"Woke 1 was Crazy", il primo woke era una follia. Così Alexandria Ocasio-Cortez, una delle donne forti dei dem statunitensi, ha liquidato l'ideologia woke (quella che non esisteva), ribadendo poi che per la sinistra è ora di tornare ad occuparsi dei problemi sociali reali. Pur non essendo mossa da sincerità, questa ammissione ha scatenato automaticamente una reazione emulativa, soprattutto in Italia, dove ha avuto lo stesso effetto del guareschiano "Contrordine compagni". Leader politici, senza senso del ridicolo, e quotidiani di sinistra hanno iniziato a prendere le distanze dal wokeismo.
Il tema tocca anche i rapporti interni alla Chiesa cattolica. Ci sono decine di alti prelati, tedeschi in testa, che hanno investito tempo e denaro nel tentativo di cambiare usi e dottrina, inseguendo le mode green e omosessualiste, creando una frattura gravissima, allontanando i fedeli e, soprattutto, offendendo Nostro Signore.
Certificato dunque il fallimento globale dell'ideologia di riferimento, è ora dunque di ricondurre anche i cattolici progressisti alla ragione. I primi falliti di questa vicenda appaiono proprio loro, sedotti e abbandonati (a bordo strada?) dai loro beniamini.
I veri scismatici infatti sono loro, non solo i tedeschi, ma anche tutti coloro che tutt'ora con la scusa della chiesa sinodale, vanno avanti a proporre le loro idee venefiche.
I cardinali conservatori coglieranno la palla al balzo e chiederanno di chiudere il "Sinodo dei gay"?
Noi dal canto nostro, chiediamo al Santo Padre di chiudere i conti finalmente con questi progressisti wokeisti, che oltre a dividere la chiesa ancora una volta sono sconfitti dalla storia.

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