L’ambiente cattolico generalmente si entusiasma poco
per la geopolitica. Un occhio di riguardo viene certamente riservato a tutti
quei luoghi dove i cristiani sono perseguitati, ma in genere sulle varie crisi
locali e globali si tende a non infervorarsi, in quanto il Vaticano riesce
sempre ad esprimere una linea coerente e spesso più corretta di molte potenze.
Anche la ricerca di un leader che guidi il mondo non interessa, in quanto il
leader c’è ed è il Papa, emissario dell’unico vero riferimento, che è Cristo. Lascia quindi molto perplessi la posizione di certi
cattolici (fortemente influenzati da anni e anni di sudditanza verso un padrone
d’oltremare), che ad ogni colloquio o incontro di Papa Francesco con il leader
russo Putin hanno una crisi di nervi violenta, che li porta a scrivere
vagonate di articoli di critiche alla politica russa, rispolverando una visione
del mondo antica e vetusta, risalente a prima della caduta del Muro e cercando
di far passare l’idea che la Russia di oggi sia l’Urss di ieri. Addirittura
questi signori, atlantisti fino al midollo, si arrischiano nel parlare di
“mondo libero”, indicando con questa espressione il mondo occidentale, oggi
guidato dall’abortista e genderista Obama.
Evitando di entrare nel merito delle più o meno legittime
critiche a Putin, che non ha bisogno di noi per difendersi, vorremmo ricordare
a lorsignori un paio di cose, riguardo il loro “mondo libero”, al loro
atlantismo, agli illuminati Stati Uniti d’America e alla conciliabilità fra il
cristianesimo e la concezione del mondo espressa negli ultimi 40 anni dalla
“patria delle mille opportunità”. Non stiamo qui parteggiando per Putin e
sappiamo che i cervelli rattrappiti di qualcuno non lo capiranno, perché le
persone che cercano di fare discorsi leggermente più elevati, generalmente non
trovano posto nelle menti manichee dei pasdaran di una o dell’altra parte.
A questi signori quindi iniziamo a ricordare che
l’abominevole e satanica rivoluzione dei costumi che ha rovinato il mondo
occidentale nasce proprio negli Stati Uniti. I fiumi di droga che hanno
rovinato i cervelli di milioni di persone hanno la loro sorgente nella cultura
hippie, nell’LSD e nella marijuana e i modelli fallimentari della droga libera
sono stati importati in Italia dopo essere stati testati proprio negli Stati
Uniti.
La rivoluzione sessuale nasce negli Stati Uniti e si
porta dietro la cultura dell’anticoncezionale, del controllo delle nascite e
quindi dell’aborto. La prima clinica per il controllo delle nascite non per
niente viene aperta nel 1916 negli USA.
La distruzione dei modelli familiari nasce nel mondo
anglosassone, con in testa gli States, dove ormai da decenni non esiste più una
vera idea di matrimonio, così come ormai non ci sarà più in Italia.
Da Lady USA abbiamo acquistato anche, senza bisogno
di trattati di libero scambio, la cultura omosessualista e la teoria del
gender, che i signori atlantisti sembrano avversare così tanto, ma a quanto
pare pur di dimostrarsi supini ai liberi americani, sono pronti a dimenticare.
Che dire poi (e qui davvero cadono tutte le foglie
di fico di questi signori) dell’ideologia che vorrebbe fare della pedofilia un
orientamento sessuale normale, al pari di quello eterosessuale? Ovviamente
anche queste teorie demoniache nascono nel brodo primordiale degli Stati Uniti
e pian piano vengono assorbite anche da questa parte dell’oceano.
Fino a qui abbiamo parlato principalmente di morale
sessuale e per non fare la figura dei bacchettoni, proseguiamo parlando
dell’idea di uomo che viene espressa dalla meravigliosa cultura americana. La
parola consumismo è forse quella che meglio esprime lo stile di vita
dell’americano medio e, sinceramente, non ci pare un vocabolo molto in linea
con il Vangelo. La cultura consumista e materialista, quella dei disumani
ipermercati, del cibo buttato via, dell’obesità dai tre anni in su e via
dicendo, è quanto di più lontano ci sia dal messaggio cristiano. L’uomo
consumatore è ciò che noi dobbiamo combattere ed evitare a tutti i costi e
riconoscere che questo modello nasce proprio nella patria del progresso a tutti
i costi, è un primo passo per cercare di tornare indietro.
Forse questo a lorsignori non basta, perché in
effetti Putin mette a tacere gli oppositori politici e di tanto in tanto
utilizza la forza militare, mandandoci di mezzo qualche civile. Eppure la vita
dei civili non sembra così importante, quando si tratta delle migliaia di
vittime civili provocate dalle bombe americane nelle guerre per il petrolio.
L’aggressione all’Iraq che ha provocato una scia di sangue, cristiano e non,
che si allunga di giorno in giorno, non grida forse vendetta a Dio? Le guerre
“giuste” che hanno massacrato donne e bambini sono accettabili in base a chi
lancia il missile? Sembra un ragionamento un po’ relativista, eppure la vita di
una persona, per certa gente si valuta in base a chi la toglie.
Detto ciò, dobbiamo quindi stare con la Russia o con
gli Stati Uniti? La risposta è semplice. Noi stiamo con la Chiesa di Cristo,
Putin e Obama se vogliono si pentano e si aggreghino.

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