Finalmente
la rivoluzione che molti italiani, con trepidazione quasi isterica,
stavano aspettando fin dai tempi della “rottamazione” ha avuto
luogo: Matteo Renzi trionfa alle auto-elezioni e si insedia a Palazzo
Chigi. Conscio che il fatto di essere il segretario del principale
partito fra quelli che sostenevano il grottesco governo Letta lo
esponesse al serio rischio di non vincere le prossime elezioni e di
non coronare mai il suo sogno di guidare a sua volta un governo
altrettanto grottesco, Renzi ha accelerato i tempi e si è fatto
trionfalmente plebiscitare… dalla Direzione Nazionale del Pd. Ora
potrà perdere le prossime elezioni in tutta serenità, avendo già
vinto il festival di Sanr… ah, no, scusate… volevo dire: avendo
già fatto il Presidente del Consiglio.
I bene informati sostengono che questa manovra segni la fine dei “governi del Presidente” e del ruolo cruciale di Giorgio Napolitano. A sostegno di questa indiscrezione si adduce l’uscita, qualche giorno fa, del libro di Alan Friedman “Uccidete il gattopardo”, per i tipi di Rizzoli. Il libro contiene uno scoop clamoroso, rivelando cose che tutti già sapevano nel momento stesso in cui stavano avendo luogo. Pensate un po’: Friedman ha scoperto che la caduta di Berlusconi e l’ascesa di Monti furono frutto di una golpe bianco pilotato da Napolitano. Non l’avrebbe mai davvero detto nessuno… La vera utilità di tale uscita sembra davvero essere quella di lanciare una sorta di messaggio cifrato all’inquilino del Quirinale: attento che il tuo tempo sta scadendo. A quel punto Napolitano avrebbe provveduto a telefonare a Renzi per comunicargli di persona che l’ora X era giunta. In soldoni, Napolitano ha voluto eseguire direttamente una decisione che aveva capito essere già stata presa, lui volente o nolente. Aspettiamo ora altri due o tre anni per leggere un altro libro che riveli ciò che ho appena scritto.
Quanto alla
squadra di Governo, che dire? Boh… Ma chi sono questi ? Finita
l’epopea dei “vedroidi” sembra iniziata l’era delle
“renzine”. Angelino-ino-ino Alfano porta a casa una rutilante
vittoria politica: è riuscito nell’impresa di tenere le chiappe al
Viminale e a salvare ben due dei suoi. All’economia si segnala,
direttamente dall'Ocse (ebbene sì…) Pier Carlo Padoan, a
proposito del quale ci rassicura il commissario degli Affari
economici dell'Unione Europea Olli Rehn: “Il nuovo Ministro
dell’Economia italiano sa cosa deve essere fatto”. Sarebbe
gradito che lo rivelasse anche a noi: qualora ci toccasse espatriare,
ci piacerebbe un minimo di preavviso…
Qualcuno
potrà pensare che io sia il solito pessimista che vede tutto nero. E
invece no. So trovare dei lati positivi nel nuovo Governo: niente più
Emma Bonino agli Esteri! Evviva! E ci siamo pure levati dai piedi la
Kyenge!
Ora scusate:
devo andare a rinnovare il passaporto. Non si sa mai…
Pubblicato il 24 febbraio 2014

Plauso al camerata Figlipazzi!
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