di Ilaria Pisa - leggi qui la prima parte
Pubblicato il 27 maggio 2013
Torniamo a Lea Melandri e ai suoi voli pindarici: “Ma se sono madri snaturate, donne capaci di dare la vita così come la morte, non si ammette implicitamente che la violenza che subiscono se la sono in qualche modo meritata?”. La logica scricchiola: il ragionamento reggerebbe soltanto se tra donna-che-sta-per-abortire (o ha abortito) e donna-oggetto-di-violenza (non solo sessuale) ci fosse una significativa sovrapposizione. Dove sono le prove di ciò?

