02 novembre 2018

Appunti sulla storia della musica sacra/4

di Aurelio Porfiri
Ricostruire la liturgia dei primi secoli non è una cosa semplice e questo è stato già osservato da molti studiosi. Come abbiamo già detto c’è la questione dell’influenza della liturgia ebraica su quella cristiana; alcuni studiosi pensano che questa influenza sia stata veramente importante come troviamo in un libro chiamato “Il sacro ponte“, scritto da Eric Werner. Altri pensano che in realtà le due liturgie, quella ebraica e quella cristiana, siano cresciute insieme.

Abbiamo alcune importanti testimonianze di una prima innodia cristiana, almeno secondo alcuni studiosi, in alcune lettere di San Paolo. In effetti, alcuni dei passaggi, sembrano riferire quasi alla citazione di primi inni cristiani. Pensiamo alla seconda lettera a Timoteo (2, 11-13):

“Certa è questa parola:  

Se moriamo con lui, 

vivremo anche con lui;  

se con lui perseveriamo, 

con lui anche regneremo;  

se lo rinneghiamo, 

anch'egli ci rinnegherà; 

se noi manchiamo di fede, 

egli però rimane fedele, 

perché non può rinnegare se stesso”. 

Insomma, questo esempio, ed altri, mostrerebbero come in San Paolo vengono citati alcuni inni cristiani degli inizi. Queste sono ovviamente soltanto delle ipotesi di studiosi ma vengono accreditate da vari decenni di studi.

C’è un passaggio importante negli scritti del filosofo Filone di Alessandria che riferisce di alcune celebrazioni liturgiche che hanno fatto pensare essere questa una descrizione di una liturgia dei primi cristiani; in realtà sembra si tratta della descrizione della liturgia di una setta giudaica.

Nella prima lettera di Clemente romano, successore dell’apostolo Pietro nella sede di Roma, troviamo quanto segue: “Sono per noi evidenti queste cose e siamo scesi nelle profondità della conoscenza divina. Dobbiamo fare con ordine tutto quello che il Signore ci comanda di compiere nei tempi fissati. 2. Egli ci prescrisse di fare le offerte e le liturgie, e non a caso o senz’ordine, ma in circostanze ed ore stabilite. 3. Egli stesso con la sua sovrana volontà determina dove e da chi vuole siano compiute, perché ogni cosa fatta santamente con la sua santa approvazione sia gradita alla sua volontà. 4. Coloro che fanno le loro offerte nei tempi fissati sono graditi e amati. Seguono le leggi del Signore e non errano. 5. Al gran sacerdote sono conferiti particolari uffici liturgici, ai sacerdoti è stato assegnato un incarico specifico e ai leviti incombono propri servizi. I1 laico è legato ai precetti laici”.

Insomma, ci si cominciava a preoccupare per l’ordine e la disciplina nella liturgia, anche se non erano tempi semplici viste le difficoltà in cui i primi cristiani si trovarono a vivere.

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