di Enrico Maria Romano
L’intellettuale
tradizionalista toscano Giuseppe (Pucci) Cipriani (Borgo San Lorenzo, 1944)
offre, probabilmente per la prima volta, uno spaccato ben articolato e
documentato degli ambienti, certamente variegati e non conformisti, del tradizionalismo cattolico italiano nel suo "La memoria negata. Appunti per una storia della tradizione cattolica in Italia" (Solfanelli, Chieti 2013, pp. 440, € 25). Il
titolo dunque, quando parla della “tradizione cattolica”, fa riferimento al
tradizionalismo cattolico italico, soprattutto toscano, e non alla ben più
importante, universale e dogmatica Tradizione, intesa nel dogma quale fonte
della Rivelazione divina accanto alla Sacra Scrittura. Se
il titolo è quindi parzialmente equivoco, il contenuto è assai più vasto, interessante
e vivace, riflettendo ad ogni pagina le impressioni dell’Autore, il quale ha
vissuto in prima persona e dall’interno la nascita e lo sviluppo del cosiddetto
tradizionalismo. Tale tradizionalismo
va inteso sia a livello culturale che socio-politico come un ambiente che
coniuga la difesa della fede cattolica integrale (e non annacquata) con la
simpatia per le forme politiche e sociali dell’ancien régime, qui soprattutto nel senso degli Stati pre-unitari italiani
e più in generale identifica la simpatia per tutte le battaglie di opposizione
ai “progressi” della modernità occidentale (come il divorzio, l’aborto, la
rivoluzione sessuale, la droga libera, l’abolizione delle case chiuse, etc. etc.).
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