Solo qualche settimana fa avevamo trattato il tema delle infedeltà del clero, citando tra i numerosi casi la
conciliante dichiarazione di un vescovo siciliano sul Gay Pride di Palermo.
Oggi possiamo constatare con piacere l’esistenza di sacerdoti che, al contrario,
non hanno voglia di scendere a compromessi, ma continuano a proclamare la
Verità tutta intera.
E’ il caso di don Fabrizio
Moscato, segretario proprio dell’arcivescovo di Palermo Rosario Romeo. In
breve, i fatti sono questi: in occasione della festa patronale cittadina, il
tradizionale “Festino” di Santa Rosalia, l’amministrazione comunale guidata dall’ineffabile
Leoluca Orlando ha pensato bene di rinfrescare un po’ la memoria ai
palermitani, riproponendo qualche (s)gradito assaggio di propaganda
omosessualista. Così, sulla facciata della Cattedrale sono state proiettate,
tra l’altro, immagini sull’“amore gay” e le “famiglie arcobaleno”, oltre al logo
ufficiale del recente Pride. Per non parlare del fatto che, a quanto ha
rivelato lo stesso don Moscato, la statua della Santuzza è stata costretta a
transitare sotto un arco decorato con “motivi orgiastici”.
Insomma, un vero e proprio
affronto, che l’assessore comunale alla Cultura non ha avuto neanche il
coraggio di rivendicare, negando qualsiasi intento provocatorio. Don Fabrizio,
però, non ha taciuto. Ed è sbottato, anche se in maniera un po’ inconsueta, sul
proprio profilo Facebook. Una presa di posizione apprezzabile soprattutto
perché, nonostante lo stile semplice e colloquiale tipico dello strumento e lo
stato di comprensibile alterazione emotiva, il sacerdote ha dimostrato lucidità
di pensiero. Nessuna sbavatura, nessuna parola fuori posto, nessun attacco alle
persone, insomma nessuna controproducente concessione allo stereotipo
caricaturale del “becero omofobo”. Una denuncia senza sconti, ma nient’affatto
sguaiata, dell’ideologia omosessualista e della strumentalizzazione operata “da
minoranze che hanno uno sguardo falso e deviato”.
Minoranze che evidentemente,
però, sono molto influenti, visto l’interesse manifestato nei loro confronti
dal sindaco Orlando, passato dalla democristianeria al giustizialismo
all’omosessualismo spinto senza transitare dal Via. Minoranze che non si
contentano di dedicarsi liberamente alla loro pratica disordinata, ma si
sforzano di imprimere a forza, con odiosa prepotenza, il proprio marchio sul
corpo, per ora simbolicamente costituito di pietre, dei recalcitranti. E’ una
scena che a noi cattolici dovrebbe far drizzare le antenne e suonare un
campanello d’allarme, perché abbiamo già letto qualcosa di simile da qualche
parte. “Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, liberi e schiavi ricevessero un
marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o
vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo
nome” (Ap 13,
16-17).
Siamo troppo apocalittici? Forse.
Ma ci consola il fatto che, nell’epoca delle leggi “contro l’omofobia”, vi
siano sacerdoti (e anche Vescovi, come dimostra il discorso di ieri del card. Romeo) capaci di leggere e interpretare certi “segni dei tempi”. Fosse
solo per questo, anche se non lo conosciamo, anche se magari non avrà la nostra
stessa sensibilità tradizionale, ci sentiamo di dire: 10, 100, 1000 don
Fabrizio!
Pubblicato il 16 luglio 2013

Segnalo a tutti che il noto sito d'informazione cattolico "La Nuova Bussola Quotidiana" ha lanciato una sottoscrizione-appello: "No alla legge contro l'omofobia". Non è necessario soffermarsi sulla pericolosità di questa sciagurata e miserabile proposta di legge, già ben nota qui. Promotore dell'appello è il giurista Gianfranco Amato, presidente della meritoria associazione "Giuristi per la Vita" che, anche in ambito europeo, si batte contro le perverse ideologie abortiste e omosessualiste.
RispondiEliminaL'appello è stato raccolto e rilanciato da decine di altri siti cattolici e di destra, tra i quali "Cultura Cattolica", "Tempi", "Corrispondenza Romana", Riscossa Cristiana".
Occorre agire, con coraggio e determinazione.
"Se un uomo non sa rischiare nulla per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui". Ezra Pound.
Salve amici. Il problema sono i "giovani" sacerdoti. Eccovi un caso di prete sgallettato di recente filmato: http://www.youtube.com/watch?v=KAVXn2SypbY
RispondiEliminaPerdonaci, o Signore!
Il card. Romeo avrebbe dovuto e potuto fare ben altro, almeno l'indomani alla processione... invece Orlando era accanto a lui che se la rideva.
RispondiEliminaPino
Vedo che anche Campari e de Maistre ha pubblicato il banner (qui in alto a sinistra) per la raccolta di firme contro la legge sull'omofobia. Ottima scelta, che mi conferma nella mia stima per gli animatori di questo sito.
RispondiEliminaFirmiamo tutti: atto minimo, ma importante.
Atto inutile perché chiunque può firmare decine e decine di volte con nomi di fantasia.
RispondiEliminaGià, già, come gli appelli di "Repubblica". Ve li ricordate? Solo che noi di Destra siamo persone per bene.
RispondiEliminaSilente, l'inutilità degli appelli di Repubblica non rende l'inutile raccolta firme contro la legge anti-omofobia meno inutile. Però così mostri di essere stato punto sul vivo e di aver reagito come i cani di Pavlov, per riflesso condizionato, tirando fuori Repubblica, la cui inutilità non c'azzecca e non c'era motivo di evocare, se non per reazione animale. Dovresti farti vedere da uno bravo.
RispondiElimina