di Matteo Donadoni
Pubblicato il 24 novembre 2014
Non potevo credere ai miei occhi.
L’altro giorno entra mio padre e, tutto giulivo, mi annuncia che da giovedì 13
novembre ospiterà per qualche giorno padre Efrem, profugo siriano,
sacerdote della chiesa siriaco-ortodossa. Ma siccome a casa mia le notizie
buone entrano dalla porta ed escono dalla finestra, ecco che mi scodella sul
tavolo della cucina l’ultimo numero della rivista Jesus, per la
precisione il fatidico Numero 11 Novembre 2014 - Euro 4,50. Dicendomi: “guarda
un po’ qua cosa dicono sul Sinodo”. Mi deve essere caduta la mandibola nella
pasta per le lasagne – ogni tanto cucinano anche i maschi – tipo Wile E.
Coyote. Il pezzo forte del numero, come
evidenzia la copertina è l’inchiesta: “Gli ostruzionisti – ovvero tutti i
nemici delle riforme avviate da papa Francesco”. Vado a leggere. E’ una
bella rivista: bel formato, buona carta, ottima impaginazione, mi piace. Poi si
arriva al quid. E si rincara la dose: “C’è chi dice no alla
modernizzazione della Curia vaticana, chi critica il ridimensionamento della
Cei, chi si oppone alla pulizia dello Ior o alla trasparenza di fronte agli
scandali sessuali: l’elenco di tutti i nemici delle riforme avviate da papa
Francesco”. E chi sono? L’inchiesta li definisce “gli apparatchik
allergici alle riforme” - che poi, gira e rigira, più che di riforme il
problema sono le idee che il card. Kasper porta avanti dal ’77. Infatti si va
melodrammaticamente subito al nocciolo della questione: “Febbraio è il punto di
non ritorno: da quel momento il fronte più tradizionalista si scatena, spesso
con l’appoggio di giornalisti embedded: contro le tesi di Kasper esce un
volume di cinque cardinali…”e chi siano lo sappiamo: il Prefetto della
Congregazione per la Dottrina della Fede, Gerhardt Ludwig Müller,
definito qui - ma messo un po’ vilmente in bocca ad altri - “nemico numero uno
del papa”; il “neopromosso” patrono del Sovrano Ordine di Malta Raymond
Leo Burke, ex-prefetto della Segnatura apostolica; Walter Brandmüller,
presidente emerito del Pontificio Comitato di scienze storiche; Carlo
Caffarra, arcivescovo di Bologna e uno dei teologi più vicini a san
Giovanni Paolo II sui temi della famiglia e Velasio De Paolis,
presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici.Poi gli autori passano alle questioni
economiche legate alla vicenda Ior (per le quali ci viene spiegato il
famigerato “sistema Bertone”), e di conseguenza si imbattono nella
persona del cardinal George Pell. La cosa li imbarazza al punto da
sentire l’esigenza di doversi giustificare: perché l’australiano è sì un
“conservatore, ma sostenitore della riforma della Curia”, pazienza se è un “caso
anomalo nella geografia bergogliana: rappresenta la corrente di quei cardinali
europei e d’oltreoceano tradizionalisti in campo dottrinale”. La stessa sorte tocca al cardinal Angelo
Bagnasco, che purtroppo ha questa tara dei principi non negoziabili.
Infatti il povero cardinale “cerca di mutuare linguaggio e atteggiamento
pastorale, pur se i ‘valori non negoziabili’ e la denuncia della ‘teoria del
gender’ gli rimangono cari”. Ma il colpo da biliardo sta per
arrivare e porta il nome di Jozef Wesolowski. Ex nunzio apostolico nella
Repubblica Dominicana, arrestato e condannato a sette anni di reclusione per
possesso di un’ingente quantità di materiale pedopornografico, caso che ha
destato clamore internazionale. Non è finita. Manca il colpo di grazia, con il
quale si va a rimestare nel torbido per pescare il nome di monsignor Rogelio Livieres, vescovo
(poi destituito dal Papa) di Ciudad del Este, presentato come “membro
dichiarato dell’Opus Dei” – neanche fosse una società segreta o
un’organizzazione terroristica –, colpevole di aver accusato la chiesa del
Paraguay di aderire alla Teologia della Liberazione, oltre che di aver
coperto un “noto abusatore” nella sua diocesi.Ora, a me piacerebbe sapere, senza
entrare nel merito dei vari casi, quale sarebbe il collegamento logico fra
questi due ultimi personaggi ed il Sinodo per la famiglia. E soprattutto come
sia possibile porre sullo stesso piano cardinali che hanno scritto un libro per
ribadire la dottrina cattolica di sempre e condanne per pedofilia, senza
risultare moralmente e deontologicamente ipocriti. Che la costruzione a
tavolino di casi per cui esistono dei cardinali oscurantisti e cattivi che
impediscono le riforme di Bergoglio la facciano giornali anticristiani, come Repubblica
e Il Corriere della Sera, a me può anche star bene. Rientra in un quadro
tutto sommato logico. Ma Jesus, Edizioni San Paolo? A me sembra, in
tutta onestà, un’operazione di straordinaria ipocrisia intellettuale e
disinformazione artefatta, al fine di presentare chi vuole restare fedele a
Cristo come un becero fariseo ostruzionista. Bella la rivista Jesus, bella scelta
del font, ottimo il profumo della carta, mi piace. Se fosse anche
apertamente e totalmente cattolica la comprerei.
Resta il fatto che, fra le migliaia di titoli in libreria ed edicola di e su Papa Francesco, il più venduto di tutti sia "Non è Francesco" di Socci. A dimostrazione che l'opinione pubblica, con buona pace della "grandissima popolarità" venduta dai media, se ne sta stufando... PMF
RispondiEliminaJesus acquisisce un nuovo stile, perciò si apre a un "Panorama" nuovo, diretto come un "Espresso"! Come?! Vi domandate anche verso "Chi"?
RispondiEliminaFrancesco S.
E nessuno provvede a dire "STOP" a questa "GENTE" così troppo supina allo spirito mondano di "OGGI", caro Francesco?
EliminaTommaso Pellegrino - Torino
www.tommasopellegrino.blogspot.com