di Francesco Filipazzi
Una leggenda narra che l’Arcangelo Michele durante la prima lotta contro Lucifero, sferrasse un colpo di spada così potente da fendere il suolo per migliaia di chilometri. La fenditura oggi non c’è più, ma la “linea sacra di San Michele” esiste ancora e, in maniera davvero singolare e incredibile, unisce in linea retta tre santuari dedicati al culto micaelico.
La linea se prolungata sulla cartina, giunge fino a Gerusalemme
e tocca altri luoghi importanti del culto di San Michele in Cornovaglia
e in Irlanda. Esattamente a metà fra il francese Mont Saint Michel e il
pugliese Monte San Michele sorge, in provincia di Torino, la Sacra di
San Michele, antico monumento che domina la Val di Susa sul monte
Pirchiriano.
La datazione della prima costruzione è incerta.
Si sa che il luogo era utilizzato dai romani prima e dai longobardi poi
come presidio di controllo della valle. Negli ultimi decenni del decimo
secolo iniziò la costruzione della Sacra che divenne poi un convento di
monaci benedettini. La struttura sopravvisse nei secoli, grazie ad
interventi di manutenzione, ospitando la residenza monacale e il culto
di San Michele. Nel XVII secolo venne abbandonata, per essere riportata in auge da Carlo Alberto di Savoia a partire dal 1836. Oggi è luogo di pellegrinaggio e turismo.
La struttura è conservata quasi intatta e la sua
visione, sin dalla valle, evoca nella mente la grandezza e la
magnificenza del Medioevo. L’impatto visivo è tale che Umberto
Eco, nello scrivere “Il nome della rosa” fece muovere i suoi personaggi
in uno scenario molto simile a quello della Sacra.
Va da sé che nella zona, intrisa di magia, sorgessero leggende e tradizioni popolari.
Si tramanda ad esempio che una bella ragazza di nome Alda, in fuga da
una banda di razziatori che stavano mettendo a ferro e fuoco la Val di
Susa, si rifugiasse in una torre annessa alla Sacra, oggi Torre della
Bell’Alda, per non subire oltraggi da quei briganti. Pur di non finire
nelle loro grinfie, raccomandò la sua anima alla Madonna e si gettò giù
dalla torre, ma venne tratta in salvo da due angeli inviati da Nostra
Signora a salvarla. Successivamente nessuno credette al racconto e
dunque, per provarne la veridicità, Alda si rigettò dalla torre ma,
essendo quel gesto fatto solo per mettersi in mostra, nessuno andò a
salvarla e la poveretta si spiaccicò al suolo.
Altre leggende sono narrate e altre molto probabilmente sono andate perdute. Ciò non toglie che la Sacra sia un luogo meraviglioso che merita una visita, soprattutto in estate quando la natura intorno è lussureggiante e il sole illumina quelle mura antiche sorte mille anni fa.
*già pubblicato su Barbadillo.it
Pubblicato il 26 agosto 2015

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