di Alfredo Incollingo
Jacques Cathelineau era un sacrestano e un venditore ambulante, ma scelse
ugualmente di guidare l'esercito cattolico nella guerra civile in Vandea.
Su consiglio del parroco della sua parrocchia decise di combattere a fianco
degli insorti, nonostante avesse una grande famiglia e poca esperienza
nell'arte militare. Si diede alla macchia con un nutrito gruppo di suoi
vicini di casa, ai quali si aggiunsero nel tempo gli uomini più valorosi
del suo villaggio, Le Pin-en-Mauges, nell'attuale regione francese della
Loira. Tra azioni di sabotaggio e di guerriglia Jacques arrecò ingenti
danni alle guarnigioni repubblicani, che iniziarono a temerlo seriamente.
La sua banda raggiunse le tremila unità e iniziò ad attaccare i piccoli
villaggi occupati dai giacobini. Fu un susseguirsi di piccole vittorie e la
sua popolarità crebbe enormemente. I vandeani lo preferivano a tanti altri
generali e i capi ribelli non poterono non accorgersi di quell'umile e
valoroso stratega. Lo trattavano da pari e furono costoro a eleggerlo
generalissimo, un titolo militare che gli attribuiva grandi onori, ma anche
gravose responsabilità nell'esercito cattolico vandeano. Il 29 giugno 1793
si presentò con quarantamila soldati nei pressi di Nantes, che era in mano
repubblicana. Aveva previsto di catturare in poco tempo quella città, ma
non fece i conti con l'organizzazione dell'impresa.
Era sì superiore per
numero di uomini, ma i suoi avversari erano meglio preparati ad affrontare
l'assedio. Gli assalti furono vani, nonostante si sforzasse in prima
persona di guidarli. Lottò strenuamente con le sue truppe sotto le mura di
Nantes, incitando e pianificando gli attacchi, ma non ebbero mai gli
effetti sperati. Durante una carica, da una finestra, una pallottola lo
ferì gravemente. Il panico si diffuse tra i vandeani che ripiegarono
celermente per sfuggire ai colpi di fucile dei repubblicani. Il 14 luglio
1793 il Santo d'Angiò, come venne chiamato dai sodali, morì per le ferite
riportate a Nantes.
Pubblicato il 04 marzo 2018

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