di Pino Zonfrilli
Il 19 agosto scorso, all’improvviso, mentre era in vacanza
con la famiglia, è venuto a mancare per un arresto cardiaco Emmanuel Ratier,
probabilmente il più valido giornalista identitario e anticonformista della
destra francese. Nato ad Avignone quasi 58 anni fa, Ratier ha speso la sua
intera esistenza alla causa della patria e del bene comune, dedicandosi
intensissimamente a due attività coraggiose e speculari: la militanza
nazionalista e il giornalismo di ricerca e di documentazione
Fin da giovanissimo e per tutta la vita ha collaborato con i vari
gruppi della destra radicale, mostrando una purezza d’intenti e uno spirito di
devozione alla causa fuori dal comune. Per molti anni è stato nell’ambito del Front National di Jean Marie Le Pen, il
quale in un tweet ha definito la morte del giornalista come una “perdita
immensa per la causa nazionale”. Negli ultimi anni ha pubblicato validissimi
libri sulla politica francese, tra cui una colossale Encyclopédie
politique française in due tomi. Nel 2005, già autore affermato, ha perfino aperto una
libreria nel pieno centro di Parigi, libreria che costituiva uno dei punti di
riferimento dei giovani anticonformisti parigini e che gli antifas colpirono due volte, facendo
danni ingenti e spaccando le vetrine.
Ma laddove il caro Ratier è stato e resterà una figura in un
certo senso mitica e misteriosa, è il mondo del giornalismo e della
documentazione. Dopo essersi diplomato nel 1981 come giornalista
professionista, il nostro ha poi avuto moltissime esperienze di lavoro nella
stampa francese, sia della destra radicale che anche nella stampa moderata,
mostrando una capacità di scrittura fuori dal comune. Nei primi anni ’80 inizia
a pubblicare sul Figaro, su Valeurs actuelles, Magazine Hebdo, etc. Dal
1984 collabora con Minute, di cui
diventa redattore capo. Scriverà anche negli anni ’90 su Spectacle du Monde, National
Hebdo e sul Crapouillot.
Nel 1996 inizia la sua impresa più gloriosa e invero unica e
titanica. Fonda a Parigi il quindicinale Faits
et Documents, la migliore rivista anti-sistema, per profondità di analisi e
documentazione di prima mano, sia in Francia sia probabilmente in Europa. Questo
quindicinale rappresenta un unicum nel suo genere. Dal primo numero all’ultimo,
per quasi 20 anni, sempre nello stesso formato e cogli stessi colori, Ratier vi
ha pubblicato migliaia di documenti interni del potere e dei gruppi di
pressione, che più volte cercarono di farlo tacere. Avendola conosciuta e letta
sin dai suoi albori, possiamo dire che si tratta di qualcosa di unico e
probabilmente di irripetibile. Ogni quindici giorni Ratier redigeva,
completamente solo, 12 pagine di notizie brevi, informazioni politiche,
culturali, economiche e finanziarie, oltre a temutissimi dossier sulle
principali figure della politica e dell’establishment francese. Questo
materiale, pubblicato in quasi 20 anni di lavoro, ha qualcosa di strabiliante,
come incredibile è la sua documentazione archivistica e la sua preparazione
politologica, cose queste ultime riconosciute anche da quotidiani avversi alla
destra come Le Monde o Libération. Ogni
numero di Faits et Documents
comportava altresì due pagine intere dedicate ai libri di formazione del
militante nazionalista e anti-conformista. Attraverso queste pagine si può dire
senza tema di errore che Emmanuel Ratier ha contribuito da par suo a formare
una generazione: formazione intellettuale esigente, radicale, scientifica,
variegata (dalla politica internazionale all’economia e alla cultura anche
religiosa e letteraria, con un occhio speciale rivolto alle lobby e ai grandi
gruppi mass mediatici).
Il caso ha voluto che la morte di Ratier sia avvenuta proprio
dopo l’uscita del numero 400 della rivista. In una sorta di breve editoriale
scriveva così: “Ecco il n. 400 di Faits
et Documents. Una avventura cominciata il primo marzo del 1996. Grazie a
tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo lungo lavoro di memoria. Spero
che sarete numerosi a partecipare alla cena per amici del 19 settembre [2015]
in cui svelerò i miei nuovi obiettivi”…
Certamente i suoi obiettivi avevano a che fare con delle
nuove pubblicazioni, essendo il nostro infatti uno dei più grandi esperti al
mondo di massoneria e dei centri di potere, come la potentissima lobby francese
Le Siècle.
Chi ha avuto il piacere di conoscerlo, come il sottoscritto,
a Parigi proprio nell’anno della fondazione della sua rivista, non può che
auspicare che il Signore, che scruta meglio di noi le reni ed i cuori, lo abbia
già accolto nel suo regno di pace, in cui chi si è sacrificato per il bene
comune della patria, avrà quell’onore che in terra nessuno gli ha tributato.
Pubblicato il 22 agosto 2015

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