di Giuliano Guzzo
Nei giorni scorsi due attiviste di estrema sinistra travestite da
agenti di polizia hanno assalito, devastandolo a colpi di manganello, il
grande presepe nella Gran Place di Bruxelles. In un istituto di
Bergamo, invece, il presepe è stato direttamente
vietato dal preside perché a suo dire discriminerebbe e ieri un
giovanotto, noto come “il nazista dell’Illinois”, ha condiviso su
facebook inviando i suoi seguaci a fare altrettanto fotografie di se
stesso insieme ad una pornoattrice intenta a scimmiottare la Madonna.
Mancano ancora più di due settimane al giorno di Natale, ma l’odio
anticristiano è già protagonista indiscusso delle cronache, nazionali e
non.
Naturalmente si può benissimo giocare la carta della minimizzazione,
ma i fatti – per chiunque non abbia i paraocchi – parlano chiaro. E
confermano che il sociologo Philip Jenkins ha ragione da vendere quando
rileva che l’anticattolicesimo, ormai, è «l’ultimo pregiudizio accettabile»;
non puoi muovere critiche all’immigrazione incontrollata che subito
scatta l’accusa di razzismo, non puoi sollevare perplessità verso le
rivendicazioni LGBT che c’è già lì, pronto ad aspettarti, il marchio
infamante di omofobia. Però contro la Chiesa e i cattolici non solo
tutto è permesso, ma financo la più escrementizia delle provocazioni
viene elevata a gesto eroico, a solenne esercizio di critica.
E le responsabilità di tutto questo di chi sono? Di più d’uno, ovvio.
Certo è che i diretti interessati, vale a dire i cristiani, da un po’
di tempo hanno smesso, per così dire, di fare il loro mestiere. Che non è
quello di appiccare roghi o scatenare crociate, ma non è neppure quello
di porgere a priori l’altra guancia o di ignorare quel vento
preoccupante che oggi permea parlamenti e università, redazioni e
scuole. Il livore anticristiano e contro il Natale, infatti, c’è ed è
esibito sguaiatamente. Vogliamo dividerci sulla risposta da dare?
Dividiamoci pure – anche se una strada non esclude l’altra – fra
preghiera e reazione, fra silenzio e parola. Non facciamo però più finta
di nulla; perché martiri sì, se tocca: ma fessi no.
http://giulianoguzzo.com/2014/12/07/quellodio-contro-il-natale/ Pubblicato il 09 dicembre 2014

Articoletto breve, ma splendido, condivisibile più che su tutta la linea.
RispondiEliminaTommaso Pellegrino - Torino
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