di Giuseppe Signorin
Il buon giorno si vede dal parcheggio. Se si trova posto per la propria Panda davanti all’unico cinema del paese, dove di solito nemmeno a bordo di una formica si può sperare di intravedere un buco dove metterla, significa che le cose partono bene. D’altronde, un cinema che decide di proiettare per diversi giorni di fila il secondo docu-film del geniale regista spagnolo Juan Manuel Cotelo, “Mary's Land - Terra di Maria”, non può che iniziare anche lui a dispensare miracoli.
Il buon giorno si vede dal parcheggio. Se si trova posto per la propria Panda davanti all’unico cinema del paese, dove di solito nemmeno a bordo di una formica si può sperare di intravedere un buco dove metterla, significa che le cose partono bene. D’altronde, un cinema che decide di proiettare per diversi giorni di fila il secondo docu-film del geniale regista spagnolo Juan Manuel Cotelo, “Mary's Land - Terra di Maria”, non può che iniziare anche lui a dispensare miracoli.
Dopo
“L’ultima cima”, il documentario più visto di sempre in Spagna grazie al solo
passaparola e alla figura simpaticissima e santa di don Pablo Dominguez, con
Terra di Maria Cotelo veste i panni dell’avvocato del diavolo e indaga su una
serie di conversioni e di personaggi radicalmente cambiati dall’incontro con la
Madre di Dio. C’è “un tempo per piangere e un tempo per ridere”, recita
l’Ecclesiaste. In Terra di Maria i due tempi si alternano di continuo fino
quasi a confondersi, come quando fuori piove e c'è il sole. (Io ovviamente
da vero maschio selvatico per non piangere prendevo in giro mia moglie che
piangeva).
Impressionante
la capacità di sintesi e visione d'insieme del regista: dalla creazione del
mondo ai giorni nostri, una Chiesa viva riunita attorno al nome della Madre
perché solo la Madre può portarci in maniera santa al Figlio. Tanti i
personaggi "interrogati" dal regista/avvocato del diavolo, da un
infermiere messicano che come secondo lavoro gira di bordello in
bordello portando immagini sacre e rosari e dicendo agli ultimi degli
ultimi che Dio li ama alla follia, a un'ex soubrette di Las Vegas, Lola Falana,
nota anche nel nostro paese, ammalata ma innamorata di Maria, passando per
medici ex abortisti ed ex modelle oggi paladini della preghiera e della vita.
Fino ad arrivare a Medjugorie - vertice del film.
Un'opera
estremamente personale e allo stesso tempo estremamente umile. In realtà
le due cose non sono in contrapposizione, come a volte si può pensare: Cotelo
usa il suo talento, la sua personalità e il suo senso dell'umorismo perché lui
è stato fatto così e così rende gloria a Dio e serve i fratelli.
Altrimenti Dio l'avrebbe fatto in maniera diversa.
Pubblicato il 27 maggio 2015

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