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07 maggio 2016

Rispettare il proprio corpo per trovare l'amore vero

OVVERO: PERCHÈ LA GENESI SPIEGA COME VA IL MONDO


Il '900 è stato il secolo della liberazione sessuale e, di conseguenza, della totale sovversione del concetto di amore fra uomo e donna. La maggior parte dei ragazzi nati dopo gli anni '70 non ha avuto la possibilità di sperimentare una concezione sana della sessualità, anche perché i punti di riferimento ecclesiastici si sono spesso adeguati allo spirito del tempo e coloro che dovevano essere un baluardo, in molti casi non lo sono stati. Inoltre gli agenti del Nemico si sono impegnati ogni secondo per distruggere il tempio del corpo, dissacrandolo come fanno con le chiese.

C'è stato però un faro nel buio, un sacerdote polacco che dopo aver aiutato a scrivere l'Humanae Vitae, divenne Papa sotto il nome di Giovanni Paolo II e formulò una Teologia del Corpo talmente potente da essere tutt'ora una delle più belle e poetiche spiegazioni di cosa sia la morale sessuale per la Chiesa (compresa la castità prematrimoniale tanto derisa, quanto necessaria nel mondo odierno), oltre ad essere dirimente per spiegare il metodo naturale, al riguardo del quale sembrava esserci una apertura nell'enciclica di Paolo VI.
I pensieri successivi, sparsi e forse poco organici, sono stati sviluppati dal sottoscritto dopo aver letto il quaderno del Timone riguardante la teologia del corpo e dopo aver letto alcuni scritti del Santo. Consiglio di leggere il racconto della Creazione (peraltro più attendibile di molte teorie scientifiche) per capire davvero di cosa si parla. 

Come trovare la persona giusta

Uno dei principali concetti espressi da Wojtyla riguarda il rapporto fra uomo e donna in base alla logica del dono.  Quando il peccato si frappone fra Adamo ed Eva, i due progenitori si coprono le vergogne, consapevoli di essere nudi. Ciò avviene perché entrambi capiscono di non essere più solo oggetto di amore per l'altro, ma anche di concupiscenza. Oggi sembra assodato che non esista la possibilità che un ragazzo e una ragazza si guardino senza secondi fini e, forse, in molti casi è vero.

Come accorgersi quindi di essere di fronte alla persona che potrebbe passare il resto della vita con noi? Una via potrebbe essere la ricerca dell'antico equilibrio primordiale fra i sessi. Siamo capaci di stare con la persona amata senza accoppiarci in modo sconclusionato ad ogni piè sospinto? Siamo capaci di rimanere uniti nella castità? Se si riesce a vivere un fidanzamento casto si è sulla buona strada per vivere anche un buon matrimonio.
Ciò vale anche per coloro che in precedenza hanno già avuto rapporti sessuali. Oggi purtroppo la verginità non è più un valore, ma accorgersi a un certo punto della propria vita che il sesso velleitario può e deve passare in secondo piano, per una concezione più alta del proprio corpo, libero dalla schiavitù dei sensi, non può che fare bene.

Il matrimonio cristiano è riflesso dell'ordine divino

Sin dall'inizio della Bibbia si può constatare che il progetto di Dio si fonda sull'Uomo e, in particolare, sull'unione fra un maschio e una femmina. Fa riflettere che la definizione della sessualità avvenga quando vengono separati l'uomo e la donna. L'uno si identifica nell'altra e l'una si identifica nell'altro.
Il matrimonio cristiano, che discende direttamente dall'unione della coppia primordiale, si basa su questa identificazione. Il marito e la moglie trovano la loro identità nel matrimonio e nel coniuge. Si pensi ai nostri nonni (e per chi è fortunato ai nostri genitori), sposati per decenni indissolubilmente, tanto da non poter nemmeno immaginare una vita diversa.

Nonostante spesso liti e incomprensioni dividano la coppia, anche in modo grave, gli sposi davvero cristiani non pensano di sciogliere il loro vincolo proprio perché ne andrebbe della loro identità di individui, profondamente cambiata dal matrimonio.
E' anche per questo modo di trovare se stessi in un'altra persona, che il matrimonio non può essere cancellato e, laddove ciò avvenga, non può essere ritentato. La propria identità è una e sposarsi con due persone non è possibile. Oggi viviamo in un'epoca in cui vengono negate le identità personali e forse è per questo che i nemici dell'umanità spingono così tanto sulla distruzione del matrimonio. Rimane però valido che "l'uomo non divida ciò che Dio ha unito", frase detta da Gesù. Non ci sarebbe neanche bisogno di spiegarlo, ma tant'è.

La prova che le categorie di maschio e femmina sono presenti nella mente di Dio è presente nella Genesi. "Si chiamerà donna PERCHÈ dall'uomo è stata tolta".

Il preservativo inquina (la mente e l'ambiente)

Vedere i paladini del moderno ambientalismo indignarsi se si mette in discussione il preservativo fa ridere. Il preservativo inquina l'ambiente e quindi riteniamo che Papa Francesco non possa in alcun modo aprire al suo utilizzo. Altrimenti si rischia che i pesci ne risentano e qualche organello monocellulare rimanga impigliato in una massa di lattice schifosamente abbandonata in spiaggia.
In effetti il ragionamento appena espresso, che offro volentieri alla Segreteria di Stato nel caso servisse, potrebbe essere una valida via d'uscita a certe presunte aperture odierne.
Il cattolico però sa qual è la vera problematica legata all'inquinamento indotto dal preservativo, cioè l'inquinamento mentale. Oggi viviamo in una società pornografica che ci bombarda di messaggi sessuali. Resistere è difficilissimo e richiede un dominio di sé fuori dal comune, che infatti molti non hanno. Laddove non riesca l'abbordaggio di un oggetto sessuale, esiste la prostituzione, altra piaga che non può essere accettata.

Non avere autocontrollo però ci riduce al rango di animali, schiavi dei propri sensi e dei propri istinti. Il preservativo e gli anti concezionali in genere, sono ciò che ci permettono di essere appunto totalmente guidati dai nostri desideri sessuali, senza però prendersi le responsabilità che ne derivano. Il sesso senza procreazione è chiaramente una forma di sovversione, prodromo all'ancora più aberrante procreazione senza sesso che ormai ci viene propinata come faro di civiltà.
Anche in questo caso la teologia del corpo spiega che lo spreco di sé derivante da atti sessuali non procreativi e non derivanti da affetto fra coniugi, inficiano la personalità dell'individuo, così come l'autoerotismo, la pornografia, il sesso a pagamento e via dicendo.

La fedeltà ancora prima di conoscersi

Tornando alla verginità (o in alternativa a una prolungata castità), è chiaro che essa sia una valore assoluto. Un uomo e una donna che si sposano vergini, oltre ad aver compiuto una grande impresa contro il Demonio, che gode nella distorsione della sessualità e nello spreco di essa e, dunque, spinge l'uomo di oggi a spendere il proprio corpo in modo inconsulto, potranno dire di essere stati fedeli l'uno all'altro da sempre, ancora prima di conoscersi, poiché in realtà loro erano già uniti nei piani divini ed erano destinati a ricomporre l'antica coppia. Arrivare vergini al matrimonio vuol dire essere nuovi Adamo ed Eva.

Non c'era bisogno dei drogati orientali

Come si vede, la sessualità vista in chiave cristiana richiede una conoscenza di sé stessi molto approfondita, auto riflessione, meditazione e capacità di resistere al mondo e ai suoi stimoli. Essere "altro" dal mondo, riuscire a giungere ad un livello superiore dell'esistenza, sono prerequisiti fondamentali per ogni cristiano che si rispetti. Non c'è dunque bisogno delle drogaticce sette orientali che propongono il Nirvana o di nutrirsi di mele, per riuscire ad elevarsi. "Basta" Gesù Cristo.

Postilla su Amoris Laetitia

Dopo i ragionamenti di cui sopra e alla luce degli stessi, urge contestualizzare la morale sessuale di Dio con quella che purtroppo viene oggi propagandata anche tramite documenti come Amoris Laetitia. Quest'ultima, se confrontata con gli scritti di Giovanni Paolo II appare di un livello decisamente inferiore, sia per linguaggio che per profondità di ragionamenti. Un documento ambiguo che ha anche l'aggravante di aprire a concetti contrari alla morale millenaria della Chiesa. Appare urgente quindi buttare nel cestino l'esortazione post sinodale e recuperare il vero insegnamento cattolico.

 

10 settembre 2015

La bellezza del Matrimonio Cristiano #1


di Alessio Calò

Basta, non ce la faccio più. Si continua a parlare di separazioni, divorziati risposati, nullità del matrimonio, scioglimento del vincolo... BASTAAAA! E che diamine! Se penso che noi cattoblogger - che proviamo con tutti i nostri limiti a fare un po' di sana informazione - continuiamo a parlare di queste cose tristi e soprattutto brutte - permettetemi di dire brutte, brutte, brutte (ma di una bruttura metafisicamente intesa, ovvero contraria alla Bellezza dell'Assoluto) - mi viene un senso di affanno, mi manca l'aria, mi manda in depressione, mi rende svogliato (e questo la redazione sa quanto sia vero).
Partendo da uno spunto di Fabrice Hadjadj ("C’è bisogno di news, e dunque di cose nuove, ma queste cose nuove ci fanno perdere di vista ciò che già c’è, ciò che è donato. La loro pretesa novità vuole essere dimostrazione di potenza ma in verità si fonda sull’incapacità di meravigliarsi, e conduce così alla scomparsa dell’umano a vantaggio del trans-, del post- o dell’inumano… Noi proveremo a fare qui una cosa diversa. Parleremo dell’umano, per quel poco che gli resta."), vi annuncio il mio impegno a partire da oggi a scrivere una rubrica (anche se per precauzione non fisso cadenza né durata) sulla bellezza del Matrimonio cristiano, benedetto da Dio fin dalle origini ed elevato da Cristo a sacramento, in cui attingerò ampiamente dalla sapienza bimillenaria della Chiesa. Affido questa rubrica ad un Santo che ha fatto del Matrimonio il vessillo del suo Pontificato, il Santo Giovanni Paolo II: pregate affinché mi sproni la volontà e mi illumini l'intelletto.

Allora, partiamo con la rubrica. Ho scritto sopra che il matrimonio è stato benedetto da Dio fin dalle origini. Diciamo che ce n'è già abbastanza per un primo articolo: il matrimonio come creazione di Dio fin dal principio si potrebbe definire - forse osando - la Sua più bella invenzione. Parlando di creazione non posso che fare riferimento ai primi tre capitoli della Genesi (in particolare il secondo racconto della creazione, Gn 2,4b-25): da lì (con un po' di Catechismo e di sana teologia) verranno alcune mie riflessioni.


Il matrimonio come realtà naturale è un concetto da sempre presente nel Magistero: il Catechismo, al punto 1603, dice che "la vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell’uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore". Si tratta di una vocazione che realizza pienamente quella relazionalità che differenzia l'uomo dalle altre creature terrestri (derivavando dalla sua natura spirituale), e che si presenta nel momento in cui l'uomo non trova (e con immensa gioia) un aiuto che gli sia simile. Nell'enciclica Caritas in Veritate, al punto 53, Benedetto XVI scrive che la solitudine è una delle più profonde povertà che l'uomo possa sperimentare, e sottolinea che tutte le altre povertà (di tipo materiale e spirituale) nascono dall'isolamento, dal non essere amati e dalla difficoltà di amare: in effetti, e questa è una verità di cui facciamo ogni giorno esperienza, "la creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali", in particolare quella con Dio. Di questa relazionalità fa parte anche la sessualità, essendo l'uomo un essere di carne e spirito, di corpo e anima. Come ci insegna la buona filosofia, l'anima è la forma ed il fine del corpo, il quale è segno di comunicazione e racchiude il senso relazionale dell'essere umano: esso rende presente la persona e attua in modo proprio le relazioni personali. La persona è sessuata perché è corporale: il sesso non è una parte del corpo, ma lo costituisce, e la diversità fisica è una differenza naturale che pervade l'intera persona e rappresenta due modalità dell'essere umano.
Dio inoltre non solo crea maschio e femmina, ma li crea come coppia, e l'unità dei due è il frutto di una scelta libera (che comporta l'abbandono dei genitori) che coinvolge intelletto e volontà, ma che è anche un'unità della e nella carne, fondata sulla complementarietà sessuale, in ordine alla procreazione, una missione ("siate fecondi e moltiplicatevi"). In questo modo la copula diventa atto proprio degli sposi, nella quale uomo e donna si donano mutuamente la potenzialità di diventare padre e madre: i due diventano un unico principio di generazione, origine di nuove relazioni. La sessualità conferisce dunque una potenzialità divina, la pro-creazione, ovvero la capacità di porre in essere un altro individuo, anche lui chiamato a vivere le proprie relazioni interpersonali, tra cui quella con il Signore, partecipando a quel disegno salvifico pensato da Dio prima della creazione del mondo. Meraviglioso.