
trova incapace di rispettare e tutelare questo imprescindibile e
profondo valore dell’umanità, la giustizia appunto. E la
sessualità. Unicuique suum. E qual è il suum dell’omosessualità?
L’amicizia, non la pratica sessuale.
Aggiungo solo che il
sodomita diviene mostro a sé prima che ad altri. Soprattutto quando
questi altri hanno ormai abbandonato in massa la via della
santificazione cristiana: «la totalità delle persone che vivono nel
nostro paese seguono un’etica diversa da quella cristiana».

scusa, ma "i grandi Platone e Aristotele" così come i filosofi greci non eran pederasti?
RispondiEliminaE basta con 'sta storia, che ne abbiamo le p***e piene!
EliminaE studiate un po' di più la storia, no?
Lo chieda a Colafemmina. Rimangono dei grandi filosofi, come ammette la comunità mondiale. E rimane che abbiano avviato il dibattito sulla legge naturale una manciata di secoli prima dell'avvento di Cristo e del pensiero cristiano. DMB
RispondiEliminala legge naturale di Platone ed Aristotele comprendeva anche la pederastia?
EliminaDi certo Aristotele fu a favore della schiavitù. Ma questo non fa problema, non solo perché condotta personale e valore intellettuale non sono legate in modo rigidamente biunivoco, ma soprattutto perché lo stesso Aristotele, mentre ritiene con sicurezza e inflessibilità i principi della propria dottrina etica, riconosce che il riconoscimento e il vaglio dei contenuti della medesima possano ammettere ripensamenti e affinamenti nel corso del tempo. In soldoni: il principio della natura è insindacabile, la scelta pro-schiavitù è invece opinabile. Ma chi può opinarla? Il saggio e non il vizioso. Ma chi è il saggio? Arduo a definirsi. Facilissimo invece da individuare il vizioso. Ma lascio a voi di fare i nomi. DMB
RispondiEliminaquindi il diritto naturale allo schiavismo e all'esser pederasti si è mutato nei millenni?
EliminaNo. Leggiti la Etica Nicomachea con un buon commentario e potrai capire. Buono studio. DMB
Eliminano, non leggo roba di pederasti. grazie
Elimina