L'opinione pubblica italiana è stata scossa dal "caso Signorini", scatenato da Fabrizio Corona con la sua trasmissione Falsissimo, in onda solo su YouTube ma capace di capitalizzare 6 milioni di spettatori.
Secondo Corona, che a prova di quanto dice porta stralci di chat e telefonate registrate, il sistema degli ingressi al Grande Fratello sarebbe gestito da Alfonso Signorini in modo totalmente clientelare e per ottenere l'ingresso nella casa, i ragazzi maschi ed etero dovrebbero accettare di andare a letto con lui. Ci sarebbe dunque, più in generale, stando alla ricostruzione dell'ex Re dei Paparazzi, un sistema di estorsione e ricatti basato su favori omosessuali a cui gli uomini devono sottostare per poter lavorare in TV. Chi non si conforma è fuori.
Dunque Corona scopre l'acqua calda e denuncia l'esistenza di una "lobby omosessuale" nel mondo dello spettacolo. Peraltro, se tutto venisse confermato, dato che lo stesso testimone-chiave, Medugno, non gli si è concesso, Signorini non avrebbe effettivamente stuprato nessuno. La vicenda, moralmente infima, probabilmente non avrà esiti giudiziari.
Ciò che però ci interessa è un risvolto implicito.
La suddetta potente lobby, molto interessata a portare avanti le rivendicazioni del gender e del wokeismo, negli anni ha indotto fior di personaggi pubblici ad essa asseggotati ad assumere pubblicamente posizioni ideologiche volte ad orientare l'opinione pubblica verso l'agenda "dei diritti gay", drogando un dibattito che, siamo sicuri, non avrebbe altrimenti avuto molto mercato nè mediatico nè politico.
Sarà dunque necessario rettificare molte delle prese di posizione dei Vip e le loro partecipazioni a certe inziative, che evidentemente non erano sincere, ma hanno ad oggi compiuto danni irreparabili.

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