di Marco Crevani
Mi permetto di tornare sulla vicenda segnalata dall’ottimo Giorgio Enrico
Cavallo, ossia
la rimozione del quadro di Waterhouse “Ila e le ninfe”
(1896) dalla Art Gallery di Manchester. Non sono un critico d’arte e non
pratico la mitologia greca, ma la curiosità resa così appagabile dalla Rete
mi ha fatto subito evidenziare e cliccare su quello strano nome maschile.
La nota enciclopedia on-line e il vecchio “Dizionario di Mitologia” del
Tocci, seppur ovviamente meno esplicito, concordano e forniscono quella che
mi pare la probabilissima spiegazione della censura.
Giudicate voi stessi.
Eh sì, amici, non sembra una pruderie impazzita nell’era della
pan-pornografia quella che rimuove dalla parete del museo di Manchester i
volti meravigliosi e i castissimi seni delle ninfe di Waterhouse. Sa molto
di una precisa operazione di psicopolizia da parte della Gaystapo. Cosa c’è
infatti di più intollerabile della castissima seduzione femminile dell’
“eromenos” di Ercole? Mi perdonano i cultori di lettere greche se, da
povero avanzo di liceo scientifico traduco “eromenos” con “femminiello”?
La potenza dell’arte (lo sapevano bene gli autori delle vetrate delle
cattedrali) arriva diritta all’anima, che si conosca o no la vicenda,
attraverso le civiltà e i millenni. E mi immagino l’adolescente inglese,
lentigginoso e dubbioso dei suoi poveri ormoni maschili bistrattati ed
estenuati, confuso dai messaggi osceni della nostra in-civiltà, magari
pronto ad essere irretito da qualche erastès al viagra, quell’adolescente
dunque che intravvede tra la penombra delle ninfee e la luminosità dolce
delle ninfe la meraviglia del piano della Creazione. E, rapito come Ila,
possa sfuggire a un immondo destino trovando la freschezza della Grazia.
Roba intollerabile per gli psicopoliziotti della Gaystapo. Ma di ninfe,
meglio, di Beatrici è pieno il mondo: il Creatore non si stanca di
mettercele a fianco, e da infinite generazioni un giovane ne viene
convertito in uomo, prima che in maschio. Quel presagio di Infinito che la
castità può rendere eterno salva l’anima, e fortifica il corpo. Nella vita
e nell’arte.
VIVA ILA SALVATO DALLE NINFE!

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