di Giorgio Mariano
Dopo
i vagiti, le prime parole che un bimbo pronuncia goffamente sono “mamma” e
“papà” o “babbo”. Un titolo non solo qualificativo ma anche affettuoso che dà
sicurezza, che esprime identità e in qualche modo comunica al bambino il senso di
protezione proprio della figura paterna, e quello di accoglienza che
caratterizza la figura materna. Le parole, infatti, non sono puro “flatus vocis” ma indicano una ben
precisa realtà e se non esistesse una qualche forma di identità tra parola e
realtà la comunicazione sarebbe impossibile, come la scienza d’altronde.
