di Luigi Corsello
Pubblicato il 06 maggio 2013
C’era una volta un bambino, cresciuto nell'Appennino
Reggiano da una madre rimasta giovane vedova che lavorava 18 ore al giorno per
far campare i figli, i suoi, la suocera e il cognato malato. Un bimbo che dormiva nel lettone della nonna, come tanti bimbi hanno fatto, e
che prima di coricarsi recitava le preghiere nel latino maccheronico ma pieno
d’amore e fede di prima del Vaticano II. C’era un bimbo a cui la nonna insieme alle preghiere insegnò l’esame di
coscienza, a prendere su di sé le proprie responsabilità, a comprendere le
proprie colpe, a leggere la propria vita, il bene e il male, con coscienza.
